Visto da destra

VIOLENZA E ODIO CONTRO CHI COMMEMORA LE FOIBE. I CENTRI SOCIALI NON SI SMENTISCONO MAI

Odio e violenza. Violenza e odio.
I centri sociali non si smentiscono mai e a Padova, come a Pavia, oltraggiano la memoria delle vittime delle foibe e dell'esodo cercando di aggredire donne e uomini, bambini e anziani, aventi la sola “colpa” di ricordare quella triste pagina di storia italiana, per troppo tempo sottaciuta, negata, vilipesa. Tra i cori vituperosi e agghiaccianti sollevati dai centri sociali, a fare più rumore è il silenzio assordante dei Grasso, delle Boldrini, di chi si ammanta di democrazia e libertà e poi si volta dall’altra parte dinanzi a queste manifestazioni di odio e violenza anti-italiana. Vergogna!

LICENZIATA DOCENTE CHE INSEGNAVA A SCRIVERE "SQUOLA". VOGLIAMO L'AUTONOMIA ANCHE PER UNA SCUOLA PIÙ RESPONSABILE E DI QUALITÀ

Certamente il caso della docente che ha scritto “squola” è l’eccezione perché la qualità della scuola italiana è molto alta, ma non è un caso isolato di indeguatezza del sistema.

Nel mio ruolo di assessore all’istruzione della Regione del Veneto in questi anni sono stata coinvolta mio malgrado in alcuni casi più o meno gravi di “mala-scuola” e spesso la stessa dirigenza scolastica era impossibilitata ad agire. Dall'insegnante travestito, a quello entrato di ruolo che faceva il commercialista a migliaia di chilometri di distanza e chiedeva i benefici di legge per accudire un congiunto, dall’avvocato-sindaco che bloccava un posto di ruolo da anni, al precario di 50 anni licenziato ogni anno a giugno, all’insegnante di inglese...che non sapeva l’inglese alla preside isterica che tortura i propri poveri insegnanti con linee guida umorali. 

Maggiori poteri e responsabilità ai dirigenti scolastici, compresa la scelta dei docenti più adatti a quel dato tipo di scuola, sono queste alcune esigenze a cui vorrei dare risposta con l'autonomia per la scuola del Veneto.
Il Presidente Luca Zaia ha condiviso col Governo che, tra le prime e più importanti materie, su cui innestare il processo di autonomia a seguito del referendum ci sia la scuola e sono convinta che questo processo porterà ad una ulteriore qualità e responsabilità.

CAPOTRENO DENUNCIATO PER AVER FATTO SCENDERE DALLA CARROZZA MIGRANTE SENZA BIGLIETTO. UNA SENTENZA ASSURDA

Esprimo vicinanza e solidarietà al capotreno Andrea Favaretto, condannato per aver fatto scendere dal treno un passeggero nigeriano senza biglietto che in precedenza lo aveva aggredito sul binario. L’accusa è di violenza privata: della serie oltre il danno la beffa. Una sentenza assurda, che punisce una persona che aveva semplicemente fatto il suo dovere e mette in seconda piano la gravità di una condotta che ormai lascia esasperati i cittadini onesti, quella di chi sentendosi protetto dal buonismo e dalla tolleranza pelosa si prende gioco delle regole del vivere civile. Anch’io un mese fa sul treno Bologna-Padova ho fatto lo stesso, aiutando i controllori a far scendere tre stranieri senza biglietto.
Mi devo autodenunciare?

ALLA SCUOLA MILITARE MOROSINI DI VENEZIA PER LA 'GIORNATA DELLE TRADIZIONI E DEI VALORI'

Ho avuto il grandissimo onore di portare il saluto della Regione del Veneto alla prima ‘Giornata delle tradizioni e dei valori’ della scuola militare Morosini di Venezia.
L’intervento del Comandante Capitano di Vascello Fabbri ha toccato le corde più profonde dell’orgoglio di appartenere a questa prestigiosa istituzione scolastica della Marina Militare. Patria e Onore sono le parole che campeggiano sulla Scuola all’isola di Sant’Elena. Ieri e oggi monito, stile di vita, modo si essere per ‘fare la differenza’ in una societá che diventa migliore se ha uomini e donne educati in questo modo. 
Ci sarà chi tra questi allievi, mi auguro, possa vestire la divisa per tutta la vita e onorare al meglio la Patria, gli altri sappiamo che saranno la classe dirigente necessaria all’Italia per tornare ad amare e onorare se stessa!

P.s Grazie al mio Ufficiale di Collegamento con la Marina Militare Andrea Tirondola che da sempre mi ha fatto conoscere la grande storia della Marina, i suoi protagonisti e l’epoca che diventa leggenda della sua storia e della cui amicizia profonda, con lui e la sua famiglia, mi onoro.

Foto Donazzan-Tirondola Morosini

MOSTRA FALCONE-BORSELLINO IN CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO: STUDENTI E DOCENTI DEL VENETO NON DEVONO PERDERE LA POSSIBILITÀ DI VEDERLA

Le scuole superiori del Veneto dovrebbero inserire nel calendario delle attività una visita alla mostra fotografica sull’eredità di Falcone e Borsellino, ospitata da oggi nella sede del Consiglio regionale del Veneto.
Questo l’invito che ho lanciato in occasione dell’inaugurazione a palazzo Ferro Fini, a Venezia, del percorso fotografico itinerante dedicato ai due magistrati assassinati dalla mafia, curato da Ansa, in collaborazione con il Miur, l'Associazione nazionale Magistrati e con l''Osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa e la promozione della trasparenza', in coincidenza con il 25° anniversario della strage di Capaci.

L’educazione alla legalità e al senso civico, che sono il fondamento e l’obiettivo ultimo di ogni percorso formativo, passano anche attraverso la conoscenza della testimonianza e dell’eredità lasciata da operatori di giustizia e servitori dello Stato, quali sono stati i due magistrati assassinati in Sicilia.
Invito dirigenti scolastici e insegnanti a proporre ai loro ragazzi questo incontro diretto con questo drammatico capitolo della storia dei nostri giorni, che continua a segnare il nostro tempo. E se il calendario scolastico e delle festività non dovesse lasciare margini di flessibilità, invito gli studenti del Veneto ad approfittare delle vacanze natalizie per non perdere la tappa veneziana di questa mostra itinerante che sta facendo il giro dell’Italia intera.

La mostra, aperta sino al 25 gennaio, si articola in 150 foto che raccontano la vita dei due magistrati, dall'adolescenza a Palermo alla nascita del Pool antimafia, alle stragi del '92 e a quanto è avvenuto dopo.