Visto da destra

SAFILO TORNA A INVESTIRE IN ITALIA. È UN'OTTIMA NOTIZIA!

Safilo fu la prima azienda che seguii in qualità di assessore al Lavoro della Regione del Veneto nel lontano 2005.
A questa realtà sono particolarmente legata e, come mi è sempre accaduto con le aziende incontrate, con le loro storie, con i lavoratori coinvolti, ho partecipato anche affettivamente alla loro vita. Ho tifato per loro.
Oggi per Safilo c'è questa ottima notizia! Torna in Italia in modo significativo, investendo 60 milioni di euro di cui 4 a Longarone! 

Del resto il distretto dell'occhialeria, nel bellunese, è in vetta alla classfica dell'export tra i distretti della moda italiana.
A tributare l'Oscar per la crescita del fatturato realizzato con le vendite sui mercati europei, americani ed asiatici, nella scorsa primavera, è stato il Monitor dei distretti, pubblicazione annuale di Intesa San Paolo divulgata da Sole 24 Ore.
Il monitoraggio ha mappato le performance di 147 distretti italiani qualificando come 'lepre del made in Italy' il distretto bellunese, che ha visto crescere del 131% le esportazioni negi ultimi dieci anni.

Un primato frutto dell'ingegno e del coraggio di grandi capitani di industria e di una rete fitta di piccole e medie imprese che vantano una significativa capacità imprenditoriale e una notevole propensione innovativa.
Safilo torna in Italia

IL DIARIO 'ISLAMICO' ALL'ISTITUTO COMPRENSIVO "N.REZZARA" DI CARRÈ PROVOCA SCONCERTO. NON MI SENTO DI CONDANNARE LO SPONTANEO DISAPPUNTO. CI DÀ LA MISURA DELL'ESASPERAZIONE DELLA NOSTRA SOCIETÀ

Questa mattina mi è giunta una segnalazione secondo cui all'Istituto comprensivo di Carrè-Chiuppano-Zanè sia stato consegnato agli studenti un diario scolastico con in copertina sei donne con lo hijab, il tradizionale velo islamico, salvo poi emergere che la persona ritratta, in stile Andy Warhol, è il premio Nobel Malala Yousafzai, giovane attivista pakistana per il diritto all'istruzione nei Paesi islamici.
In un primo momento, non riconoscendo il personaggio, alcuni genitori hanno preso con sconcerto l'iniziativa della scuola, sconcerto che non mi sento di condannare e che ci dà la misura della legittima esasperazione che un po' tutti noi percepiamo per la svendita della nostra cultura e della nostra identità, a favore della promozione di altre culture. Tutto questo lo ritengo un segnale di forte debolezza!

Mi piacerebbe vedere ritratti nei diari scolastici delle nostre scuole, personaggi che hanno fatto la storia della nostra nazione, icone di italianità ed esempi di sacrifico per il solo fatto di aver amato la Patria. Come Norma Cossetto, la giovane istriana, laureanda in lettere e filosofia all'Università di Padova, trucidata dai partigiani titini nel 1943.
Credo che prima di conoscere altre culture, i nostri ragazzi, che saranno i cittadini di domani, debbano essere consapevoli fino in fondo della nostra storia, della nostra cultura!

L'integrazione non passa dalla corsa esasperata alla valorizzazione delle altre culture ma dalla conoscenza dei nostri valori e della nostra cultura millenaria che dobbiamo trasmettere ai cittadini stranieri affinché possano essere realmente parte della nostra comunità. Solo se saremo forti e consapevoli di ciò che siamo, e da dove proveniamo, potremmo farci rispettare da chi pensa di imporre da noi usi e costumi antitetici alla cultura italiana e occidentale. Non è certo calando le braghe e rinunciando a noi stessi che arriveremo ad una compiuta integrazione!

Donazzan su diario islamico


VIVIAMO IN UN MONDO ALLA ROVESCIA!

Non mi interessa sapere chi è il giovane vicentino protagonista della vicenda che a Bologna si è visto recapitare una denuncia per lesioni private per il solo fatto di essersi difeso e aver difeso la propria donna da un ladro marocchino, ma lui sappia che non è solo e che il mio collega e amico avvocato Galeazzo Bignami (consigliere regionale di Forza Italia in Emilia Romagna) ha deciso, insieme ad altri legali, di mettere a disposizione le proprie competenze professionali per difendere il giovane in Tribunale.

Viviamo in un mondo alla rovescia, dove le vittime vengono considerate dall'ordinamento degli aguzzini mentre i malviventi vengono considerati i soggetti deboli in qualche modo da tutelare. Questo non può che indignarmi e vicende del genere non fanno altro che allontanare i cittadini dalle istituzioni. Gli italiani hanno bisogno di sentirsi sicuri nei propri quartieri, nelle proprie città e nelle proprie case, e lo Stato - che troppe volte tutela i criminali e non difende le persone per bene - ha l'obbligo di riconquistare la loro fiducia con la certezza della pena!

Il problema della mancanza di sicurezza e del degrado è avvertito sempre più anche a Vicenza. E la soluzione non può che essere quella di riporre i guanti di velluto nel cassetto ed incominciare ad utilizzare il pugno di ferro contro i delinquenti, spesso immigrati clandestini, che infestano, come virus, le nostre città. Di buonismo, se non si muore, si soccombe.
E la rotta, quindi, deve essere presto invertita con provvedimenti seri ed efficaci. Le chiacchiere stanno a zero!

MANCANO GIOVANI ALPINI, RIPRISTINIAMO LA NAJA

È l'appello che Luciano Cherobin, presidente della sezione di Vicenza dell'Associazione Nazionale Alpini, ha lanciato la scorsa domenica durante il pellegrinaggio all'Ossario del Pasubio per ricordare i nostri Caduti. Non può che trovarmi d'accordo!
Il servizio militare fu scuola di vita, fu palestra per uscire di casa per la prima volta comprendendo la parola dovere prima di diritto, aiutò generazioni di italiani fino alla leva del 1984 a sentirsi popolo, garantisce ancora oggi che vi siano centinaia di migliaia di italiani perbene, di volontari nella Protezione Civile, nella conservazione della memoria, nei tanti servizi per il bene delle nostre comunità gratuitamente. Ripristinare la naja è un dovere!

DOBBIAMO RIPRISTINARE IL SENSO DEL SACRO E TRAMANDARLO AI GIOVANI

A Marostica, nel vicentino, il furto di un cappello da Alpino dalla tomba di un giovane defunto. A Vicenza, nel tempio di San Lorenzo, l'imbrattamento di un patrimonio storico e culturale dal valore inestimabile. Due fatti deprecabili di cui ci parlano le cronache odierne e che ritengo abbiano un unico mandante: quell'orientamento culturale nichilista e relativista che ha voluto liquidare il senso del sacro dalla nostra società, dalla nostra vita.
E credo che gli esecutori materiali dei piani 'diabolici' di questo vile mandante siano giovani che appartengono alle nostre scuole, ottime per qualità della didattica e per capacità di apprendimento degli studenti, carenti, e molto, di principi che dovrebbero permeare la vita di ognuno di noi, a maggior ragione in questa congiuntura storica dove le certezze di ieri non sono più quelle di oggi.
Questi giovani vanno educati alla "sentimentalità", come già avevo chiesto ad alcuni esperti di promuovere appositi progetti e percorsi nelle scuole del Veneto.
Dobbiamo ripristinare il senso del sacro e tramandarlo ai giovani. Lo dobbiamo a chi ci ha preceduto.