Visto da destra

UN GOVERNO RENZI SENZA RENZI. ZERO CREDIBILITÀ, UN OFFESA PER IL VENETO CHE RIVENDICA L'AUTONOMIA!

Non giriamoci intorno. Quello che otterrà la fiducia oggi a Montecitorio, e domani al Senato, è un governo Renzi senza Renzi.
La cifra politica dell'esecutivo Gentiloni è infatti molto precisa: non vengono rimossi dal loro incarico ma addirittura 'raddoppiano' i fedelissimi del premier uscente, come Maria Elena Boschi e Luca Lotti, che permangono in posizione di peso e potere vero.
E per fortuna che Renzi e la Boschi avevano detto esplicitamente che avrebbero smesso di fare politica nel caso in cui avessero perso il referendum come poi è accaduto. Renzi aveva detto altresì che in questa ipotesi non avrebbe fatto melina, non avrebbe galleggiato, non avrebbe fatto 'governicchi'. Peccato che, alla prova dei fatti, le cose stiano in un altro modo.
Nel governo Gentiloni non mi spiego non solo la riconferma di tutti i ministri del governo Renzi, fatto salvo per il pessimo ministro Giannini fautore di una legge deleteria come la 'Buona scuola', ma anche la costituzione del dicastero per il Mezzogiorno, nella solita retorica meridionalista.
Ma questo non dovrebbe essere un governo 'a tempo' per giungere in tempi stretti alla realizzazione di una nuova legge elettorale per poi andare alle elezioni e restituire la parola agli italiani? Che senso ha, quindi, la costituzione di nuovi ministeri? La credibilità non è proprio di casa a Palazzo Chigi!
Il renzismo che caratterizza l'esecutivo Gentiloni non era per la razionalizzazione della spesa pubblica? A me pare invece che ad essere razionalizzato sia soltanto il buon senso e non le poltrone.
Il dicastero per il Mezzogiorno lo trovo offensivo per il Nord e più nello specifico per il Veneto che ogni anno versa nelle casse dello Stato 21 miliardi di euro.
Questo orientamento governativo non fa altro che rafforzare l'idea di Forza italia di rivendicare l'autonomia per la nostra Regione, in contrasto al centralismo e alla retorica meridionalista di questo governo distante dalle esigenze dei veneti e degli italiani più in generale. Andiamo avanti!

Governo Renzi senza Renzi

"L'AUTONOMIA DEL VENETO NEI PROGRAMMI DI GOVERNO". LA MIA INTERVISTA AL GAZZETTINO

Da nazionalista e patriota dico: solo il federalismo differenziato può salvare l'unità dello Stato italiano.

La mia intervista al Gazzettino in cui esprimo la mia analisi a seguito della vittoria schiacciante del No al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.

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SULLA VITTORIA DEL 'NO' AL REFERENDUM: ORA LEGGE ELETTORALE E POI AL VOTO. CENTRODESTRA UNITO PER PROPOSTA DI GOVERNO SUL MODELLO VENETO

Nei mesi di intensa e capillare campagna elettorale, iniziata la scorso 28 giugno con la nascita del nostro Comitato per il No, insieme all'amico Giorgio Conte abbiamo organizzato oltre cinquanta incontri sul territorio in cui abbiamo spiegato ai cittadini che il Veneto avrebbe perso autonomia con le nuove norme costituzionali e siamo stati in grado di far capire loro che quelle norme avrebbero inciso in modo significativo sulla nostra vita.
Non solo: quello che i veneti hanno espresso, e gli italiani più in generale, è anche un voto politico contro le misure del governo Renzi, incapace di dare risposte concrete alle esigenze del popolo italiano.

Un altro fatto è emerso inoltre da questa consultazione referendaria: che spocchia e arroganza, mostrate da Renzi, dalla Boschi, e dai loro accoliti in molteplici situazioni, non pagano mai.
Ora è necessario promulgare subito una nuova legge elettorale per tornare al più presto al voto.

Gli italiani, che ieri hanno dato grande dimostrazione di quanto desiderino essere popolo sovrano, hanno il diritto di eleggere il proprio governo, dopo troppo anni di 'governicchi' che hanno fatto più danni che altro.

In questo quadro il centrodestra deve riorganizzarsi e compattarsi, per esprimere una credibile proposta di governo, magari copiando il virtuoso ed efficiente modello veneto.

Donazzan vota NO al referendum

IL CENTRODESTRA VINCE SOLO SE UNITO. OVUNQUE

François Fillon ha vinto le primarie del centrodestra francese con il 68% dei consensi, confermando un clamoroso successo popolare con oltre 4,2 milioni di voti. Record assoluto, basti pensare che nel 2011 le primarie del centrosinistra avevano avuto "solo" 2,7 milioni di votanti.
"Quel che ci unisce è maggiore di ciò che divide", ha detto Fillon lanciando un messaggio di stima e affetto per Juppé, il suo avversario sconfitto alleprimarie, che gli ha augurato "buona fortuna".
Come ben sapete l'esterofilia non è di certo una mia prerogativa: ma i concetti di primarie, partecipazione, confronto franco e schietto all'interno di regole certe e metodi trasparenti, stile comportamentale sia nella vittoria che nella sconfitta, unità contro i socialisti senza se e senza ma, seppur nelle diverse sensibilità, mi fanno guardare le primarie dei "Repubblicani" francesi con grande rispetto e attenzione.
Il centrodestra vince solo se è unito. Ovunque.

Franois Fillon

DALLA FIERA DI VERONA IL MIO GRAZIE ALLE FORZE ARMATE!

A JOB&Orienta non potevo non passare a salutare i nostri militari allo stand dello Stato Maggiore della Difesa.
Nell’ultimo mese, militari dell’Esercito e del Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri, tra cui anche personale dei “Caschi blu della cultura”, sono intervenuti in coordinamento e stretta sinergia con il personale dei Vigili del Fuoco e della Soprintendenza dei Beni Culturali in più zone del Centro Italia colpite dal sisma per recuperare e mettere in sicurezza il patrimonio storico e culturale.
Non solo: in queste ore i nostri uomini e le nostre donne in divisa stanno concorrendo ai soccorsi ai territori italiani colpiti dal maltempo.
Questa è l'Italia migliore, a cui sono e sarò sempre riconoscente.
Difesa a JOBOrienta