Visto da destra

EVVIVA IL PROSECCO! SUCCESSO ECONOMICO E CULTURALE DEL NOSTRO AMATO VENETO

Prosecco strepitoso! Il mondo lo ama sul serio visto che si vendono 510 milioni di bottiglie. Tra DOCG e DOC i numeri sono in crescita continua con alcuni mercati che stanno dimostrando grande interesse quali la Gran Bretagna e gli Stati Uniti d'America. 

Mi piace sottolineare che non si tratta solo di un grande successo economico, ma anche e soprattutto culturale. 
C'è il grande effetto di entusiasmo che ha tra i giovani. Non faccio riferimento ai soli appassionati del vino, ma ai tanti giovani che hanno deciso di fare del Prosecco e del loro territorio una occasione di vita e di lavoro. 

In particolare nella bellissima Valdobbiadene, dove il gruppo dei giovani che animano la Consulta Giovanile ha una grande idea del proprio territorio, delle occasioni economiche che possono nascere e crearsi attorno al Prosecco e di come progettare un modello di territorio da esportare. 

Allora suggerisco di brindare con il Prosecco a Natale! Nel segno del nostro territorio e della nostra cultura. 

E grazie al giovane e molto capace Assessore Tommaso Razzolini per come riesce a coinvolgere la Regione nella valorizzazione del suo territorio.
Donazzan Prosecco

BAMBINA SVIENE PER LA FAME A SCUOLA? PENSIAMOCI, SONO FAMIGLIE NOSTRE!

A Natale tutto questo è ancora meno accettabile. Una società civile, uno Stato che si rispetti, pensa ai più fragili e ai suoi cittadini, prima di tutto. La notizia sconvolgente lo è ancora di più perché non si tratterebbe di un episodio isolato.

Ho esordito così, in una comunicazione alla stampa, commentando la vicenda che nei giorni scorsi, ad Udine, ha visto una bambina svenire a scuola dalla fame.

La povertà è rientrata nella nostra società, anche nel nostro Veneto, ma vanno fatti dei distinguo anche tra poveri. Stiamo buttando miliardi di soldi pubblici per gli immigrati clandestini e i nostri anziani o i nostri bimbi non mangiano; abbiamo poveri dignitosi che non chiedono e immigrati o nomadi sulla porta delle chiese o agli angoli pronti a derubarti con la scusa di chiedere la carità.

 

È Natale! Facciamo un bel gesto, che vada veramente a chi ha bisogno e merita il nostro aiuto. In questi giorni nei supermercati vicentini ci sono le associazioni degli alpini e altri gruppi di volontariato che raccolgono beni di prima necessità come riso o latte per le nostre famiglie, andiamo lì a fare beneficienza. 

E basta dare monete fuori dalla chiesa a gente che approfitta della nostra cristiana coscienza, entriamo piuttosto in chiesa dove normalmente si trova una cassettina con scritto: 'pane per i poveri'. Sono i nostri prima di tutto e spero che anche la Chiesa se ne renda conto.

 

Nell'augurio alle scuole che rivolgo annualmente a Natale, richiamerò tutti, insegnanti e studenti, a guardare prima chi ci è prossimo, il nostro vicino di banco, di casa, il nostro famigliare, il nostro concittadino. Prima ci sono i nostri poveri.

UN GOVERNO RENZI SENZA RENZI. ZERO CREDIBILITÀ, UN OFFESA PER IL VENETO CHE RIVENDICA L'AUTONOMIA!

Non giriamoci intorno. Quello che otterrà la fiducia oggi a Montecitorio, e domani al Senato, è un governo Renzi senza Renzi.
La cifra politica dell'esecutivo Gentiloni è infatti molto precisa: non vengono rimossi dal loro incarico ma addirittura 'raddoppiano' i fedelissimi del premier uscente, come Maria Elena Boschi e Luca Lotti, che permangono in posizione di peso e potere vero.
E per fortuna che Renzi e la Boschi avevano detto esplicitamente che avrebbero smesso di fare politica nel caso in cui avessero perso il referendum come poi è accaduto. Renzi aveva detto altresì che in questa ipotesi non avrebbe fatto melina, non avrebbe galleggiato, non avrebbe fatto 'governicchi'. Peccato che, alla prova dei fatti, le cose stiano in un altro modo.
Nel governo Gentiloni non mi spiego non solo la riconferma di tutti i ministri del governo Renzi, fatto salvo per il pessimo ministro Giannini fautore di una legge deleteria come la 'Buona scuola', ma anche la costituzione del dicastero per il Mezzogiorno, nella solita retorica meridionalista.
Ma questo non dovrebbe essere un governo 'a tempo' per giungere in tempi stretti alla realizzazione di una nuova legge elettorale per poi andare alle elezioni e restituire la parola agli italiani? Che senso ha, quindi, la costituzione di nuovi ministeri? La credibilità non è proprio di casa a Palazzo Chigi!
Il renzismo che caratterizza l'esecutivo Gentiloni non era per la razionalizzazione della spesa pubblica? A me pare invece che ad essere razionalizzato sia soltanto il buon senso e non le poltrone.
Il dicastero per il Mezzogiorno lo trovo offensivo per il Nord e più nello specifico per il Veneto che ogni anno versa nelle casse dello Stato 21 miliardi di euro.
Questo orientamento governativo non fa altro che rafforzare l'idea di Forza italia di rivendicare l'autonomia per la nostra Regione, in contrasto al centralismo e alla retorica meridionalista di questo governo distante dalle esigenze dei veneti e degli italiani più in generale. Andiamo avanti!

Governo Renzi senza Renzi

"L'AUTONOMIA DEL VENETO NEI PROGRAMMI DI GOVERNO". LA MIA INTERVISTA AL GAZZETTINO

Da nazionalista e patriota dico: solo il federalismo differenziato può salvare l'unità dello Stato italiano.

La mia intervista al Gazzettino in cui esprimo la mia analisi a seguito della vittoria schiacciante del No al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.

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SULLA VITTORIA DEL 'NO' AL REFERENDUM: ORA LEGGE ELETTORALE E POI AL VOTO. CENTRODESTRA UNITO PER PROPOSTA DI GOVERNO SUL MODELLO VENETO

Nei mesi di intensa e capillare campagna elettorale, iniziata la scorso 28 giugno con la nascita del nostro Comitato per il No, insieme all'amico Giorgio Conte abbiamo organizzato oltre cinquanta incontri sul territorio in cui abbiamo spiegato ai cittadini che il Veneto avrebbe perso autonomia con le nuove norme costituzionali e siamo stati in grado di far capire loro che quelle norme avrebbero inciso in modo significativo sulla nostra vita.
Non solo: quello che i veneti hanno espresso, e gli italiani più in generale, è anche un voto politico contro le misure del governo Renzi, incapace di dare risposte concrete alle esigenze del popolo italiano.

Un altro fatto è emerso inoltre da questa consultazione referendaria: che spocchia e arroganza, mostrate da Renzi, dalla Boschi, e dai loro accoliti in molteplici situazioni, non pagano mai.
Ora è necessario promulgare subito una nuova legge elettorale per tornare al più presto al voto.

Gli italiani, che ieri hanno dato grande dimostrazione di quanto desiderino essere popolo sovrano, hanno il diritto di eleggere il proprio governo, dopo troppo anni di 'governicchi' che hanno fatto più danni che altro.

In questo quadro il centrodestra deve riorganizzarsi e compattarsi, per esprimere una credibile proposta di governo, magari copiando il virtuoso ed efficiente modello veneto.

Donazzan vota NO al referendum