Visto da destra

A PADOVA DAL RETTORE RIZZUTO CON ILARIA CAPUA: I TIFOSI DELLE MANETTE LE CHIEDANO SCUSA

Nel pomeriggio di venerdì 31 marzo 2017 sono stata ricevuta, insieme alla virologa di fama internazionale Ilaria Capua, dal rettore di Padova, Rosario Rizzuto, per un amichevole colloquio.
Ilaria, un'amica, che ora dirige un centro di ricerca all'università in Florida, è giunta nel capoluogo patavino per presentare il suo ultimo libro "Io, trafficante di virus", in cui racconta il calvario giudiziario iniziato nel 2014, e conclusosi due anni dopo, che l'ha vista coinvolta a seguito di un'inchiesta rivelatasi poi infondata ma che le ha lasciato il segno, senza risarcimento per le sofferenze patite, senza che nessuno dei suoi colleghi parlamentari o del mondo scientifico sentissero la vergogna di quello che è accaduto. A fronte di tutto ciò, Ilaria ha deciso di volare negli Stati Uniti, dove la ricerca è rispettata, dove non c'è una giustizia tribale che, accompagnata da un certo tipo di giornalismo spregiudicato e feroce, massacra la vita delle persone prima che le loro eventuali responsabilità vengano accertate al termine di un processo giusto.
I tifosi di inquisizione e manette dovrebbero chiederle scusa. E dovrebbero chiedere scusa all'Italia intera che ha perso, si spera momentaneamente, una grande intelligenza che sarebbe utile, utilissima, al progresso scientifico della nostra nazione.
Arrivederci Ilaria, a presto!

Donazzan Capua Rizzuto

ATTENTATO DI LONDRA, VICEMINISTRO-SOLDATO SOCCORRE POLIZIOTTO FERITO: L'IMPORTANZA DEL SERVIZIO MILITARE IN UN'EPOCA DI MASSIMA ALLERTA

È un ex soldato delle Royal Green Jackets, le Giubbe Verdi, unità speciale dell'esercito britannico, dove ha servito come capitano. Ma è anche un parlamentare Tory. Durante l'attacco a Westminster, però, Tobias Ellwood, 50 anni, si è conquistato secondo la stampa britannica anche un altro titolo, quello di eroe. Il viceministro ha prestato soccorso ai feriti, facendo la respirazione bocca a bocca e tamponando l'emorragia del poliziotto ferito dall'assalitore. Purtroppo, l'agente è deceduto per le gravi ferite subite.
Ecco perché dovrebbero fare tutti il servizio militare.
Oggi più che mai abbiamo bisogno di civili preparati e l'attacco di Londra dimostra che non si è mai sicuri e bisogna essere in allerta sempre.

Attacco a Londra

ASSOLUZIONE TABACCAIO BIROLO: LA DIFESA È SEMPRE LEGITTIMA! ORA IL PARLAMENTO LEGIFERI IN QUESTA DIREZIONE

La sentenza di assoluzione in Appello di Franco Birolo, il tabaccaio di Civè di Correzzola (Padova), che il 25 aprile del 2012 sparò e uccise un ladro sorpreso a rubare nel suo negozio, mette in luce un fatto ormai comprovato: LA DIFESA È SEMPRE LEGITTIMA!
Ora il Parlamento legiferi in questa direzione, perché l'autodifesa è un diritto del cittadino da tutelare, come del resto avviene in altri Paesi occidentali ed europei. Basta chiacchiere, si passi ai fatti.

Assoluzione Birolo

 

IUS SOLI, AL MINISTRO FEDELI DICO: LA CITTADINANZA È UNA CONQUISTA, NON UN DIRITTO!

Se siamo una società multietnica (e non multiculturale), il rispetto delle regole non deve riguardare solo il diritto positivo, quindi le norme, ma anche le consuetudini e le abitudini, ovvero il contesto culturale, che in Veneto e in Italia è profondo e secolare!

È quanto ho ribadito venerdì 3 marzo 2017 intervenendo al convegno delle polizie locali a Marghera, sul tema della "Comunicazione e gestione dello straniero alla luce del nuovo decreto sulla sicurezza urbana".

La scuola deve essere un modello di integrazione, stabile e duratura nel tempo, ma la cittadinanza è una conquista e non un diritto. Quindi - in risposta al ministro Fedeli - dico no allo ius soli!

L'integrazione degli studenti stranieri è fondamentale. Non può essere un semplice caso il nascere o l'arrivo in Italia, ma dev'essere un progetto di vita stabile. Porte aperte, quindi, per coloro che vogliono integrarsi, ma per quanti pensano di esercitare solo diritti, senza doveri, le porte devono restare chiuse!

Alla Polizia Locale - corpo più presente nei territori per la sua vicinanza e capillarità - ho chiesto inoltre di andare nelle scuole vestendo la divisa e di rappresentare in modo concreto le istituzioni, testimoniando i valori e le regole che stanno alla base del nostro vivere civile.

A questi uomini e donne in divisa, infine, ho confermato l'impegno della Regione nel sostenere la loro formazione di fronte ai compiti e alle problematiche, sempre più stressanti che, come tutte le forze di polizia, sono chiamati ad affrontare.

ALPINI IN CATTEDRA PER CENTENARIO GRANDE GUERRA: MAESTRI DI STORIA E DI VITA! GIÀ COINVOLTE 120 SCUOLE E 15 MILA STUDENTI VENETI

Alpini nelle scuole, come maestri e testimoni della storia e dei valori sui quali si fonda l'Italia. Questo il senso del progetto "Ricordami…nelle trincee verso Trento e Trieste nasce l’Italia", elaborato dall'Ana (Associazione nazionale alpini) e dalla Regione Veneto, in collaborazione con l'Ufficio scolastico regionale e la Direzione scuola, che coinvolge le scuole dell'obbligo e secondarie delle sette province venete negli anni scolastici 2016-17 e 2017-18, in contemporanea alla conclusione del centenario della Grande Guerra. Un progetto biennale, finanziato con 50 mila euro l'anno dalla Regione Veneto, che rappresenta l’ultima tappa di un percorso educativo e didattico intrapreso dalle 'Penne nere' del Veneto nel 2011, con le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d'Italia, e che ha già coinvolto in quattro anni 120 scuole di ogni ordine e grado e 15 mila alunni.

Portare gli alpini in cattedra, come testimoni ed eredi della storia significa ricordare ai ragazzi che la nostra identità di popolo è nata nelle trincee, dallo spirito di sacrificio, dalla solidarietà e del senso dello Stato di tanti giovani. Con le loro 'lezioni', fatte di visite guidate ai luoghi della Grande guerra, di scoperta dei musei locali e dei Sacrari militari, di rievocazioni storiche e di divulgazione di quanto continua a fare il corpo alpino in Italia e all’estero, ne 'Penne nere' arricchiscono di contenuti educativi e di esperienze di vita i programmi scolastici, aiutando docenti, ragazzi e famiglie ad attualizzare pagine di storia che non dobbiamo dimenticare. Gli alpini, il più antico corpo di soldati di montagna attivo al mondo, sono i migliori 'testimonial' per le nuove generazioni di quei valori di solidarietà, appartenenza, senso del dovere e amore patrio sui quali si fonda il Paese e il vivere civile.

Le esperienze realizzate sinora nelle scuole dalle 15 sezioni Ana del Veneto sono state raccolte e documentate nella pubblicazione fotografica "Progetto Centenario", curato da Artenio Gatto e Arcangelo Murzio della sezione Ana di Vicenza, edito dall’Ana e dalla Regione Veneto, presentato il 23 febbraio 2017 a Venezia, al palazzo Grandi Stazioni, e prossimamente in distribuzione presso le sezioni alpine e nelle scuole del Veneto.

Parlare ai ragazzi di oggi di quanto successo cento anni fa in queste terre non è retorica, ma trasmettere il senso di patria e di una storia comune.
Ringrazio la Regione Veneto per il sostegno che ci dà nel diffondere la cultura alpina e i suoi valori. Questo Paese, e in particolare le nuove generazioni, avrebbero bisogno di esperienze obbligatorie di servizio civico per educarci tutti al senso dello Stato. Ne ho parlato anche con il ministro della Difesa Pinotti: noi alpini eravamo contrari all’abolizione del servizio di leva e oggi siamo convinti fautori del ripristino di una forma obbligatoria di impegno organizzato, a servizio delle necessità del Paese e dei bisogni delle persone!

 

Alpini a Grandi Stazioni 1