Visto da destra

Renzi ha ragione: svuotare le carceri non ha senso

Renzi ha ragione. È una follia risolvere il problema delle carceri super affollate svuotandole con amnistia e indulto, è una follia amministrativa e morale.
Amministrativa perché é già  stato dimostrato che i detenuti "liberati" in questo modo rientrano in carcere dopo nuova delinquenza con percentuali altissime, quindi non risolvendo il problema, morale perché che razza di insegnamento diamo ai delinquenti? E che esempio diamo alle persone per bene? Quelle che non delinquono, che rispettano la legge?

Aggiungo che in Veneto il rischio di avere 1.500 disperati in giro, senza lavoro, visto che non riusciamo a trovare e dare lavoro alle quasi 169.000 persone oneste, mi pare una cosa da scongiurare assolutamente.

La polemica dentro il PD non mi riguarda, ma credo che le persone oneste di destra o di sinistra ma in particolare quelle che guardano a destra, non accettino che si risolva il problema affollamento carceri liberando i delinquenti.

Cossetto e università  di Padova. Una vergogna da cancellare

Ho ricevuto oggi la lettera accorata dal Comitato "10 Febbraio" e dal rappresentante al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari eletto in Veneto per chiedere nuovamente al Rettore dell'Universita di Padova la cancellazione del nome della Medaglia d'Oro al Valor Civile Norma Cossetto dalla iscrizione in una targa presente al Bò. La richiesta viene fatta perchè, secondo un vergognoso falso storico, il nome risulta annoverato tra le vittime del "nazifascismo", quando invece fu vittima dei partigiani comunisti.

à‰ un impegno morale che io stessa mi sono assunta qualche anno fa con la sorella della giovanissima martire italiana quando il Comune di Grumolo delle Abbadesse in provincia di Vicenza dedicò alla Medaglia d'Oro istriana una piazza.

Lo rinnovo con maggiore forza in queste ore in cui si sta celebrando il funerale di Licia Cossetto, la sorella che per una vita ha portato il dolore lacerante della violenza perpetrata alla sorella ed il senso amarissimo dell'ingiustizia per una storia che ancora ha pagine strappate o falsate.

Una di queste pagine false è scritta sui muri del nostro prestigioso ateneo e non è più accettabile il silenzio colpevole del Rettore.

Licia Cossetto è morta lo stesso giorno della sorella Norma. Il 5 ottobre del 1943 Norma venne violentata da 17 aguzzini partigiani comunisti titini che poi la gettarono ancora via in una foiba. Licia non ha mai smesso di ricordare e di chiedere giustizia ed è morta il 5 ottobre 2013 a settant'anni esatti mentre si recava a Trieste per una celebrazione.

Ringrazio Federico Cleva, responsabile regionale del Comitato "10 Febbraio" per l'instancabile attività  per far conoscere ai giovani la storia degli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia e Raffaele Freda consigliere nazionale degli studenti universitari. Sarò al loro fianco.

Tragedia del Vajont

Egregi Dirigenti Scolastici,

lunedì prossimo 7 ottobre il Consiglio Regionale del Veneto, massima espressione della rappresentanza democratica del Veneto, si riunirà  a Longarone per ricordare la tragedia del Vajont. Da sempre la scuola è la più alta tra le istituzioni competenti relativamente ai temi della educazione alla cittadinanza intesa come condivisione del destino di un popolo.
Nell’ultima riforma della scuola tale compito è stato ancor più valorizzato e definito. Una nuova accezione della educazione civica come confronto sui temi dell’attualità  per trattare delle origini di un territorio, della sua storia come passato, ma anche quale proiezione nel futuro della società  di cui i nostri giovani saranno i protagonisti.

Disastro Vajont

Vi chiedo quindi lunedì, in concomitanza con la seduta del Consiglio Regionale in quel di Longarone, di approfondire la conoscenza di quella che fu una immane tragedia per gli abitanti di quel territorio, ma che segnò un punto fondante per la nostra società  veneta ed italiana. Nacque allora la Protezione Civile, si chiese all’Esercito Italiano ed in particolare agli Alpini di leva di intervenire in una emergenza ambientale e civile, si iniziò a riflettere in materia di legislazione ambientale in relazione all’utilizzo di un bene primario quale l’acqua e del suo sfruttamento da parte dell’uomo, si affrontò la delicata questione della fragilità  delle nostre montagne.

Da quel disastro nacque la grande industria veneta che grazie agli investimenti da parte dello Stato, ma soprattutto alla caparbietà  e alla propensione al sacrificio della gente di montagna, crebbe fino a diventare polo di riferimento in settori strategici nel mondo. Solo conoscendo, riflettendo, analizzando nell’ottica della multidisciplinarietà  della scuola italiana, potremo costruire una società  consapevole delle proprie fragilità  e delle proprie potenzialità . Il Vajont è una parte importante della storia veneta ed italiana, ma è anche un grande insegnamento e monito per il futuro.

Sono certa che saprete coinvolgere con la Vostra sensibilità  tutto il corpo docente e gli studenti.

Con viva cordialità .
L’Assessore Regionale
Elena Donazzan

Crisi di Governo e dimissioni Ministri PDL

L'unica domanda che dobbiamo porci è se tutto questo serve alle nostre imprese, agli italiani e all'Italia. 

Con una crisi di governo e le elezioni con questa legge elettorale é facile sapere che ci sarà  un Commissariamento europeo per approvare una legge di stabilità  che probabilmente non farà¡ gli interessi dell'Italia, che ci sarà  l'ulteriore aumento delle tasse compresa l'IMU che avevamo bloccato e un caos alle prossime elezioni con l'aumento dell'astensionismo.

Come Popolo della Libertà¡ avevamo deciso di sostenere un governo di emergenza nazionale ed il nostro compito era ed é di migliorare le condizioni del paese, di ridurre le tasse, di tagliare la spesa pubblica e di modificare la legge elettorale.

Questo il mandato dei nostri elettori, questo l'impegno per sostenere Letta. Non dobbiamo dare alibi alla cattiva politica e vanno stanati gli irresponsabili e se fossi in Letta domani chiederei la fiducia presentando un Governo fatto dei soli Ministeri economici ( Economia e Finanza, Sviluppo Economico, Lavoro e Turismo) ed un programma a tempo fatto di sole tre priorità : il taglio della spesa pubblica, la riduzione del cuneo fiscale per diminuire le tasse a imprese e lavoratori e la riforma della legge elettorale.
Un mandato preciso e chiaro dove chi si chiama fuori è responsabile della gravissima situazione in cui versa l 'Italia.

Da assessore al lavoro e all'istruzione, i veneti che incontro mi chiedono cosa stia facendo la politica e la risposta non può essere che si dimette perché incapace di intervenire e garantire un futuro soprattutto ai giovani.

E' l'ora della responsabilità  nei confronti di chi produce e di chi lavora e la politica deve ritrovare il senso della misura e del dovere e non lasciarsi andare a facili provocazioni incomprensibili ai cittadini che oggi faticano a sopravvivere .

La rabbia che percepisco tra gli imprenditori, i disoccupati, i giovani che cercano lavoro, i pensionati che hanno un minimo sostentamento sta montando ogni giorno di più e il nostro compito, da politici è dimostrare serietà  e capacità .

Scuola e integrazione

Articolo de Il Gazzettino di Treviso del 26 settembre 2013

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Sbagliato!L'integrazione si fa inserendo in un contesto, quello italiano e della comunità¡ locale nel quale si vive e dando un orizzonte di appartenenza.
La società  può essere multietnica ma non multiculturale.
Mi chiedo se tanta solerzia c'è nel far conoscere la cultura della nazione ospitante, la tradizione dei territori nei quali si é venuti a vivere, perché solo in questo modo riusciremo a creare una società  armoniosa, con regole condivise, con un destino comune a cui appartenere, soprattutto per chi ha scelto di venire a vivere stabilmente nella nostra società , che appunto ha tradizioni millenarie, regole e costumi radicati, un modo di vivere talmente civile e bello da essere scelto anche da altri. E che va conosciuto e rispettato.