Visto da destra

Diritto allo studio

Stamattina nella splendida isola di San Servolo si è riunita l'associazione nazionale degli organismi per il diritto allo studio (ANDISU) alla presenza di delegazioni di diverse regioni italiane e di due delegazioni estere di Germania e Francia.
Il diritto allo studio va ripensato e non solo alla luce delle risorse finanziarie ridotte, ma perché è cambiato il mondo e va cambiato il diritto allo studio verso una reale meritocrazia. Abbiamo bisogno di una nuova classe dirigente per l'economia, l'amministrazione, la società  e questa classe dirigente passa attraverso i percorsi universitari che non si riducono alla didattica , questo é il nuovo modello del diritto allo studio. È solo attraverso i confronto tra forti identità  che si può prendere il meglio da ciascuno e costruire una rete, un sistema nuovo che provi a costruire l'Europa su presupposti diversi da quelli attuali.

Responsabilità  sociale

Articolo da: Il Giornale di Vicenza

24 settembre 2013

 

“Responsabilità  sociale” diventa un marchio porta-soldi alle ditte

Di Piero Erle

 

L´ass. Donazzan visita una ditta

Alle aziende dell´agroalimentare la scheda chiede, ad esempio, se forniscono ai clienti informazioni su ingredienti e principi nutrizionali «che vanno oltre a quanto previsto dalla legge». A quelle delle costruzioni-edilizia, ad esempio, se offrono ai dipendenti «voucher o benefit per visite mediche su patologie a rischio correlate all´attività Â». A quelle farmaceutiche se fanno attività  Â«per far comprendere agli operatori sanitari il corretto uso dei nuovi farmaci» o se minimizzano l´utilizzo di cavie. A quelle della finanza-commercio se applicano «la procedura preventiva sulla legalità  dell´attività  del cliente». E a tutte chiede (sempre ad esempio, rispetto a molte altre voci), qual è la percentuale di rientro delle dipendenti dopo la maternità . C´è tutto questo nel “set di indicatori” che la Regioneha messo a punto e che ieri proprio a Vicenza nella sede di Confartigianato, con l´assessore Elena Donazzan, ha presentato al Forum veneto multistakholder che riunisce imprenditori, sindacati, consumatori, società  civile e istituzioni. Si tratta di un lavoro di rilevanza nazionale perché il Veneto è partito come pioniere nel 2006 (con Unioncamere) ma adesso - rimarca l´assessore - è il capofila di un progetto interregionale per creare una “Rete per la diffusione della responsabilità  sociale d´impresa» a cui aderiscono ben 13 Regioni e tre Ministeri (Sviluppo, Lavoro e Agricoltura). Insomma, quella che si sta testando in Veneto è appunto una pagella che permetterà  di assegnare alle imprese meritevoli il marchio di “socialmente responsabile”. Con l´obbligo di raggiungere un certo punteggio in una pagella che - altra novità  introdotta dalla Regione - è diversa a seconda delle dimensioni dell´azienda ma anche a seconda che dei settori: agroalimentare-agricolo; manifattura-costruzioni; energia-gas-acqua-rifiuti; farmaceutico; commercio-finan- za-credito-assicurazioni. Tutto questo sforzo però, sottolinea con forza Elena Donazzan, non è solo di tipo etico. La Regione infatti ha già  attivato bandi in cui viene riconosciuto come requisito per l´aggiudicazione di fondi anche l´essere un´impresa “socialmente responsabile”, e «abbiamo già  avuto 338 imprese venete che hanno partecipato rispondendo a questo requisito», sottolinea il dirigente regionale Santo Romano. Ma non c´è solo questo: l´Unione europea infatti impone un “tetto massimo” di contributi che una piccola-media impresa può ricevere, ma prevede che i fondi ottenuti proprio per la valenza di “azienda socialmente responsabile” possano andare oltre questo tetto massimo, come sottolinea Giovanni Lombardo dell´Università  di Genova. «Oggi abbiamo la consapevolezza - conclude Elena Donazzan- che possiamo difendere le nostre imprese non mettendo barriere in entrata ma alzando l´asticella della qualità  perché abbiamo migliore qualità  nella produzione, nel rapporto con i lavoratori, nel rapporto con l´ambiente.Tutto questo si chiama responsabilità  sociale d´impresa e può di certo essere d´aiuto per uscire dalla crisi e per difendere i sistemi maturi dell´economia europea, italiana e veneta rispetto al mondo dello sfruttamento». 

Facciamo rispettare solo le priorità . Consigli a Silvio Berlusconi.

In un bellissimo articolo di qualche giorno fa il vecchio saggio Gianpaolo Pansa dava sostanzialmente dei pazzi ed irresponsabili ai gruppi, di qua e di là¡, dentro il PDL e dentro il PD che nel continuo rilanciare e alzare i toni, rischiano di far crollare il Governo.

Premetto che non sono una entusiasta sostenitrice delle grandi alleanze e quindi di questo Governo, ma non vedo alcuna alternativa ed inoltre credo che l'Italia abbia bisogno di stabilità  politica e di priorità  .

La stabilità  serve alle imprese italiane e agli investitori - non speculatori- stranieri a fare delle scelte che non possono essere rinviate in continuazione o per assumere impegni, anche di nuove assunzioni, che necessariamente abbisognano di un orizzonte temporale lungo.  

Le priorità  sono le scelte che il Governo, ed il Parlamento con esso, dovrebbe  avere ben chiare quando si tratta di una coalizione che non ha un humus  politico e culturale affine. Ciò che ha fatto stare insieme la destra con la sinistra in questo momento contingente é solo la grave crisi economica.

L'unica priorità  quindi deve essere questa: come rimettere in sesto l'Italia produttiva, quella che genera lavoro e benessere.

Tutto il resto, fuori da questo binario , è occasione di rottura.

L'altra precisazione che mi corre l'obbligo si fare é che l'elettorato di destra in Italia, anche quello deluso dal PDL che ha votato per Grillo, é un elettorato rappresentato dall'Italia produttiva e conservatrice, delle tradizioni e dell'orgoglio nazionale, che ha a cuore la propria casa ed il proprio benessere, individualista e poco incline all'ordine di scuderia del partito.  

Questo elettorato deluso si aspetta che si risolvano alcune questioni che ritiene fondamentali per la propria sopravvivenza : riduzione della spesa pubblica, rilancio dei consumi e ripresa economica.         Questo elettorato pretende  ed é abbastanza arrabbiato con i propri rappresentanti politici che non mettono a segno queste priorità , ma é attento e segue senza fare sconti le scelte che si fanno .

Ecco perché, se potessi, consiglierei a Berlusconi un'altra linea politica.

Consiglierei di commentare la sentenza come fece Socrate, che pur ritenendo il processo una persecuzione ed i giudici prevenuti politicamente, volle eseguire la condanna - che ricordo essere di morte- per dimostrare l'ingiustizia fino in fondo. Socrate é passato alla storia, i suoi giudici no.

Consiglierei a Berlusconi di dimostrare la sua indignazione semplicemente accettando la sentenza ma chiedendo di scontare la pena ai servizi sociali. Una provocazione? Anche, ma soprattutto dimostrerebbe che pur ritenendo ingiusta e abnorme la condanna é pronto a rispettarla  ed anzi si mette a disposizione della collettività .  A lui, che è un grande comunicatore, non può sfuggire l'impatto mediatico che questo gesto avrebbe anche sui giornali non solo italiani, zittendo i detrattori, diventerebbe vittima fino in fondo.

à‰ evidente che minacciare oggi di far cadere il Governo a causa delle vicende di Silvio Berlusconi non sarebbe accettato proprio dal nostro elettorato, dalle migliaia di imprenditori che hanno bisogno  di capire se i provvedimenti varati ora dureranno fino ad almeno l'anno prossimo.

E Silvio Berlusconi, per tutto quello che ha fatto di buono nella sua vita da imprenditore e da politico, non può chiudere un ciclo della storia italiana, dipinto come un irresponsabile. L'agibilità  politica  peraltro, si eserciterebbe meglio fuori dalle aule parlamentari, che oggi contano veramente poco, così distanti dai problemi reali degli italiani, presi come sono dal dibattito ideologico, solo per marcare le differenze : omofobia, razzismo negli stadi, case agli immigrati, unioni omosessuali . Tutte questioni da salotti radical chic con cui non si vive, né si sopravvive oggi.

Non deve essere sul "caso Berlusconi" la pressione sul Governo, ma sulle priorità  che hanno portato il PDL di Berlusconi a sostenere questo Governo.

Infine va ricostruito il senso della politica ed il suo ruolo.  

Va ricostruita una destra in Italia. Gi italiani hanno dimostrato l'esigenza di un bipolarismo,o di là¡ o di qua,  semmai hanno votato Grillo o si sono astenuti, ma vorrei dire che sia gli uni che gli altri sono il partito dei delusi. Di destra e di sinistra.

Se vogliamo ricostruire veramente una coalizione che governi l'Italia e che sappia essere credibile e solida, che abbia a riferimento i principi nazionali, tradizionali, sociali  e liberali , dobbiamo tornare ad essere un paese normale, fuori dalle emergenze e dalla straordinarietà . Va selezionata una classe dirigente che sappia fare politica, che abbia il rispetto della propria gente; va riscritto un programma elettorale da rispettare  fino in fondo. 

Ma adesso, vanno fatte rispettare solo le priorità .

PROPOSTE PER IL XXI SECOLO - PERCORSI DELLE IDEE E DELLA POLITICA AD ASIAGO

Carissimi,

Vi segnalo questa bella serie di incontri a cui sono stata invitata a partecipare in qualità  di relatrice . Si affrontano temi importanti con relatori di profilo nazionale per formulare,in un contesto simpatico e in modo innovativo, proposte per la nostra nazione.Sulla piazza centrale,durante il passeggio dei vacanzieri, ci si confronterà  su Made in Italy, giustizia e sport, politica tra utopia e progetto, energia e tecnologia e tanti altri. Mi auguro possa essere di vostro interesse e di stimolo per l'intera nazione.

Spero ci si possa incontrare in questa occasione.

SERIETA' E ONESTA' PAGANO SEMPRE

Carissimi,

desidero festeggiare con voi, che mi seguite con attenzione e affetto, questo bellissimo risultato. Io credo che serietà  e onestà¡ paghino sempre nella vita. Anche in politica.

Buone ferie per chi le sta facendo e buon lavoro - ne abbiamo tanto bisogno - per gli altri.