Visto da destra

LETTERA AI DIRIGENTI SCOLASTICI

Di seguito la lettera che ho inviato ai Dirigenti Scolastici per ricordare la commemorazione del 4 novembre “Giornata delle Forze Armate”.

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ANZIANA PICCHIATA, QUALCOSA DEVE CAMBIARE

La violenza fisica e psicologica che emerge dall'episodio mi ha lasciato inorridita. Chi si permette di picchiare più deboli, siano essi bambini o anziani, merita ogni male.
La questione però va affrontata anche sotto un profilo sociologico pù ampio. Episodio delinquenziale a parte, Il paradosso del nostro tempo è che se in Italia non si è ancora scatenata una guerra civile è probabilmente grazie al sostegno economico che padri e nonni cercano di a garantire ai tanti figli o nipoti che non riescono ad arrivare a fine mese o peggio si trovano senza lavoro. C'è una generazione che ha fatto grande l'Italia e le cui cure oggi sono sempre più spesso appaltate ad estranei. Che siano italiani o stranieri poco importa, rimangono estranei al nucleo familiare. Sarebbe il caso invece, che i nostri anziani ritrovassero in ciascuna famiglia quel ruolo imprescindibile che hanno sempre avuto nella nostra tradizione. Se i nostri figli avessero oggi la fortuna di relazionarsi quotidianamente con i nonni probabilmente riusciremmo a combattere con più efficacia quel relativismo imperante che sta demolendo la nostra società.

Di seguito l'articolo riguardante l'episodio in questione:

www.agi.it

OBIETTIVO LAVORO

Oggi ho illustrato alle commissioni Rapporti Comunitari, Cultura e Attività Produttive del Consiglio Regionale in seduta congiunta la strategia per la prossima programmazione europea. I colleghi tutti hanno apprezzato il grande lavoro fatto in questi anni di crisi e anche la prospettiva delineata di accompagnare il Veneto in trasformazione con l'obiettivo di salvaguardare l'identità manifatturiera del nostro tessuto produttivo, focalizzando l'attenzione sul LAVORO, non sul solo posto, ma sul buon lavoro che oggi è un dato essenziale ed esistenziale per la persona e che va necessariamente indirizzato ai settori produttivi, alle esigenze delle imprese. Tutti gli sforzi vanno destinati a sostenere le imprese. Proviamo a mettere in fila le priorità e ci renderemo conto che senza impresa non c'è lavoro. Il Veneto rischia la deindustrializzazione e la perdita di un patrimonio sociale e valoriale quale le nostre aziende. Ci vuole il coraggio, di tutti dalla politica alle parti sociali, per cambiare radicalmente ciò che non funziona, anche criticando con forza una Europa che così com'è ci sta soffocando di percentuali, numeri, benchmark da raggiungere....l'economia, la società sono un'altra cosa: sono persone, aspettative di vita, felicità e sogni da realizzare, progetti da costruire, identità da preservare. Sono aziende fatte dalla inventiva e genialità di persone e territori: a questo dobbiamo guardare e per questo serve una politica forte che possa decidere.

ANNIVERSARIO EL ALAMEIN

"Il soldato tedesco ha stupito il mondo, il soldato italiano ha stupito il soldato tedesco" Questa affermazione é passata alla storia ed a pronunciarla fu uno tra i più grandi combattenti della storia  il Generale Comandante Edwin Rommel, già ufficiale dell'esercito austro-ungarico nella prima guerra mondiale sul "mio"Monte Grappa.
In questi giorni ricorre l'anniversario di una battaglia epica, dove i soldati italiani, principalmente bersaglieri, con una determinazione straordinaria, con coraggio e abnegazione resistettero e impegnarono le truppe inglesi oltre ogni aspettativa segnando la storia.
Oggi ad El Alamein resta un cippo sul quale è iscritta una frase eloquente: "Mancó la fortuna, non il valore." Oggi dal cielo d'Italia alcuni tra i nostri migliori soldati, eredi di quella umanità straordinaria hanno ricordato quegli uomini con un lancio delle bandiere di guerra del proprio Reggimento . La bandiera di guerra é ció che di piú sacro rappresenta l'appartenenza al proprio Reggimento, ad una storia, ad una scelta di vita.La bandiera di guerra NON si lascia mai al nemico e si sacrifica la propria vita per difenderla. Per cosa siamo disposti noi a sacrificarci.

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Cittadinanza onoraria. Perche?

La cittadinanza onoraria è un istituto che riconosce lo status di cittadino a chi, non italiano, ha contribuito in modo significativo alla crescita al prestigio dell'Italia.
Ebbene, al di lá di un buonismo penoso o di una giustificazione ideologica, non comprendo alcuna ragione per cui si debba dare a dei minorenni, semplicemente  perché residenti a Schio, così come a Treviso, la cittadinanza onoraria.
Hanno fatto qualcosa di particolare? É un riconoscimento ad uno status di eccellenza? O non è lo svilimento di un percorso di inserimento consapevole in una società, in una civiltà di cui, per esserne pienamente parte, si devono conoscere, rispettare, condividere principi, valori, regole e costumi.
Condividere. Forse è questo il termine più significativo se vogliamo costruire una seria società che se è multietnica, non può essere multiculturale quindi il percorso non é una regalia finta e inconsapevole, deve essere un approfondimento culturale, la costruzione di un senso di appartenenza che non si costruisce con un pezzetto di carta assegnato dal sindaco politicamente corretto di turno.
La cittadinanza é cosa seria, anzi serissima e non può essere banalizzata o svenduta semplicemente per un calcolo elettorale. Così si vanifica l'essenza stessa di appartenere ad una famiglia, ad una terra, ad una Patria, piccola o grande che sia, ad una storia che ha un passato, ha radici, ha una continuità e deve avere un presente ed un futuro stabile, continuativo.
Mi si dice che siccome sono nati qui, sono italiani. Non é così! Italiano è chi nasce da famiglia italiana, italiano è chi acquisisce la cittadinanza dopo 10 anni di permanenza continuativa e l'adesione formale con propria richiesta allo status di cittadinanza, italiano é chi vuole, con piena consapevolezza, essere italiano rispettando requisiti formali e morali.
Riconoscere senza alcun requisito se non quello del "caso" ovvero la nascita in Italia o la minore età in un dato periodo della vita sul suolo nazionale é lo svilimento del senso di appartenenza.
Come possiamo chiede rispetto dai cittadini italiani veri, se diciamo che la cittadinanza non é una cosa seria?