Visto da destra

CINESI. UN SISTEMA TROPPO TOLLERATO

Nessuno si é stupito di quanto accaduto a Prato. Io certamente no. Poteva accadere all'ingrosso cinese di Padova o in qualche laboratorio della Riviera del Brenta o in qualche porzione di  capannone mezzo dismesso di una delle nostre brutte zone industriali.
Saró dura e certamente poco politicamente corretta, ma trovo invece scandaloso che qualcuno si commuova per una tragedia annunciata e per una situazione largamente diffusa in Italia e tollerata. Ho sentito poche voci alzarsi in questi anni contro il sistema cinese, perché di un sistema si tratta con regole di omertà, con una sistematica violazione delle norme vigenti in Italia, con una finanza sempre pronta per rilevare laboratori italiani, mazzette di contanti per favorire un pagamento in nero per qualche nostro barista o ristoratore in difficoltá, al piccolo commerciante che non guadagna piú, all'artigiano che ha il figlio senza lavoro e si sente con l'acqua alla gola. Parliamo poi delle violazioni sui temi della tutela del lavoro che per il sindacato italiano sarebbero ragione per a  massima mobilitazione, ma che valgono per qualcuno, ma non per i cinesi. Proprio il costo del lavoro, impossibile per una azienda italiana, è diventata  la causa principale della concorrenza sleale interna, causa che ha fatto e sta facendo chiudere tantissimi nostri imprenditori.
Oltre alla concorrenza, che qualche mercatista fastidiosamente e cinicamente definisce inevitabile, della Cina vera e propria.... certo lí la chiusura e la deportazione di massa di stabilimenti con connessi lavoratori é un tantino difficile da criticare, anzi ogni governante che si rispetti, appena nominato al Governo italiano si sente in dovere di fare due pellegrinaggi: USA e Cina. Senza nemmeno saper contrattare con questi ultimi uno straccio di regole almeno per i loro connazionali in Italia!
Servilismo? Debolezza? Ipocrisia?
In ogni caso in Italia non si può e non si deve tollerare che accada questo e non per un peloso senso umanitario, lascio la commozione a chi non ha responsabilità, ma per salvaguardare diritti e doveri per i quali in Italia siamo una civiltà che sul lavoro ha fondato il suo umanesimo. Ed inoltre per salvaguardare le nostre imprese, i nostri posti di lavoro, il nostro diritto al lavoro.
Ho seguito da sempre il tema della lotta alla contraffazione e della concorrenza sleale ritenendole tra le cause su cui si può e si deve intervenire per evitare l'olocausto delle nostre aziende. L'anno scorso, all'indomani  del primo sequestro dell'ingrosso cinese, ho partecipato  ad una azione forte e incisiva dell'Ascom di Padova al mercato all'ingrosso italiano per sensibilizzare insieme tutti su questo tema.
Ce l'abbiamo fatta, ma é una prima pur significativa vittoria quella del maxi sequestro della settimana scorsa che  ha preceduto il rogo di sabato a Prato.
Battiamo il ferro finché è caldo. Riprendiamo il Tavolo regionale da me promosso questa estate  nel quale si ragionó su un coordinamento  ed un potenziamento di azioni  e controlli mirati. In Italia non ci mancano gli organismi di controllo, alle volte sono dispersi, altre miopi, altre ancora si accaniscono su dettagli lá dove é più semplice controllare.
Convocherò il Tavolo sulla Sicurezza  sul lavoro e lo farò precedere da una convocazione dei Direttori Generali delle ULS con i loro Dipartimenti di Prevenzione: meno controlli sui veneti onesti e in regola e concentriamoci sulle sacche di illegalità e di violazione. E che tutti si assumano le proprie responsabilità.

TERZO TEMPO

Il rugby è uno sport duro ma correttissimo, per vincere devi avere una squadra affiatata, che non molla, che sa passare la palla.  È quello sport nel quale c'è il terzo tempo dove le squadre, dopo le mischie, la durezza del confronto, la vittoria o la sconfitta, con le loro rispettive maglie, stanno insieme.
É l'unico sport nel quale, per andare avanti e fare meta, si deve passare la palla indietro, si deve guardare indietro per andare avanti.
Terzo Tempo é il titolo che abbiamo voluto per il quarto incontro nazionale dei Patrioti per chiudere definitivamente con la prima e, semmai c'è stata, seconda repubblica e costruire definitivamente la terza con idee nuove e facce nuove senza perdere i presidi conquistati a fatica : bipolarismo, federalismo fiscale, presidenzialismo.
Ho immaginato di vedere le due squadre in campo e di leggere, sui numeri di maglia, le età dei protagonisti. Da una parte 47( Letta) , 38 (Renzi), 38 (Civati 38), 52 (Cuperlo); dall'altra  77 (Berlusconi), 72 (Bossil),  66 anni (La Russa),  in panchina 70 ( Monti) ... questi ultimi tutti nati prima della prima eterna prima Repubblica.
Direttore del gioco : 88!!!  (Napolitano) La squadra della sinistra è fresca, corre, ha fiato e entusiasmo dibatte su temi e programmi;  la nostra squadra si è divisa più per questioni personali, protagonismi, interessi di parte é stanca e i nostri tifosi sugli spalti sono restati a casa.

Sabato a Pavia nonostante neve e gelo, una sala gremita ha dibattuto dalle 15.45 alle 19.45 su come costruire una nuova repubblica, su quali presupposti e con quali azioni.
Una generazione di quarantenni, amministratori, innamorati della politica, eletti in università  si sono susseguiti al microfono e le considerazioni sono state perfettamente assonanti, le proposte  emerse potrebbero far parte di un unico programma elettorale. Rappresentati di Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia o che non si riconoscono attualmente in nessuno di questi partiti,  hanno messo in evidenza come, fuori dalle animosità dei vertici più o meno locali, più o meno vecchi o con vecchie ruggini, esiste una nuova generazione che vuole costruire una nuova aggregazione per dare rappresentanza ad un elettorato di destra che é la maggioranza in Italia.
Abbiamo organizzato la giornata con tre gruppi di interventi ed ascoltare i tanti, tra consiglieri comunali e amministratori del territorio, ha fatto capire come vi sia una ottima classe dirigente giovane e capace  che saprebbe raddrizzare la schiena alla politica nazionale con il proprio esempio e l'esperienza vera maturata sul campo.
Io ho "posizionato" - perché noi Patrioti non moderiamo nulla, semmai stimoliamo le posizioni di ciascuno - un giro di interventi di tutto rispetto: Andrea Delmastro assessore di Fratelli d'Italia a Biella, Andrea Paparo assessore al lavoro di Piacenza - come me oggi non si riconosce in alcuno dei partiti presenti-  capace di portare la sua città al ballottaggio con una lista di tutti under 40, Roberto Russo assessore provinciale a Cuneo oggi in Forza Italia, il leghista consigliere regionale in Lombardia Angelo Ciocca, l'eurodeputato Fabrizio Bertot (FI) che ha criticato con cognizione di causa questo modello di Europa vera imputata del dibattito pavese.
Appartenenti a storie diverse, tutti giustamente orgogliosi della propria provenienza, ma proiettati verso il futuro con tale chiarezza di idee e di azioni da rendere semplice lo stare assieme....se non fosse per una cosiddetta classe dirigente che cala dall'alto le proprie fallimentari strategie per la propria sopravvivenza.
L'ultimo giro di interventi di Pesato, Gelmini e  Tosi  ha chiarito definitivamente come questa generazione, anche ai massimi livelli, sia in perfetta sintonia di risposte , abbia le stesse priorità per quanto riguarda le emergenze dell'Italia e della nostra gente, abbia una visione del tutto simile del futuro con pragmatismo, voglia di agire e poche chiacchiere.
Cosa pretendere dall'Europa con la consapevolezza di essere il terzo contribuente europeo, di avere un patrimonio di tutto rispetto e di non dover morire di austerità o regole imposte senza ragione: é una questione di sovranità nazionale.
Quali priorità per il livello nazionale : riforma della legge elettorale, riduzione della spesa pubblica improduttiva con troppi livelli decisionali, riforma della giustizia a partire dal ruolo esorbitante della Corte Costituzionale che impedisce al decisore politico e quindi al mandato popolare, di portare a termine gli impegni presi.
La voglia é quella di creare dei presidi sui territori di persone che vogliano costruire una nuova repubblica con ben chiari i principi valoriali a cui fare riferimento e che sappiano concentrarsi sulle azioni, per poter tornare ad avere la fiducia del nostro elettorato.

Nella gallery le foto dell'evento.

ELECTROLUX, PARLIAMONE

Electrolux : va difesa la produzione in Italia, vanno difesi i prodotti italiani. Si può fare! 3 azioni concrete:
1) in Europa si deve pretendere che fiscalità e costi energetici siano gli stessi per tutti. Oggi moneta unica, ma regole non uniche su tasse, costo lavoro e energia.
2) al Governo va pretesa una difesa dei prodotti fatti in Italia per difendere imprese e occupazione
3) a noi stessi : scegliamo prodotti italiani, difendiamo i nostri posti di lavoro.
Electrolux : va difesa la produzione in Italia, vanno difesi i prodotti italiani. Si può fare! 3 azioni concrete:
1) in Europa si deve pretendere che fiscalità e costi energetici siano gli stessi per tutti. Oggi moneta unica, ma regole non uniche su tasse, costo lavoro e energia.
2) al Governo va pretesa una difesa dei prodotti fatti in Italia per difendere imprese e occupazione
3) a noi stessi : scegliamo prodotti italiani, difendiamo i nostri posti di lavoro.

Ripartiamo da qui

Siamo in un momento di grande fibrillazione politica e la situazione sociale ed economica continua a peggiorare senza intravvedere una azione di uscita all'orizzonte, anzi, la attuale classe dirigente sembra tutta rivolta a dividersi su questioni interne, su ragionamenti di posizionamento tattico.
Noi crediamo che siano necessari cambiamenti radicali: nella politica, nella sua rappresentanza, nell'organizzazione dello Stato e della burocrazia, ma soprattutto nelle priorità.
Il centrodestra deve ritrovare una unità per vincere, unità di progetto e di obiettivi perché dobbiamo ricostruire il legame di fiducia con un elettorato che ci votava e non ci vota più.
Ieri il centro- destra era formato da Popolo della Libertà e Lega nord e prima ancora da Alleanza Nazionale, Forza Italia, Lega Nord, Unione di Centro. Eravamo riusciti a dare una risposta di rappresentanza politica alle aspettative di un elettorato conservatore nei valori e riformatore nelle risposte. Poi abbiamo perso inesorabilmente terreno e territori, persone e progetti. Va invertita la rotta!

Come ritrovare quel filo che ci legava ai nostri territori, al nostro naturale elettorato? Come dare risposte alle esigenze di sopravvivenza della nostra impresa privata? Come riorganizzare una macchina pubblica lenta, farraginosa e superata? Come aggiornare la Carta Costituzionale per una nuova Repubblica? Come riprenderci una sovranità nazionale nei confronti di una Europa tecnocratica, aggressiva e finanziaria?
A queste domande noi vogliamo dare risposte chiare e concrete, immediatamente riconoscibili per il nostro elettorato che oggi non vota, si astiene ed è profondamente distante e deluso.

Abbiamo l'ambizione di ricostruire una alleanza sulle idee e sulle azioni che parli di una destra nella nuova repubblica, superando definitivamente la prima, le sue facce e le sue regole.
Ci vuole volontà e voglia di non "accontentarsi". C'è bisogno di lavorare e tanto, per raccogliere forze nuove sui territori e rimotivare chi ha scelto di lasciare.

Ho partecipato al Consiglio Nazionale del Popolo della Libertà e ho seguito con attenzione l'intervento di Silvio Berlusconi. Ho trovato un uomo provato nella sua dimensione personale, certamente oggetto di una aggressività e pervicacia uniche da parte della magistratura, ma non ho trovato una scelta politica. Poco spazio nel suo intervento alla gravità della situazione economica, nessuna proposta per uscire, l'unica novità il cambio del nome in Forza Italia. Non era la mia storia prima, non credo lo sia oggi con questi presupposti. L'unico passaggio interessante é sulla esigenza di ritrovare, domani, una unità di intenti e quindi abbassando i toni dello scontro interno. Impegno che appare difficile alla luce delle esternazioni dei falchetti dell'una o dell'altra parte.

Il giorno dopo ho seguito la chiusura dei lavori di Officina per l'Italia. Ho trovato tante storie provenienti da percorsi diversi che si sono date una progettualità di posizioni politiche, con una particolare forza sul tema della sovranità nazionale e della critica a questa Europa. Parole forti, emozioni forti, tanti giovani. Speriamo che si riescano a risolvere quanto prima le inutili polemiche tra Fratelli d'Italia e coloro i quali ritengono di dover ripresentare il simbolo di AN. C'è bisogno di una destra unita dotata di una nuova classe dirigente che guardi alle sfide del futuro Ieri si e' costituito in Consiglio Regionale il gruppo Popolo della Libertà- Nuovo Centro Destra al quale aderisco in continuità con il gruppo del PDL. Dispiace assistere ad una scissione rispetto al nostro gruppo regionale; scissione che non può essere compresa dagli elettori che nel 2010 ci hanno dato un mandato preciso da rispettare e che a mio avviso non dovrebbe essere inficiato da logiche che con i problemi dei veneti nulla hanno a che vedere. Per questo ho deciso di rimanere dove sono stata messa dai miei elettori.

Non mi convince l'azione politica di sostegno al Governo Letta e pertanto non posso esprimermi, ad oggi, sul Nuovo Centro Destra di Alfano perchè non ritengo sufficiente il generico tema della stabilità di governo. Credo invece che la presenza in questo Governo avrebbe dovuto vedere una azione più incisiva sui temi della difesa alle nostre imprese, della riduzione della spesa pubblica, della riduzione della pressione fiscale, nel contrastare azioni deliranti su immigrazione piuttosto che sulle politiche della famiglia, nella svendita dei "gioielli" di famiglia Fincantieri, Finmeccanica, ENI.... Ed evitare prese per i fondelli come il tema della tassazione sulla prima casa; prima imu adesso tasi e tari, la verità è che nel 2015 c'è il rischio concreto di chiedere ai contribuenti lo stesso sforzo imposto dalla stangata di Monti del 2012.

Penso che oggi le scelte non possano essere dettate da un simbolo, da simpatie o antipatie personali, ma debbano necessariamente essere fondate su azioni concrete per risolvere i problemi dei cittadini e su idee per un futuro da realizzare. Spero che il tempo dell'autoreferenzialità termini presto e che programmi e contenuti prendano la ribalta permettendo a quelle persone che ancora oggi vogliono far politica di attivarsi non per tornaconti, ma per adesioni convinte e sincere al bene comune, non di parte ma per la Patria. Fino a quel momento non me la sento di scegliere sulla fiducia un contenitore piuttosto che un altro. Fino a quel momento penserò solo a rispettare il mandato che gli elettori mi hanno dato fino al 2015.

Terzo Tempo, idee e azioni per una nuova Repubblica

Sabato 30 novembre parteciperò al 4°incontro della rete dei Patrioti, che si svolgerà a Pavia.

Credo in una nuova Repubblica fondata sul merito e sull’efficienza, in grado di ritrovare un forte legame con territorio e cittadini.

131127 patrioti 30 nov