Visto da destra

Siamo tutti terroristi! Marò liberi

Oggi con i consiglieri regionali Dario Bond e Piergiorgio Cortelazzo e gli assessori Massimo Giorgetti e Isi Coppola abbiamo presentato la pagina Facebook “Siamo tutti terroristi! Marò liberi” per lanciare un messaggio forte e inequivocabile alle autorità indiane.

Maro Gruppo 1515

Abbiamo sopportato anche troppo, dalle minacce di pena di morte alle accuse di terrorismo: il Governo Indiano ha tradito la nostra fiducia ed è ora di dire basta

Questa pagina Facebook www.facebook.com/FreeItalianMarines nasce per creare, condividere e pubblicizzare tutte le iniziative volte a riportare a casa i nostri Marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, che da due anni sono ingiustamente detenuti in India in attesa di un processo che sembra sempre più complesso e dai tratti foschi.

Invitiamo tutti ad aderire al nuovo gruppo e a inondare con messaggi, post, mail tutti i siti internet e i social network delle autorità indiane.
Da oggi partirà la nostra guerra virtuale con l’obiettivo di far sentire il nostro grido di giustizia e di libertà alle autorità indiane ed a tutta la comunità internazionale.

Appello a sostegno della famiglia

Sostenere la vita e la famiglia naturale di fronte ai quotidiani attacchi del relativismo e di una certa ideologia è una battaglia di civiltà a cui non ci si può sottrarre.

In questi giorni l'UNAR, (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali che opera all’interno del Dipartimento delle Pari Opportunità) ha iniziato una pericolosa campagna di vero e proprio indottrinamento dei nostri giovani e degli insegnanti nelle scuole e nelle università sulla cosiddetta “identità di genere” e sulla “parità di tutti gli orientamenti sessuali".
Se fosse sulla "identità di genere" ovvero femminile e maschile, in un momento in cui la crisi di identità è così forte, sarebbe una cosa giusta, purtroppo qui si nega sia l'identità che il genere e si propone un modello devastante per la tenuta della società e del suo nucleo principale: la famiglia. Inoltre ciò che rende veramente grave questa azione di destabilizzazione del nostro modello di società è la violenza psicologica che ne deriva. Entrare nella sfera educativa creando confusione nei più giovani, adolescenti o addirittura bambini, dicendo loro che non esiste il loro genere, quello che imparano a scoprire con la crescita sia fisica che psicologica, insinuando il dubbio che quel genere non esista è al limite della denuncia per violenza psicologica.

Noi dovremmo accompagnare i più giovani, nel complesso momento della scoperta di sè, con punti di riferimento certi, sereni, stabili. Questo dovrebbe essere il compito di famiglia, scuola e politica, in particolare in questo momento di crisi della identità in ogni ambito della vita. Crisi che si è spostata da finanziaria ed economica ad essere ciò che è veramente, crisi morale e di identità.

Credo che una grave responsabilità in questa crisi sia dovuta proprio all'azione lobbistica e penetrante ogni settore della vita pubblica e non più solo privata, di certi fondamentalismi ideologici che pretendono che uno stile comportamentale anomalo diventi la normalità.

Nessuno nega la omosessualità, nè il rispetto per la condizione personale, ma non possiamo ascrivere questa condizione a modello di riferimento sociale, nè possiamo - cosa ancor più grave - riferirci quasi con maniacalità nel trattare il tema delle relazioni interpersonali alla sfera sessuale.

Ciò che sta accadendo nelle scuole è quindi gravissimo ed addirittura coperto dalle istituzioni.

Le direttive dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), riprese nel Decreto Legge Carrozza, prevedono “la formazione dei docenti all’aumento delle competenze relative all’educazione, all’affettività, al rispetto delle diversità e delle pari opportunità di genere ed al superamento dei stereotipi di genere”.

"Stereotipi": come se la natura dell'uomo, la sopravvivenza della specie in natura fossero barbare convinzioni dettate dalla ignoranza e dalla mancanza di cultura.

Lo scopo di questo attacco congiunto è chiaramente quello di legittimare ragionamenti palesemente insostenibili e col generico pretesto delle "pari opportunità" o della "non discriminazione" si violentano sacrosanti principi del diritto naturale su cui si è sempre fondata la nostra civiltà.

Abbiamo poco tempo per manifestare la nostra preoccupazione e contrarietà. Io ho firmato la petizione contro la strategia dell'UNAR e le direttive dell'OMS per difendere la vita, la famiglia e le prossime generazioni.

Ti chiedo di farlo anche tu.

http://www.notizieprovita.it/petizione-contro-la-strategia-dellunar-e-le-direttive-delloms-proteggiamo-bambini/

La petizione sarà indirizzata a: il Presidente del Consiglio dei Ministri; il Ministro degli Interni; il Ministro dell’Istruzione; il Ministro per le Pari Opportunità; il Ministro della Salute; l’Autorità Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza; la Commissione Parlamentare per l’infanzia.

Lista degli anti-italiani

Da parecchio tempo sono convinta che si debba passare alle maniere forti, rompere questo rituale per cui alcune cose non si dicono o non si fanno, questo moderatismo fastidioso del politicamente corretto.

Sono altresì convinta che sia responsabilità di ciascuno scegliere nel proprio agire quotidiano, nel privato come nel pubblico, nel piccolo gesto come nel grande, se ci sarà, se ne avremo l'occasione. Credo anche che uno dei problemi nazionali sia la deresponsabilizzazione, quel mal sano atteggiamento che trova sempre un alibi o un capro espiatorio; siamo, insomma, bravissimi a dire che la colpa è di qualcun altro, che non dipende da noi.... Perlopiù è vero, ma lo è sempre? No, non lo è.

È mia profonda convinzione che se ciascuno facesse il proprio dovere, questa nostra società sarebbe certamente migliore e sarebbe molto più difficile trovare degli alibi e delle giustificazioni che alla lunga stanno pericolosamente portando gli italiani ad un atteggiamento collettivo tra l'auto assoluzione di massa e il relativismo menefreghista.
Fermiamoci almeno noi che crediamo che fare il proprio dovere sia un imperativo morale e convinciamoci che il gesto di ciascuno, sommato a quello di qualcun altro sia capace di cambiare il corso degli eventi e perché no, della storia. Prendiamo coscienza che se ciascuno si comportasse in questo modo, con consapevolezza e un po' di coraggio o forse solo superando una pigrizia fisica e mentale, magari saremmo anche capaci di ritrovarci "popolo". E un popolo quando c'è, quando si muove è più potente di tutto e di tutti.

Sul fatto che non ci sentiamo popolo, che dal secondo dopoguerra vi sia stata una pervicace e scientifica distruzione della coscienza nazionale mi intratterrò in altro momento. Credo tuttavia che possiamo, nel nostro agire quotidiano, provare a costruire in chiave contemporanea e a beneficio dell'intera società italiana azioni, indicazioni, prescrizioni, posizioni.

Avevo iniziato su Twitter una mia personalissima elencazione quotidiana dell'#italiamigliore, poi come accade spesso, travolta dalle emergenze non ho dato continuità....da oggi riprenderò la mia buona opera di evidenziazione della straordinaria ricchezza di uomini, imprese, azioni e buoni esempi, patrimonio dell'Italia.
Ma da oggi farò anche il negativo di questa fotografia e invito anche voi ad aiutarmi e a diffondere la cultura della Responsabilità.

Il buon Patriota non volta la testa altrove quando vede che si fa un danno alla Patria. Il buon Patriota interviene. Vi chiedo quindi di agire, di indicare, di segnalare, di intervenire quando vi troverete di fronte a fatti o persone che stanno mettendo in atto atteggiamenti che nuocciono all'Italia.
Ebbene, segnaliamo la nostra indignazione verso i comportamenti che definiremo anti-italiani, servirà a sensibilizzare chi la pensa come noi, a non far sentire solo chi si indigna e so che siamo veramente in tanti a trovare frustrante l'indignazione senza una azione conseguente.
Sapremo muovere coscienza ed economia, credete!

Avrei voluto iniziare con FIAT che, dopo aver preso tutto ciò che poteva nei decenni dall'Italia e dalle tasche degli italiani, dopo aver chiuso stabilimenti, spostato la produzione all'estero e messo in difficoltà il tessuto produttivo collegato prende e sposta sede legale e fiscale....per le tasse, altrove. Ovviamente anche Fiat ha trovato il proprio alibi: tasse troppo alte e regole sul lavoro troppo rigide...tutto vero, ma per altre imprese, non certo giustificativo per Fiat!! E parlo da alfista, convinta di comprare auto italiane, che si é vista cancellare la produzione dell'Alfa più venduta, riducendo lo storico marchio ad un solo modello....magari per giustificare, con il crollo delle vendite, la chiusura definitiva???
Invece stamattina mi sono “girate le scatole” quando, da socia del Touring Club Italiano da anni, ricevendo il mensile a cui sono abbonata ho trovato una bella paginette dedicata al....Kerala. Pagina 35 dove con una bella foto di pescatori il piccolo testo recita: "..chiamato anche il paese di Dio. Un'India da scoprire in cui l'uomo e la natura riescono ancora a dialogare".
Sul serio? Lo stesso paradiso dove i nostri due Marò sono ostaggio della follia da terzo mondo di questa gente e delle loro "istituzioni", dove da due anni non c'è un capo di imputazione in barba ai diritti dell'uomo che piacciono tanto alle riviste patinate e ai radical chic che vi scrivono, che hanno violato ogni norma e prassi della giustizia internazionale? Per atteggiamento anti- italiano oggi parte la mia disdetta alla rivista che si guadagna la prima segnalazione nella neonata "lista degli anti-italiani".

Da oggi troverete lo spazio su www.posizione.org, scrivete e segnalate...qualcosa cambierà.

Il mio punto di vista sull’attuale situazione del lavoro

La crisi è un insieme di fattori articolati e complessi, su alcuni si può intervenire, soprattutto su quelli ad attinenza regionale. Stiamo infatti attuando una politica di formazione finanziaria attraverso Veneto Sviluppo, utilizziamo risorse per l’innovazione e puntiamo sulle risorse umane, una delle dinamiche più virtuose delle nostre aziende venete, che hanno una straordinaria capacità produttiva e di competitività.

Non dobbiamo preoccuparci tanto della concorrenza della Cina, quanto piuttosto dobbiamo guardare dentro i nostri confini nazionali. Basta pensare alle Province autonome di Trento e Bolzano, che attuano una concorrenza sleale nei confronti delle stesse realtà italiane. Le agevolazioni per chi apre un’azienda in quelle province sono molteplici, dagli sgravi fiscali, ai contributi per l’apertura, all’abbattimento dei costi per l’energia.

Ecco il mio parere nell’intervista di Klaus Davi – KlausCondicio

Ho scelto Forza Italia, vi spiego perchè

In queste ore vi é stata una accelerazione nel panorama che mi ha imposto una decisione che avrei voluto condividere maggiormente con voi. 

Ho visto con favore l'accordo tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi sulla legge elettorale perché provocherà uno scossone nello strumento che condizionerà il quadro politico altrimenti immobile.

Il sistema politico attuale e le condizioni che hanno portato ai due ultimi governi di larghe intese non hanno prodotto i risultati attesi dagli italiani, dal nostro mondo economico e produttivo per uscire dalle secche di una crisi che non é solo più economica, ma è morale e di sistema.

È necessario un cambiamento radicale e la politica delle larghe intese e dei piccoli passi ha solo aumentato la sfiducia degli italiani verso il sistema paese e verso quello della politica, tanto da vedere drammaticamente aumentare l'astensionismo o il movimento di critica esasperata rappresentato da Grillo.

Per chi ha sempre lavorato in politica per la chiarezza dialettica tra destra e sinistra, per chi ha sostenuto il presidenzialismo come rapporto basato sulla responsabilità tra governo e elettorato e per chi da sempre ha auspicato la semplificazione per una maggiore governabilità senza la politica dei veti incrociati dovuta alla frammentazione dei troppi partiti, questo accordo va nella direzione giusta.

Un primo passo verso quel bipartitismo che garantirebbe in ciascuno schieramento, non solo rappresentanza alle diverse sensibilità, ma soprattutto certezza di responsabilità per vincitori o sconfitti.

Diventa quindi obbligato per chi vuole continuare a dar voce alla destra italiana e non si arrende al rischio di vederla cancellata politicamente, l'approdo in un grande partito rappresentato oggi dalla nuova Forza Italia .
Ritengo che la semplificazione destra-sinistra sia una occasione per ricostruire il legame di fiducia con il nostro territorio ed il nostro elettorato che chiede risposte vere e concrete, rappresentanza effettiva e buona amministrazione e non solo testimonianza. Queste sono le questioni di maggiore rilievo che le persone, le categorie economiche, le rappresentanze mi sottopongono di fronte alla incapacità della politica di risolvere le vere e pregnanti difficoltà per l'Italia e per gli italiani.

Vi è la necessità di ricostruire un grande partito di governo a partire dal radicamento e dal coinvolgimento delle migliori energie del territorio. Abbiamo in Italia genialità e personalità incredibili, senso di appartenenza a principi e valori, ad una storia e ad una cultura da non disperdere; ho costruito in questi anni con la Rete dei Patrioti tante occasioni di confronto tra le migliori intelligenze ed esperienze di una generazione che oggi deve sentirsi addosso la responsabilità delle scelte e delle decisioni e la chiamata alle armi in questa guerra strisciante che tende alla mortificazione di chi ama l'Italia. Ci sentiamo il dovere di cambiare le cose? Ci sentiamo nelle condizioni di non delegare più ad altri, spesso dediti al compromesso fine a se stesso o al quieto vivere? Vogliamo misurarci con il governo delle cose? Vogliamo misurarci con il merito rispetto ad una qualità umana che spesso occupa, facendo danni, ruoli importanti? Io credo di avere ben agito in questi anni di politica e di avere avuto la fiducia di tante persone per la mia coerenza e la mia onestá. Credo inoltre di avere fatto tanto per la mia gente e la mia terra, grazie anche alle tante persone che con me hanno condiviso questo percorso....ora è quasi dovuto, se vogliamo continuare a tenere alta la fiaccola della destra italiana e non la vogliamo relegare in un angolo, confluire nella nuova Forza Italia sapendo che andiamo a coprire uno spazio politico fondamentale in cui la destra culturale e politica dovrà ritrovare la fiducia dei tanti, troppi elettori che se ne sono andati.

Spero che tanti che provengono dalla destra di AN si ritrovino in questo progetto e che tanti che si sentono di destra trovino una degna rappresentanza politica. Io lavorerò per questo.