Visto da destra

ELEZIONI AMMINISTRATIVE: I CITTADINI CHIEDONO CHIAREZZA NEGLI SCHIERAMENTI. IL CENTRODESTRA UNITO PUÒ VINCERE ANCHE A LIVELLO NAZIONALE

Se il centrodestra si presenta unito e coeso, valorizzando altresì le migliori realtà civiche espressioni del territorio, ha ancora molto da dire, sia a livello locale, sia a livello nazionale.

Nonostante si debbano attendere i ballottaggi per trarre un bilancio completo, alcuni elementi appaiono cristallini: il centrodestra ove ha espresso candidature unitarie, nate dal basso e con profili credibili ha ottenuto un risultato importante, a dimostrazione del fatto che gli italiani hanno bisogno di politiche di centrodestra basate su programmi chiari e trasparenti, che non prevedano in alcun modo inciuci con la sinistra e che rispondano alle priorità del giorno d'oggi come sicurezza, lotta all'immigrazione clandestina, lavoro e sviluppo economico.

Basti pensare, per citare alcuni esempi, all'ottimo risultato che Forza Italia quindi il centrodestra, ha ottenuto a Conegliano dove il candidato sindaco azzurro che ha vinto al primo turno Fabio Chies ha portato il partito a superare il 17%, o a Padova, dove nonostante Forza Italia abbia dimezzato il proprio consenso rispetto alle amministrative del 2014 ha visto una candidata consigliera preparata e radicata nella propria città come Eleonora Mosco conquistare più di 900 preferenze. È la dimostrazione che oggi più che mai a contare sono le persone con i loro volti, le loro storie e le loro competenze a fare la differenza prima ancora dei simboli di partito.

I Cinque Stelle hanno fatto flop perché gli italiani necessitano di risposte concrete ma al contempo vogliono una semplificazione, in chiave bipolarista, del quadro politico con una imprescindibile chiarezza degli schieramenti.

P.s. Un plauso particolare a Matteo Fabris, persona straordinaria, capace, onesta, leale e instancabile collaboratore che a Brendola ha ottenuto 173 voti di preferenza contribuendo in modo determinante alla vittoria della lista Uniti per Brendola del nuovo sindaco Bruno Beltrame. Ad maiora!

BPVI, INCHIESTA BLOCCATA E RISCHIO ESUBERI: IL GOVERNO PRENDA IN MANO LA SITUAZIONE. O FORSE CHI NON È TOSCANO NON È DEGNO DI ATTENZIONE?

Il Tribunale di Milano si è dichiarato 'incompetente territorialmente' per seguire il filone d'inchiesta su Banca Popolare di Vicenza relativo all'ostacolo alla vigilanza della Consob, chiedendo alla Cassazione di decidere chi dovrà proseguire nelle indagini.
Nel frattempo è scaduto il termine per il sequestro di 106 milioni di euro verso la stessa BpVi, il suo direttore generale Emanuele Sorato e il vicedirettore Emanuele Giustini.
Non solo: 4 dipendenti su 10 dell'istituto bancario, in attesa di certezze sulla continuità dell'azienda, vedono in pericolo il proprio posto di lavoro.

"Una situazione di caos totale che rischia di avere ripercussioni drammatiche per i lavoratori della banca, i risparmiatori e le imprese di un territorio come il nostro che ha sempre contribuito a trainare l'economia non solo del Nordest ma dell'Italia intera.
Il Veneto ha una legittima e sacrosanta sete di giustizia e l'auspicio condiviso da tutte le persone per bene e che si arrivi quanto prima ad una soluzione dei problemi, che soddisfi nel modo più esaustivo possibile le istanze di chi, da questa situazione aberrante, ha perso tanto se non tutto.

Il Governo dovrebbe prendere in mano la situazione, dando alla nostra gente le risposte che merita. O forse è una colpa quella di non essere toscani e ancor meno fiorentini? Una colpa degna di essere considerati come l'ultima colonia dell'impero Renzi-Boschi o di non essere considerati proprio?
Vorrei ricordare ai nostri che senza il rilancio del tessuto economico minato dalle crisi delle banche venete non vi può essere una reale ripartenza del sistema Italia.
Chi ha orecchie per intendere intenda.

ONORIAMO LA MEMORIA DEL 24 MAGGIO 1915. È LA STORIA DEL NOSTRO POPOLO, DELLA NOSTRA NAZIONE

Centodue anni fa, il 24 maggio 1915, l'Italia entrava in guerra contro gli Imperi centrali, gettandosi nella Prima Guerra Mondiale dieci mesi dopo l'inizio delle ostilità in Europa. 
Era un lunedì. Alle 3.30, precedute dai tiri degli obici, le truppe italiane oltrepassarono il confine italo-austriaco, puntando verso le "terre irredente" del Trentino, del Friuli, della Venezia Giulia. 
Il resto è storia. E quella storia, la storia del nostro popolo, della nostra nazione, non la dobbiamo dimenticare mai.

 

LA LEGGENDA DEL PIAVE

Il Piave mormorava,
calmo e placido, al passaggio
dei primi fanti, il ventiquattro maggio;
l'esercito marciava
per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera...

Muti passaron quella notte i fanti:
tacere bisognava, e andare avanti!

S'udiva intanto dalle amate sponde,
sommesso e lieve il tripudiar dell'onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero,
il Piave mormorò:
«Non passa lo straniero!»

Ma in una notte trista
si parlò di un fosco evento, 
e il Piave udiva l'ira e lo sgomento...
Ahi, quanta gente ha vista
venir giù, lasciare il tetto,
poi che il nemico irruppe a Caporetto! 

Profughi ovunque! Dai lontani monti
Venivan a gremir tutti i suoi ponti!

S'udiva allor, dalle violate sponde,
sommesso e triste il mormorio de l'onde:
come un singhiozzo, in quell'autunno nero,
il Piave mormorò:
«Ritorna lo straniero!»

E ritornò il nemico;
per l'orgoglio e per la fame
volea sfogare tutte le sue brame...
Vedeva il piano aprico,
di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora...

«No!», disse il Piave. «No!», dissero i fanti,
«Mai più il nemico faccia un passo avanti!»

Si vide il Piave rigonfiar le sponde,
e come i fanti combatteron l'onde...
Rosso di sangue del nemico altero,
il Piave comandò:
«Indietro va', straniero!»

Indietreggiò il nemico
fino a Trieste, fino a Trento...
E la vittoria sciolse le ali al vento!
Fu sacro il patto antico:
tra le schiere, furon visti
Risorgere Oberdan, Sauro, Battisti...

Infranse, alfin, l'italico valore
le forche e l'armi dell'Impiccatore!

Sicure l'Alpi... Libere le sponde...
E tacque il Piave: si placaron l'onde...
Sul patrio suolo, vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò
né oppressi, né stranieri!

Ecco il link video-audio della Leggenda del Piave:https://www.youtube.com/watch?v=X8IdhD-xm1w#action=share

NON DIMENTICHIAMO IL SACRIFICIO DI GIOVANNI FALCONE E DEGLI AGENTI DELLA SUA SCORTA

"I nemici principali di Giovanni furono proprio i suoi amici magistrati. Tanti furono gli attacchi e le sconfitte tanto che fu chiamato il giudice più trombato d'Italia e purtroppo lo è stato ed è stato lasciato solo", ha ricordato ieri Maria, la sorella di Falcone, alla vigilia del 25º anniversario della strage di Capaci. Un quarto di secolo dopo quel maledetto 23 maggio del 1992, tante, tantissime cose sono cambiate: a cominciare dalla stessa Cosa nostra e dall'Antimafia, fenomeni che negli anni sono addirittura arrivati, ahinoi, a confondersi e compenetrarsi. 

Io non scordo il sacrificio di Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo, degli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

E non chiudo gli occhi dinanzi alla cappa di ipocrisia e omertà che aleggia sopra certe istituzioni.
C'è ancora tanto da fare. Per rendere onore alle vittime della Mafia, per rendere onore all'Italia e agli italiani. Noi non abbassiamo la guardia.

ADUNATA DEL PIAVE, ALZABANDIERA AL SACRARIO DEL MONTE GRAPPA: VENETO PROTAGONISTA OGGI COME IERI

Nella mattinata di venerdi 12 maggio 2017 ho partecipato all'Alzabandiera al Sacrario del Monte Grappa che ha dato il via alla tre giorni dell'Adunata del Piave che vede il coinvolgimento di migliaia di 'Penne nere' provenienti da tutto il Paese. La cerimonia si è svolta contestualmente a Moriago della Battaglia, al Sacrario di Nervesa della Battaglia e in quello di Fagaré.

 

Una iniziativa a cui hanno partecipato alcune scolaresche dando un segnale significativo.

Questa è l'Adunata delle terre del Grappa, del Montello e del Piave, a ricordo del momento più difficile che l'Italia ha vissuto cento anni fa. È la memoria della Rotta di Caporetto e della reazione dell'esercito italiano, è l'Adunata della continuità con una storia importante ed indimenticabile. Un momento per interrogarci come italiani, cittadini e rappresentanti delle istituzioni, su cos'è l'Italia oggi e qual è il futuro degli italiani.

Il Veneto fu protagonista, allora come oggi, e non semplice spettatore perché in Veneto sono sempre stati solidi i valori di appartenenza, rispetto per i propri caduti, spirito di servizio, valori altamente rappresentati dagli Alpini che li celebreranno in questa Adunata sulle orme della storia!

Alzabandiera Cima Grappa Adunata del Piave