Visto da destra

BERLUSCONI, CEDU CONTRIBUISCA A SANARE VULNUS DEMOCRATICO

La Corte europea per i diritti umani deve contribuire a sanare il vulnus democratico che ha colpito l'Italia con l'errata applicazione della cosiddetta legge Severino nei confronti del Presidente Silvio Berlusconi.
Con una sentenza discutibile, per usare un eufemismo, è stato alterato il corso della democrazia con l'esclusione dalla vita parlamentare dell'ex premier, dopo che era stato abbattuto l’ultimo Governo della nazione legittimato dalla volontà popolare.
Mercoledì 22 novembre 2017 il giorno della prima udienza della Corte di Strasburgo e speriamo che la decisione finale possa arrivare in tempi brevi, affinché il leader di Forza Italia possa essere riabilitato al 100% come merita.
E come meritano i milioni di italiani pronti ancora una volta a dargli fiducia per mandare a casa il Governo della sinistra.

A ROMA LA CONFERENZA NAZIONALE ENTI LOCALI DI FORZA ITALIA. IL PARTITO CON PROSPETTIVA DI GOVERNO RIPARTE DAI TERRITORI

Si è svolta a Roma la conferenza nazionale degli Enti Locali di Forza Italia.
Nella platea di amministratori locali e sindaci provenienti da tutto il Paese, la delegazione veneta composta da me, Renato Brunetta, Massimo Giorgetti, assieme al sindaco di Villafranca Veronese Mario Faccioli, al vicesindaco di Venezia Michele Zuin, a Eleonora Mosco, capogruppo di Forza Italia a Padova, all’assessore di Montebelluna Claudio Borgia, all’assessore di Valdobbiadene e consigliere provinciale di Treviso Tommaso Razzolini, a Claudio Bergamin, capogruppo del partito a Castelfranco Veneto, al coordinatore regionale dei Senior Piero Sau.
Particolarmente apprezzata la proposta lanciata dal coordinatore nazionale Marcello Fiori, ovvero quella di prevedere nel prossimo Governo di centrodestra un Ministero - in sostituzione e non in aggiunta - ai Comuni.

Un partito che riparte, con la prospettiva del Governo nazionale, proprio dai territori, dai Comuni, dagli amministratori, un segno evidente di una rinnovata attenzione per la politica più vera e difficile, quella di chi ci mette la faccia.
Forza Italia ha una classe dirigente locale di tutto rispetto, che ha saputo difendersi da una forte capacità distintiva anche nei confronti dei propri alleati.

Uniti si vince, ma si vince solo se si riesce ad includere la maggioranza dei cittadini nei comuni come a livello nazionale e in questo Forza Italia Veneto vuole riprendersi il ruolo che fu del PdL, di aggregatore e attrattore sui programmi di Governo con la propria identità.

Sono intervenuta a una tavola rotonda sulla prospettiva dell’autonomia all’interno di un quadro di unità nazionale, spiegando le ragioni della forte partecipazione al referendum dei veneti dovuta anche alla sofferenza che patiscono nei confronti dell’inefficienza dello Stato e della concorrenza sleale delle Regioni contermini autonome o speciali.

L’assetto dell’organizzazione dello Stato va riformato attuando fino in fondo l’articolo 5 della Costituzione nell’ottica di una autonomia a geometria variabile che per noi significa più Stato al sud e meno Stato nelle regioni virtuose con i conti in ordine, con capacità di dare risposte, come la Regione del Veneto.

4 NOVEMBRE: CENTO ANNI DOPO CAPORETTO RICORDIAMO IL RISCATTO DELLA VITTORIA E LE RAGIONI IDENTITARIE DELL’ESSERE NAZIONE!

Il 4 Novembre è una data che nella memoria collettiva celebra il centenario della fine della Grande Guerra e fa sentire gli italiani uniti in un comune destino nazionale.
Questo il significato della ricorrenza che ho evidenziato nel messaggio inviato a tutte le scuole e alle amministrazioni comunali del Veneto, in vista della Festa dell’Unità nazionale e della Giornata delle Forze armate che si celebra in tutt’Italia dopodomani, nell’anniversario della fine della Prima guerra mondiale.

Una ricorrenza che oggi, nel centenario della Grande Guerra, più che mai diventa importante per il suo profondo significato valoriale di unità e identità nazionale. La Grande Guerra, infatti, costituì per l’Italia il suo momento fondativo ed il suo compimento.

L’omaggio che ogni anno si rende al Milite Ignoto sta a raccogliere idealmente quello che tutti gli italiani dovrebbero tributare ai milioni di uomini che immolarono la loro vita per la Patria, a tutti quegli eroi silenziosi e spesso senza nome che persero la loro vita, a tutte quelle donne che pur vestendo un’altra divisa, si dedicarono alla cura di migliaia di feriti, portando loro conforto accompagnandoli, purtroppo troppo spesso, verso l’ultimo loro respiro. Le celebrazioni servono giusto a questo: a rinsaldare la memoria collettiva e contribuire a fondere una coscienza nazionale per renderci orgogliosi del nostro passato. Ma il compito sociale delle ricorrenze storiche non sarebbe assolto del tutto se non venissero celebrate con le giovani generazioni allo scopo di trasmettere loro questi profondi significati.

La prima guerra mondiale fu una guerra di popolo e di giovani: contadini, poeti, borghesi, nobili, militari di carriera o precettati renitenti; dialetti diversi, cognomi differenti tutti uniti nella difesa dell'Italia. Una guerra che non è poi così lontana da noi e dai nostri ragazzi, sia in termini storici che geografici. In terra veneta, infatti, si trovano gran parte dei monumenti dedicati a chi sacrificò tutto se stesso per la Patria. Luoghi della memoria del nostro popolo, luoghi simbolo della nostra storia nazionale, luoghi da visitare e da rispettare. Luoghi educativi.

Cento anni fa, in questi giorni, l’Italia viveva la tragedia e l’onta di Caporetto, diventata nel gergo comune “la disfatta di Caporetto”, a significare una sconfitta rovinosa. Voglio ricordare quella rotta per un pensiero a quei soldati che morirono, per il loro sacrificio. Ma anche per il suo significato morale: Caporetto ci insegna che anche dopo una grave sconfitta si può vincere. Dopo una caduta, anche se rovinosa, si può, ci si deve rialzare con rinnovato spirito, con volontà.

Perché ripercorrere con la memoria gli eventi di cento anni fa? Perché dalla Storia si impara e si traggono significati e valori che accomunano.
Questi anni legati al Centenario della Grande Guerra possono diventare l'occasione per ricostruire legami forti tra italiani, tra i paesi di provenienza di quei Caduti e di quei soldati, da sud a nord; per dare un comune destino a quanti, nuovi italiani, sentano grande l'appartenenza a questa nostra Nazione fatta di storia, di sacrificio, di valori.

Un destino comune da riscoprire dedicando alcuni momenti di riflessione e di condivisione sul Centenario e aderendo alle manifestazioni promosse un po’ dovunque dalle Amministrazioni comunali in questi giorni.
È anche questo un modo per testimoniare l’amore e la responsabilità verso l’Italia.

AUTONOMIA, VOGLIAMO IL VENETO COME TRENTO E BOLZANO: LIBERO DI GESTIRE LE PROPRIE RISORSE

In Catalunya non avremmo mai voluto vedere i volti di anziani insanguinati, né la Polizia costretta a intervenire con la forza sulla propria gente. Credo che la responsabilità maggiore vada ricondotta a chi ha portato avanti una azione separatista, illudendosi che sarebbe stata priva di reazione. I centri sociali col pugno chiuso si sono presentati come al solito a fomentare, a provocare, ma la responsabilità sta in capo al Presidente della Catalunya che poteva ben immaginare cosa sarebbe accaduto violando la legge. Una secessione non è mai pacifica. Fa male al cuore, ma la democrazia ha delle regole e i servitori dello Stato devono farle rispettare loro malgrado, in Spagna, come in qualsiasi altro Paese, altrimenti sarebbe caos e anarchia.

Ripeto: la secessione è sempre un momento traumatico ed è impensabile che possa avvenire attraverso un referendum. E bisogna essere realisti, senza gettare fumo negli occhi alle persone: in democrazia la secessione è un processo inattuabile.

Noi siamo convinti che l'autonomia e il federalismo a geometria variabile siano la miglior soluzione, perché crediamo fermamente nell'Unità nazionale e nel rispetto delle regole. Il 22 ottobre voteremo 'Sì' al referendum per l'autonomia perché vogliamo che il Veneto possa diventare come le Province di Trento e Bolzano: libero di gestire al meglio le proprie risorse per una maggiore crescita e un maggior sviluppo del territorio.

APPROVATO IN REGIONE PDL STATALE PER L'INTRODUZIONE DEL PATROCINIO LEGALE GRATUITO PER CITTADINI COLPITI DA CRIMINALITÀ E PER FORZE DELL'ORDINE

È stato approvato martedì 19 settembre 2017, in Consiglio regionale del Veneto, il progetto di legge statale per l'introduzione del patrocinio legale gratuito per i cittadini colpiti dalla criminalità e per i membri delle forze dell'ordine.
Un grande risultato di Forza Italia! Nonostante la bocciatura da parte del governo centrale di un nostro emendamento alla 'finanziaria' che riconosceva un fondo spese per le forze dell'ordine ferite nell'adempimento del loro dovere, non ci siamo mai fermati e mai ci fermeremo, fino a quando non verrà dato il giusto riconoscimento che meritano gli uomini e le donne i divisa.

Questo progetto di legge, infatti, sono certa che non verrà accantonato e auspichiamo che prossimamente possa essere approvato dal Parlamento perché contiamo in una maggioranza di centrodestra, con una sensibilità pertanto diversa da quella attuale, di sinistra e antimilitarista. Non vogliamo più che un altro Stacchio resti solo e che le forze dell'ordine siano costrette a difendersi dai soprusi dei malviventi, siano essi ladri o manifestanti in piazza con estintori o clandestini che lanciano bombole dalle finestre, ma sosterremo le spese legali, mediche e di riabilitazione che dovessero essere necessarie.

Il gruppo consiliare di Forza Italia ha voluto dare un segnale politico, ribadito in Aula, che deve vedere istituzioni e cittadini per bene al fianco di agenti e militari e delle vittime che che si difendono in casa propria e che difendono i propri cari e la proprietà privata, diritto inalienabile.

VORREI CHE NON SI SENTISSE PIÙ PARLARE DI ECCESSO DI LEGITTIMA DIFESA!

Alle forze dell'ordine, spesso mal pagate e demotivate, chiediamo di difendere la cittadinanza e il territorio ma non diamo loro nemmeno i dispositivi di difesa personale come ad esempio i giubbi anti-proiettile all'altezza delle più difficili situazioni o non facciamo loro formazione adeguata o non diamo loro adeguato ricambio.
Gli impegni in politica si onorano e noi alle parole piace far seguire i fatti.