DONAZZAN A PAROLI: "ADRIANO, SE AMASSI VERAMENTE IL PARTITO NON INVITERESTI LA GENTE AD ANDARSENE"

In risposta alle recenti dichiarazioni del Commissario Regionale per il Veneto di Forza Italia Sen. Adriano Paroli, interviene l'Assessore Regionale del Veneto Elena Donazzan.

Mi chiedo che dirigente di partito possa tenere la linea del 'tanto peggio, tanto meglio' oppure del 'meglio essere pochi ma buoni'. Intanto non è detto che restino i buoni, visto che a porre il problema della democrazia interna e della perdita di consenso sono coloro che sono i più votati nel Veneto, ovvero Massimo Giorgetti e la sottoscritta, e gli eletti nei comuni come Matteo Fabris e Fabio Miotti, più che votati assessori comunali. Chi resterà secondo la 'dottrina Paroli'? Temo resteranno solo i nominati perché per forza fedeli a chi li ha nominati.

Chiedere ragione della sconfitta, della perdita continua ed inesorabile del consenso, delle scelte organizzative, delle dinamiche di selezione e premio della classe politica, delle alleanze di un partito, è l'ABC. Rispondere, come ha fatto Paroli in qualità di Commissario politico, è pericoloso per il partito che lui dice di amare tanto. Do a lui un'unica attenuante perché è un 'non veneto' nel Veneto, anche se a dire della 'buona guida politica' ci sono i risultati anche di Brescia, ovvero casa sua, dove FI non arriva nemmeno al ballottaggio in un momento in cui è più facile vincere che perdere, dato il vento del nord che spira sulle vele del centrodestra. Ma io sono veneta fino al midollo, amo il Veneto, la mia gente e soprattutto chi ci mette la faccia e non tollero risposte del genere. Le dia a Brescia, se lì sono accettate! Un partito che si ostina a serrare i ranghi degli amici fedeli - a cui rispondo che è meglio essere leali - non ha futuro in questo nuovo mondo post 4 marzo e pre elezioni europee.

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