PADOVA: DISTRIBUTORE AUTOMATICO DI CANNABIS LIGHT IN VIA SCINTILLA - "SITUAZIONE DEGENERATA, L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE INTERVENGA"

Sulla recente installazione di un distributore automatico di 'cannabis light' in via Scintilla a Padova, interviene l'Assessore Regionale del Veneto Elena Donazzan.

Siamo al paradosso: non bastano i cosiddetti 'grow shop' che nascono come funghi nei nostri capoluoghi di Provincia e nelle principali Città d'Italia. Non basta evidentemente neppure la commercializzazione nelle edicole di riviste con, allegati, piccoli quantitativi di marijuana light. Siamo passati ora, addirittura, ai distributori automatici di cannabis; il messaggio è chiaro: gli ideatori di questa trovata commerciale equiparano l'uso della cannabis ad una necessità, un qualcosa che non può essere limitato a uno specifico orario di vendita al pubblico, ma che deve essere esteso all'utenza 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana. Poco importa, evidentemente, se scelte così avventate potrebbero permettere l'acquisto di questa 'porcheria' anche ad un minorenne munito di altrui tessera sanitaria.

A portare a questa situazione un vuoto normativo causato dalla legge nazionale 242/2016, che puntava ad agevolare la produzione di canapa italiana e non di certo a legalizzare la vendita e l'uso di droghe leggere: questa legge infatti fissa alcune destinazioni d'uso come gli alimenti e i cosmetici, i semilavorati per applicazioni industriali, i prodotti per la bio-edilizia, e così via, non ponendo però limite alla possibilità di commercializzare le infiorescenze come deodorante per ambienti o articoli da collezione.

Si sta speculando sulla salute delle persone, e lo si sta facendo in due modi: da una parte facendo passare il messaggio che la cannabis sativa può essere fumata nel rispetto della legge e senza rischi per la salute perchè contiene un basso contenuto di ThC. Nulla di più falso: la legge non permette di fumare le infiorescenze, anche perchè non si possono escludere effetti negativi per la salute umana come recentemente affermato anche dal Consiglio Superiore di Sanità che ha raccomandato al Governo 'siano attivate, nell'interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione, misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti'. Dall'altra si sta ignorando il fatto che il contenuto di principio attivo, seppur basso, non è inesistente: studi hanno dimostrato che la quasi totalità dei fruitori abituali di eroina o cocaina ha in precedenza fatto uso di marijuana. Consentire la libera vendita di cannabis light significa sostenere la diffusione delle droghe leggere, vera anticamera, nella stragrande maggioranza dei casi, alla tossicodipendenza.

L'installazione di questi distributori automatici avvalora ancor di più la tesi sostenuta nella mozione che, assieme ai colleghi Giorgetti Conte e Negro, ho recentemente depositato in Consiglio Regionale del Veneto per chiedere al Governo di intervenire sulla faccenda, disponendo lo stop alla vendita di Cannabis Light; il silenzio dell'Amministrazione Comunale padovana è a dir poco imbarazzante: spero decidano di non continuare a chiudere gli occhi di fronte al continuo proliferare di questi punti vendita di degenerazione e degrado, prendendo seriamente a cuore la salute dei propri cittadini, in particolare di quelli più giovani".

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