LICENZIATA DOCENTE CHE INSEGNAVA A SCRIVERE "SQUOLA". VOGLIAMO L'AUTONOMIA ANCHE PER UNA SCUOLA PIÙ RESPONSABILE E DI QUALITÀ

Certamente il caso della docente che ha scritto “squola” è l’eccezione perché la qualità della scuola italiana è molto alta, ma non è un caso isolato di indeguatezza del sistema.

Nel mio ruolo di assessore all’istruzione della Regione del Veneto in questi anni sono stata coinvolta mio malgrado in alcuni casi più o meno gravi di “mala-scuola” e spesso la stessa dirigenza scolastica era impossibilitata ad agire. Dall'insegnante travestito, a quello entrato di ruolo che faceva il commercialista a migliaia di chilometri di distanza e chiedeva i benefici di legge per accudire un congiunto, dall’avvocato-sindaco che bloccava un posto di ruolo da anni, al precario di 50 anni licenziato ogni anno a giugno, all’insegnante di inglese...che non sapeva l’inglese alla preside isterica che tortura i propri poveri insegnanti con linee guida umorali. 

Maggiori poteri e responsabilità ai dirigenti scolastici, compresa la scelta dei docenti più adatti a quel dato tipo di scuola, sono queste alcune esigenze a cui vorrei dare risposta con l'autonomia per la scuola del Veneto.
Il Presidente Luca Zaia ha condiviso col Governo che, tra le prime e più importanti materie, su cui innestare il processo di autonomia a seguito del referendum ci sia la scuola e sono convinta che questo processo porterà ad una ulteriore qualità e responsabilità.

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