TROPPI ALUNNI STRANIERI, LA PRESIDE DI UN ISTITUTO VENEZIANO PONE LA SOGLIA DEL 40% IN OGNI CLASSE. GIUSTO, L'INTEGRAZIONE SI FA PRINCIPALMENTE A SCUOLA

La Preside dell'istituto comprensivo "Caio Giulio Cesare" di Mestre ha deciso di introdurre nella scuola la soglia massima del 40% di alunni stranieri in ogni classe. Decisione, quella della dirigente scolastica, che ha creato qualche polemica ma che secondo me è più che giustificata dal fatto che in alcune classi dell'istituto nel Veneziano la quota di alunni stranieri tocca il 96%.
Questo non è un modello di integrazione ma di ghettizzazione. Ha ragione la Preside dell'istituto comprensivo "Caio Giulio Cesare" di Mestre quando segnala questo problema e chiede una diversa programmazione della presenza degli alunni stranieri. Aggiungo che vanno ripensate le modalità con cui abbiamo pensato e gestito la integrazione degli stranieri in Italia.

Il tetto proposto fu una mia proposta ancora nel 2008 proprio perché in Veneto alcune problematiche le avevamo riscontrate e avevamo formulato una proposta di organizzazione, oggi tuttavia anche il tetto non è più sufficiente.
Con chiarezza dobbiamo rivedere il modello, rimettendo al centro la lingua, la tradizione, le consuetudini italiane e venete, visto che dobbiamo integrare questi figli di seconda generazione nel società e nella comunità veneta. Parlare italiano è lo strumento base per poter apprendere e non si può prescindere da un rafforzamento della lingua anche con test di ingresso alla scuola primaria, suonare, cantare, fare sport sono discipline fondamentali per capire la cultura in cui si vivrà e una scelta religiosa che vi si opponga è un ostacolo da non accettare.

Propongo un patto educativo con le famiglie straniere, vincolante ed obbligatorio, e se decidessero di sottrarre i minori allora dovrebbe intervenire non solo la scuola, ma l'autorità di polizia. In secondo credo sia da predisporre, su spinta della Regione una Conferenza degli Enti Locali perché è necessario trovare una collaborazione con i Comuni per governare le iscrizioni degli stranieri nelle nostre scuole.

La scuola non può essere lasciata sola in questa frontiera per l'integrazione, alcuni modelli come quello francese hanno mostrato tutto il loro fallimento così come una posizione tesa alla autoregolamentazione del problema o peggio di una fideistica positiva valutazione del multiculturalismo porteranno solo a far perdere posizioni di qualità alla scuola veneta.

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