Celebrazioni della Grande Guerra: l'occasione per riflettere sulla storia del popolo italiano

Domenica 24 maggio si celebra l’inizio delle commemorazioni per il Centenario della Grande Guerra, momento fondativo dell’Italia tutta e occasione per riflettere sul senso della memoria, sull’importanza della storia per l’identità di un popolo. Un'identità e un'appartenenza che oggi servirebbero più che mai e che rischiano di essere relegate ad un dato occasionale e superficiale, limitatamente a qualche partita di calcio oppure, quando sentite più profondamente, affidate alle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.

Il compito delle Istituzioni in occasioni come questa dovrebbe essere quello di dare massima rilevanza alle commemorazioni, alta solennità ai momenti celebrativi e diffusione di una nuova educazione all’Amore di Patria, a partire dalle giovani generazioni.

Questo alto compito di ricostruzione di un'identità storica ad un'appartenenza nazionale deve essere sentito particolarmente qui in Veneto. Qui, infatti, fu compiuta la storia del Risorgimento, sulla nostra terra veneta resistette l’Esercito italiano dopo la disfatta di Caporetto; qui stanno i simboli di quel sacrificio: Grappa, Piave, Montello e gli Altopiani, come quello di Asiago, dove la storia e la storiografia fecero del 24 maggio, sul Monte Verena, l’inizio della guerra per l’Italia.

La storia va rispettata e valorizzata e avrei voluto che il Presidente della Repubblica venisse proprio ad Asiago, al sacrario militare dove riposano 54.286 caduti italiani di Sardegna e di Puglia, insieme agli italiani del Veneto e del Piemonte. Per una presenza forte delle Istituzioni, per dare senso della verità della storia e soprattutto per riconciliare il Veneto, che pur tante ragioni ha, con uno Stato troppo freddo e distante.

Non vorrei che commemorazioni così sentite dalle Istituzioni locali, dai tanti Alpini, Fanti, Bersaglieri, venissero mortificate da un atteggiamento non rispettoso della storia, di quell’amore di Patria così semplicemente affermato, con il sacrificio della vita, da parte di quei giovani soldati che avevano forse poca cultura, che erano di certo analfabeti, ma che avevano alto il senso del dovere, l’amore per la Patria e che soprattutto non avrebbero mai tradito i propri fratelli in trincea.

Oggi qualcuno, per ragioni diverse, tende a snaturare questo significato, offendendo così la memoria di quei soldati. Quel qualcuno non canta l’Inno d’Italia o peggio ne cambia le parole come ha fatto Renzi nella più importante manifestazione internazionale, in cui avrebbe dovuto affermare l’orgoglio di una Nazione e il rispetto per i suoi simboli; oppure come il Presidente Mattarella che non verrà ad Asiago preferendo altri luoghi, acuendo così la distanza tra Veneto e Stato, mi auguro senza ragionamenti di tipo politico che l’avrebbero portato a preferire il Friuli e la Slovenia piuttosto del Veneto e l’Italia.

Di ritorno dalla mia 20ª Adunata degli Alpini a L’Aquila ho visto tanti politici applaudire a quegli uomini acclamati dai tanti aquilani per il poderoso lavoro in occasione del terremoto che li ha colpiti. Sanno quei politici che quegli uomini sono così perché hanno fatto il servizio militare, hanno nel cuore il tricolore e nella testa il senso del dovere?

Le commemorazioni per il Centenario della Grande Guerra e l’Unita d’Italia vanno rispettate.

Avrei voluto la massima solennità, cantato l’inno in ogni occasione con il senso di ricostruire l’appartenenza ad un Popolo, alla sua Identità e le massime Istituzioni più rispettose di una storia che le supera e resta grande maestra di vita e di significato.

24 maggio 2015: già nel pomeriggio del 23 maggio ho iniziato le celebrazioni per il Centenario della Grande Guerra, insieme agli Alpini della sezione di Asiago, prima al Sacrario Militare e poi accanto ai monumenti ai caduti di Canove e Roana, in una cerimonia particolarmente commovente. Le commemorazioni sono proseguite il giorno dopo, 24 maggio, al Tempio Ossario di Bassano del Grappa, finalmente riaperto. 
Clicca qui per vedere tutte le foto della giornata.

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