Italia in recessione? Il bilancio è pesante anche in Veneto

Anche in Veneto contiamo i danni di una crisi pesante che ha trasformato il nostro mondo. Sono dati pesanti sul fronte della contrazione del numero delle aziende durante il periodo della crisi dal 2009 al 2013 e purtroppo nell'ultimo anno io non riuscivo proprio a scorgere segni dell'ottimismo renziano guardando da vicino le mie aziende e il nostro mercato del lavoro. 

Oltre 103 mila i lavoratori coinvolti, quasi 20 mila le aziende nel quinquennio 2009-2013 interessate dagli interventi di Cassa integrazione in deroga e l'utilizzo di 60 milioni di ore il che significa un impoverimento significativo della nostra capacità produttiva.
In questo momento in Veneto 47 mila persone hanno chiesto di accedere alla nuova forma di ammortizzatore sociale creato dalla Riforma Fornero (denominato ASPI) e 6.500 sono iscritte nelle liste di mobilità in deroga.

Il dato positivo c'era e c'é....non so se ci sarà ancora alla luce delle intenzioni della Russia di bloccare l'import, dell'arresto anche del mercato tedesco oltre a quello europeo e dei venti di guerra in medioriente e nel vicinissimo mediterraneo. Questo dato è legato alle esportazioni che hanno trainato il Veneto dei "campioni" ovvero delle aziende, al di là dei settori di produzione, anche avevano indicatori positivi e che trascinavano anche altre aziende spesso terziste - in particolare la ripresa fu immediata nel 2010 con una ulteriore crescita nel 2011 che lasciava ben sperare, poi siamo anche noi precipitati nuovamente in un picco negativo in concomitanza del primo governo tecnico di Monti.

Purtroppo nemmeno questi "campioni" che pure hanno contribuito a far crescere il PIL del Veneto, sono riusciti ad invertire i dati del mercato del lavoro: nessuna crescita, anzi il saldo tra nuove assunzioni e cessazioni rimaneva negativo e dall'inizio della crisi abbiamo perso 86 mila posti di lavoro (calcolati dal 31 marzo 2008 al 31 marzo 2014).
Nell'ultimo anno ne abbiamo persi 12 mila....nonostante i governi di salute nazionale che nè a noi nè all'Italia hanno alleviato la malattia.

Analizzando i dati si segnala che, nel loro insieme, le aziende interessate dagli interventi legati agli ammortizzatori sociali in deroga hanno subito una perdita occupazionale di circa il 40% (il -43% nelle aziende artigiane, il -27% nelle imprese terziarie con oltre 50 dipendenti).

Entrando nel dettaglio:
- il 50% di queste aziende ha mantenuto i livelli occupazionali durante e successivamente al periodo di utilizzo della Cassa in deroga (quindi l'ammortizzatore sociale in questo caso è stato salvifico ai fini della tenuta dei posti di lavoro);
- il 30% ha subito una drastica riduzione degli organici (mediamente del 50% della propria forza lavoro);
- il 20% risulta non avere più lavoratori dipendenti al termine dell'utilizzo della Cassa in deroga.

Per quanto riguarda i lavoratori, invece, si rileva che:
- il 40% di chi ha avuto un sussidio ha mantenuto il posto di lavoro;
- il 40% si è ricollocato in altra azienda, di cui due terzi entro sei mesi;
- il 20% alla fine del periodo osservato, risulta essere senza lavoro: di questi una piccola quota è pensionata (5%), mentre la maggioranza si è rivolta ai Centri per l'Impiego del territorio per accedere all' ASpI/indennità di disoccupazione e ricercare una nuova occupazione.

Alla fine i conti si fanno e sono veritieri più delle previsioni evidentemente sbagliate e per il Veneto significano flessione della domanda di lavoro a tempo indeterminato, riduzione delle trasformazioni da tempo determinato a indeterminato e su base annua i dipendenti sono tuttora in diminuzione.

Ho seguito tutta l'intervista di Renzi ieri sera a La Sette, l'ho trovato troppo "sborone" e poco rispettoso e serio con l'Italia e con gli italiani che non sono, come ha avuto modo di dire lui "... al mare e non hanno voglia di vedere gente che litiga...". Primo, non sono tutti al mare, fosse anche per il tempo inclemente di questa estate e non solo perché i suoi 80 euro non cambiano la vita; secondo, interessa poco che lui scherzi - e non faccia ammenda- sui suoi errori che non sa "...se attribuire al suo ruolo di presidente del consiglio o di presidente del PD". Metta in fila le priorità: prima il lavoro e le imprese. Senza arroganza e con un pochino di umiltà. Qualche consiglio non richiesto: abbia qualche idea sulla politica estera e abbassi le tasse....il resto è poca cosa.

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