RISPONDIAMO AL JOBS ACT CON IL LAVORO VERO

Una proposta diretta al Governo centrale di revisione degli ammortizzatori sociali per trasformare la spesa passiva in spesa attiva, una indicazione di politica regionale in tema di appalti pubblici e preferenza alle imprese che assumono in Veneto e un emendamento che rifinanzi di Lavori di Pubblica Utilità. Sono questi i tre indirizzi  di “lavoro vero” che abbiamo illustrato ieri sera con il gruppo regionale del PdL-Forza Italia per il Veneto come risposta veneta alle ipotesi del Jobs Act del Governo centrale.

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La risposta veneta alle ipotesi del Jobs Act è il lavoro vero. Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi dice a Renzi, che spetta “alla politica il difficile compito di scegliere” e che “una cosa deve essere chiara: senza impresa non c’è crescita, non c’è lavoro, non c’è Italia”. Nell’ultimo anno le imprese hanno confermato le loro difficoltà a far fronte alla crisi. I fallimenti sono stati 10.000 (3.000 in più rispetto al 2012) e le aziende che hanno aperto una procedura di crisi sono state 1.465, con oltre 42.000 lavoratori coinvolti. La spesa complessiva per le politiche passive in Veneto è stimata per il 2013 in circa 2 miliardi di euro, di cui 630 milioni solo per la cassa integrazione. Per la cig in deroga, in particolare, sono stati stanziati oltre 68 milioni di  euro nel biennio 2011-2012. Per quanto riguarda i lavori di pubblica utilità, nel 2012 sono stati stanziati 1.500.000 euro, il 35% di loro  ha trovato in seguito un’occupazione, il 36% ha avuto almeno un’opportunità di lavoro e solo il 29% non ha avuto alcuna occasione.

Nel 2013 abbiamo stanziato 5  milioni di euro, con i quali abbiamo toccato 282 Comuni (la metà dei  Comuni del Veneto) e 1.247 lavoratori. In bilancio, presenteremo un emendamento per rifinanziare i lavori di pubblica utilità.

Riguardo agli ammortizzatori sociali, se la spesa passiva (84 milioni di euro di risorse mancanti per i disoccupati in deroga) fosse reinvestita in politiche attive, riusciremmo a dare opportunità di “lavoro vero” a  16.800 persone. In particolare, equiparandole alle work experience, che con uno stanziamento di 22 milioni di euro a valere sul Fondo Sociale Europeo, ha dato opportunità di lavoro vero a 3.000 persone e ai tirocini attraverso i quali, con risorse per 6 milioni di euro, hanno trovato un’occupazione  altre 680 persone. Risorse utili non solo al lavoratore, ma anche alle  aziende. È questo il vero modo per abbattere il costo del lavoro per le imprese e per dare una opportunità vera e non solo qualche soldo in tasca ai lavoratori. Bisogna cambiare radicalmente gli ammortizzatori sociali, che oggi sono solo una spesa passiva, in quanto paghiamo i lavoratori per non lavorare.

Durante la conferenza stampa tenutasi a palazzo Ferro Fini, a cui sono intervenuti insieme a me anche il capogruppo Dario Bond e il suo vice Piergiorgio Cortelazzo, abbiamo annunciato che il Gruppo FI per il Veneto presenterà all’aula un Ordine del Giorno con il quale si chiede l’introduzione di una premialità negli appalti pubblici o nelle normative di riferimento  regionali che abbia come destinatario o beneficiarie le imprese, per quelle che assumeranno in Veneto, aumentando il numero di lavoratori occupati e superando il mero criterio del massimo ribasso.

Non solo il massimo ribasso che ha portato ad un peggioramento della qualità del lavoro in troppi appalti pubblici come  le pulizie negli ospedali o nelle scuole o per le imprese impegnate  nelle grandi opere pubbliche, ma un criterio strettamente legato alle  assunzioni di persone in Veneto per abbattere veramente la  disoccupazione. 

 

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