Appello a sostegno della famiglia

Sostenere la vita e la famiglia naturale di fronte ai quotidiani attacchi del relativismo e di una certa ideologia è una battaglia di civiltà a cui non ci si può sottrarre.

In questi giorni l'UNAR, (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali che opera all’interno del Dipartimento delle Pari Opportunità) ha iniziato una pericolosa campagna di vero e proprio indottrinamento dei nostri giovani e degli insegnanti nelle scuole e nelle università sulla cosiddetta “identità di genere” e sulla “parità di tutti gli orientamenti sessuali".
Se fosse sulla "identità di genere" ovvero femminile e maschile, in un momento in cui la crisi di identità è così forte, sarebbe una cosa giusta, purtroppo qui si nega sia l'identità che il genere e si propone un modello devastante per la tenuta della società e del suo nucleo principale: la famiglia. Inoltre ciò che rende veramente grave questa azione di destabilizzazione del nostro modello di società è la violenza psicologica che ne deriva. Entrare nella sfera educativa creando confusione nei più giovani, adolescenti o addirittura bambini, dicendo loro che non esiste il loro genere, quello che imparano a scoprire con la crescita sia fisica che psicologica, insinuando il dubbio che quel genere non esista è al limite della denuncia per violenza psicologica.

Noi dovremmo accompagnare i più giovani, nel complesso momento della scoperta di sè, con punti di riferimento certi, sereni, stabili. Questo dovrebbe essere il compito di famiglia, scuola e politica, in particolare in questo momento di crisi della identità in ogni ambito della vita. Crisi che si è spostata da finanziaria ed economica ad essere ciò che è veramente, crisi morale e di identità.

Credo che una grave responsabilità in questa crisi sia dovuta proprio all'azione lobbistica e penetrante ogni settore della vita pubblica e non più solo privata, di certi fondamentalismi ideologici che pretendono che uno stile comportamentale anomalo diventi la normalità.

Nessuno nega la omosessualità, nè il rispetto per la condizione personale, ma non possiamo ascrivere questa condizione a modello di riferimento sociale, nè possiamo - cosa ancor più grave - riferirci quasi con maniacalità nel trattare il tema delle relazioni interpersonali alla sfera sessuale.

Ciò che sta accadendo nelle scuole è quindi gravissimo ed addirittura coperto dalle istituzioni.

Le direttive dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), riprese nel Decreto Legge Carrozza, prevedono “la formazione dei docenti all’aumento delle competenze relative all’educazione, all’affettività, al rispetto delle diversità e delle pari opportunità di genere ed al superamento dei stereotipi di genere”.

"Stereotipi": come se la natura dell'uomo, la sopravvivenza della specie in natura fossero barbare convinzioni dettate dalla ignoranza e dalla mancanza di cultura.

Lo scopo di questo attacco congiunto è chiaramente quello di legittimare ragionamenti palesemente insostenibili e col generico pretesto delle "pari opportunità" o della "non discriminazione" si violentano sacrosanti principi del diritto naturale su cui si è sempre fondata la nostra civiltà.

Abbiamo poco tempo per manifestare la nostra preoccupazione e contrarietà. Io ho firmato la petizione contro la strategia dell'UNAR e le direttive dell'OMS per difendere la vita, la famiglia e le prossime generazioni.

Ti chiedo di farlo anche tu.

http://www.notizieprovita.it/petizione-contro-la-strategia-dellunar-e-le-direttive-delloms-proteggiamo-bambini/

La petizione sarà indirizzata a: il Presidente del Consiglio dei Ministri; il Ministro degli Interni; il Ministro dell’Istruzione; il Ministro per le Pari Opportunità; il Ministro della Salute; l’Autorità Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza; la Commissione Parlamentare per l’infanzia.

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