Lista degli anti-italiani

Da parecchio tempo sono convinta che si debba passare alle maniere forti, rompere questo rituale per cui alcune cose non si dicono o non si fanno, questo moderatismo fastidioso del politicamente corretto.

Sono altresì convinta che sia responsabilità di ciascuno scegliere nel proprio agire quotidiano, nel privato come nel pubblico, nel piccolo gesto come nel grande, se ci sarà, se ne avremo l'occasione. Credo anche che uno dei problemi nazionali sia la deresponsabilizzazione, quel mal sano atteggiamento che trova sempre un alibi o un capro espiatorio; siamo, insomma, bravissimi a dire che la colpa è di qualcun altro, che non dipende da noi.... Perlopiù è vero, ma lo è sempre? No, non lo è.

È mia profonda convinzione che se ciascuno facesse il proprio dovere, questa nostra società sarebbe certamente migliore e sarebbe molto più difficile trovare degli alibi e delle giustificazioni che alla lunga stanno pericolosamente portando gli italiani ad un atteggiamento collettivo tra l'auto assoluzione di massa e il relativismo menefreghista.
Fermiamoci almeno noi che crediamo che fare il proprio dovere sia un imperativo morale e convinciamoci che il gesto di ciascuno, sommato a quello di qualcun altro sia capace di cambiare il corso degli eventi e perché no, della storia. Prendiamo coscienza che se ciascuno si comportasse in questo modo, con consapevolezza e un po' di coraggio o forse solo superando una pigrizia fisica e mentale, magari saremmo anche capaci di ritrovarci "popolo". E un popolo quando c'è, quando si muove è più potente di tutto e di tutti.

Sul fatto che non ci sentiamo popolo, che dal secondo dopoguerra vi sia stata una pervicace e scientifica distruzione della coscienza nazionale mi intratterrò in altro momento. Credo tuttavia che possiamo, nel nostro agire quotidiano, provare a costruire in chiave contemporanea e a beneficio dell'intera società italiana azioni, indicazioni, prescrizioni, posizioni.

Avevo iniziato su Twitter una mia personalissima elencazione quotidiana dell'#italiamigliore, poi come accade spesso, travolta dalle emergenze non ho dato continuità....da oggi riprenderò la mia buona opera di evidenziazione della straordinaria ricchezza di uomini, imprese, azioni e buoni esempi, patrimonio dell'Italia.
Ma da oggi farò anche il negativo di questa fotografia e invito anche voi ad aiutarmi e a diffondere la cultura della Responsabilità.

Il buon Patriota non volta la testa altrove quando vede che si fa un danno alla Patria. Il buon Patriota interviene. Vi chiedo quindi di agire, di indicare, di segnalare, di intervenire quando vi troverete di fronte a fatti o persone che stanno mettendo in atto atteggiamenti che nuocciono all'Italia.
Ebbene, segnaliamo la nostra indignazione verso i comportamenti che definiremo anti-italiani, servirà a sensibilizzare chi la pensa come noi, a non far sentire solo chi si indigna e so che siamo veramente in tanti a trovare frustrante l'indignazione senza una azione conseguente.
Sapremo muovere coscienza ed economia, credete!

Avrei voluto iniziare con FIAT che, dopo aver preso tutto ciò che poteva nei decenni dall'Italia e dalle tasche degli italiani, dopo aver chiuso stabilimenti, spostato la produzione all'estero e messo in difficoltà il tessuto produttivo collegato prende e sposta sede legale e fiscale....per le tasse, altrove. Ovviamente anche Fiat ha trovato il proprio alibi: tasse troppo alte e regole sul lavoro troppo rigide...tutto vero, ma per altre imprese, non certo giustificativo per Fiat!! E parlo da alfista, convinta di comprare auto italiane, che si é vista cancellare la produzione dell'Alfa più venduta, riducendo lo storico marchio ad un solo modello....magari per giustificare, con il crollo delle vendite, la chiusura definitiva???
Invece stamattina mi sono “girate le scatole” quando, da socia del Touring Club Italiano da anni, ricevendo il mensile a cui sono abbonata ho trovato una bella paginette dedicata al....Kerala. Pagina 35 dove con una bella foto di pescatori il piccolo testo recita: "..chiamato anche il paese di Dio. Un'India da scoprire in cui l'uomo e la natura riescono ancora a dialogare".
Sul serio? Lo stesso paradiso dove i nostri due Marò sono ostaggio della follia da terzo mondo di questa gente e delle loro "istituzioni", dove da due anni non c'è un capo di imputazione in barba ai diritti dell'uomo che piacciono tanto alle riviste patinate e ai radical chic che vi scrivono, che hanno violato ogni norma e prassi della giustizia internazionale? Per atteggiamento anti- italiano oggi parte la mia disdetta alla rivista che si guadagna la prima segnalazione nella neonata "lista degli anti-italiani".

Da oggi troverete lo spazio su www.posizione.org, scrivete e segnalate...qualcosa cambierà.

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