Ripartiamo da qui

Siamo in un momento di grande fibrillazione politica e la situazione sociale ed economica continua a peggiorare senza intravvedere una azione di uscita all'orizzonte, anzi, la attuale classe dirigente sembra tutta rivolta a dividersi su questioni interne, su ragionamenti di posizionamento tattico.
Noi crediamo che siano necessari cambiamenti radicali: nella politica, nella sua rappresentanza, nell'organizzazione dello Stato e della burocrazia, ma soprattutto nelle priorità.
Il centrodestra deve ritrovare una unità per vincere, unità di progetto e di obiettivi perché dobbiamo ricostruire il legame di fiducia con un elettorato che ci votava e non ci vota più.
Ieri il centro- destra era formato da Popolo della Libertà e Lega nord e prima ancora da Alleanza Nazionale, Forza Italia, Lega Nord, Unione di Centro. Eravamo riusciti a dare una risposta di rappresentanza politica alle aspettative di un elettorato conservatore nei valori e riformatore nelle risposte. Poi abbiamo perso inesorabilmente terreno e territori, persone e progetti. Va invertita la rotta!

Come ritrovare quel filo che ci legava ai nostri territori, al nostro naturale elettorato? Come dare risposte alle esigenze di sopravvivenza della nostra impresa privata? Come riorganizzare una macchina pubblica lenta, farraginosa e superata? Come aggiornare la Carta Costituzionale per una nuova Repubblica? Come riprenderci una sovranità nazionale nei confronti di una Europa tecnocratica, aggressiva e finanziaria?
A queste domande noi vogliamo dare risposte chiare e concrete, immediatamente riconoscibili per il nostro elettorato che oggi non vota, si astiene ed è profondamente distante e deluso.

Abbiamo l'ambizione di ricostruire una alleanza sulle idee e sulle azioni che parli di una destra nella nuova repubblica, superando definitivamente la prima, le sue facce e le sue regole.
Ci vuole volontà e voglia di non "accontentarsi". C'è bisogno di lavorare e tanto, per raccogliere forze nuove sui territori e rimotivare chi ha scelto di lasciare.

Ho partecipato al Consiglio Nazionale del Popolo della Libertà e ho seguito con attenzione l'intervento di Silvio Berlusconi. Ho trovato un uomo provato nella sua dimensione personale, certamente oggetto di una aggressività e pervicacia uniche da parte della magistratura, ma non ho trovato una scelta politica. Poco spazio nel suo intervento alla gravità della situazione economica, nessuna proposta per uscire, l'unica novità il cambio del nome in Forza Italia. Non era la mia storia prima, non credo lo sia oggi con questi presupposti. L'unico passaggio interessante é sulla esigenza di ritrovare, domani, una unità di intenti e quindi abbassando i toni dello scontro interno. Impegno che appare difficile alla luce delle esternazioni dei falchetti dell'una o dell'altra parte.

Il giorno dopo ho seguito la chiusura dei lavori di Officina per l'Italia. Ho trovato tante storie provenienti da percorsi diversi che si sono date una progettualità di posizioni politiche, con una particolare forza sul tema della sovranità nazionale e della critica a questa Europa. Parole forti, emozioni forti, tanti giovani. Speriamo che si riescano a risolvere quanto prima le inutili polemiche tra Fratelli d'Italia e coloro i quali ritengono di dover ripresentare il simbolo di AN. C'è bisogno di una destra unita dotata di una nuova classe dirigente che guardi alle sfide del futuro Ieri si e' costituito in Consiglio Regionale il gruppo Popolo della Libertà- Nuovo Centro Destra al quale aderisco in continuità con il gruppo del PDL. Dispiace assistere ad una scissione rispetto al nostro gruppo regionale; scissione che non può essere compresa dagli elettori che nel 2010 ci hanno dato un mandato preciso da rispettare e che a mio avviso non dovrebbe essere inficiato da logiche che con i problemi dei veneti nulla hanno a che vedere. Per questo ho deciso di rimanere dove sono stata messa dai miei elettori.

Non mi convince l'azione politica di sostegno al Governo Letta e pertanto non posso esprimermi, ad oggi, sul Nuovo Centro Destra di Alfano perchè non ritengo sufficiente il generico tema della stabilità di governo. Credo invece che la presenza in questo Governo avrebbe dovuto vedere una azione più incisiva sui temi della difesa alle nostre imprese, della riduzione della spesa pubblica, della riduzione della pressione fiscale, nel contrastare azioni deliranti su immigrazione piuttosto che sulle politiche della famiglia, nella svendita dei "gioielli" di famiglia Fincantieri, Finmeccanica, ENI.... Ed evitare prese per i fondelli come il tema della tassazione sulla prima casa; prima imu adesso tasi e tari, la verità è che nel 2015 c'è il rischio concreto di chiedere ai contribuenti lo stesso sforzo imposto dalla stangata di Monti del 2012.

Penso che oggi le scelte non possano essere dettate da un simbolo, da simpatie o antipatie personali, ma debbano necessariamente essere fondate su azioni concrete per risolvere i problemi dei cittadini e su idee per un futuro da realizzare. Spero che il tempo dell'autoreferenzialità termini presto e che programmi e contenuti prendano la ribalta permettendo a quelle persone che ancora oggi vogliono far politica di attivarsi non per tornaconti, ma per adesioni convinte e sincere al bene comune, non di parte ma per la Patria. Fino a quel momento non me la sento di scegliere sulla fiducia un contenitore piuttosto che un altro. Fino a quel momento penserò solo a rispettare il mandato che gli elettori mi hanno dato fino al 2015.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna