Visto da destra

ADUNATA ALPINI: A TRENTO OGGI LA MIGLIORE ITALIA. ORA AVVIRE SERIA RIFLESSIONE SU RIPRISTINO LEVA OBBLIGATORIA

Le premesse non erano state delle migliori: prima l'occupazione di Sociologia all'Università di Trento da parte di un gruppo legato a centri sociali di area anarchica, poi l'esposizione di frasi indecorose contro i nostri Alpini e infine i due attentati incendiari con i quali ignoti delinquenti hanno tentato di ostacolare il traffico ferroviario verso la Città.

Oggi a Trento tuttavia si è radunata l'Italia migliore, l'Italia solidale, l'Italia fraterna: oggi all'Adunata abbiamo visto sfilare l'appartenenza a una Nazione, il senso del dovere, l'essenza del vero volontariato. Ogni anno gli Alpini donano alla nostra Patria 2.351.561 ore lavorate: un equivalente economico, qualora pagato, di 64.714.958 euro. Per non parlare del ruolo che le Penne Nere hanno ricoperto nei due conflitti mondiali che hanno scandito il secolo scorso e nella storia della nostra Nazione.

L'Italia è ora matura per tornare ad affrontare temi come la reintroduzione della leva obbligatoria: a chiedercelo è una Nazione che sta perdendo i suoi riferimenti, preoccupata per le nuove generazioni che stanno crescendo senza conoscere e far propri i valori che stanno alla base del concetto stesso di Patria. Per questo sostengo la proposta dell'Associazione Nazionale Alpini, e spero che il nuovo governo, senza strumentalizzazioni e demagogia, arrivi ad affrontare questa importante tematica. W gli Alpini. W l'Italia

REGIONALI MOLISE: CHIARO SEGNALE ALLA POLITICA. FORZA ITALIA NON SI ACCONTENTI E RIPARTA DAL TERRITORIO

Le elezioni del Molise sono un segnale importante per tutta la politica, ancorché per la scarsa partecipazione al voto registrata a causa di una altissima astensione. È un segnale che mi auguro sia accolto in primis dal Movimento 5 Stelle, che nonostante il pieno di voti alle politiche e la conferma di essere il primo partito in quella regione, non vince alle amministrative dove la responsabilità di governo e di assumere impegno di gestione della cosa pubblica sono preminenti rispetto alla dialettica politica.

Il dato più importante è che un centrodestra unito vince e rappresenta l'unica vera alternativa alla sinistra che in Molise e ha governato fino a ieri. Personalmente auspico in una rapida assunzione di responsabilità da parte del centrodestra tutto e del Movimento 5 Stelle se si vuole veramente cambiare l'Italia.

Infine, Forza Italia in Molise non può accontentarsi del 10%: risulta oramai indifferibile una riflessione profonda sullo stato di salute del partito che ha chiaramente il bisogno di essere rifondato a partire dal territorio e dal buon governo.

SOPPRESSIONE BASE AERONAUTICA MILITARE DI PADOVA: "SI EVITINO ERRORI GIÀ VISTI A VICENZA"

Apprendo basita la notizia della prossima soppressione del 2° Reparto Manutenzione Missili dell'Aeronautica Militare di via Sorio a Padova: questa struttura, dove attualmente sono impiegate all'incirca 300 unità di personale tra militari e civili, grazie alla sua centralità territoriale ha da sempre ricoperto un ruolo di particolare rilievo nell'attività dell'Aeronautica Militare nella nostra regione. È vero che la chiusura era già stata paventata anni fa, ma è anche vero che sulla faccenda non c'era mai stata sufficiente chiarezza e si erano intervallate conferme e smentite che hanno in più fasi intimorito e rassicurato il personale dipendente.

La chiusura di un presidio militare di queste dimensioni causerebbe importante disagio al personale dipendente: si pensi a quanti, impiegati nella base da decenni, avevano stabilito la residenza della propria famiglia nel capoluogo patavino o nei comuni della cintura urbana, anche a fronte di investimenti per acquistare una abitazione di proprietà. Il trasferimento del personale alla base di Istrana, raggiungibile in auto in non meno di un'ora di viaggio e non servita da Padova con collegamenti pubblici diretti, porterebbe alla necessità di traslocare intere famiglie, strappandole da un territorio che ormai considerano la propria casa.

Resta poi il nodo delle strutture, destinate nell'immediato all'abbandono e al conseguente degrado: come spesso accade, prima di alienazioni o piani di recupero e valorizzazione possono passare anni, trasformando stabili ancora funzionali in aree degradate. Senza contare le possibili ripercussioni sul vicino aeroporto civile di Padova, che vedrebbe perdere così parte del suo prestigio e della sua funzionalità. Infine, si pensi all'indotto che un presidio militare come questo può rappresentare.

Anche per questo, assieme al collega Giorgetti, ho voluto presentare oggi una mozione affinché la Regione Veneto chieda con forza allo Stato Maggiore dell'Aeronautica ed al futuro Governo di invertire la rotta, scongiurando la soppressione del 2° Reparto Manutenzione Missili dell'Aeronautica Militare di via Sorio a Padova. Il territorio della provincia di Padova, ma più in generale l'intero Veneto, ha già perso troppe basi e troppi presidi militari: non si replichi agli errori che abbiamo già visto con la chiusura dell'aeroporto militare di Vicenza, e si ripensi il piano di soppressioni in maniera più equa.

RAGAZZA PICCHIATA DAL PATRIGNO: LA SCUOLA SENTINELLA DELL’INTEGRAZIONE E ARGINE ALLE DEVIANZE

Un fatto agghiacciante ed intollerabile. Ma quante giovani sono nella stessa situazione, quante volte questa ragazzina avrà subito violenza? In Veneto, ed in Italia, non possiamo continuare ad assistere ad episodi come questo, in cui una mentalità dettata da abitudini e culture diverse dalla nostra, si impongono spesso indisturbate. Solo l'esasperazione di questa giovane, forse dopo l'ennesima violenza, l'ha indotta a chiedere aiuto. Bravi il vigile urbano, gli operatori del pronto soccorso e dei servizi sociali che hanno saputo intervenire nell'emergenza attivando la rete di protezione e grazie alla sensibilità di insegnanti e dirigente scolastico che hanno saputo leggere e intercettare la domanda di aiuto di questa ragazza e far intervenire i servizi. Ma quante altre adolescenti e giovani donne sono vittime di violenza e di pressioni familiari?

La scuola è il primo punto di ascolto e la prima agenzia educativa che può accogliere e dare coraggio a questi giovani stranieri che vogliono sentirsi pienamente integrati. Insegnanti, dirigenti e compagni di classe possono ascoltare, far emergere i problemi, segnalare e mettere in moto le prime iniziative di aiuto. I docenti siano le prime sentinelle nei confronti dei propri allievi, per rilevare situazioni di disagio come questa, o di devianze legate al tentativo di reclutamento del terrorismo internazionale, come purtroppo già accaduto in Veneto.

BRIGADIERE MASSACRATO A PIACENZA, LA MIA LETTERA ALL'ARMA DEI CARABINIERI

Quanto accaduto sabato al brigadiere capo Luca Belvedere mi ha lasciato esterrefatta ed indignata. Quell’immagine, che oggi campeggia sui maggiori media nazionali e sulla rete, sconvolge profondamente, sia per l’uomo solo contro il branco, sia per il carabiniere offeso nella sua divisa.
All’uomo chiedo che sopraggiungano, attraverso voi, tutta la mia personale solidarietà e affetto; all’Arma dei Carabinieri la totale vicinanza e la richiesta a che i nostri carabinieri non siano più costretti a tali umiliazioni.

Sappiamo che siete uomini preparati e capaci di “resistere” alle provocazioni, agli insulti, ma questo non autorizza nessuno ad offendere voi e la divisa che portate. Sappiamo che, pur armati, se tiraste fuori la pistola, anche solo per difendervi, trovereste il solerte magistrato pronto a condannare voi e non i vostri assalitori. Ma questo non giustifica che voi veniate assaliti e feriti. 
Prima di tutto venite voi, la vostra incolumità, l’onore della vostra divisa.
Se perdete la fiducia in questo principio allora tutto sarà possibile. Come accaduto sabato a Piacenza. 

Torniamo ai fondamentali, tutti. Sono persuasa che la debolezza, che si trasforma in soccombenza, sia il vero pericolo. Sono altresì convinta che a fronte di una ingiustizia, il sentimento più comune, anche se silente o apparentemente sopito, nella nostra società sia la ricerca di giustizia, anche attraverso la reazione. Lo dico a me stessa, prima di tutto.
Se avrete bisogno di essere difesi, troverete molti italiani al vostro fianco. Una maggioranza silenziosa, che non potrà più essere silente!