Visto da destra

NO ALLO IUS SOLI. CHI NE È A FAVORE È ANTI ITALIANO

Con tutti i problemi che ha l'Italia, la priorità della sinistra di governo è quella di accelerare sullo ius soli promuovendo al Senato un dibattito surreale. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere.

Danimarca e Svezia, Paesi ritenuti civilissimi anche dai progressisti, hanno di fatto sospeso Schengen, nell'est europeo in diversi hanno assunto misure più severe alle frontiere, il terrorismo islamico continua a spargere sangue in Europa e le nostre città sono invase da clandestini lasciati a loro stessi che il più delle volte entrano nella spirale della criminalità e della violenza innalzando i costi sociali. In questa difficile epoca, quindi, all'Italia serve tutto tranne che lo ius soli. Credo infatti che lo Stato debba garantire più sicurezza, ordine e rigore ai propri cittadini, facendo capire a chi decide di venire dai noi che non siamo il Paese di Bengodi.

La cittadinanza va conquistata non per un automatismo burocratico ma attraverso un percorso delineato da una scelta consapevole che preveda una vera e propria condivisione di cultura, tradizioni e valori inderogabili.

Il dovere del centrodestra è combattere e contrastare questa sinistra per difendere gli italiani e l'interesse nazionale.

"FEMMINICIDIO. PREVEDERE È POSSIBILE?". A VENEZIA IL CONVEGNO CON VERA SLEPOJ E CARLO NORDIO

Si è svolto giovedì 15 giugno 2017, a Venezia, presso palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, il convegno dedicato al tema "Femminicidio. Prevedere è possibile?", un'occasione per analizzare le cause di un fenomeno che rappresenta una forma di emergenza criminale a forte impatto sociale.

La giornata di approfondimento, che ha visto la partecipazione della consigliera regionale della Sardegna Alessandra Zelda, è stata introdotta dal Presidente Roberto Ciambetti, dagli assessori regionali Elena Donazzan e Manuela Lanzarin, con i contributi della criminologa Flaminia Bolzan e della Consigliera di parità Sandra Miotto. 

Relatori del convegno, la psicoterapeuta Vera Slepoj e il magistrato Carlo Nordio.


Con Vera Slepoj ma anche con la collega sarda Alessandra Zedda, da oltre un anno ci interroghiamo su come riuscire a prevedere il fenomeno del femminicidio e quello più generale sulla violenza delle donne. È infatti mia volontà quella di lavorare sulla parte educativa con l'apporto di professionisti per evitare che, su temi importanti e sentiti come quelli trattati nel nostro convegno, ci si attivi soltanto come reazione ad un triste fatto di cronaca che ingenera le dinamiche che ormai tutti consociamo. Il nostro compito ambizioso deve essere quello di cambiare la cultura, di prevenire e prevedere questi fenomeni, utilizzando tutti gli strumenti possibili per evitare che accadano fatti drammatici, uno ogni tre giorni, come dicono tristemente le statistiche. Nelle scuole promuoveremo specifici percorsi di educazione alla affettività per dare spinta propulsiva ai nostri obiettivi.

 

Per maggiori informazioni sul convegno: http://bit.ly/2ssCGki

ELEZIONI AMMINISTRATIVE: I CITTADINI CHIEDONO CHIAREZZA NEGLI SCHIERAMENTI. IL CENTRODESTRA UNITO PUÒ VINCERE ANCHE A LIVELLO NAZIONALE

Se il centrodestra si presenta unito e coeso, valorizzando altresì le migliori realtà civiche espressioni del territorio, ha ancora molto da dire, sia a livello locale, sia a livello nazionale.

Nonostante si debbano attendere i ballottaggi per trarre un bilancio completo, alcuni elementi appaiono cristallini: il centrodestra ove ha espresso candidature unitarie, nate dal basso e con profili credibili ha ottenuto un risultato importante, a dimostrazione del fatto che gli italiani hanno bisogno di politiche di centrodestra basate su programmi chiari e trasparenti, che non prevedano in alcun modo inciuci con la sinistra e che rispondano alle priorità del giorno d'oggi come sicurezza, lotta all'immigrazione clandestina, lavoro e sviluppo economico.

Basti pensare, per citare alcuni esempi, all'ottimo risultato che Forza Italia quindi il centrodestra, ha ottenuto a Conegliano dove il candidato sindaco azzurro che ha vinto al primo turno Fabio Chies ha portato il partito a superare il 17%, o a Padova, dove nonostante Forza Italia abbia dimezzato il proprio consenso rispetto alle amministrative del 2014 ha visto una candidata consigliera preparata e radicata nella propria città come Eleonora Mosco conquistare più di 900 preferenze. È la dimostrazione che oggi più che mai a contare sono le persone con i loro volti, le loro storie e le loro competenze a fare la differenza prima ancora dei simboli di partito.

I Cinque Stelle hanno fatto flop perché gli italiani necessitano di risposte concrete ma al contempo vogliono una semplificazione, in chiave bipolarista, del quadro politico con una imprescindibile chiarezza degli schieramenti.

P.s. Un plauso particolare a Matteo Fabris, persona straordinaria, capace, onesta, leale e instancabile collaboratore che a Brendola ha ottenuto 173 voti di preferenza contribuendo in modo determinante alla vittoria della lista Uniti per Brendola del nuovo sindaco Bruno Beltrame. Ad maiora!

BPVI, INCHIESTA BLOCCATA E RISCHIO ESUBERI: IL GOVERNO PRENDA IN MANO LA SITUAZIONE. O FORSE CHI NON È TOSCANO NON È DEGNO DI ATTENZIONE?

Il Tribunale di Milano si è dichiarato 'incompetente territorialmente' per seguire il filone d'inchiesta su Banca Popolare di Vicenza relativo all'ostacolo alla vigilanza della Consob, chiedendo alla Cassazione di decidere chi dovrà proseguire nelle indagini.
Nel frattempo è scaduto il termine per il sequestro di 106 milioni di euro verso la stessa BpVi, il suo direttore generale Emanuele Sorato e il vicedirettore Emanuele Giustini.
Non solo: 4 dipendenti su 10 dell'istituto bancario, in attesa di certezze sulla continuità dell'azienda, vedono in pericolo il proprio posto di lavoro.

"Una situazione di caos totale che rischia di avere ripercussioni drammatiche per i lavoratori della banca, i risparmiatori e le imprese di un territorio come il nostro che ha sempre contribuito a trainare l'economia non solo del Nordest ma dell'Italia intera.
Il Veneto ha una legittima e sacrosanta sete di giustizia e l'auspicio condiviso da tutte le persone per bene e che si arrivi quanto prima ad una soluzione dei problemi, che soddisfi nel modo più esaustivo possibile le istanze di chi, da questa situazione aberrante, ha perso tanto se non tutto.

Il Governo dovrebbe prendere in mano la situazione, dando alla nostra gente le risposte che merita. O forse è una colpa quella di non essere toscani e ancor meno fiorentini? Una colpa degna di essere considerati come l'ultima colonia dell'impero Renzi-Boschi o di non essere considerati proprio?
Vorrei ricordare ai nostri che senza il rilancio del tessuto economico minato dalle crisi delle banche venete non vi può essere una reale ripartenza del sistema Italia.
Chi ha orecchie per intendere intenda.

ONORIAMO LA MEMORIA DEL 24 MAGGIO 1915. È LA STORIA DEL NOSTRO POPOLO, DELLA NOSTRA NAZIONE

Centodue anni fa, il 24 maggio 1915, l'Italia entrava in guerra contro gli Imperi centrali, gettandosi nella Prima Guerra Mondiale dieci mesi dopo l'inizio delle ostilità in Europa. 
Era un lunedì. Alle 3.30, precedute dai tiri degli obici, le truppe italiane oltrepassarono il confine italo-austriaco, puntando verso le "terre irredente" del Trentino, del Friuli, della Venezia Giulia. 
Il resto è storia. E quella storia, la storia del nostro popolo, della nostra nazione, non la dobbiamo dimenticare mai.

 

LA LEGGENDA DEL PIAVE

Il Piave mormorava,
calmo e placido, al passaggio
dei primi fanti, il ventiquattro maggio;
l'esercito marciava
per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera...

Muti passaron quella notte i fanti:
tacere bisognava, e andare avanti!

S'udiva intanto dalle amate sponde,
sommesso e lieve il tripudiar dell'onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero,
il Piave mormorò:
«Non passa lo straniero!»

Ma in una notte trista
si parlò di un fosco evento, 
e il Piave udiva l'ira e lo sgomento...
Ahi, quanta gente ha vista
venir giù, lasciare il tetto,
poi che il nemico irruppe a Caporetto! 

Profughi ovunque! Dai lontani monti
Venivan a gremir tutti i suoi ponti!

S'udiva allor, dalle violate sponde,
sommesso e triste il mormorio de l'onde:
come un singhiozzo, in quell'autunno nero,
il Piave mormorò:
«Ritorna lo straniero!»

E ritornò il nemico;
per l'orgoglio e per la fame
volea sfogare tutte le sue brame...
Vedeva il piano aprico,
di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora...

«No!», disse il Piave. «No!», dissero i fanti,
«Mai più il nemico faccia un passo avanti!»

Si vide il Piave rigonfiar le sponde,
e come i fanti combatteron l'onde...
Rosso di sangue del nemico altero,
il Piave comandò:
«Indietro va', straniero!»

Indietreggiò il nemico
fino a Trieste, fino a Trento...
E la vittoria sciolse le ali al vento!
Fu sacro il patto antico:
tra le schiere, furon visti
Risorgere Oberdan, Sauro, Battisti...

Infranse, alfin, l'italico valore
le forche e l'armi dell'Impiccatore!

Sicure l'Alpi... Libere le sponde...
E tacque il Piave: si placaron l'onde...
Sul patrio suolo, vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò
né oppressi, né stranieri!

Ecco il link video-audio della Leggenda del Piave:https://www.youtube.com/watch?v=X8IdhD-xm1w#action=share