Visto da destra

ONORE A PAOLO BORSELLINO. IL SUO ESEMPIO DIVENTI UN DOGMA DELLE NUOVE GENERAZIONI

Il 19 luglio 2017 sono andata a Palermo per commemorare il magistrato Paolo Borsellino a 25 anni dalla sua morte.
Il testamento morale che ci ha lasciato, divenuto patrimonio di tutti, è in quel discorso al termine della marcia organizzata dall'Agesci in ricordo dell'amico Giovanni Falcone, nella chiesa di San Domenico, il 20 giugno 1992: «La lotta alla mafia non doveva essere soltanto un'opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, che coinvolgesse tutti, specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e, quindi, della complicità».
Come? «Facendo il nostro dovere, rispettando le leggi. Rifiutando di trarre dal sistema mafioso anche i benefici che possiamo trarne; dimostrando a noi stessi e al mondo che Falcone è vivo!».
Un messaggio che dovrebbe essere affisso ben visibile sulle pareti di ogni classe delle scuole d'Italia, da nord a sud, per divenire un dogma delle nuove generazioni. Ma non solo. Memoria che diventa futuro. Perché non c'è educazione senza un autentico senso civico. 

ORDINANZA PREFETTO VENEZIA CONTRO STABILIMENTO PUNTA CANNA DI CHIOGGIA: ECCESSO DI ZELO POLITICO. LIBERTICIDA COME LEGGE IN DISCUSSIONE ALLA CAMERA

Una ordinanza “per l'immediata rimozione di ogni riferimento al fascismo contenuto in cartelli, manifesti e scritte” presenti all'interno dello stabilimento balneare Punta Canna a Chioggia è stata firmata dal prefetto di Venezia Carlo Boffi. L’atto è stato notificato al gestore dello stabilimento balneare, Gianni Scarpa. Nell'ordinanza è ordinato allo stesso Scarpa, informa la prefettura, “di astenersi dall’ulteriore diffusione di messaggio contro la democrazia”.

Il Prefetto non ha ordinanze più serie a cui apporre la sua autorevole firma?
Ne avrei alcune da suggerire. Per esempio contro l'accattonaggio degli zingari che importunano e impauriscono i nostri anziani ai mercati e fuori da messa oppure, restando a Chioggia, contro la vendita abusiva di oggetti, legati alla lotta alla contraffazione e ad opera di clandestini quasi sempre o ancora, rimanendo sulla pericolosa propaganda degli stabilimenti balneari, magari contro quelli che inneggiano al 'fumo' con una bella immagine della marjiuana. Perché spacciare e fumare droghe è reato, mostrare immagini storiche o scritte richiamanti la storia non è reato. E non lo sarà, anche se il Prefetto, con eccesso di zelo politico, supporta con questa ordinanza la linea del Partito Democratico in circostanza di discussione alla Camera dei deputati di una legge liberticida.
Questo è molto grave.

SUL COL MOSCHIN, IERI E OGGI I MIGLIORI

Sabato 25 giugno 2017 sul Col Moschin. È un altare della Patria a cui si deve il rispetto della sacralità e della verità. Ho fatto questa riflessione: ci dicono sempre più spesso che non vale più la pena per nulla, che non c'è una terra da difendere né una appartenenza da affermare. Gli Arditi su questo lembo di terra, sul massiccio del Grappa, dimostrarono il contrario e di loro celebriamo il mito, il coraggio, il sacrificio. Non è che forse sono proprio questi i valori e gli esempi da cui ripartire?
Che ognuno faccia il proprio dovere!  
Questo nostro territorio ha il senso del rispetto della memoria se anche stamattina tanti giovani amministratori con la fascia tricolore erano presenti tra cui Gianluca Donanzan, Giovanna Donazzan, Davide Berton e il vice presidente del Consiglio Regionale Massimo Giorgetti.
Abbiamo voluto abbracciare idealmente gli eredi di quei reparti ardimentosi nei soldati dei reparti d'assalto dell'esercito presenti con il loro Comandante Colonnello Paolo Fortezza. Il Nono Battaglione 'Col Moschin', sul Col Moschin. Ieri e oggi, i migliori.

Donazzan sul Col Moschin con Giorgetti G.Donazzan e Berton

NO ALLO IUS SOLI. CHI NE È A FAVORE È ANTI ITALIANO

Con tutti i problemi che ha l'Italia, la priorità della sinistra di governo è quella di accelerare sullo ius soli promuovendo al Senato un dibattito surreale. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere.

Danimarca e Svezia, Paesi ritenuti civilissimi anche dai progressisti, hanno di fatto sospeso Schengen, nell'est europeo in diversi hanno assunto misure più severe alle frontiere, il terrorismo islamico continua a spargere sangue in Europa e le nostre città sono invase da clandestini lasciati a loro stessi che il più delle volte entrano nella spirale della criminalità e della violenza innalzando i costi sociali. In questa difficile epoca, quindi, all'Italia serve tutto tranne che lo ius soli. Credo infatti che lo Stato debba garantire più sicurezza, ordine e rigore ai propri cittadini, facendo capire a chi decide di venire dai noi che non siamo il Paese di Bengodi.

La cittadinanza va conquistata non per un automatismo burocratico ma attraverso un percorso delineato da una scelta consapevole che preveda una vera e propria condivisione di cultura, tradizioni e valori inderogabili.

Il dovere del centrodestra è combattere e contrastare questa sinistra per difendere gli italiani e l'interesse nazionale.

"FEMMINICIDIO. PREVEDERE È POSSIBILE?". A VENEZIA IL CONVEGNO CON VERA SLEPOJ E CARLO NORDIO

Si è svolto giovedì 15 giugno 2017, a Venezia, presso palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, il convegno dedicato al tema "Femminicidio. Prevedere è possibile?", un'occasione per analizzare le cause di un fenomeno che rappresenta una forma di emergenza criminale a forte impatto sociale.

La giornata di approfondimento, che ha visto la partecipazione della consigliera regionale della Sardegna Alessandra Zelda, è stata introdotta dal Presidente Roberto Ciambetti, dagli assessori regionali Elena Donazzan e Manuela Lanzarin, con i contributi della criminologa Flaminia Bolzan e della Consigliera di parità Sandra Miotto. 

Relatori del convegno, la psicoterapeuta Vera Slepoj e il magistrato Carlo Nordio.


Con Vera Slepoj ma anche con la collega sarda Alessandra Zedda, da oltre un anno ci interroghiamo su come riuscire a prevedere il fenomeno del femminicidio e quello più generale sulla violenza delle donne. È infatti mia volontà quella di lavorare sulla parte educativa con l'apporto di professionisti per evitare che, su temi importanti e sentiti come quelli trattati nel nostro convegno, ci si attivi soltanto come reazione ad un triste fatto di cronaca che ingenera le dinamiche che ormai tutti consociamo. Il nostro compito ambizioso deve essere quello di cambiare la cultura, di prevenire e prevedere questi fenomeni, utilizzando tutti gli strumenti possibili per evitare che accadano fatti drammatici, uno ogni tre giorni, come dicono tristemente le statistiche. Nelle scuole promuoveremo specifici percorsi di educazione alla affettività per dare spinta propulsiva ai nostri obiettivi.

 

Per maggiori informazioni sul convegno: http://bit.ly/2ssCGki