News dalla regione veneto

COMMERCIO IN VENETO, DA FORZA ITALIA UNA MOZIONE IN CONSIGLIO REGIONALE PER MANTENERE IL RIPOSO DOMENICALE

Una Mozione a sostegno dei lavoratori per il mantenimento del riposo domenicale e festivo. È il contenuto del provvedimento presentato oggi a Venezia dal gruppo consiliare di Forza Italia nel corso della conferenza stampa che si è svolta presso la sede del Consiglio regionale del Veneto. “Una posizione netta e chiara a difesa del riposo domenicale e festivo, contro le aperture domenicali, ovvero contro il lavoro domenicale nei settori in cui non risulti assolutamente necessario, per salvaguardare i lavoratori, le piccole attività e per sostenere la famiglia, fulcro fondamentale della società. La Giunta potrà così farsi promotrice nei confronti del Governo affinché venga restituita alla Regione ed agli altri enti locali la possibilità di decidere sulla regolamentazione delle aperture domenicali e festive in base alle necessità di quel territorio”. Queste, di fatto, le due richieste espressa nella Mozione dal primo firmatario, l’Assessore regionale Elena Donazzan, dal Vicepresidente del Consiglio regionale Massimo Giorgetti e dal Capogruppo azzurro Massimiliano Barison. “Una iniziativa - puntualizza il Vicepresidente Giorgetti - destinata ad affermare un modello di società al quale noi crediamo e che intendiamo continuare a proporre: quello che mette al centro il valore delle persone, contro il mondialismo, contro un sistema di mercato che evidentemente condividiamo, perché ha un suo valore, ma che non può mai sopraffare quell’unico giorno, quell’unico momento in cui la famiglia, magari con un padre e una madre che lavorano, può riunirsi con i propri figli”. “Una Mozione - spiega l’Assessore Donazzan - per chiedere che la domenica non si lavori. Normalmente una richiesta di questo tenore proviene dalle associazioni di categoria dei piccoli esercizi e dai sindacati; questa volta la richiesta ci viene sottoposta dal tavolo permanente per la famiglia, perché sono le famiglie che devono essere messe al centro, quelle dei lavoratori che hanno diritto al riposo, e quelle di chi vuole fruire di un tempo che non sia solo quello del consumo. Oggi vogliamo riscrivere la norma che nel 2011, con il Decreto Salva Italia, è intervenuta sugli orari degli esercizi commerciali, consentendo una liberalizzazione eccessiva: bisogna tornare ad un minimo di rispetto”. “Un provvedimento - ha ribadito il Capogruppo Barison - che difende i nostri valori e la nostra identità a partire dalla famiglia ma anche per fare in modo che non ci sia concorrenza esagerata nei confronti dei piccoli esercizi commerciali nei quartieri e nei centri storici, perché anche questi esercizi rappresentano un valore per il nostro territorio. La grande distribuzione con aperture ingovernate tutto il tempo dell’anno, crea difficoltà a questi esercizi, difficoltà che giungono fino alla chiusura dei negozi”. Nel corso della conferenza stampa è intervenuto il Presidente del Tavolo Permanente per la Famiglia Pierluigi Bianchi Cagliesi che ha ispirato il provvedimento: “Il Tavolo riunisce 25 associazioni che lottano per la tutela della famiglia e per la vita, non solo per sensibilizzando l’opinione pubblica ma anche rapportandosi con le istituzioni per raggiungere obiettivi precisi e risultati concreti a livello politico”.

JOB&ORIENTA, PRESENTATA A VERONAFIERE LA 27ª EDIZIONE DEL SALONE NAZIONALE DELL'ORIENTAMENTO

La chiamiamo 'Verona Job' perché è ormai un 'brand' di riferimento per le politiche strategiche nazionali sull'istruzione, formazione e lavoro riconosciuto in tutta Italia.

Mi riferisco a Job&Orienta, il salone nazionale dedicato all’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro, in programma alla Fiera di Verona da giovedì 30 novembre a sabato 2 dicembre 2017.

Questa manifestazione si rivelerà ancora una volta il luogo dove si consolida il rapporto fecondo tra scuola e lavoro, ma anche dove si traggono bilanci e si detta l’agenda delle politiche tra le Regioni, i territori e il Governo centrale in ottica di confronto, ponendo la giusta attenzione anche all'autonomia che rivendichiamo sui temi dell'istruzione e del lavoro.

Al centro, dunque, la necessità di saldare forti alleanze tra scuola e lavoro, allineando la formazione con i profondi cambiamenti del mondo economico-produttivo e della società, ma pure sollecitando nei giovani la predisposizione all’apprendimento continuo. Spazio sarà dato al tema dell’industria 4.0, all’alternanza scuola-lavoro e all’apprendistato che costituiscono significative sperimentazioni.

Quest'anno presenteremo una grande novità perchè a livello nazionale, secondo quanto stabilito in IX Commissione Stato-Regioni, ribattezzeremo in "Academy" gli Istituti Tecnici Superiori, che in Veneto hanno un valore straordinario in termini di inserimento lavorativo, che si attesta mediamente sull'80% con punte del 100%, ad esempio per quanto riguarda il Meccatronico. Ci saranno due convegni sugli ITS, uno nazionale e uno regionale, a dare risalto a quello che per noi è un approccio di visione strategica. Il nome "Academy" non è soltanto una scelta di marketing, ma vuole mettere in risalto il fatto che questi percorsi alternativi all'università sono la vera alta formazione tecnica superiore, in stretto collegamento con le filiere produttive del territorio.

Quattro tra i corsi proposti dagli Istituti tecnici superiori del Veneto (nei settori turismo, bio-edilizia, meccatronica, logistica ed agroalimentare) si sono classificati tra i migliori 33 d’Italia per percentuale di diplomati e di occupati, su un totale di 97 corsi sottoposti a valutazione nazionale per il biennio 2013-15, secondo la graduatoria curata da Indire, l’istituto nazionale documentazione innovazione e ricerca educativa.

Job&Orienta sarà anche il luogo delle grandi professionalità del mondo della scuola e lo dimostrano gli oltre 200 incontri che si svolgeranno in tre giorni. Professionisti dell'istruzione e della formazione che si interrogheranno sui legami con il mondo del lavoro, alla presenza di aziende strutturate e associazioni di categoria. Qui si farà il bilancio dell'anno precedente e si getteranno le basi per le strategie future.

CRISI AZIENDALI: NEL 2017 IN VENETO COINVOLTE 178 AZIENDE E 5600 LAVORATORI. NUMERI DIMEZZATI RISPETTO AL 2016. C'È UNA RIPRESA, MA RESTANO FORTI CRITICITÀ

Nel 2017, in Veneto, il numero di aziende e lavoratori coinvolti da procedure di crisi aziendale si è quasi dimezzato rispetto allo scorso anno: tra gennaio e settembre sono state 204 le comunicazioni di avvio di una procedura di crisi presentate da 178 aziende, il 48% in meno rispetto allo stesso periodo del 2016. Circa 5.600 i lavoratori potenzialmente coinvolti, a fronte dei quasi 9.000 dello scorso anno. In calo anche i licenziamenti (-12%), soprattutto collettivi (-42%), ma anche quelli individuali per motivi economici (-10%). I dati, rilevati da Veneto Lavoro, sono ancora più significativi se raffrontati al 2009, anno di inizio della ‘grande crisi, quando le crisi aziendali sfiorarono il migliaio, coinvolgendo quasi 42 mila lavoratori.

 

Di dieci anni di crisi aziendali e di quale modello di governance appaia più efficace per aziende e lavoratori si è discusso venerdì 24 novembre 2017 a Padova, nell’ambito di un convegno promosso dal Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Padova e da Local Area Network in collaborazione con Veneto Lavoro, in vista anche della nuova disciplina delle crisi d’impresa e dell’insolvenza.

In questi anni la Regione Veneto si è dotata di un servizio specifico, l’Unità di crisi per affrontare, insieme alle parti sociali, alle istituzioni locali e ai diversi territori coinvolti, tutti gli aspetti di una crisi aziendale. E’ questo modello che ha fatto la differenza nel gestire la crisi più lunga e pesante che il Veneto abbia affrontato dal secondo dopoguerra ad oggi.

In questi anni la coesione sociale è stata mantenuta grazie anche ad un sindacato responsabile e ad aziende che si sono rapportate con le associazioni di categoria in modo vero, senza atteggiamenti di ostilità.

 

Operativa dal 2012, l’Unità di crisi ha seguito sinora oltre 130 crisi aziendali complesse, offrendo un supporto nelle situazioni di crisi in una dimensione multilocalizzata, con interventi di accompagnamento all’avvio e alla risoluzione dei tavoli di crisi; fornendo assistenza tecnica alla gestione delle crisi nelle aree di crisi complessa e non complessa; attivando strumenti di prevenzione e anticipazione delle crisi, anche attraverso il monitoraggio delle situazioni in atto, con il supporto dell’Osservatorio di Veneto Lavoro.

Il sistema regionale di gestione delle crisi si articola in diverse fasi, dall’analisi e il monitoraggio delle situazioni di crisi alla gestione delle crisi aziendali che interessano il territorio regionale, fino ad attività di supporto alla reindustrializzazione e riconversione delle aree di crisi complessa e non complessa, in un’ottica di salvaguardia dei posti di lavoro e di forte collaborazione con il Mise. 

 

Ritengo che vada ripensato completamene il Ministero del Lavoro che, così come  lo intendiamo oggi, ha esaurito la sua funzione storica. Quando parliamo di crisi e trasformazioni, infatti, non dobbiamo considerare soltanto il quadro occupazionale. Dal 2012 ad oggi in Veneto abbiamo affrontato 130 crisi complesse che hanno avuto notevoli ricadute sul territorio e altre migliaia di situazioni di crisi non complesse,  interloquendo con il Ministero per lo Sviluppo economico più che con il Ministero del Lavoro. Perché al dicastero al Lavoro si parlava sostanzialmente  di politiche passive, di chiusure e ammortizzatori sociali, mentre al  Ministero dello Sviluppo Economico si parla di trovare nuovi acquirenti, di cambio di governance, di accompagnare i lavoratori in un’ottica di riqualificazione.

 

Il Mise considera l’Unità di crisi della Regione Veneto una sorta di unità decentrata. Solo nei primi dieci mesi di quest’anno gli incontri convocati al ministero per lo Sviluppo economico al quale l’Unità di crisi ha partecipato sono stati oltre 60 e le situazioni di crisi aziendale attualmente gestite in collaborazione sono 24. Grazie a questo rapporto diretto e collaborativo, possiamo godere di canali preferenziali che ci permettono di attivare risposte tempestive, volte alla reindustrializzazione delle aree complesse e non complesse della regione.

1500 COLLOQUI, 400 AZIENDE COINVOLTE, 700 POSTI DISPONIBILI, IL BILANCIO DELLA 'GIORNATA DELL'IMPIEGO' IN VENETO.

Millecinquecento colloqui di lavoro con disoccupati, 700 ‘vacancy’ raccolte, 145 aziende disponibili ad assumere, 300 giovani under 35 coinvolti nei laboratori di ricerca attiva e orientamento promossi da 100 aziende: sono i numeri dell’edizione 2017 dell’”Employers day”, la Giornata dell’occupazione che si è svolta lunedì 20 novembre 2017 in tutti i Centri per l’impiego del Veneto.
Un bilancio più che lunsinghiero che dimostra che le politiche per l’occupazione sono un mix di azioni dirette e indirette che richiede organizzazione, servizi territoriali e presenza capillare in tutte le province venete. L’Employers day ha dato prova che là dove ci sono Centri per l’impiego che funzionano, come in Veneto, l’incontro tra domanda e offerta di lavoro è possibile. Va dato atto che gli operatori dei servizi pubblici per l’impiego, che dal prossimo 1° gennaio entreranno a far parte dell’organico della Regione, si sono mobilitati al massimo per profilare i lavoratori in cerca di occupazione, individuare, verificare e coinvolgere le aziende del territorio, organizzare i colloqui mirati, ottimizzando tempi e risorse sia per le aziende sia per i lavoratori in cerca di occupazione. C’è stato un grande lavoro di preparazione che ha prodotto un evento strutturato e apprezzato, capace di creare nuove opportunità di lavoro per centinaia di giovani e meno giovani.

Tutti i 40 Centri per l’Impiego della Regione Veneto sono stati coinvolti nell’organizzazione del ‘recruitment day’: ogni centro ha contattato le aziende del proprio territorio, raccolto le ‘vacancy’ (opportunità di lavoro offerte dalle imprese) e preselezionato i lavoratori che hanno poi partecipato ai colloqui presso il centro del capoluogo di provincia. Le aziende che hanno aderito (circa 150) hanno avuto a disposizione spazi e personale qualificato di supporto dove poter effettuare le selezioni.

I Centri per l’impiego hanno promosso, inoltre, 19 workshop, coinvolgendo 200 imprese, per far sperimentare alle persone in cerca di occupazione l’offerta dei servizi al lavoro, i fabbisogni professionali e le competenze di cui necessitano le imprese nel medio lungo periodo.

L’evento centrale della Giornata, ospitato dalla Fiera di Vicenza, ha fatto conoscere ai giovani le opportunità offerte dalla Regione Veneto per l’inserimento degli under 35. Vi hanno partecipato 100 aziende e 300 giovani. Gli under 35 sono stati convolti in convegni e laboratori utili a valorizzare competenze e creatività, conoscere le opportunità italiane ed estere di formazione e inserimento occupazionale, accedere alle reti europee per l’impiego.

In allegato potete consultare nel dettaglio i dati dell’Employers day 2017 con il numero aziende partecipanti, le vacancy raccolte, il numero colloqui realizzati in ciascuna provincia.

MADE IN ITALY: EXPORT IN CRESCITA, MA PER AGROALIMENTARE SI PUÒ FARE MOLTO DI PIÙ INVESTENDO NELL'E-COMMERCE IN SINERGIA CON IL TURISMO

L’export del Veneto galoppa con trend di crescita del 5 per cento annuo, grazie a settori trainanti come l’agroalimentare. Ma ci sono ancora potenzialità inesplorate e ampi margini di crescita. “Il ‘made in Italy’ potrebbe essere molto più presente nei mercati mondiali, oltre che nei paesi del Nord America, del Nord Europa e della penisola araba, se investissimo di più nell’e-commerce, valorizzando meglio il grande volano del turismo che, con 17 milioni di arrivi e 63 milioni di presenza l’anno in Veneto, è un potente vettore per far conoscere e far comprare i prodotti della nostra filiera agroalimentare.
A Verona, sono intervenuta al seminario sull’internazionalizzazione promosso da Regione del Veneto e dall'Università degli Studi di Verona nel polo Santa Marta, nell’ambito delle programma operativo del Fondo Sociale Europeo e del progetto regionale di internazionalizzazione.

Il tema del confronto, “Il made in Italy. Opportunità di sviluppo estero dell’agroalimentare italiano”, ha messo attorno al tavolo il prorettore dell’università di Verona Mario Pezzotti, l’assessore regionale e ricercatori del dipartimento di Economia aziendale del polo scaligero, che si è aggiudicato l’assegno di ricerca – finanziato dalla Regione Veneto con il programma operativo del FSE 2014-2020 – destinato a progetti che aprano nuove vie commerciali con i paesi dei Balcani, in particolare per imprese dell’agroalimentare.

Le statistiche dell’export sono incoraggianti nonostante gli effetti delle sanzioni russe, ma rivelano anche falle e opportunità del processo di internazionalizzazione.
In Veneto il solo agroalimentare vale 650 milioni di euro, su una bilancia commerciale che ha visto il flusso di esportazioni crescere del 5,3 per cento rispetto al 2014.
Con oltre 5 mila tipicità alimentari tradizionali, il ‘made in Italy’ è un ‘competitor’ di primissimo piano sui mercati mondiali. L’export veneto dell’agroalimentare vola negli Usa e nel Regno Unito ( +16%) e la Germania resta sempre il primo partner commerciale. Buone prospettive si aprono anche con i Balcani e con l’Oriente. Ma in realtà gli spazi di commercializzazione potrebbero essere ben più ampi.

Dobbiamo innovare le modalità di promozione e commercializzazione. Il fatturato del commercio elettronico realizzato dai siti di e-commerce italiani ammonta a 15 miliardi di euro; invece nei nostri maggiori partners commerciali il valore del commercio elettronico è almeno 4 volte superiore. Non resta che adeguarsi e potenziare al massimo questa nuova modalità, investendo soprattutto sui dispositivi mobili. Il solo settore enogastronomico è cresciuto del 30 per cento grazie all’e-commerce. Servono fantasia, competenze trasversali e supporti finanziari per sviluppare nuovi canali di promozione e di vendita.

Tra le proposte che ho avanzato c’è quella, in particolare, di abbinare enogastronomia, agroalimentare e turismo.
Il Veneto è regione leader nell’accoglienza turistica, con 17 milioni di arrivi e 63 milioni di presenze l’anno. Chi arriva e scopre la nostra terra con i suoi prodotti, quando rientra a casa è il miglior ambasciatore del ‘made in Italy e del ‘made in Veneto’ nel mondo. Sono loro, gli ospiti di ritorno, i primi potenziali destinatari di azioni mirate di e-commerce.
Basta solo fare sistema e collegare, in modo interattivo, le imprese del nostro territorio, superando la logica dei compartimenti ‘stagni’.