News dalla regione veneto

LOVATO GAS, TAVOLO DI CRISI A VICENZA: REGIONE VENETO IN CAMPO PER EVITARE DELOCALIZZAZIONE

La Regione del Veneto segue con attenzione e preoccupazione le sorti della Lovato Gas di Vicenza: il tavolo di crisi si sta adoperando per verificare con l’amministratore delegato e la proprietà del gruppo Lando Renzo il possibile riposizionamento strategico della società nella produzione e nei mercati.
A Vicenza al tavolo di crisi sulla Lovato Gas, ho assicurato ai rappresentanti delle Rsu aziendali e della Fiomm-Cgil la piena disponibilità alla mediazione istituzionale nella vertenza che vede la società, leader mondiale nella produzione di sistemi di alimentazione a metano e Gpl per autotrazione, intenzionata a ridurre di 67 unità gli occupati nello stabilimento vicentino di strada Comunale Casale, e di 146 il numero dei lavoratori nelle sedi italiane.

Sono già in contatto con il ministro del Lavoro Giulliano Poletti, che sta seguendo questa vertenza che non interessa solo lo stabilimento vicentino. Sono intenzionata, infatti, a coinvolgere nella gestione della crisi anche l’amministrazione regionale dell’Emilia Romagna, dove ha sede la capofila del gruppo, perché anche il polo di Reggio Emilia è interessata dall’operazione di ridimensionamento degli organici e di riposizionamento della società.

Le officine Lovato, fondate 60 anni fa a Vicenza da Ottorino Lovato cesserebbero quindi l’attività di produzione diretta, conservando solo le strutture commerciali e il settore di ricerca e sviluppo. Una ipotesi nettamente contrastata dai lavoratori (per l’80 per cento donne) che intravvedono un progressivo disimpegno della proprietà nel territorio italiano nel quadro di una riorganizzazione globale del gruppo, che ha sedi in Romania, Pakistan, America del Nord e Argentina ed opera in oltre 50 paesi.

Ciò che non capisco del piano industriale proposto dalla proprietà è il disegno di delocalizzare quando sotto l’aspetto produttivo ed economico l’operazione appare un fallimento annunciato. Infatti, la tendenza degli ultimi anni va in direzione opposta, ovvero il cosiddetto reshoring.

I rappresentanti dei lavoratori, che stanno presidiando da giorni lo stabilimento, hanno chiesto l’affiancamento della Regione in una battaglia volta non solo a conservare i posti di lavoro ma a difendere anche un patrimonio di professionalità, manifattura e brevetti che sino a pochi anni fa ha garantito clienti importanti e ricavati più che soddisfacenti. Ora sono subentrati fattori di crisi in alcuni dei maggiori mercati esteri, ma il settore nel quale Lovato Gas opera e le potenzialità dello stabilimento vicentino rappresentano un ‘asset’ al quale la Regione Veneto non intende rinunciare.

INAUGURATO AD ARZIGNANO CORSO POST DIPLOMA PER ‘GREEN LEATHER MANAGER’: DAL POLITECNICO DELLA MODA NUOVI PROFESSIONISTI DELLA CONCIA SOSTENIBILE

Saranno operativi a fine 2019 i primi ‘manager’ del ‘green leather’, cioè della concia ‘sostenibile’, la nuova figura professionale che uscirà dal corso attivato dall’istituto tecnico professionale Galileo di Arzignano (Vicenza), con il concorso di Regione del Veneto, ministero e aziende del territorio.
Inaugurato il nuovo corso del ‘politecnico della moda’, che fa capo alla Fondazione ITS Cosmo.

Ho fortemente sostenuto cinque anni fa il percorso innovativo per tecnici della concia presso l’istituto tecnico statale “Galilei” a indirizzo biologico e biochimico, avviando un nuovo percorso di formazione professionale per la lavorazione la pelle, in collaborazione con l'associazione dei chimici della concia, perché fortemente convinta della necessità di offrire nuove figure qualificate, ad alto contenuto tecnico, allo sviluppo di un distretto che, superate le crisi del passato, ora eccelle nelle classifiche nazionali della produzione e dell’export.

I futuri manager del ‘green leather’ hanno iniziato ad Arzignano ad affrontare un percorso di formazione biennale, che li impegnerà per 2mila ore complessive, delle quali 800 saranno di lezioni pratiche e di esperienze di laboratorio in azienda. Due terzi del corpo docenti del nuovo corso provengono dal mondo del lavoro e hanno una specifica esperienza professionale nelle materie della concia. La Regione ha messo in campo le risorse dei fondi Fse e sostiene progetti mirati di ricerca applicata alle aziende. Obiettivo è formare tecnici di alto profilo capaci di pianificare e gestire nuovi processi di produzione e lavorazione del cuoio, nel rispetto degli standard di qualità e delle normative nazionali e internazionali.

Il connubio tra pubblico e privato tra tradizione imprenditoriale e centri di formazione, imprese capofila e scuole distrettuali sono il mix vincente per continuare a garantire competitività e capacità di innovazione alle eccellenze dei distretti veneti.

La concia è ora uno dei settori nei quali l’Italia è leader mondiale. Per questo il ‘Politecnico della moda’, che ha nell’istituto Galilei una delle sue sedi formative, persegue l’obiettivo di formare non solo tecnici della produzione e lavorazione, ma soprattutto produttori capaci di gestire la fase finale del processo. La concia sarà il settore della sfida: le mansioni che gli italiani non vogliono più fare saranno sempre più automatizzate e, contestualmente, servono professionalità di alto profilo che abbisognano di competenze nuove e diverse, ‘ibridizzate’.

ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO: UNA BUONA OCCASIONE DA NON SPRECARE. IN VENETO UNA AZIENDA SU 3 DISPONIBILE AD ACCOGLIERE GLI STUDENTI

L’alternanza scuola-lavoro è una buona occasione di conoscenza diretta del lavoro, sia come competenze e ambiente, sia per farsi conoscere e per coinvolgere le imprese a offrire una opportunità ai giovani. Non lo dico per partito preso, ma forte delle tante e positive esperienze in Veneto, dove un’azienda su 3 è disponibile ad accogliere studenti per esperienze di alternanza.

Il Veneto è stata la prima regione in Italia a sperimentare l’alternanza scuola-lavoro nel 2003, e a codificarla come elemento strutturale dell’offerta formativa nel ‘sistema educativo’ provando ad introdurla anche nei licei, prima che diventasse un obbligo nazionale. Con 22 mila aziende che quest’anno hanno inserito studenti in alternanza, vale a dire una su 3, siamo la seconda regione in Italia, dopo la Lombardia, a dare applicazione a questa opportunità di orientamento, formazione e crescita umana. Negli ultimi cinque anni sono stati 15 mila gli studenti che in Veneto hanno vissuto esperienze di alternanza scuola lavoro, grazie alla disponibilità delle imprese e degli enti di formazione e ai 418 progetti finanziati con 5 milioni di euro dalla Regione.

In Veneto scuola e lavoro sono un binomio sin dall’Ottocento. I grandi istituti tecnici e professionali del territorio che hanno fatto crescere le imprese del ‘mitico Nordest’ hanno nel loro Dna costitutivo l’aula-laboratorio e il rapporto diretto con il mondo del lavoro. Un filo diretto, quello tra scuola e azienda, testimoniato anche dai 30 mila tirocinanti ospitati ogni anno nelle imprese venete: 7 su 10 si concludono con l’ingresso nel mondo del lavoro.

Ai ragazzi che oggi protestano per la scarsa qualità delle proposte di alternanza rivolgo un invito: non boicottate un approccio diretto con il mondo e la cultura del lavoro, ogni esperienza serve per orientarsi, crescere, maturare, farsi apprezzare e guadagnare in autostima e consapevolezza.

SCUOLA, DEDICHIAMO IL NUOVO ANNO SCOLASTICO A LUCA, GLORIA E MARCO

Di seguito il testo della lettera che ho inviato alle scuole di ogni ordine e grado del Veneto per l'avvio dell'anno scolastico 2017-2018:

«Carissimi studenti, docenti e personale amministrativo della scuola del Veneto,

ogni inizio di anno scolastico porta con sè aspettative, obiettivi, rinnovato spirito di iniziativa e di riflessione per ciascuno di noi, compresa la comunità che vi circonda, ovvero le famiglie, le istituzioni ed il territorio. Una comunità educativa che concentra i suoi sforzi per far crescere la qualità della vita, nelle relazioni interpersonali, sociali ed economiche, che ambisce a rafforzare i legami di appartenenza ad un sistema valoriale che ci faccia sentire parte di un comune progetto. Una identità che si rafforza in uno contesto sociale ed economico sempre più complesso.

Abbiamo, soprattutto in Veneto, una scuola di grande qualità merito principalmente della classe docente e del personale scolastico tutto che, nonostante le tante difficoltà, profonde preparazione ed entusiasmo, innovazione e umanità. Una scuola riconosciuta dai sistemi di valutazione nazionali ed internazionali, che porta spesso i nostri ragazzi a vincere concorsi e prove in Italia e all’estero, che concorre con successo all’obiettivo, per me fondamentale, di dare agli studenti del Veneto prospettive di realizzazione di vita.

Vorrei dedicassimo il nuovo anno scolastico ad alcuni giovani veneti, coraggiosi, tenaci, sognatori che, anche grazie alla preparazione ricevuta nelle nostre scuole, hanno avuto competenze, conoscenze, strumenti per realizzare il loro progetto di vita. Sono Luca Russo, Gloria Trevisan e Marco Gottardi. A Luca, come a Valeria Solesin nel 2015, il terrorismo islamico a Barcellona ha negato il sogno, ai giovani fidanzati Gloria e Marco è stata l’incuria di un fatiscente stabile alla periferia di Londra a negare le aspettative di vita. Accumunati da coraggio, tenacia, voglia di sapere e fare esperienze all’estero, forti della formazione avuta nelle nostre scuole e università e dell’educazione ricevuta dalle proprie famiglie. Questi sono i nostri giovani migliori, quelli che avrebbero potuto dare molto alla propria famiglia, al Veneto, all’Italia. Dedichiamo a loro questo anno scolastico, perché sia di riflessione e di sforzo per tutti, istituzioni ed educatori, nel trovare risposte in Patria per la sicurezza ed il futuro dei nostri giovani e della nostra comunità.

Noi veneti abbiamo radici che affondano nella storia e nella cultura della speranza cristiana, del senso del lavoro, del rispetto per l’altro, dell’orgoglio di una appartenenza che ci fa tornare a casa, sempre, per costruire e ricostruire la propria comunità. Le vicende drammatiche degli ultimi anni ci impongono di non dare più nulla per scontato, ogni giorno lavoriamo insieme perché questo patrimonio di valori non venga disperso. Questo ci renderà sempre forti e liberi».

SCUOLA, APPROVATA IN VENETO OFFERTA FORMATIVA 2018-2019. IL BUON GOVERNO DELLA REGIONE GIOCA D'ANTICIPO

Come Regione del Veneto abbiamo già programmato la rete scolastica e l'offerta formativa per l'anno scolastico 2018-2019.
Il motivo? Perché il buon governo gioca d'anticipo e rispetta le esigenze dei territori!

Nello specifico, la salvaguardia delle scuole dell'obbligo nei piccoli paesi di montagna, nelle isole e nelle realtà a maggior dispersione abitativa, la razionalizzazione delle dirigenze d'istituto con dimensionamento massimo sino a 1400 alunni, il tetto del 30 per cento di alunni stranieri in classe e l'integrazione tra offerta scolastica e percorsi di formazione professionale sono i principi cardine delle linee guida adottate in Veneto.
Una buona programmazione deve essere fatta con congruo anticipo, nel rispetto delle esigenze delle comunità locali e con il coinvolgimento attivo di tutti i partner istituzionali: Ufficio scolastico regionale, Province e Città metropolitana, Comuni e Unioni montane, prevedendo anche, come nel nostro caso, la possibilità di correggere in corsa la traiettoria, per eventuali e particolari esigenze formative che si dovessero manifestare.

Il buon governo della scuola richiede rispetto dei tempi necessari per la programmazione e delle esigenze locali!