News dalla regione veneto

SCUOLA, A NEO MINISTRO FEDELI DICO: "NO A TEORIA GENDER IN CLASSE, IL VENETO CONTRARIO A OGNI FORZATURA IDEOLOGICA"

Il Veneto si è già espresso chiaramente, ai massimi livelli istituzionali, contro l'insegnamento a scuola di teorie 'gender' che destrutturano la famiglia naturale. Sappia il nuovo ministro che vigileremo, che scuole e genitori terranno alta la guardia nel segnalare alla Regione ogni eventuale forzatura che dovesse avvenire nei luoghi deputati all’educazione pubblica di bambini e ragazzi.

Quanto appreso dalle cronache in merito al neo ministro Valeria Fedeli, alla quale è stata affidata la massima carica per l'Istruzione in Italia mi preoccupa moltissimo.
La principale posizione politica che pare caratterizzare il profilo dell'ex sindacalista della CGIL, è la sua propensione a diffondere nelle scuole la teoria del genere. Al nuovo ministro ricordo che la Regione Veneto, che ispira la propria azione amministrativa alla promozione della famiglia naturale, fondata sull'unione tra uomo e donna , che ha pubblicamente aderito al Family day e che ha formalmente impegnato i precedenti governi a non applicare il documento standard dell'Oms per l'educazione sessuale in Europa, terrà alta l'attenzione su ogni eventuale intervento ministeriale diretto a veicolare nelle scuole teorie ideologiche che considera pericolose per una corretta educazione all'identità di genere e alla tutela del valore costituzionale della famiglia naturale.

Che il nuovo ministro parta male è oggi oggetto della cronaca ma mi auguro non voglia usare una carica delicata come il dicastero all'Istruzione per piantare bandierine ideologiche che mirano a cambiare i connotati culturali del popolo italiano!

FORMAZIONE: REGIONE VENETO FINANZIA ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO ANCHE ALL'ESTERO E APPRENDIMENTO LINGUE STRANIERE. PUNTIAMO ALLA CRESCITA DELLA COMPETITIVITÀ DEL MODELLO VENETO

La Regione Veneto ha già investito oltre 8 milioni di euro per favorire l’alternanza scuola-lavoro e si prepara a investirne altri 7 per la mobilità all’estero. E’ la fotografia di quanto fa la Regione per favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, che ho scattato oggi nel corso del convegno "Tra scuola e lavoro: ripensare gli strumenti per un inserimento più efficace nel mercato", promosso nell'ambito della Settimana europea della formazione professionale dall'assessorato all'Istruzione, formazione, lavoro della Regione Veneto e dall'Ufficio scolastico regionale per il Veneto, a Venezia.  

Al centro dei lavori i nuovi programmi 'Move 4.0" per la mobilità internazionale degli studenti di terza e quarta superiore e lo sviluppo delle competenze linguistiche, e "Move in alternanza", che promuove per la prima volta l’alternanza scuola-lavoro anche in imprese estere.

La Regione Veneto negli ultimi cinque anni ha investito quasi 8 milioni di fondi Fse per dare vita a circa 700 diversi progetti di integrazione tra scuola e lavoro: sono quasi 30 mila gli studenti coinvolti negli ultimi 5 anni con oltre 150 mila ore di formazione teorico-pratica, 260 ore a testa, in orario extrascolastico, divise tra formazione teorica e stage lavorativi, nei quali gli studenti delle classi quarta e quinta hanno potuto sviluppare competenze, sperimentare i luoghi del lavoro del proprio territorio, addestrarsi alle dinamiche del mercato del lavoro. Ecco perché abbiamo deciso di promuovere bandi a cofinanziamento comunitario come "Move in alternanza" e "Move 4.0", consapevoli del fatto che il valore aggiunto delle conoscenze linguistiche, coniugato anche all'esperienza lavorativa, in un mondo sempre più globale e senza confini possa assumere un ruolo centrale nel rendere competitivi i nostri giovani e le nostre imprese, favorendo la ripresa dell'export veneto, sostenendo il rilancio del sistema produttivo e creando nuova e buona occupazione. Non solo: questi interventi sono un aiuto concreto alle famiglie venete, i cui figli potranno fruire di un periodo di permanenza all'estero senza dover sostenere costi gravosi.

Per "Move 4.0" la Regione Veneto stanzia 5,2 milioni di euro. Entro il 31 gennaio saranno scelti gli enti e le agenzie che organizzeranno in collaborazione con le scuole i percorsi di perfezionamento linguistico per i ragazzi: corsi di 40 ore durante l'anno scolastico, in orario extracurricolare, e soggiorni di studio all'estero per due settimane (60 ore di lezione), guidati da insegnanti madre-lingua. Le 100 ore formative si concluderanno con un esame e relativo rilascio di certificazione linguistica. Le spese del corso e del soggiorno sono integralmente a carico della Regione. Nel precedente anno scolastico sono stati 2 mila gli studenti delle scuole superiori del Veneto che hanno usufruito di questa opportunità.

Per i percorsi di alternanza scuola-lavoro all’estero la Regione investe 1,9 milioni di euro, sempre a valere sui fondi comunitari Fse 2014-20, per sostenere tirocini all'estero, nonché per attività innovative e servizi volti a integrare il sistema di alternanza scuola-lavoro previsto dalla "Buona scuola", arrivando ad implementare un modello di alternanza scuola-lavoro a livello regionale. 

Con “Move in alternanza" si intende sostenere la partecipazione degli studenti del 4° e 5° anno delle scuole superiori a percorsi di mobilità formativa transnazionale, che permetteranno loro di svolgere un mese di tirocinio all’estero, in un quadro europeo che vede un periodo di studio o di lavoro in un altro Paese accrescere la competitività nel mondo del lavoro. Le aziende, infatti, tendono sempre più ad assumere candidati che conoscono le lingue e con un'esperienza professionale variegata.

RECOARO: ACCORDO SU SANPELLEGRINO SCRIVE PAGINA NUOVA TRATTATIVE SINDACALI E POLITICHE INDUSTRIALI IN VENETO

Confronto, oggi, nel municipio di Recoaro Terme tra il Comitato istituzionale, costituito sulla vertenza Recoaro-Sanpellegrino, e i rappresentanti dei dipendenti dello stabilimento che estrae e imbottiglia l’omonima acqua minerale, nonché le bibite Gingerino e Acqua Brillante. Il Comitato, presieduto dal sindaco di Recoaro Giovanni Ceola, e composto da me in qualità di assessore regionale al lavoro, dal rappresentante della Provincia di Vicenza Renzo Marangon e dai rappresentanti delle tre sigle sindacali di categoria, ha presentato ai dipendenti di Recoaro-Sanpellegrino i termini dell’accordo siglato tra azienda e sindacati in merito alla cessione dello stabilimento e del ramo d’azienda relativo al marchio “Acqua di Recoaro”. Un accordo che ha raccolto la soddisfazione del sindaco Ceola (che ha espresso pubblicamente apprezzamento per il ruolo svolto dall’Unità di crisi della Regione Veneto) e che sarà sottoposto la settimana prossima al voto dei dipendenti dello stabilimento Recoaro-Sanpellegrino.

Abbiamo scritto una pagina nuova nelle trattative sindacali e nelle politiche industriali del Veneto.
Partivamo da una situazione di grave conflitto, in particolare nel valutare l’importanza che alcuni marchi commerciali rappresentano non solo per l’aspetto economico-finanziario, ma per il territorio a cui sono inscindibilmente legati. Abbiamo voluto con forza che questo principio fosse affermato nella trattativa, con il risultato, per noi irrinunciabile, di veder riconosciuto il legame tra le produzioni, non solo di acqua, e lo stabilimento di Recoaro.

Mi sono impegnata a mantenere il Tavolo istituzionale nel prosieguo delle relazioni con Sanpellegrino e con la nuova realtà industriale di Refresco che acquisterà lo stabilimento, assicurando analogo impegno da parte del Ministero dello Sviluppo economico che continuerà a garantire alla Regione vigilanza e monitoraggio costante sulla procedura di cessione.

Anche i sindacati hanno riconosciuto che questo risultato è stato possibile per la prossimità e la competenza della Regione in tema di lavoro e di gestione della risorsa acqua minerale: in questa vicenda sono stati determinanti il ruolo delle istituzioni locali e il livello di coesione espresso dal territorio con autorevolezza e credibilità, sia nei confronti della multinazionale che del ministero. Due fattori determinanti che sono riusciti a far pesare nella trattativa le ragioni identitarie della connessione tra risorse naturali e marchi commerciali.
Donazzan Recoaro Sanpellegrino

JOB&ORIENTA 2016: REGIONI PROTAGONISTE NELLA SFIDA DI AVVICINARE SCUOLA E LAVORO, SENZA SUSSIDIARIETÀ RIFORME DESTINATE A FALLIRE

Questa edizione del Salone nazionale della scuola, della formazione e dell’orientamento inaugura una nuova stagione, il Job&Orienta delle Regioni. Sono nove le regioni presenti in Fiera a Verona, dal Veneto alla Puglia, dalla Liguria alla Lombardia, dall’Umbria, alla Toscana alle Marche, dalla Basilicata alle province autonome di Trento e Bolzano, tutte con esperienze e progetti di politiche innovative in materia di scuola, formazione e lavoro.

Questo il messaggio che ho lanciato inaugurando a Verona la 26° edizionedi Job&Orienta, il salone nazionale della scuola e dell’orientamento, alla presenza del ministro Giuliano Poletti.

A seguito della riforma delle Province, della controversa riforma della ‘buona scuola’, delle novità introdotte dal Jobs Act e della riforma sulle politiche attive di inserimento occupazionale e dell’introduzione del sistema duale, le Regioni si sono trovate sole e in prima linea nell’affrontare la sfida di continuare a garantire scuola, orientamento, formazione, apprendistato e ingresso al mondo del lavoro. Novità che hanno dovuto gestire e continuano a gestire, nonostante i tagli progressivi ai propri bilanci. A Verona i sistemi regionali portano in mostra il meglio di quanto sono riusciti a fare.

Senza i sistemi regionali, senza territorio, senza sussidiarietà non si possono fare buone politiche scolastiche e formative. Per avvicinare scuola e lavoro servono più territorio e più autonomia: solo il dialogo diretto tra scuola, imprese e istituzioni locali riesce a garantire l’incontro tra aspirazioni personali, offerta formativa e fabbisogno professionale.

Lancio una sfida al governo. Riavvolgiamo il nastro degli ultimi due anni e guardiamo a quanto realizzato dalle varie realtà regionali. Lo Stato sarebbe stato in grado di fare scuola, orientamento e formazione senza il sistema organizzato delle Regioni?  La risposta è no. Non ci può essere ‘buona scuola’, non ci può essere ‘buon lavoro’, se manca il coinvolgimento del territorio, delle categorie economiche e delle istituzioni locali!

JOB&ORIENTA: SELFIE E SMS SOLIDALI PER GLI STUDENTI COLPITI DAL TERREMOTO. INIZIATIVE SOCIAL DELLE REGIONI VENETO E PUGLIA

 “Dona un sms al 45500 e scrivi un tuo messaggio per gli studenti colpiti dal terremoto del Centro Italia”.  “Scatta un selfie con il tuo pensiero”. “Condividi post e foto della tua esperienza con noi”.  È l’invito ‘social’ che le regioni Veneto e Puglia rivolgono agli studenti che da oggi sino a sabato affollano gli stand di Job&Orienta, il salone dell’orientamento, formazione e lavoro che si inaugura oggi in Fiera a Verona.

Veneto e Puglia, gemellate dall’edizione scorsa di Job&Orienta in partenariato di collaborazione e scambi su scuola, formazione e lavoro, si presentano a Verona con uno stand unico, che mette in vetrina particolarità ed eccellenze dei due sistemi scolastico-formativi, prodotti e piatti tipici sfornati dalle rispettive scuole di ristorazione, e progetti comuni nati in un anno di interscambi.

Abbiamo voluto trasformare in un ‘social corner’ lo stand  istituzionale delle due regioni al salone nazionale dedicato alla scuola e alla formazione. Job&Orienta si rivolge prima di tutto ai giovani, veri protagonisti della costruzione del loro futuro. Li  invitiamo a raccontarsi e a raccontare  le loro esperienze e aspirazioni con il linguaggio immediato dei selfie e dei social media. E chiediamo loro di rivolgere un pensiero ai loro coetanei delle aree colpite del sisma del Centro Italia che in questi giorni stanno riprendendo l’attività scolastica, pur tra mille difficoltà. Un sms al45500 e un messaggio condiviso su Whatsapp al 346-1365877 faranno sentire ai ragazzi dell’Umbria e delle Marche il calore e la vicinanza di nuovi amici, del Nord e del Sud.