News dalla regione veneto

MADE IN ITALY: EXPORT IN CRESCITA, MA PER AGROALIMENTARE SI PUÒ FARE MOLTO DI PIÙ INVESTENDO NELL'E-COMMERCE IN SINERGIA CON IL TURISMO

L’export del Veneto galoppa con trend di crescita del 5 per cento annuo, grazie a settori trainanti come l’agroalimentare. Ma ci sono ancora potenzialità inesplorate e ampi margini di crescita. “Il ‘made in Italy’ potrebbe essere molto più presente nei mercati mondiali, oltre che nei paesi del Nord America, del Nord Europa e della penisola araba, se investissimo di più nell’e-commerce, valorizzando meglio il grande volano del turismo che, con 17 milioni di arrivi e 63 milioni di presenza l’anno in Veneto, è un potente vettore per far conoscere e far comprare i prodotti della nostra filiera agroalimentare.
A Verona, sono intervenuta al seminario sull’internazionalizzazione promosso da Regione del Veneto e dall'Università degli Studi di Verona nel polo Santa Marta, nell’ambito delle programma operativo del Fondo Sociale Europeo e del progetto regionale di internazionalizzazione.

Il tema del confronto, “Il made in Italy. Opportunità di sviluppo estero dell’agroalimentare italiano”, ha messo attorno al tavolo il prorettore dell’università di Verona Mario Pezzotti, l’assessore regionale e ricercatori del dipartimento di Economia aziendale del polo scaligero, che si è aggiudicato l’assegno di ricerca – finanziato dalla Regione Veneto con il programma operativo del FSE 2014-2020 – destinato a progetti che aprano nuove vie commerciali con i paesi dei Balcani, in particolare per imprese dell’agroalimentare.

Le statistiche dell’export sono incoraggianti nonostante gli effetti delle sanzioni russe, ma rivelano anche falle e opportunità del processo di internazionalizzazione.
In Veneto il solo agroalimentare vale 650 milioni di euro, su una bilancia commerciale che ha visto il flusso di esportazioni crescere del 5,3 per cento rispetto al 2014.
Con oltre 5 mila tipicità alimentari tradizionali, il ‘made in Italy’ è un ‘competitor’ di primissimo piano sui mercati mondiali. L’export veneto dell’agroalimentare vola negli Usa e nel Regno Unito ( +16%) e la Germania resta sempre il primo partner commerciale. Buone prospettive si aprono anche con i Balcani e con l’Oriente. Ma in realtà gli spazi di commercializzazione potrebbero essere ben più ampi.

Dobbiamo innovare le modalità di promozione e commercializzazione. Il fatturato del commercio elettronico realizzato dai siti di e-commerce italiani ammonta a 15 miliardi di euro; invece nei nostri maggiori partners commerciali il valore del commercio elettronico è almeno 4 volte superiore. Non resta che adeguarsi e potenziare al massimo questa nuova modalità, investendo soprattutto sui dispositivi mobili. Il solo settore enogastronomico è cresciuto del 30 per cento grazie all’e-commerce. Servono fantasia, competenze trasversali e supporti finanziari per sviluppare nuovi canali di promozione e di vendita.

Tra le proposte che ho avanzato c’è quella, in particolare, di abbinare enogastronomia, agroalimentare e turismo.
Il Veneto è regione leader nell’accoglienza turistica, con 17 milioni di arrivi e 63 milioni di presenze l’anno. Chi arriva e scopre la nostra terra con i suoi prodotti, quando rientra a casa è il miglior ambasciatore del ‘made in Italy e del ‘made in Veneto’ nel mondo. Sono loro, gli ospiti di ritorno, i primi potenziali destinatari di azioni mirate di e-commerce.
Basta solo fare sistema e collegare, in modo interattivo, le imprese del nostro territorio, superando la logica dei compartimenti ‘stagni’.

AUTONOMIA E AMMORTIZZATORI SOCIALI: IL MIO INTERVENTO IN CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

Autonomia e lavoro. Con l’autonomia, per salvaguardare la vita economica del Veneto, riteniamo necessario il recupero, dalla fiscalità generale che noi paghiamo, delle risorse per gli ammortizzatori sociali. Per saperne di più, ascoltate su YouTube l'intervento che mercoledì 15 novembre 2017 ho tenuto in Consiglio regionale del Veneto al seguente link: https://youtu.be/hZ_TL4OZhMM

AUTONOMIA E UNIVERSITÀ: IL MIO INTERVENTO IN CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

Autonomia e Università.
Qual è la visione della Regione del Veneto?
Quali obiettivi intende perseguire nella trattativa con lo Stato per ottenere maggiori forme di autonomia? 
Per saperne di più, ascoltate su YouTube l'intervento che mercoledì 15 novembre 2017 ho tenuto in Consiglio regionale del Veneto al seguente link:https://youtu.be/zk8C_7RInhE

IO DICO NO AL PASSAGGIO DI SAPIDA DAL VENETO AL FRIULI VENEZIA GIULIA

Nella scorsa legislatura, in Consiglio regionale del Veneto venne presentata e votata il 28 giugno 2012 una mozione per il distacco di Sappada dal Veneto. Fui l’unica a votare contro, perché ritenevo fosse una follia quella di accettare una lenta dissoluzione del Veneto perché, stabilito il principio, non avremmo più potuto fermare la diaspora.
Prima Sappada, poi Lamon, poi Cortina e poi, perché no, Cismon del Grappa, Posina, Asiago. Ora registro con favore che tutti la pensano come me. Mi auguro che l’autonomia che il Veneto chiede possa essere la ragione per cui più nessun comune chieda di passare in Friuli Venezia Giulia o nelle specialissime Trento e Bolzano.
Come dice infatti il Presidente Luca Zaia, nessun comune chiede di andare in Lombardia o in Emilia Romagna ma solo verso le Regioni a statuto speciale.
Un ringraziamento particolare al capogruppo alla Camera dei Deputati Renato Brunetta perché ha riaperto la questione ponendo il Consiglio regionale nelle condizioni di rivedere la propria posizione. 
A quella votazione, su 60 aventi diritto al voto, parteciparono alla votazione 43 consiglieri: 42 a favore e 1 contrario. La sola Donazzan.

LOVATO GAS: INACCETTABILE IL LICENZIAMENTO DEI LAVORATORI A VICENZA ANCHE PER IL MISE

La posizione molto dura tenuta dal ministero in difesa dello stabilimento vicentino della Lovato Gas mi trova pienamente concorde. Infatti, la chiusura dello stabilimento di Vicenza e il licenziamento di tutti i lavoratori sono una soluzione inaccettabile, perché non giustificata in alcun modo!

Sono stata convocata a Roma al Ministero per lo Sviluppo Economico, per la vertenza che vede la società Landi Renzo, leader mondiale nella produzione di sistemi di alimentazione a metano e Gpl per autotrazione, intenzionata a ridurre di 67 unità gli occupati nello stabilimento vicentino e di 146 il numero dei lavoratori nelle sedi italiane.
Al tavolo ministeriale odierno erano presenti la Fiom nazionale e locale, la Cgil vicentina, il Comune di Vicenza e la Regione del Veneto da me rappresentata.

Il ministero ha riconvocato a stretto giro di posta l’intero gruppo Landi Renzo perché la vertenza Lovato va vista nel suo insieme e non per pezzi separati. Lovato Gas è una azienda storica che in questi ultimi anni non ha fatto un’ora di cassa integrazione. Anzi, al contrario – a detta dei lavoratori, peraltro mai smentiti dall’azienda – ha fatto molte ore di straordinario e ha rinforzato i propri organici con l’utilizzo dei lavoratori interinali.

Alla luce della discussione avvenuta nella sede del Ministero per lo Sviluppo economico ritengo che non si debba discutere solo sulle sorti dello stabilimento vicentino, ma che l’interesse per un marchio storico di un settore strategico debba essere di livello nazionale.

Non a caso anche il ministro per il lavoro Poletti mi ha chiesto di presidiare la vertenza e di tenerlo aggiornato.

Lovato gas è un nome riconosciuto nel segmento del più ampio settore delle energie alternative che sta registrando una nuova crescita, con nuove opportunità di sviluppo.
Prova ne sia che sono già pervenute da più parti diverse manifestazioni di interesse per l’acquisizione dell’azienda e il suo mantenimento produttivo in Vicenza.