News dalla regione veneto

ALTERNANZA, SIGLATO IL PRIMO ACCORDO INTERCONFEDERALE IN ITALIA PER IL SETTORE ARTIGIANO. LE COMPETENZE TRASVERSALI SI IMPARANO TRA SCUOLA E LAVORO

Il Veneto è portato a un dialogo naturale tra scuola e lavoro. La Regione, infatti, quindici anni fa è stata la prima in Italia a codificare l’alternanza scuola-lavoro come elemento strutturale dell’offerta formativa nel “sistema educativo”, provando a introdurla anche nei licei, prima che diventasse un obbligo nazionale. Stiamo parlando di una grande opportunità per i ragazzi che così possono mettersi in gioco nel sistema produttivo, opportunità che senza il ruolo di fondamentale delle parti sociali non sarebbe possibile.

Questa mattina, nella “casa” delle Parti Sociali del settore artigiano veneto, l’EBAV di Marghera, ho sottoscritto, assieme all’Ufficio scolastico regionale per il Veneto il primo Accordo Interconfederale regionale sull’alternanza scuola-lavoro per costruire il Veneto di domani su tre pilastri, competenze, giovani e lavoro”.
A firmare l’Accordo, inoltre, le rappresentanze di Confartigianato Imprese Veneto, CNA Veneto, Casartigiani del Veneto, CGIL, CISL e UIL. 

Primo in Italia per il settore, l’Accordo prevede la definizione di strumenti multimediali innovativi basati su una rinnovata rappresentazione culturale del lavoro artigiano per promuovere e sviluppare i percorsi di alternanza nelle piccole imprese; la realizzazione di percorsi volontari di formazione per i tutor aziendali per la partecipazione ai quali vengono previste forme di incentivazione e sostegno economico; il supporto e l’assistenza alle imprese in materia di co-progettazione e di realizzazione dei percorsi di alternanza, facilitando i rapporti tra queste e le scuole; la messa a punto di un sistema di salute e sicurezza adeguato per garantire i giovani e le imprese impegnati nello sviluppo di questi percorsi.

Le competenze trasversali si imparano tra scuola e lavoro.
A differenza di altre regioni, in Veneto siamo riusciti a mettere a sistema l’alternanza grazie anche alla sensibilità mostrata dal mondo dell’istruzione e delle imprese, con il ruolo importante dei sindacati oggi infatti presenti alla firma dell’Accordo. Noi riteniamo che i buoni risultati che stiamo ottenendo di abbattimento della dispersione scolastica e di inserimento nel mondo del lavoro passino anche attraverso l’alternanza scuola-lavoro.

Le piccole e medie imprese hanno una struttura flessibile e resiliente e su questa caratteristica si regge il Veneto.
Un Veneto che sa esportare e al cui tessuto economico vogliamo dare tutti gli strumenti di apprendimento per crescere ancora, anche attraverso l’alternanza scuola-lavoro che, perché no, potrebbe essere svolta inoltre dai docenti.

'DOTE IN MOVIMENTO': PROTOCOLLO REGIONE, ASSOSPORT E USRV PER INCENTIVARE L'ATTIVITÀ SPORTIVA DEI BAMBINI

Un assegno da 150 euro per iscriversi ad una società sportiva e praticare una disciplina, qualunque essa sia. È quanto prevede il protocollo di intesa tra Regione del Veneto, Assosport e Ufficio scolastico regionale per i ragazzini delle scuole primarie del Veneto (6-11 anni) relativo al progetto “Dote InMovimento” per l’anno scolastico in corso. Il progetto, elaborato dall’assessorato regionale alla scuola d’intesa con quello allo sport, dà continuità alle iniziative di alla promozione sportiva in età scolastica già avviate nelle classi del Veneto da oltre un decennio.

Le famiglie a basso reddito potranno usufruire di un bonus per iscrivere i loro figli ad una delle oltre 400 società sportive aderenti al Coni che sono partner del progetto. Grazie alla collaborazione con Assosport, che ha selezionato le società sportive e si fa carico degli oneri organizzativi, e all’Ufficio scolastico regionale, per gli aspetti amministrativi di pagamento, riusciremo a rendere lo sport una pratica più accessibile per molti bambini, favorendone la frequenza in orario extrascolastico.

Nei precedenti anni scolastici già mille bambini in Veneto hanno usufruito del bonus sportivo per iniziare a praticare regolarmente una attività associativa di movimento e gioco. Praticare uno sport è un diritto, una straordinaria occasione educativa, valoriale e di integrazione sociale oltre che un investimento per il benessere e la salute delle nuove generazioni. Una recente indagine del Ministero della Salute (Okkio alla salute, 2016) ha evidenziato che solo un terzo dei bambini pratica regolarmente una attività sportiva e solo 1 su 4 va regolarmente a scuola a piedi o in bicicletta o svolge giochi di movimento all’aria aperta. Inoltre, studi ed educatori hanno dimostrato che chi fa sport va meglio a scuola.

Il bando per accedere ai 500 buoni sportivi che permetteranno ai vincitori di praticare gratuitamente uno sport presso una delle 400 società in Veneto che hanno aderito al progetto è aperto da oggi sino al 31 gennaio. Vi possono partecipare tutte le famiglie residenti in Veneto con redditi Isee fino a 30 mila euro (40 mila nel caso di studenti disabili). L’iniziativa è finanziata da Regione Veneto (65 mila euro) e da Assosport, l’associazione dei produttori di articoli sportivi (35 mila euro).

LAVORO: GARANZIA GIOVANI, REGIONE VENETO FINANZIA 2000 CONTRATTI DI TIROCINIO: IN 7 CASI SU 10 IL SEMESTRE SI TRASFORMA IN UN CONTRATTO DI ASSUNZIONE

Duemila contratti di tirocinio in Veneto per giovani in età compresa tra i 18 e i 29 anni: è quanto offre il programma Garanzia Giovani Veneto per l’occupazione giovanile, finanziato dall’Unione Europea e compartecipato da Stato e Regione del Veneto.
Saranno i Centri per l’Impiego, ormai di prossima gestione regionale, a promuovere subito dopo Natale i tirocini tra i giovani che si sono iscritti al programma Garanzia Giovani e hanno perfezionato l’iscrizione presso gli stessi centri.

Da quando ha preso avvio in Veneto, maggio 2014, il programma Garanzia Giovani ha registrato 100 mila adesioni. I giovani presi in carico dagli Youth Corner per un percorso formativo e/o occupazionale sono stati 63 mila. Di questi 11 mila hanno avuto l’opportunità di svolgere un tirocinio in azienda.
I contratti di tirocinio si sono dimostrati uno strumento efficace per far incontrare domanda e offerta di lavoro. Nell’ultimo anno 7 tirocini su 10 attivati in Veneto si sono trasformati in contratti di lavoro. Un dato estremamente lusinghiero, certificato dalla banca dati di Veneto Lavoro, che conferma la validità di questa formula per aiutare i giovani ad acquisire competenze pratiche e per incentivare le aziende ad investire e inserire nuove risorse.

Il nuovo piano regionale per i tirocini finanziati da Garanzia Giovani (2 milioni e 400 mila euro le risorse impegnate) dà il via a 2000 possibilità di tirocinio in aziende e studi professionali individuati dai Centri per l’Impiego; i tirocini avranno una durata massima di sei mesi e dovranno concludersi entro il 15 settembre 2018. I tirocinanti riceveranno una indennità mensile di 300 euro, direttamente dall’Inps. Anche l’azienda ospitante è tenuta a cofinanziare il tirocinio con 150 euro mensili (comprensivi dei buoni pasto, qualora l’orario di lavoro sia full-time). Ogni tirocinante sarà seguito da un tutor aziendale e da un tutor del Centro per l’Impiego, che accerterà il rispetto di tutti gli adempimenti.

Il crescente ricorso da parte delle aziende, anche di grandi dimensioni, a questo strumento, ci conforta. Come Regione, stiamo mettendo in campo tutte le azioni, di concerto con le parti sociali, perché questo strumento sia un mezzo per un inserimento stabile nel mercato del lavoro e non solo un’isolata, per quanto utile, esperienza lavorativa.

ASSEGNO PER Il LAVORO DEBUTTA IN VENETO: CON QUESTO STRUMENTO VOGLIAMO OFFRIRE AI DISOCCUPATI UN AIUTO CONCRETO

Un assegno virtuale che potrà essere speso per usufruire di servizi qualificati di assistenza alla ricollocazione: orientamento, counseling, corsi di formazione, supporto all’inserimento o reinserimento lavorativo. Debutta in Veneto l’assegno per il lavoro, il nuovo strumento riservato ai disoccupati over 35, messo a disposizione dalla Regione del Veneto con un investimento complessivo di 15 milioni di euro.

L’assegno consiste in un titolo di spesa, di importo variabile fino a un massimo di 5.242 euro, che può essere utilizzato per ricevere dai soggetti accreditati servizi di politica attiva personalizzati. Il cittadino potrà scegliere liberamente a quale ente rivolgersi.

Si tratta di uno strumento di politica attiva semplice e flessibile. Sarà il disoccupato stesso a richiederlo presso il Centro per l’Impiego e potrà subito ottenerlo. La persona potrà così decidere dove e come usufruire dei servizi, mentre un tutor lo aiuterà a individuare le attività e i percorsi più adatti alle proprie esigenze. Non è un sostegno al reddito: i soldi potranno essere spesi solo per usufruire di servizi qualificati di assistenza presso una delle oltre 300 sedi dei soggetti accreditati per i Servizi al lavoro, selezionati dalla Regione del Veneto su tutto il territorio regionale.

Per poter richiedere l’assegno per il lavoro è necessario, oltre a essere disoccupati e avere un’età superiore ai 35 anni, soddisfare almeno uno dei seguenti requisiti: essere disoccupato da almeno 6 mesi, oppure essere disoccupati over 50 anni indipendentemente dalla durata della disoccupazione, vivere da soli con una o più persone a carico, far parte di un nucleo familiare monoreddito con una o più persone a carico oppure appartenere a categorie svantaggiate, essere iscritti alle liste di collocamento mirato, non essere in possesso di un diploma di scuola superiore o di una qualifica professionale. L’assegno può essere richiesto anche se si beneficia di una misura di sostegno al reddito, come ad esempio la Naspi.

Con l’assegno per il lavoro vogliamo contribuire a far crescere nei disoccupati una maggiore fiducia nel proprio futuro, sia dal punto di vista lavorativo che sociale. Lo facciamo attraverso un aiuto concreto nella ricerca di un nuovo lavoro con operatori specializzati nella ricollocazione e accreditati ai servizi per il lavoro che verranno rimborsati solamente dopo il raggiungimento del risultato occupazionale.

Per richiedere l’assegno è possibile recarsi presso il Centro per l’Impiego del proprio territorio o registrarsi al portale ClicLavoro Veneto per utilizzare il servizio “Centro per l'Impiego Online” alla voce "Domanda Assegno per il Lavoro", attraverso il quale è inoltre possibile indicare la propria preferenza in merito all'ente presso cui fruire dei servizi previsti.
In caso di candidatura online, sarà comunque necessario recarsi al Centro per l’Impiego per perfezionare la propria richiesta, verificare la sussistenza dei requisiti e confermare o meno la preferenza espressa in fase di adesione al Programma.

Una volta ottenuto l’assegno dal Centro per l’Impiego, l’ente scelto in fase di adesione contatterà l’interessato per un primo appuntamento e per definire insieme il piano di attività da seguire.

JOB&ORIENTA: VERONA CAPITALE DELLE OPPORTUNITÀ DI INCONTRO TRA SCUOLA E LAVORO

Verona per tre giorni diventa la capitale nazionale della scuola, della formazione e dell’orientamento al lavoro.

JOB&Orienta 2017, il salone promosso ormai da 27 anni da Regione del Veneto e da Fiera di Verona, vede infatti il coinvolgimento attivo dei ministeri del Lavoro e dell’istruzione e della Ricerca, delle Regioni italiane e della Conferenza Stato-Regioni. Perché la scuola è la grande sfida di questo Paese, che ha bisogno di innovazione, ma anche di pensiero critico e di capacità di valorizzare il meglio della propria tradizione.

Obiettivo di questo evento, arrivato alla 27° edizione è essere ponte tra scuola e lavoro, tra mondo della formazione e mondo delle imprese, cogliendo i cambiamenti in atto nell’economia e nella società e valorizzando il meglio delle proposte educative delle nostre scuole.

I temi dell’edizione di quest’anno focalizzati su orientamento, innovazione, alternanza-scuola lavoro e impatto della globalizzazione e della robotizzazione, fotografano la difficile sfida educativa che la scuola sta affrontando e, al tempo stesso, la grande vitalità di esperienze innovative e di opportunità generate dai diversi territori quando istruzione, formazione e imprese si mettono in ascolto reciproco e progettano insieme, consapevoli del proprio bagaglio culturale e delle potenzialità del ‘made in Italy, le opportunità del lavoro di domani.