News dalla regione veneto

ASSEGNO PER IL LAVORO: A 4 MESI DALL'AVVIO GIÀ 3500 ATTIVI IN VENETO

Nei primi quattro mesi del 2018 sono già 3500 gli assegni per il lavoro rilasciati in Veneto dai Centri per l'Impiego a persone disoccupate. Di questi, il 75% è già stato attivato presso un ente accreditato. Gli assegni sono un titolo di spesa virtuale, del valore fino a 5242 euro, che i disoccupati over 30 possono richiedere ai Centri per l'impiego del territorio e spendere poi per acquistare servizi qualificati di assistenza alla ricollocazione da uno degli enti privati accreditati in tutta la regione. Sono già oltre mille le persone che hanno sottoscritto un contratto di lavoro che, nel 20% dei casi, ha una durata superiore ai 6 mesi.

L'assegno per il lavoro non è una misura assistenziale la persona disoccupata non riceve direttamente del denaro, ma il diritto ad usufruire gratuitamente di assistenza personalizzata nella ricerca di un nuovo lavoro. Ed è la persona stessa a scegliere liberamente dove e come usufruire dei servizi: un tutor l'aiuterà a individuare le attività e il percorso più adatto alle sue esigenze e aspettative. L'importo viene erogato direttamente agli enti che hanno fornito il servizio, ma solo a risultato acquisito, ovvero solo se l'interessato ha firmato un contratto di lavoro stabile. E mentre l'analogo assegno di ricollocazione nazionale gestito da ANPAL accumula ritardi l'assegno veneto per il lavoro è già operativo.

L'assegno per il lavoro è un intervento pensato per i disoccupati con maggiori difficoltà di collocamento: ne possono beneficiare, infatti, i disoccupati dai 30 anni in su (la soglia anagrafica è stata ulteriormente abbassata in questi giorni) indipendentemente dalla durata della disoccupazione, quanti fanno parte di un nucleo familiare monoreddito con una o più persone a carico, gli appartenenti a categorie svantaggiate, gli iscritti alle liste di collocamento mirato, i disoccupati privi di diploma di scuola superiore o di una qualifica professionale. L'assegno può essere richiesto anche se si beneficia di una misura di sostegno al reddito, come ad esempio la Naspi. E' pensato come uno strumento di politica attiva per il lavoro, in continuità con Garanzia Giovani (strumento valido sin ai 29 anni): il pagamento dei voucher (di valore variabile dai 500 ai 1.216 euro) è condizionato alla partecipazione alle attività formative (corsi di lingua, certificazione informatica, utilizzo attrezzature e aggiornamento professionale) erogate dagli enti accreditati, secondo un progetto formativo professionalizzante individuale. Per pagare i voucher e i servizi per l'impiego o ricollocazione la Regione Veneto ha impegnato quest'anno 15 milioni di euro.

Mentre il dibattito politico nazionale appare polarizzato tra reddito di inclusione e reddito di cittadinanza il Veneto in controtendenza ha deciso di puntare su azioni concrete e mirate al reinserimento lavorativo. L'assegno per il lavoro è una misura che punta al "merito": non soldi a pioggia, ma un sostegno professionale fornito da enti accreditati, a cui viene riconosciuto l'importo dell'assegno solo a fronte di un risultato concreto per l'interessato. Il Veneto sta lanciando a tutti un segnale molto forte: l'assistenzialismo non produce ricchezza. Solo attuando politiche attive per il lavoro e valorizzando la collaborazione tra pubblico e privato nel costruire percorsi di orientamento e di collocamento si aiutano le persone ad imboccare un percorso di cambiamento culturale e si aiuta l'economia a crescere e ad essere competitiva nel panorama internazionale.

SCUOLA, INSEGNANTI PRECARI: IN VENETO SENZA DI LORO L'ANNO SCOLASTICO A SETTEMBRE NON POTRÀ RIPARTIRE

Oggi ho espresso la mia solidarietà alle insegnanti precarie e alle famiglie in protesta a Padova. Incontrando il presidio delle manifestanti davanti alla prefettura di Padova, ho confermato l'attenzione e il pressing della Regione Veneto per una soluzione 'politica' della vicenda delle insegnanti diplomate escluse dalle graduatorie ad esaurimento. Purtroppo la giustizia amministrativa ha fatto il suo corso e si è espressa definitivamente, peraltro, contraddicendo se stessa. Solo una soluzione 'politica' potrà evitare la via del licenziamento, imposta dalla 'Buona scuola'. Senza di loro, tutte insegnanti in servizio da anni e ripetutamente valutate, l'anno scolastico in Veneto non potrà ripartire.

PARI OPPORTUNITÀ: DIVARIO RETRIBUTIVO E SOTTO-OCCUPAZIONE IN VENETO PER LE DONNE

A parità di contratti una donna guadagna in media tra il 25 e il 30% in meno di un uomo. Sempre a parità di contratti, una donna firma le proprie dimissioni quattro volte di più un uomo. E a ricorrere al part-time in 88 casi su 100 è una donna; mentre ad arrivare ai vertici della carriera è solo una donna su dieci. Nel mondo delle medie e grandi imprese quasi una donna su tre nell'età compresa tra i 30 e i 34 anni risulta essere laureata, mentre nella stessa fascia di età solo un uomo su 5. Le donne sembrano aver retto meglio ai colpi della crisi, difendendo il posto di lavoro, magari precario, e tenendo in vita le attività imprenditoriali: anzi, in Veneto, quando l'impresa è donna, risulta essere più produttiva e dinamica e a sviluppare 'buone pratiche' di conciliazione tra lavoro e vita.

Sono solo alcuni dati della fotografia in chiaro-scuro sulla parità di genere nelle 1200 aziende con oltre 100 dipendenti attive in Veneto che ha fatto da sfondo alla stipula del 'patto di alleanza' tra Regione, università del Veneto e consigliera di parità, avvenuta oggi a Padova, nella sede del Bo'.

Un 'patto' che  impegna le istituzioni ad incrociare le banche dati (Regione, Inps, Inail, Unioncamere) e mette conoscenze e potenzialità di ricerca e di formazione delle università venete a servizio della politica e delle aziende per capire le ragioni profonde del divario culturale, sociale ed economico tra donne e uomini e per studiare strategie e 'prassi' per colmare il fossato e offrire reale parità di realizzazione personale e sociale.

Il protocollo siglato oggi al Bo' impegna Regione, Università e consigliera di parità a condividere dati, obiettivi, iniziative e mezzi per un programma comune di superamento delle differenze di genere.

Tra le iniziative previste ci sono percorsi di formazione, programmi di studio orientati a declinare anche la dimensione di genere (vedi la medicina di genere), l'orientamento verso le materie scientifiche, la promozione di stage e tirocini nelle strutture che si occupano di pari opportunità e nelle aziende a conduzione femminile, lo studio su come prevenire la violenza di genere e su come promuovere una cultura di rispetto reciproco e di autentica integrazione tra generi.

Hanno aderito al patto regionale per le pari opportunità il rettore dell'Università di Padova Rosario Rizzuto, il rettore dell'Università di Verona Nicola Sartor, il prorettore dell'università di Venezia Agostino Cortesi, la presidente del Comitato unico di garanzia dello Iuav di Venezia, Monica Centanni.

INCONTRO A ROMA SU IDEAL STANDARD DI TRICHIANA: DA NOI MASSIMO SOSTEGNO MA AZIENDA FACCIA LA SUA PARTE

Si è tenuto oggi, presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico, il tavolo relativo alla situazione aziendale dell'Ideal Standard di Trichiana (Belluno), a cui ho partecipato assieme ai vertici aziendali, le Organizzazioni sindacali e l' Unità di crisi aziendale regionale.

L'incontro era incentrato sulle prospettive industriali del Gruppo, considerato il nuovo perimetro aziendale che vede lo stabilimento di Trichiana come unica realtà produttiva rimasta in Italia.

Alla luce delle limitate informazioni fornite da Ideal Standard, il Ministero, con il supporto della Regione, ha chiesto all'Azienda l'apertura di un confronto con le rappresentanze sindacali che consenta la rapida definizione di un piano strategico aziendale per il periodo 2018/2020, la cui presentazione è fissata per il prossimo 7 giugno sempre in ambito ministeriale.

L'incontro di oggi non è stato esaustivo: completati gli investimenti da 9 milioni di euro nel sito di Trichiana, finanziati per due terzi dal sacrificio in busta paga chiesto ai lavoratori, ci saremmo aspettati l'illustrazione di un piano aziendale con un orizzonte temporale di medio lungo periodo per Trichiana e i suoi lavoratori, ma ciò non è accaduto. Assieme al Mise abbiamo chiesto che si proceda rapidamente. Come già avvenuto in passato, noi siamo disponibili a garantire il massimo appoggio ad ogni azione utile a sostenere questa nostra realtà aziendale. Ora però Ideal Standard faccia la sua parte.

MODA, CRISI ICS-MCS: MISE E REGIONE IN PRIMA LINEA A FIANCO DEI LAVORATORI

Ho incontrato oggi le organizzazioni sindacali di MCS Cavaliere (ex Marlboro Sportswear di Valdagno) e di Industries Sportswear Company (ISC, in passato legata a Moncler), due società della moda che hanno in gestione i marchi Henry Cotton's, Marina Yachting e Mcs, e che occupano complessivamente quasi 300 dipendenti, un terzo impiegati nelle sedi di Mestre e i restanti nei punti vendita (negozi e outlet) sparsi per l'Italia.

I rappresentanti dei lavoratori hanno manifestato tutta la loro preoccupazione circa l'attuale situazione delle due realtà produttive, attualmente in procedura fallimentare con esercizio provvisorio. A tale situazione le due società sono giunte a seguito della gestione del fondo Emerisque, fondato dall'imprenditore indiano Ajay Khaitan. Fondo che, peraltro, risulta aver lasciato alle due società solo la licenza temporanea, e non più esclusiva, dei tre marchi.

Nonostante tale situazione di difficoltà i lavoratori stanno supportando i curatori fallimentari al fine di mantenere la continuità produttiva della realtà italiana. Grazie al know how e alle competenze dei lavoratori viene mantenuta viva, e per quanto possibile accresciuta, la rete dei potenziali clienti esteri e italiani degli storici marchi. Oltre a ciò i dipendenti di ISC-MCS stanno lavorando per progettare le future collezioni.

Affiancata dall'Unità di crisi della Regione Veneto, ho assicurato costante attenzione e monitoraggio alla vicenda, in stretto coordinamento con il Ministero dello sviluppo economico, e pieno sostegno ai lavoratori.

Il valore aggiunto di questa realtà aziendale è costituito da questi marchi della tradizione tessile e manifatturiera del 'made in Italy' e ancor più, se possibile, dall'attaccamento all'impresa che i dipendenti stanno manifestando e dalle competenze che posseggono.

Porterò personalmente i prossimi sviluppi della vicenda al tavolo del Mise.