News dalla regione veneto

SCUOLA: IL VOTO CONTA, MA IL MERCATO DEL LAVORO VALUTA DIVERSAMENTE

Sulla qualità della scuola veneta non ci sono dubbi di sorta: da anni registriamo il più basso tasso di dispersione scolastica e le migliori performances nei test valutativi sulle competenze degli studenti, grazie alla preparazione e al buon lavoro di insegnanti e dirigenti.
I 276 ‘cento e lode’ alla maturità conseguiti quest’anno in Veneto sono un dato relativo, rispetto al 4,8 per cento di eccellenze in matematica certificato dai test Ocse-Pisa (rispetto alle percentuali da prefisso telefonico di altre regioni) e alle classifiche Invalsi degli ultimi sei anni, che pongono le scuole del Nordest in vetta al paese per risultati degli studenti e capacità formativa degli insegnanti.
È questa la mia chiave di lettura dei dati diffusi dal ministero dell’Istruzione, una conferma della capacità formativa di quello che definisco “ecosistema educativo” veneto, costituito non solo dalla scuola, ma anche da famiglie, comunità locali e parti sociali.

Il divario tra la scuola veneta e quella delle altre regioni c’è e si vede e sta nelle qualità del sistema formativo, nonostante i nostri bravi docenti siano perennemente sotto organico, e nelle competenze maturate dei ragazzi, che sono ricercate e apprezzate dal mondo del lavoro.

Quanto ai risultati contradditori tra esiti delle prove Invalsi e voti di maturità nelle diverse aree della Penisola, non posso che sottolineare l'amarezza di vedere mortificato l’ottimo lavoro di una intera comunità educante dalla cronica indifferenza del Governo centrale e da votazioni che rendono stridente e incongruente lo sforzo di elevare la qualità della scuola: così tanti ‘cento e lode’ per la maturità nelle regioni del sud hanno il sapore della raccomandazione, utili solo per entrare nell’amministrazione pubblica e nei percorsi universitari a numero chiuso.

Porrò la questione alla prossima riunione degli assessori regionali alla scuola e formazione, nell’ambito della Conferenza delle Regioni perché se il voto del titolo di studio deve restare una discriminante per l’inserimento lavorativo e l’accesso, allora il sistema di valutazione deve essere rigoroso, imparziale ed omogeneo in tutte le aree del Paese.

Agli studenti veneti, comunque, ricordo che il voto conta sì, ma che il mercato del lavoro valuta diversamente e sa distinguere i veri talenti e le vere competenze. Se il Veneto ha il tasso più basso di disoccupazione giovanile, circa dieci punti inferiore a quello nazionale, il merito è anche dell’impegno dei nostri studenti e insegnati e della qualità dei nostri percorsi formativi, perché nelle imprese vali per quello che sai e che sai fare, non per il voto scritto nel diploma.

SPORTARREDO DI GRUARO (VE), ESPERIENZA CORAGGIOSA DI COOPERATIVA INDUSTRIALE

Il successo di Sportarredo è la miglior conferma per il coraggio dei suoi dipendenti che un anno fa hanno rilevato l’azienda costituendosi in cooperativa industriale e sono ripartiti, nonostante la crisi, con un nuovo piano aziendale e tanto entusiasmo per il rilancio del marchio e della loro attività.
Questa mattina a Gruaro (Ve), con grande soddisfazione, ho visitato questa bellissima realtà che è una delle cinque cooperative industriali sorte in Veneto, da inizio 2015, attraverso un'operazione di workers buyout accompagnata da Legacoop Veneto. Trent’anni di attività della precedente SpA, la cooperativa produce e commercializza apparecchiature solarium, apparecchiature per l’estetica e cosmetici. Otto soci lavoratori e un dipendente, all’assemblea soci di domani l'impresa presenterà il suo primo bilancio, che vede un valore della produzione pari a 1.107.258 euro – rispetto a una previsione che si attestava intorno agli 850mila euro –, un patrimonio netto di 330.172 euro e 230.800 euro di capitale sociale. Che dire... Chapeau!
La Regione Veneto, con le sue politiche, continuerà a supportare la cooperazione industriale con strumenti e azioni mirati, a partire dalla buona formazione, fondamentale per accrescere le competenze manageriali e non solo dei cooperatori imprenditori!

Donazzan in Sportarredo

CFP CHIAMPO: NASCE COOPERATIVA 'SHOT'. ESEMPIO DI AUTOIMPRENDITORIALITÀ E AUTOFINAZIAMENTO CHE VALORIZZA SCUOLA E MADE IN ITALY

Venti giovani artigiani pellettieri della classe 2ª, indirizzo tecnico delle lavorazioni artistiche della pelletteria, del Centro di Formazione Professionale "Giovanni Fontana" di Chiampo (Vi), hanno dato vita all'Associazione cooperativa scolastica ‘Shot’, iniziativa di autoimprenditorialità che vedrà i ragazzi, accompagnati dai loro professori, seguire e gestire tutta la filiera produttiva di pochettes, portachiavi e cinture 'made in Italy'. Un progetto reso possibile grazie al supporto di Irecoop Veneto, ente di formazione di Confcooperative Veneto, e della Federazione veneta delle banche di Credito cooperativo, che presta consulenza in particolare alle imprese cooperative e alle piccole e medie imprese del territorio.

I centri di formazione professionale come il "Fontana" devono essere valorizzati con ogni strumento e opportunità perché sono gli incubatori degli imprenditori manifatturieri di domani.
In Veneto abbiamo una grande tradizione formativa e di autoimprenditorialità, ma dobbiamo guardare al futuro e scommettere sulla formazione della nuova classe dirigente. Porterò l'esempio di questo istituto e della cooperativa ‘Shot’ anche sui tavoli nazionali per dire come le scuole, autonomamente e con una buona dose di tenacia, possono fare economia, creare risorse da reinvestire al loro interno e, soprattutto, responsabilizzare i ragazzi trasmettendo loro la cultura del lavoro.

San Francesco diceva che 'chi lavora con le sue mani è un lavoratore, chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano, chi lavora con le sue mani, la sua testa e il suo cuore è un artista'.
Sono certa che la cooperativa scolastica ‘Shot’ potrà dare grandi soddisfazioni, producendo e commerciando prodotti della pelletteria e della moda "made in Italy", che ci rendono orgogliosi nel mondo!

Foto Donazzan CFP Chiampo

SCUOLA: HO PREMIATO I VINCITORI DEL CONCORSO SU CENTENARIO GRANDE GUERRA

Sono 21 le scuole primarie e secondarie, statali e paritarie, vincitrici del concorso regionale indetto dall’assessorato all’Istruzione e Formazione della Regione Veneto sul centenario della Grande Guerra. Oggi, a villa Contarini, a Piazzola sul Brenta (Pd), in qualità di assessore regionale all’Istruzione, ho premiato le scolaresche che hanno presentato i migliori elaborati sul tema  "1915: l'entrata in Guerra dell'Italia e il coinvolgimento del Veneto nel conflitto".

Per le scuole primarie, ha vinto il 1º premio la "IV novembre" di Campese dell’istituto comprensivo 3 di Bassano del Grappa, con l’elaborato "Oltre i confini del vento"; per le scuole secondarie di primo grado, l'istituto comprensivo "Dante Alighieri" di Cologna Veneta con l’elaborato “Parole, immagini, suoni della Grande Guerra”; per le scuole secondarie di secondo  grado, l'istituto tecnico industriale "Giacomo Chilesotti" di Thiene con l’elaborato "Asiago in guerra: storie di profuganze". Gli elaborati sono stati valutati da una commissione di esperti. Ai primi classificati è stata assegnata la somma di 2 mila euro; ai secondi di 1.500 euro; ai terzi di 1.000 euro e ai classificati al 4°, 5°, 6° e 7 ° posto 500 euro, per un monte premi complessivo di 19.500 euro.

Una bellissima seconda edizione che ha visto una straordinaria partecipazione da parte delle scuole venete, e la realizzazione di ottimi elaborati perché la storia della Grande Guerra è avvertita come un evento prossimo, sia temporalmente che geograficamente, capace di suscitare ancora coinvolgimento emotivo e domanda di conoscenza e approfondimento. Nel premiare gli elaborati,  davvero pregevoli, e i loro autori ho invitato i ragazzi a dare un nuovo senso alla parola "Patria", come fecero i loro coetanei di allora che, anche se non sapevano per cosa andavano a combattere,  sapevano con certezza che era un loro dovere, perché dietro alla parola "Patria" c'erano grandi motivazioni, il destino delle loro famiglie, il futuro delle loro terre, il rispetto per lo Stato. Oggi possiamo dare un senso nuovo alla parola ‘patria’ insegnando ai più giovani il rispetto delle regole, il senso del dovere, lo spirito di sacrificio e il valore della divisa che oggi indossano le nostre forze dell'ordine. Da questo approccio culturale possiamo far rinascere la nostra nazione.

scuola-concorso GrandeGuerra

LAVORO: NEL 2016 IN VENETO 40 MILA DIPENDENTI IN PIÙ. REGIONE SOSTIENE RIPRESA VALORIZZANDO RISORSE UMANE

40.400 posizioni di lavoro dipendente in più: a tanto ammonta  il saldo occupazionale del primo trimestre 2016 in Veneto. Nonostante il calo delle assunzioni del 12,7% rispetto allo stesso periodo del 2015, in larga parte dovuto alla flessione del tempo indeterminato (-1.600 il saldo tra assunzioni e cessazioni nel periodo gennaio-marzo) e dell’apprendistato (-700), la Bussola del mercato del lavoro di maggio, redatta a cura dell’Osservatorio & Ricerca di Veneto Lavoro, segnala  una ripresa occupazionale.

La diminuzione dei contratti a tempo indeterminato, quasi 31.000 nei primi tre mesi dell’anno tra assunzioni e trasformazioni, a fronte dei 46.500 dello stesso periodo del 2015 e ai 34.200 del 2014, era un dato previsto, dopo il ridimensionamento dell’esonero contributivo, che dal 1° gennaio 2016 è sceso a un massimo di 3.250 euro l’anno per due anni. La volontà di usufruire degli sgravi in vigore nel 2015, più vantaggiosi, aveva infatti determinato un anomalo e probabilmente anticipato ricorso al tempo indeterminato nel mese di dicembre 2015, quando si erano registrate 47.600 assunzioni e 29.600 trasformazioni.
Questi numeri confermano quello che avevo evidenziato nei mesi scorsi, ovvero che gli incentivi sono uno strumento utile ma che determinano inevitabilmente delle anomalie. Nel breve termine gli incentivi possono rivelarsi attrattivi ma per rafforzare il mercato del lavoro, che in Veneto è fondato su un sistema solido per intrinseca natura, servono azioni mirate a snellire la burocrazia e a diminuire la pressione fiscale alle imprese.

Riguardo alle altre tipologie contrattuali, risultano in crescita i contratti a tempo determinato (+33.700), il lavoro somministrato (+9.000) e i tirocini, favoriti anche dal Programma Garanzia Giovani Veneto. Prosegue inoltre l’espansione del lavoro accessorio: da poco più di mezzo milione di voucher venduti in regione nel 2009, prevalentemente in agricoltura, si è passati a oltre 15 milioni nel 2015, in svariate attività produttive.

Crescono, invece, i licenziamenti (13.300), ma diminuiscono dimissioni, pensionamenti e conclusione di contratti a termine. Positivi i dati sulla disoccupazione, che nel 2015 secondo l’Istat è scesa  in Veneto al 7,1% (24,7% quella giovanile), quasi 5 punti percentuale in meno rispetto alla media nazionale.

In Veneto la situazione è migliore che nel resto d'Italia perché le politiche per il lavoro attuate finora hanno avuto la capacità di dare risposte concrete nell’attuale congiuntura, confrontandosi con un territorio capace di tenere la barra dritta. Ora i nostri interventi si concentreranno sui padri e le madri di famiglia in difficoltà occupazionale, promuovendo azioni strutturare di accompagnamento e riqualificazione professionale, con l’obiettivo di dare nuova linfa alle imprese del territorio e alla competitività sul mercato. La valorizzazione e la formazione specialistica delle risorse umane sono il caposaldo delle nostre politiche per il lavoro e lo sviluppo economico.

La Bussola di maggio 2016 è disponibile sul sito di Veneto Lavoro, www.venetolavoro.it, e, in sintesi, nella Press Area di ClicLavoro Veneto,  www.cliclavoroveneto.it.