News dalla regione veneto

PASTA ZARA: E' PRIMO ESPORTATORE ITALIANO AL MONDO, VA DIFESA

Pasta Zara è una delle più importanti aziende venete ed italiane e va aiutata a superare questo momento di difficoltà finanziaria. L'attenzione per questa azienda e per ciò che rappresenta per produzione, esportazione e occupazione in Veneto è massima in Regione. Pasta Zara è la prima esportatrice di pasta italiana nel mondo ed il secondo produttore nel paese. A questi numeri e ai 500 lavoratori le istituzioni devono il massimo della difesa.

Bene il confronto con i sindacati e con i lavoratori perché sono certa che, come sempre, i primi sostenitori dell'azienda sono sempre i lavoratori. Il confronto servirà a chiarire, da parte della proprietà, il quadro che ha dovuto fronteggiare, soprattutto a causa della situazione delle banche venete. Ed è positivo che la vicenda sia seguita anche dalla finanziaria regionale Veneto Sviluppo, come ha dichiarato il suo presidente Fabrizio Spagna.

Purtroppo sono molte le aziende che mi trovo a seguire, che hanno solidità produttiva, nome, storia e parametri oggettivamente solidi e che si trovano in difficoltà finanziarie, anche gravi, a causa delle due banche venete.

ALL’ESAME DELLE REGIONI LA QUESTIONE DEI DIPLOMATI MAGISTRALI: URGENTE TROVARE UNA SOLUZIONE PER IL REGOLARE AVVIO DELL’ANNO SCOLASTICO

Nel corso della odierna seduta a Roma della nona commissione della Conferenza Stato-Regioni, di cui fanno parte gli assessori regionali all'istruzione, formazione e lavoro, ho avanzato la richiesta alla presidenza – che è in capo alla Regione Toscana – di affrontare la spinosa questione dei diplomati magistrali, non all'ordine del giorno, per sollecitare con somma urgenza una soluzione.

In Veneto senza questi docenti il prossimo anno scolastico non partirà. Fra Natale e Capodanno. con la sentenza del Consiglio di Stato che li esclude, il problema si è evidenziato in tutta la sua gravità ma il governo da allora non ha mai individuato nessuna soluzione, rimandando a interpretazioni, ad accordi con i sindacati. Si pone invece per tutte le Regioni da un lato il problema dell'inizio dell'anno scolastico, dall'altro quello del riconoscimento dei diritti di questi insegnanti da molti anni precari, già ampiamenti valutati nella loro attività didattica ma oggi senza nessuna prospettiva.

La commissione ha accolto la richiesta presentata dal Veneto e, non essendoci ancora un governo a cui rivolgersi, ha deciso di scrivere ai presidenti del Senato e della Camera, già insediati e quindi in grado di operare, perché dia urgentemente una soluzione politica alla questione, consentendo così il regolare avvio dell'anno scolastico attualmente a rischio.

ACC DI MEL: MASSIMA FIDUCIA NELLA GIUSTIZIA DI FRONTE AD UN IMMENSO DISSESTO INDUSTRIALE, ECONOMICO E OCCUPAZIONALE

Sento il dovere di ringraziare i lavoratori, i rappresentanti e i dirigenti sindacali dello stabilimento di Mel, insieme con i sindaci del territorio, il presidente della provincia di Belluno e i consiglieri regionali, che hanno tutti insieme testimoniato con la loro generosa presenza davanti al Tribunale di Pordenone la volontà della comunità bellunese di non accettare venissero occultate le responsabilità per un immenso dissesto (450 milioni di euro di "buco") industriale, economico e occupazionale. Sento anche il dovere di ringraziare la Procura Generale della Corte d'Appello di Trieste che è intervenuta nel procedimento con un atto significativo, che rassoda in tutti la fiducia nella giustizia e nei suoi delicati equilibri di funzionamento a garanzia di tutti, a cominciare dai più deboli. Esprimo il massimo rispetto dell'autonomia del GIP chiamato comunque a una decisione rilevante, e ho in quella decisione serena fiducia.

L'ho dichiarato, in una fase delicata della causa intentata dal Commissario Maurizio Castro contro la società Sekop per tutelare i brevetti e le prerogative dell'azienda ACC di Mel. Oggi davanti al Tribunale di Pordenone è stato messo in atto anche un presidio dei lavoratori e dei sindacati, con la presenza di amministratori locali e di alcuni consiglieri regionali del Veneto.

In ogni caso oggi, tra i fondi speculativi, americani e nostrani, che hanno spolpato quello che era un magnifico patrimonio della manifattura italiana desertificandolo e i lavoratori che per salvarla hanno per mesi rinunziato a metà del loro stipendio, hanno vinto i lavoratori: una bella giornata per loro, per la giustizia, per la buona politica.

CENTRI PER L'IMPIEGO: PIENE GARANZIE DI TUTELA AI DIPENDENTI TRASFERITI ALLA REGIONE

Con l'approvazione da parte del Consiglio regionale del Veneto della legge proposta dalla Giunta regionale in materia di 'servizi per il lavoro' si definisce in Veneto un ulteriore importante aspetto dell'attuazione della riforma delle politiche attive del lavoro e della transizione, dalle Province alla Regione, delle competenze gestionali in materia di politiche attive del lavoro esercitate dai Centri per l'impiego. Un percorso iniziato nel gennaio del 2017, con la costituzione da parte della Giunta regionale di un apposito gruppo di lavoro, partecipato anche dalle province e da Veneto Lavoro, e con l'elaborazione di uno specifico disegno di legge (approvato dalla Giunta nel luglio scorso e trasmesso al Consiglio) e che poi ha avuto una lunga fase di gestazione consiliare.

A seguito delle norme statali, che hanno dettagliato il trasferimento del personale e delle risorse dei centri per l'impiego ai sistemi regionali la Giunta regionale del Veneto ha provveduto il 16 febbraio scorso ad approvare un ulteriore disegno di legge per dare continuità ai lavoratori dei Centri per l'impiego del Veneto e tutelarne il posto di lavoro, collocando il personale dei Centri per l'impiego nei ruoli di Veneto Lavoro. E, a tutela del personale, era stato previsto un primo dispositivo di salvaguardia concernente i profili del trattamento giuridico ed economico.

Ora la Giunta regionale, con la legge approvata oggi ha inteso dare ulteriori garanzie, che pongono i dipendenti dei Centri per l'Impiego in una condizione di assoluta tutela, prerogativa oramai solo di una parte della funzione pubblica. La norma, infatti, esplica i suoi effetti di salvaguardia non solo nell'ipotesi che l'ente Veneto Lavoro venga soppresso, ma anche nel caso in cui la sua natura sia modificata.

In Veneto i dipendenti dei Centri per l'impiego avranno, quindi, le stesse prerogative e garanzie dei dipendenti regionali, in quanto Veneto Lavoro è un Ente strumentale della Regione, cioè un ente pubblico che applica il contratto nazionale di lavoro della funzione locale. Saranno, inoltre, collocati - come prescrive appunto la norma di legge proposta dalla Giunta e approvata oggi - nei ruoli della Regione nell'ipotesi di soppressione dell'ente, o di processi di privatizzazione, soppressione o trasformazione totale o parziale, in altro ente pubblico per il quale venga applicato un contratto collettivo diverso da quello relativo alle funzioni locali.

MODA: VISITA AZIENDA FASHIONART DI LIMENA, IL RESHORING DEL MANIFATUTRIERO VA SOSTENUTO INVESTENDO IN FORMAZIONE

Ho visitato oggi l'azienda Fashionart di Limena (Padova), azienda leader nel comparto del lusso e della moda 'made in Italy'. Lo stato di salute del manifatturiero del settore 'fashion', il reshoring (cioè il rientro delle aziende che avevano delocalizzato all'estero) e i nuovi fabbisogni formativi sono stati i temi al centro della visita e dell'incontro con l'amministratore delegato Andrea Rambaldi, presidente del settore moda di Confindustria Padova, nonché presidente dell'Its-Academy 'Cosmo' del Veneto, la scuola di alta formazione che prepara i super-tecnici nel settore fashion, dal distretto della scarpa sportiva di Montebelluna alla scarpa classica della Riviera del Brenta, dai tessuti di Castellanza all'occhialeria di Longarone, dall'oreficeria di Vicenza alle confezioni del lusso a Padova.

In Veneto abbiamo una importante tradizione produttiva nel manifatturiero dell'abbigliamento che ha ben retto anche gli anni bui della crisi. Ora la ripresa del ciclo economico e la qualità delle nostre maestranze sta determinando il rientro di numerose aziende che avevano delocalizzato con un positivo aumento delle produzioni e dei fatturati del 'made in Italy'. Al nuovo fenomeno del 'reshoring' corrisponde un aumento del fabbisogno di figure specializzate e di nuove competenze e conoscenze. E' quindi di importanza vitale investire nell'orientamento, motivare i giovani a scegliere percorsi formativi professionalizzanti e aggiornare piani di studio e competenze dei docenti.

Nella visita ai reparti della Fashionart mi sono intrattenuta anche con due sarte di lunga esperienza che hanno evidenziato, tra le problematiche, la carenza di manualità nei giovani che escono dai percorsi scolastici e formativi. C'è bisogno dell'apporto diretto di chi rappresenta le vere figure 'quadro' della manifattura nella formazione degli allievi e dei docenti. Ho invitato le due signore a diventare 'formatrici' e 'trainers' dei giovani e dei formatori. Il dinamismo del mercato e le potenzialità delle eccellenze venete vanno sostenute investendo in ricerca, nuove tecnologie, reti di impresa ma soprattutto nella formazione dei giovani: è il livello di specializzazione delle nostre maestranze e la qualità del lavoro della nostra manifattura il primo fattore a determinare il rientro in patria delle aziende.