News dalla regione veneto

AUTONOMIA E AMMORTIZZATORI SOCIALI: IL MIO INTERVENTO IN CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

Autonomia e lavoro. Con l’autonomia, per salvaguardare la vita economica del Veneto, riteniamo necessario il recupero, dalla fiscalità generale che noi paghiamo, delle risorse per gli ammortizzatori sociali. Per saperne di più, ascoltate su YouTube l'intervento che mercoledì 15 novembre 2017 ho tenuto in Consiglio regionale del Veneto al seguente link: https://youtu.be/hZ_TL4OZhMM

AUTONOMIA E UNIVERSITÀ: IL MIO INTERVENTO IN CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

Autonomia e Università.
Qual è la visione della Regione del Veneto?
Quali obiettivi intende perseguire nella trattativa con lo Stato per ottenere maggiori forme di autonomia? 
Per saperne di più, ascoltate su YouTube l'intervento che mercoledì 15 novembre 2017 ho tenuto in Consiglio regionale del Veneto al seguente link:https://youtu.be/zk8C_7RInhE

IO DICO NO AL PASSAGGIO DI SAPIDA DAL VENETO AL FRIULI VENEZIA GIULIA

Nella scorsa legislatura, in Consiglio regionale del Veneto venne presentata e votata il 28 giugno 2012 una mozione per il distacco di Sappada dal Veneto. Fui l’unica a votare contro, perché ritenevo fosse una follia quella di accettare una lenta dissoluzione del Veneto perché, stabilito il principio, non avremmo più potuto fermare la diaspora.
Prima Sappada, poi Lamon, poi Cortina e poi, perché no, Cismon del Grappa, Posina, Asiago. Ora registro con favore che tutti la pensano come me. Mi auguro che l’autonomia che il Veneto chiede possa essere la ragione per cui più nessun comune chieda di passare in Friuli Venezia Giulia o nelle specialissime Trento e Bolzano.
Come dice infatti il Presidente Luca Zaia, nessun comune chiede di andare in Lombardia o in Emilia Romagna ma solo verso le Regioni a statuto speciale.
Un ringraziamento particolare al capogruppo alla Camera dei Deputati Renato Brunetta perché ha riaperto la questione ponendo il Consiglio regionale nelle condizioni di rivedere la propria posizione. 
A quella votazione, su 60 aventi diritto al voto, parteciparono alla votazione 43 consiglieri: 42 a favore e 1 contrario. La sola Donazzan.

LOVATO GAS: INACCETTABILE IL LICENZIAMENTO DEI LAVORATORI A VICENZA ANCHE PER IL MISE

La posizione molto dura tenuta dal ministero in difesa dello stabilimento vicentino della Lovato Gas mi trova pienamente concorde. Infatti, la chiusura dello stabilimento di Vicenza e il licenziamento di tutti i lavoratori sono una soluzione inaccettabile, perché non giustificata in alcun modo!

Sono stata convocata a Roma al Ministero per lo Sviluppo Economico, per la vertenza che vede la società Landi Renzo, leader mondiale nella produzione di sistemi di alimentazione a metano e Gpl per autotrazione, intenzionata a ridurre di 67 unità gli occupati nello stabilimento vicentino e di 146 il numero dei lavoratori nelle sedi italiane.
Al tavolo ministeriale odierno erano presenti la Fiom nazionale e locale, la Cgil vicentina, il Comune di Vicenza e la Regione del Veneto da me rappresentata.

Il ministero ha riconvocato a stretto giro di posta l’intero gruppo Landi Renzo perché la vertenza Lovato va vista nel suo insieme e non per pezzi separati. Lovato Gas è una azienda storica che in questi ultimi anni non ha fatto un’ora di cassa integrazione. Anzi, al contrario – a detta dei lavoratori, peraltro mai smentiti dall’azienda – ha fatto molte ore di straordinario e ha rinforzato i propri organici con l’utilizzo dei lavoratori interinali.

Alla luce della discussione avvenuta nella sede del Ministero per lo Sviluppo economico ritengo che non si debba discutere solo sulle sorti dello stabilimento vicentino, ma che l’interesse per un marchio storico di un settore strategico debba essere di livello nazionale.

Non a caso anche il ministro per il lavoro Poletti mi ha chiesto di presidiare la vertenza e di tenerlo aggiornato.

Lovato gas è un nome riconosciuto nel segmento del più ampio settore delle energie alternative che sta registrando una nuova crescita, con nuove opportunità di sviluppo.
Prova ne sia che sono già pervenute da più parti diverse manifestazioni di interesse per l’acquisizione dell’azienda e il suo mantenimento produttivo in Vicenza.

LOVATO GAS, TAVOLO DI CRISI A VICENZA: REGIONE VENETO IN CAMPO PER EVITARE DELOCALIZZAZIONE

La Regione del Veneto segue con attenzione e preoccupazione le sorti della Lovato Gas di Vicenza: il tavolo di crisi si sta adoperando per verificare con l’amministratore delegato e la proprietà del gruppo Lando Renzo il possibile riposizionamento strategico della società nella produzione e nei mercati.
A Vicenza al tavolo di crisi sulla Lovato Gas, ho assicurato ai rappresentanti delle Rsu aziendali e della Fiomm-Cgil la piena disponibilità alla mediazione istituzionale nella vertenza che vede la società, leader mondiale nella produzione di sistemi di alimentazione a metano e Gpl per autotrazione, intenzionata a ridurre di 67 unità gli occupati nello stabilimento vicentino di strada Comunale Casale, e di 146 il numero dei lavoratori nelle sedi italiane.

Sono già in contatto con il ministro del Lavoro Giulliano Poletti, che sta seguendo questa vertenza che non interessa solo lo stabilimento vicentino. Sono intenzionata, infatti, a coinvolgere nella gestione della crisi anche l’amministrazione regionale dell’Emilia Romagna, dove ha sede la capofila del gruppo, perché anche il polo di Reggio Emilia è interessata dall’operazione di ridimensionamento degli organici e di riposizionamento della società.

Le officine Lovato, fondate 60 anni fa a Vicenza da Ottorino Lovato cesserebbero quindi l’attività di produzione diretta, conservando solo le strutture commerciali e il settore di ricerca e sviluppo. Una ipotesi nettamente contrastata dai lavoratori (per l’80 per cento donne) che intravvedono un progressivo disimpegno della proprietà nel territorio italiano nel quadro di una riorganizzazione globale del gruppo, che ha sedi in Romania, Pakistan, America del Nord e Argentina ed opera in oltre 50 paesi.

Ciò che non capisco del piano industriale proposto dalla proprietà è il disegno di delocalizzare quando sotto l’aspetto produttivo ed economico l’operazione appare un fallimento annunciato. Infatti, la tendenza degli ultimi anni va in direzione opposta, ovvero il cosiddetto reshoring.

I rappresentanti dei lavoratori, che stanno presidiando da giorni lo stabilimento, hanno chiesto l’affiancamento della Regione in una battaglia volta non solo a conservare i posti di lavoro ma a difendere anche un patrimonio di professionalità, manifattura e brevetti che sino a pochi anni fa ha garantito clienti importanti e ricavati più che soddisfacenti. Ora sono subentrati fattori di crisi in alcuni dei maggiori mercati esteri, ma il settore nel quale Lovato Gas opera e le potenzialità dello stabilimento vicentino rappresentano un ‘asset’ al quale la Regione Veneto non intende rinunciare.