News dalla regione veneto

MELEGATTI: "PRIMO AVVISO A VUOTO MA LA RICERCA DI NUOVI SOGGETTI IMPRENDITORIALI NON SI FERMA - IMPRESA DOLCIARIA CONSERVA POTENZIALITÀ"

Alla luce dell'esito del primo bando d'acquisto restano due certezze: la prima è che il gruppo Melegatti e i suoi lavoratori rappresentano una eccellenza del territorio veronese e veneto; la seconda certezza è che l'attuale fase, importante e delicata, di individuazione di un soggetto imprenditoriale che abbia la capacità di rilanciare la storica azienda, è tutt'altro che conclusa.

La Regione Veneto continua a seguire la vicenda aziendale di Melegatti e Nuova Marelli, in raccordo con i curatori fallimentari, le organizzazioni sindacali e le istituzioni interessate, e auspica che già nelle prossime settimane si facciano avanti soggetti del territorio che abbiano le potenzialità per rilanciare produzione e marchio e valorizzare storia e professionalità dell'azienda veronese.

In questa fase, estremamente importante e delicata, è doveroso mantenere la barra dritta, e tenere bene a mente e perseguire con determinazione l'obiettivo finale, cioè la salvaguardia dell'azienda e dei suoi livelli occupazionali.

Informo, peraltro che proprio stamattina ho chiesto direttamente al ministero del Lavoro di poter avere indicazioni sui tempi per l'erogazione della cassa integrazione straordinaria ai dipendenti di Melegatti.

COLDIRETTI: GRAZIE A CERANTOLA PER IL LAVORO SVOLTO. I MIGLIORI AUGURI A SALVAGNO A CUI RICONFERMO MASSIMA COLLABORAZIONE

Con il Presidente Cerantola abbiamo lavorato molto e bene, condividendo la necessità di valorizzare il ruolo economico e culturale del settore primario, che deve poter contare su una formazione sempre più raffinata e interdisciplinare. Abbiamo creduto insieme in idee innovative, come l'agri-chef, o per favorire specifiche competenze manageriali in ambito agri-turistico, senza contare che abbiamo lavorato assieme per costruire una banca dati del mercato del lavoro specializzata nel settore primario.

Cerantola per dieci anni è stato un Presidente di grande carattere, con qualità umane che ho potuto apprezzare personalmente anche nel suo ruolo istituzionale. Al nuovo Presidente, Daniele Salvagno, confermo la volontà del mio Assessorato di proseguire nel lavoro svolto, nella convinzione che l'agricoltura ed il ruolo di Coldiretti sono un riferimento importante per il settore dell'attrazione, della formazione e del lavoro.

EDILIZIA SCOLASTICA: GIUNTA REGIONALE APPROVA PIANO TRIENNALE INTERVENTI, 314 MLM DI INVESTIMENTI PER 216 PROGETTI GIA' CANTIERABILI

La Giunta regionale del Veneto ha approvato, su mia proposta e di concerto con l'assessore Manuela Lanzarin, il piano triennale per l'edilizia scolastica in Veneto. Tra il 2018 e il 2020 sono programmati 216 interventi di adeguamento sismico, messa a norma, eliminazione del rischio e adeguamento alla normativa antincendio in altrettante scuole del territorio regionale, di ogni ordine e grado, per un valore complessivo di 314 milioni di euro, di cui 215 attesi dal Ministero per l'istruzione e la ricerca.

Questa è la programmazione veneta di riqualificazione delle sedi scolastiche, grazie all'anagrafe scolastica regionale costruita sulla base delle indicazioni di Comuni, Province e città metropolitana, e tenendo conto dei progetti di razionalizzazione della rete scolastica e della celerità degli interventi. Nella graduatoria di finanziamento abbiamo dato priorità all'immediata cantierabilità, con particolare riguardo ai progetti che sono già allo stato esecutivo, dispongono delle aree e non sono soggetti a condizioni normative particolari.

Scuole sicure, belle, funzionali e a norma dovrebbero essere il primo biglietto da visita di un paese civile perché è tra aule e banchi di scuola che si impara il senso dello Stato, l'appartenenza ad una comunità e il senso di rispetto verso la cosa pubblica".

Il fabbisogno espresso dagli enti locali del Veneto per l'edilizia scolastica sarebbe superiore, attorno ai 290 milioni di euro Servirebbe aprire almeno 321 cantieri, visto che oltre la metà dei plessi risale a prima degli anni Settanta e che l'evoluzione dei programmi scolastici richiede nuovi spazi, come palestre, laboratori, aule polivalenti. Solo quando il Veneto avrà l'autonomia finanziaria potrà programmare un fondo ad hoc, continuativo, per dare corso regolare alla periodica riqualificazione del patrimonio scolastico. Per ora il Veneto continua a dipendere dal riparto nazionale dei fondi, anche se contribuisce in maniera diretta con il cofinanziamento regionale e locale per oltre il 30 per cento del valore degli interventi finanziati.

Il piano 2018-2020 a fine mese passa ora al vaglio del governo che stabilirà la quota di contributo annuo da erogare alla Regione Veneto e determinerà quindi il volume di investimento complessivo. La Regione ha scelto di mantenere due graduatorie distinte, una per gli interventi di pertinenza comunale e una degli interventi in capo alle Province: saranno finanziate entrambe con quota parte del fondo nazionale, nella misura del 70 e 30 per cento.

Nei primi dieci posti della classifica regionale delle priorità segnalate dai Comuni per l'anno in corso figurano:

1) La scuola primaia di Zanè /Vicenza) per un intervento del valore complessivo di 6,2 milioni di euro, di cui 3 attesi dal ministero;

2) La scuola primaria Villafontana di Bovolone per un investimento complessivo di 2.950.000 euro (2,6 attesi dal ministero);

3) La scuola secondaria di primo grado di Cornedo Vicentino (poco più di 2 milioni di euro di intervento complessivo, di cui 1,6 di contributo statale);

4) La scuola primaria 'Guglielmo Marconi' di Marcon (Venezia), per un investimento complessivo di 9,6 milioni di euro di cui 3 attesi dallo Stato;

5) La scuola primaria "Giovanni Pascoli" di Rosà per un intervento del valore complessivo di 1.450.000 euro, di cui 1.015.000 attesi dallo Stato;

6) La scuola primaria 'Giuseppe Verdi' di Mogliano Veneto, per un intervento di 1,3 milioni di euro, di cui uno di fonte statale;

7) Il complesso scolastico "E. Maestri-G. Pascoli" di Taglio di Po (Rovigo), intervento del valore di 2,9 milioni di euro, di cui 2,6 di contributo statale;

8) La scuola primaria "Fogazzaro" di Montegalda (Vicenza) per un intervento di importo complessivo di 2,3 milioni di euro, integralmente a carico del contributo statale:

9) La scuola secondaria di primo grado "Falcone e Borsellino" di Bardolino (Verona) per un importo complessivo di 4,5 milioni di euro, di cui 3 attesi dallo Stato.

10) La scuola secondaria "Ungaretti" di Caerano San Marco (Treviso) per un intervento complessivo di 3,4 milioni di euro, di cui 3 di contributo statale.

Ai primi posti della classifica regionale delle priorità segnalate dalle Province per l'anno in corso figurano:

1) L'istituto superiore agrario "Della Lucia" di Belluno, per un intervento di 3,5 milioni di euro, di cui 2,7 attesi dal contributo statale;

2) L'istituto superiore "Einaudi Scarpa"di Treviso, per un intervento del valore complessivo di 3 milioni di euro, integralmente a carico del contributo statale;

3) Il liceo statale Celio-Roccati di Rovigo che, per la sede di Roccati, attende un contributo di 860 mila euro per un intervento di analogo importo;

4) L'istituto tecnico Galilei di Treviso, che attende 3 milioni di euro di contributo statale per far fronte ad intervento di analogo importo;

5) L'Ipsia Brustolon di Belluno, oggetto di un intervento di 2,6 milioni di euro, di cui quasi 2,4 affidati alla copertura dal fondo statale;

6) La succursale dell'Istituto d'arte Selvatico di Padova che sarà oggetto di un intervento di messa a norma di 530 mila euro, di cui 70 mila a valere sul contributo statale per le misure antincendio;

7) Il liceo scientifico Mattei di Conselve (Padova) che a sua volta attende il contributo di 70 mila euro, a fronte di un intervento di messa a norma di 410 mila euro;

8) L'Itis Ferruccio Viola di Adria (Rovigo) che attende il contributo di 70 mila euro per il piano antincendio;

9) L'istituto tecnico commerciale Calvi di Belluno per un intervento complessivo di 828 mila euro, tutto a carico del contributo statale;

10) Il liceo XXV Aprile di Portogruaro (Venezia), in graduatoria per ricevere un contributo di 500 mila euro.

GARANZIA GIOVANI VENETO. HANNO TROVATO LAVORO IN 67 MILA. QUESTO STRUMENTO CONFERMA UN TREND DI CRESCITA OLTRE LE ASPETTATIVE

Sono oltre 6.700, il 25% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, le adesioni presentate tra aprile e giugno 2018 al Programma Garanzia Giovani Veneto, l'iniziativa contro la disoccupazione giovanile riservata a ragazzi e ragazze tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano.

Uno strumento nato per affrontare l'emergenza, che oggi è riconosciuto dai giovani in cerca di lavoro come un interessante e valido punto di riferimento; il secondo trimestre di quest'anno è stato un periodo particolarmente dinamico: quasi 6 mila le adesioni effettive, 5.200 i patti di servizio stipulati, 4.400 quelli conclusi, principalmente perché il giovane ha trovato lavoro o ripreso gli studi, e più di 3 mila le attività erogate.

Complessivamente, dall'avvio avvenuto nel maggio 2014 ad oggi, le adesioni hanno raggiunto quota 120 mila. Al netto delle cancellazioni d'ufficio per mancata presentazione allo Youth Corner entro i 60 giorni previsti dal Programma o per attivazione in un'altra regione, quelle effettive risultano 79 mila e, con una percentuale del 98%, il Veneto si conferma la regione con il più alto tasso di patti di servizio stipulati sul totale delle adesioni valide. I tempi che intercorrono tra l'adesione e la sottoscrizione del patto sono generalmente brevi, circa 4 giorni.

Uno sforzo organizzativo che non ha paragoni perchè gli alti standard qualitativi della nostra Regione nella gestione delle politiche del lavoro, frutto di una forte e proficua collaborazione tra pubbico e privato e del coinvolgimento attivo dei Centri per l'Impiego, permettono di conseguire risposte concrete in tempi certi. Offriamo volentieri al Ministro Di Maio il know-how del modello Veneto di gestione delle Politiche del Lavoro: l'occasione giusta potrebbe essere il tavolo che sta per aprire con le Regioni e che crediamo potrà apportare buoni risultati.

I giovani che hanno trovato lavoro dopo l'adesione sono complessivamente 67.148, il 64% degli iscritti, prevalentemente nei settori del turismo, dell'industria metalmeccanica e del commercio. Molti risultano tuttora occupati. Al momento dell'ingresso nel mercato del lavoro, il 32% dei giovani occupati è stato assunto con contratto a tempo determinato, il 27% in apprendistato e il 20% con un contratto di somministrazione lavoro tramite agenzia. Il 12% dei giovani ha sottoscritto sin da subito un contratto a tempo indeterminato, mentre una quota marginale è stata interessata da altre tipologie contrattuali (lavoro intermittente, lavoro domestico, collaborazioni). A questi si aggiungono quanti potrebbero aver avviato un'attività di lavoro autonomo, svolto solo esperienze di tirocinio o trovato lavoro all'estero, casistiche che non sono oggetto del monitoraggio.

Le proiezioni sul Decreto Dignità che abbiamo fatto studiare a Veneto Lavoro potrebbero determinare difficoltà proprio per i contratti di inserimento: faccio riferimento in particolare alla diminuzione della durata massima dei contratti a tempo determinato, da 36 a 24 mesi. 3 anni sono un tempo né breve né lungo per far conoscere un giovane al proprio datore di lavoro e permette all'azienda di considerarlo non intercambiabile e un anno in più o un meno ha più il sapore di un cambiamento estetico. Mi auguro si torni ai 36 mesi perché, dal nostro punto di osservazione, darebbe una stabilità nel riferimento normativo ai datori di lavoro ai quali chiediamo di accogliere, in particolare, i nostri giovani.

Il report trimestrale di Garanzia Giovani Veneto, con dati aggiornati al 30 giugno 2018, è disponibile sul sito www.garanziagiovaniveneto.it.

LAVORO: DA REGIONE VENETO 6 MLN EURO PER INSERIMENTO DISOCCUPATI DI LUNGA DURATA E OVER 50

Sei milioni di euro anti-povertà: questo il significato del provvedimento approvato oggi dalla Giunta regionale del Veneto, su mia proposta, per l'inclusione sociale e l'inserimento lavorativo di disoccupati di lunga durata, in particolare gli ultra cinquantenni a bassa qualifica e con reddito minimo o che percepiscono il Rei, il reddito minimo di inserimento.

La Giunta regionale mette a bando risorse del Fondo sociale europeo – 6 milioni di euro a valere sul biennio 2018-20 – per sostenere progetti integrati di partenariato tra enti, finalizzati a creare percorsi e opportunità di lavoro per chi un lavoro non ce l'ha più ed è a rischio povertà.

Si tratta di azioni integrate di coesione territoriale che il Veneto ha collaudato, incentivando il connubio tra la responsabilità sociale di impresa e la capacità dei territori di fare squadra. Enti di formazione, amministrazioni comunali, fondazioni bancarie, cooperative sociali, aziende sanitarie e realtà profit e non profit dei diversi territori provinciali uniscono le forze e le risorse e creano progetti di partenariato che offrono una opportunità di formazione e di lavoro a disoccupati di lunga durata. La Regione contribuisce, attingendo alle risorse del Fondo sociale europeo per l'inclusione sociale.

Dall'inizio della sperimentazione, avvenuta nel corso della programmazione FSE 2007-2013, sono stati finanziati complessivamente 25 progetti per un totale di circa 17 milioni che hanno visto il coinvolgimento di 2.293 partner di cui 416 Comuni e unioni di Comuni e 1.311 aziende. I soggetti svantaggiati coinvolti sono stati circa 2.500.

Il bando, che sarà reso pubblico alla fine del mese di luglio, dettaglierà la tipologia di interventi finanziabili, la durata e le misure di supporto, la quota minima di cofinanziamento da parte dei soggetti privati e le modalità di presentazione dei progetti da parte degli enti accreditati, i quali avranno a disposizione ottanta giorni di tempo per avanzare le proposte.

I sette progetti che andremo a finanziare (uno per provincia) potranno prevedere tirocini lavorativi, progetti di formazione e di ri-orientamento che accompagnino ad una vera occupazione, idee di autoimprenditorialità, servizi alle imprese per aiutarle ad assumere persone disabili, borse di lavoro per occupazioni socialmente utili: i progetti territoriali saranno misurati sulla base dei costi-standard e valutati per la loro ricaduta occupazionale e sociale. L'obiettivo è offrire dignità e lavoro ai disoccupati senza reddito, superando il mero contributo assistenziale e stimolando percorsi personali e sociali di promozione e di responsabilità.