SCUOLA, DEDICHIAMO IL NUOVO ANNO SCOLASTICO A LUCA, GLORIA E MARCO

Di seguito il testo della lettera che ho inviato alle scuole di ogni ordine e grado del Veneto per l'avvio dell'anno scolastico 2017-2018:

«Carissimi studenti, docenti e personale amministrativo della scuola del Veneto,

ogni inizio di anno scolastico porta con sè aspettative, obiettivi, rinnovato spirito di iniziativa e di riflessione per ciascuno di noi, compresa la comunità che vi circonda, ovvero le famiglie, le istituzioni ed il territorio. Una comunità educativa che concentra i suoi sforzi per far crescere la qualità della vita, nelle relazioni interpersonali, sociali ed economiche, che ambisce a rafforzare i legami di appartenenza ad un sistema valoriale che ci faccia sentire parte di un comune progetto. Una identità che si rafforza in uno contesto sociale ed economico sempre più complesso.

Abbiamo, soprattutto in Veneto, una scuola di grande qualità merito principalmente della classe docente e del personale scolastico tutto che, nonostante le tante difficoltà, profonde preparazione ed entusiasmo, innovazione e umanità. Una scuola riconosciuta dai sistemi di valutazione nazionali ed internazionali, che porta spesso i nostri ragazzi a vincere concorsi e prove in Italia e all’estero, che concorre con successo all’obiettivo, per me fondamentale, di dare agli studenti del Veneto prospettive di realizzazione di vita.

Vorrei dedicassimo il nuovo anno scolastico ad alcuni giovani veneti, coraggiosi, tenaci, sognatori che, anche grazie alla preparazione ricevuta nelle nostre scuole, hanno avuto competenze, conoscenze, strumenti per realizzare il loro progetto di vita. Sono Luca Russo, Gloria Trevisan e Marco Gottardi. A Luca, come a Valeria Solesin nel 2015, il terrorismo islamico a Barcellona ha negato il sogno, ai giovani fidanzati Gloria e Marco è stata l’incuria di un fatiscente stabile alla periferia di Londra a negare le aspettative di vita. Accumunati da coraggio, tenacia, voglia di sapere e fare esperienze all’estero, forti della formazione avuta nelle nostre scuole e università e dell’educazione ricevuta dalle proprie famiglie. Questi sono i nostri giovani migliori, quelli che avrebbero potuto dare molto alla propria famiglia, al Veneto, all’Italia. Dedichiamo a loro questo anno scolastico, perché sia di riflessione e di sforzo per tutti, istituzioni ed educatori, nel trovare risposte in Patria per la sicurezza ed il futuro dei nostri giovani e della nostra comunità.

Noi veneti abbiamo radici che affondano nella storia e nella cultura della speranza cristiana, del senso del lavoro, del rispetto per l’altro, dell’orgoglio di una appartenenza che ci fa tornare a casa, sempre, per costruire e ricostruire la propria comunità. Le vicende drammatiche degli ultimi anni ci impongono di non dare più nulla per scontato, ogni giorno lavoriamo insieme perché questo patrimonio di valori non venga disperso. Questo ci renderà sempre forti e liberi».