IL DISTRETTO CALZATURIERO DEL BRENTA È UN’ECCELLENZA MONDIALE

Oggi, lunedì 10 marzo, ho partecipato alla presentazione del progetto “Il Distretto Calzaturiero del Brenta: costruire un brand per i mercati internazionali” che è andata di scena al Politecnico Calzaturiero di Vigonza (Pd). L’iniziativa ha visto la partecipazione anche del presidente di Confindustria Venezia, Matteo Zoppas, del direttore del Cuoa – Business School, Giuseppe Caldiera, e del presidente dell’Associazione Calzaturifici Riviera del Brenta (ACRIB), Siro Badon.

Gli imprenditori del distretto calzaturiero della Riviera del Brenta per primi hanno compreso che il distretto va difeso con le sue competenze e riposizionato con una sempre maggiore strategia verso l’internazionalizzazione di tutte le imprese, che hanno trovato nella Regione del Veneto un sostegno e vorrei dire una partner.

I numeri sono quelli di una grande industria, con 10.200 lavoratori mantenuti negli ultimi dieci anni nonostante i tanti problemi e la concorrenza sleale e un fatturato di 1 milione e 700 mila euro. Questi sono numeri che vanno letti in chiave unitaria trattando questo distretto, grazie all’ACRIB, come se fosse un’unica grande azienda.

Il mio assessorato ha sostenuto un progetto per aumentare le competenze strategiche quali: una puntuale analisi di settore dei concorrenti per migliorare la competitività; riprogettare il modello di business; favorire le aggregazioni e le collaborazioni; accompagnare con un management condiviso le aziende verso dinamiche di rete e condividere Piani di Sviluppo allo scopo di giungere a una formazione mirata che affronterà l’“International Brand Management”, il marketing internazionale specifico del settore e, infine, la valorizzazione del valore nel processo di progettazione della calzatura. Questi sono i contenuti della specifica formazione rivolta al settore del calzaturiero che prende il via oggi, lunedì 10 marzo 2014, per concludersi a febbraio 2015.

Il distretto calzaturiero del Brenta è una eccellenza in campo mondiale. Sono presenti le imprese dell’alta gamma e del lusso (35%) e quelle del no-brand di alta qualità, che rappresentano tutto il comparto della componentistica e sono il vero elemento di attrazione dei grandi marchi. Il distretto deve difendere le sue competenze distintive che lo rendono unico nel mondo ma deve contestualmente rafforzarsi con una formazione di qualità e mirata al settore.

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