CM SPA

Sono stata a visitare CM SPA, un’azienda di Cartigliano (VI) che produce manifatturiero, lavelli in acciaio, tutto Made in Italy e l'imprenditore, il Signor Marenda ha esordito così: "Mi scuso se farò degli errori, ma ho fatto solo la terza elementare". La mia risposta è stata: "No, lei ha fatto una grande azienda!".

Questo "signore" dell'imprenditoria ha specificato come la missione per un imprenditore è far nascere e crescere l'azienda, è passione. Non si pensa all'arricchimento ma ai fornitori e alle aziende clienti.

Un'azienda familiare, con altre famiglie all'interno e un forte rapporto con i terzisti.

Nel 2002 è stato insignito di uomo dell'anno e ha finanziato una opera pubblica di pregio.

120 persone occupate,  con stranieri entrati 15 anni fa a cui ha dato casa, costruendo appartamenti dedicati. E' il secondo gruppo a livello italiano di produzione di lavelli in acciaio di altissima qualità per le migliori marche. Qualità e tecnologia che garantiscono la maggiore redditività con un prodotto quasi curato artigianalmente.

Ha una forza produttiva di 800 mila lavelli e l'equilibrio lo raggiunge con 650 mila pezzi.

Nel 2014 hanno fatto investimenti per 1 milione e 800 mila euro. Tutto con risorse personali e non con risorse pubbliche.

La crisi l'ha sentita sul fronte della perdita di finanza dovuta, negli anni 2012 e 2013 a fallimenti  e concordati per 1 milione e 650 mila euro, su cui hanno pagato le tasse e l'iva. Manca una educazione industriale, i concordati in bianco sono un disastro.

Ottime sono le relazioni industriali e territoriali che facilitano la soluzione dei problemi.

Un imprenditore che ha investito e reinvestito tutto in azienda senza mai portare  via ossigeno all'azienda, che ha  iniziato a 11 anni e non aveva i soldi per un panino con la mortadella.

La commozione nel parlare dei propri collaboratori mi ha commossa e rafforzata nella convinzione che il "modello" del Nordest dell'impresa famigliare ha molto a che fare con legami, relazioni, passione e fa quadrare anche i numeri. Tra questi la signora Silvana Piotto, da 37 anni in azienda entrata giovanissima.

Export 50% che ha sostenuto l'azienda durante la crisi. La concorrenza non fa paura, ma devono esserci stesse regole e le nostre aziende hanno bisogno di tutele. Così come troppe regole non significano maggiore sicurezza, ma c'è bisogno di certezza e programmazione.

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