Cristiano Dal Pozzo, buon compleanno! Un patriota di 100 anni

Domenica 8 dicembre ci siamo trovati per il compleanno di Cristiano Dal Pozzo. In verità  Cristiano Dal Pozzo compirà  i suoi 100 il primo di dicembre di quest'anno, ma la sua comunità  ha pensato giustamente di anticipare di qualche mese. In effetti lassù il primo di dicembre sarebbe stato difficile mettere insieme tutte le autorità  e gli alpini di oggi. Domenica è stato tutto perfetto! Anche il tempo, che minacciava con i suoi nuvoloni di rovinare la sfilata, é stato clemente e ha permesso che tutto si svolgesse secondo il programma.

Chiesa gremita, tanti gagliardetti e labari di sezione a contornare l'altare con il benestare di un parroco vero, di montagna, di quelli che non si fanno prendere dalle sciocchezze radical chic che hanno fatto danni anche nella Chiesa e che sanno quanta fede hanno gli alpini e quanto siano i veri difensori della famiglia, delle tradizioni e pure dei beni materiali della comunità  ecclesiale.. Una piccolissima realtà  quella di Rotzo. Qualche centinaio di abitanti che vivono nel comune più isolato dell'Altopiano di Asiago e che pregano nella loro lingua antica: il cimbro.

Tutto pronto per ospitare l'Adunata sezionale di Asiago Monte Ortigara e contestualmente il compleanno del nostro reduce di Abissinia Cristiano Dal Pozzo. Un uomo straordinario che commuove tutte le persone che assiepate lungo il percorso delle città  ospitanti l'Adunata nazionale,lo vedono sfilare con la sua divisa kaki di reduce dell'Abissinia. Lui ha tenuto a specificare "VOLONTARIO in guerra", scandendo questa parola con orgoglio. Un orgoglio che lo accompagna da 73 anni e che lo ha aiutato nei momenti difficili della sua vita.

Per noi Cristiano Dal Pozzo é un membro della famiglia, il più "vecio", quello che vogliamo accudire e a cui dedicare tutte le attenzioni che possiamo perché merita rispetto per ciò che ha fatto nella sua vita e per la forza e l'attaccamento che dimostra verso gli alpini, la sua divisa, la sua storia.

Questa resterà  una giornata indimenticabile per la comunità  di Rotzo, per i suoi alpini e per chi c'è stato. Unica anche per le presenze così significative a partire da un a telefonata in viva voce del Ministro della Difesa Mario Mauro, appassionata e sincera. Non siamo abituati a Ministri così attenti e sensibili, ma Mauro oggi ha citato le cante alpine nei passaggi più significativi, ha parlato dell'importanza della scelta di vita di chi decide di vestire la divisa dell'Esercito Italiano, ha parlato di Patria....E così anche, via telefono, ha voluto dare un omaggio doveroso a questo reduce l'ex Ministro Ignazio La Russa che non ha scordato i Marò ancora, vergognosamente, prigionieri di uno stato straniero. Il Comandante delle Truppe Alpine Generale Alberto Primicerj si è dimostrato, una volta di più, un grande comandante! Il cuore ha parlato per lui, il generale si é sentito prima di tutto soldato con la sua umanità , di fronte ad un reduce che ha saputo e voluto dare senso, fino in fondo, alla scelta di essere militare in guerra.

Quanta emozione mi prende quando vedo questi segni, inequivocabili, che siamo un grande popolo, che abbiamo uomini straordinari e che la radice profonda é sana e non é intaccata dal germe velenoso della corruzione. Domenica, come in tutte le occasioni nelle quali si esprime l'alpinità , io rinasco. Mi sento una privilegiata per poter vivere e sentire queste emozioni e prego Dio perché me le faccia provare per sempre.

à‰ l'Italia migliore, quella che non dimentica, non rimuove la storia per comodo, quella che é capace di far sfilare dietro al Labaro Nazionale dell'Associazione Nazionale Alpini, che comprende tutti i sacrifici di questa nobile arma, gli alpini di tutta Italia. Quelli in armi a cui dobbiamo tutto l'affetto e la vicinanza e non solo, come ci ha ricordato un nostro giovane alpino Matteo Miotto, quando tornano avvolti in un tricolore. A questi giovani e meno giovani che vestono la divisa dell'Esercito Italiano diamo tutti i giorni un abbraccio metaforico, che alle Adunate diventa fisico. Quelli delle sezioni olocauste di Zara, Fiume, Pola sempre prima tra le sezioni che aprono le Adunate e ricordare a tutti noi distratti che c'è una terra di là¡ dall'acqua italianissima e rimossa perché é più comodo non dire la verità . E poi le sezioni estere a rappresentare chi é e vuole restare italiano, anche se distante dalla terra natale, anche se costretto all'estero da sofferenze del passato o del presente. E i reduci...dal gruppo giovani che l'ANA ha intelligentemente creato per difendere quel patrimonio umano formatosi con la leva obbligatoria. Li tengono per mano questi vecchi, come a dire che ci sono loro a difenderli, a sostenerli in questo tempo della vita, eredi anche morali di quella storia. Alla fine, a commuovere l'Italia di Bassano del Grappa, di Cuneo, di Bergamo, di Bolzano arriva Cristiano Dal Pozzo della sezione "Monte Ortigara"seguito da un cartello : "reduce di Abissinia - 1936". È quando lascia la carrozzina e con i suoi due bastoni di legno grezzo e nodoso della sua terra per sfilare in piedi di fronte al Labaro Nazionale che scoppia il boato, che scendono le lacrime, che le autorità  scendono dal palco per omaggiato questo simbolo dell'Italia migliore. Ha un sorriso che non si può dire e due occhi che solo la gente di montagna dell'Altopiano ha, ma quello che ti resta nel cuore é quella sua voglia di mettersi la divisa coloniale, il casco con la penna da alpino per venire alla Adunata Nazionale, in qualsiasi parte d'Italia, fino a Littoria-Latina.

È diventato un simbolo, é un esempio che ti fa struggere e ti interroga sul fatto che noi si sia degni di questa gente!
Ripeto, sono una privilegiata! Ho modo di stare in queste occasioni dove si respira amore di Patria, rispetto per il valore ed il sacrificio, dirittura morale e senso del dovere, dove di parla di onore e dignità , dove comprendo che vi é un popolo italiano che se ritrovasse per intero questi valori, scriverebbe altre pagine di storia, di politica, di crescita.

A Rotzo, oltre mille persone erano quel popolo. Dovremo portare con forza in ogni luogo questi valori, l'esempio di Cristiano Dal Pozzo, per educare il resto di Italia.