News dalla regione veneto

LAVORO: GARANZIA GIOVANI, REGIONE VENETO FINANZIA 2000 CONTRATTI DI TIROCINIO: IN 7 CASI SU 10 IL SEMESTRE SI TRASFORMA IN UN CONTRATTO DI ASSUNZIONE

Duemila contratti di tirocinio in Veneto per giovani in età compresa tra i 18 e i 29 anni: è quanto offre il programma Garanzia Giovani Veneto per l’occupazione giovanile, finanziato dall’Unione Europea e compartecipato da Stato e Regione del Veneto.
Saranno i Centri per l’Impiego, ormai di prossima gestione regionale, a promuovere subito dopo Natale i tirocini tra i giovani che si sono iscritti al programma Garanzia Giovani e hanno perfezionato l’iscrizione presso gli stessi centri.

Da quando ha preso avvio in Veneto, maggio 2014, il programma Garanzia Giovani ha registrato 100 mila adesioni. I giovani presi in carico dagli Youth Corner per un percorso formativo e/o occupazionale sono stati 63 mila. Di questi 11 mila hanno avuto l’opportunità di svolgere un tirocinio in azienda.
I contratti di tirocinio si sono dimostrati uno strumento efficace per far incontrare domanda e offerta di lavoro. Nell’ultimo anno 7 tirocini su 10 attivati in Veneto si sono trasformati in contratti di lavoro. Un dato estremamente lusinghiero, certificato dalla banca dati di Veneto Lavoro, che conferma la validità di questa formula per aiutare i giovani ad acquisire competenze pratiche e per incentivare le aziende ad investire e inserire nuove risorse.

Il nuovo piano regionale per i tirocini finanziati da Garanzia Giovani (2 milioni e 400 mila euro le risorse impegnate) dà il via a 2000 possibilità di tirocinio in aziende e studi professionali individuati dai Centri per l’Impiego; i tirocini avranno una durata massima di sei mesi e dovranno concludersi entro il 15 settembre 2018. I tirocinanti riceveranno una indennità mensile di 300 euro, direttamente dall’Inps. Anche l’azienda ospitante è tenuta a cofinanziare il tirocinio con 150 euro mensili (comprensivi dei buoni pasto, qualora l’orario di lavoro sia full-time). Ogni tirocinante sarà seguito da un tutor aziendale e da un tutor del Centro per l’Impiego, che accerterà il rispetto di tutti gli adempimenti.

Il crescente ricorso da parte delle aziende, anche di grandi dimensioni, a questo strumento, ci conforta. Come Regione, stiamo mettendo in campo tutte le azioni, di concerto con le parti sociali, perché questo strumento sia un mezzo per un inserimento stabile nel mercato del lavoro e non solo un’isolata, per quanto utile, esperienza lavorativa.

ASSEGNO PER Il LAVORO DEBUTTA IN VENETO: CON QUESTO STRUMENTO VOGLIAMO OFFRIRE AI DISOCCUPATI UN AIUTO CONCRETO

Un assegno virtuale che potrà essere speso per usufruire di servizi qualificati di assistenza alla ricollocazione: orientamento, counseling, corsi di formazione, supporto all’inserimento o reinserimento lavorativo. Debutta in Veneto l’assegno per il lavoro, il nuovo strumento riservato ai disoccupati over 35, messo a disposizione dalla Regione del Veneto con un investimento complessivo di 15 milioni di euro.

L’assegno consiste in un titolo di spesa, di importo variabile fino a un massimo di 5.242 euro, che può essere utilizzato per ricevere dai soggetti accreditati servizi di politica attiva personalizzati. Il cittadino potrà scegliere liberamente a quale ente rivolgersi.

Si tratta di uno strumento di politica attiva semplice e flessibile. Sarà il disoccupato stesso a richiederlo presso il Centro per l’Impiego e potrà subito ottenerlo. La persona potrà così decidere dove e come usufruire dei servizi, mentre un tutor lo aiuterà a individuare le attività e i percorsi più adatti alle proprie esigenze. Non è un sostegno al reddito: i soldi potranno essere spesi solo per usufruire di servizi qualificati di assistenza presso una delle oltre 300 sedi dei soggetti accreditati per i Servizi al lavoro, selezionati dalla Regione del Veneto su tutto il territorio regionale.

Per poter richiedere l’assegno per il lavoro è necessario, oltre a essere disoccupati e avere un’età superiore ai 35 anni, soddisfare almeno uno dei seguenti requisiti: essere disoccupato da almeno 6 mesi, oppure essere disoccupati over 50 anni indipendentemente dalla durata della disoccupazione, vivere da soli con una o più persone a carico, far parte di un nucleo familiare monoreddito con una o più persone a carico oppure appartenere a categorie svantaggiate, essere iscritti alle liste di collocamento mirato, non essere in possesso di un diploma di scuola superiore o di una qualifica professionale. L’assegno può essere richiesto anche se si beneficia di una misura di sostegno al reddito, come ad esempio la Naspi.

Con l’assegno per il lavoro vogliamo contribuire a far crescere nei disoccupati una maggiore fiducia nel proprio futuro, sia dal punto di vista lavorativo che sociale. Lo facciamo attraverso un aiuto concreto nella ricerca di un nuovo lavoro con operatori specializzati nella ricollocazione e accreditati ai servizi per il lavoro che verranno rimborsati solamente dopo il raggiungimento del risultato occupazionale.

Per richiedere l’assegno è possibile recarsi presso il Centro per l’Impiego del proprio territorio o registrarsi al portale ClicLavoro Veneto per utilizzare il servizio “Centro per l'Impiego Online” alla voce "Domanda Assegno per il Lavoro", attraverso il quale è inoltre possibile indicare la propria preferenza in merito all'ente presso cui fruire dei servizi previsti.
In caso di candidatura online, sarà comunque necessario recarsi al Centro per l’Impiego per perfezionare la propria richiesta, verificare la sussistenza dei requisiti e confermare o meno la preferenza espressa in fase di adesione al Programma.

Una volta ottenuto l’assegno dal Centro per l’Impiego, l’ente scelto in fase di adesione contatterà l’interessato per un primo appuntamento e per definire insieme il piano di attività da seguire.

JOB&ORIENTA: VERONA CAPITALE DELLE OPPORTUNITÀ DI INCONTRO TRA SCUOLA E LAVORO

Verona per tre giorni diventa la capitale nazionale della scuola, della formazione e dell’orientamento al lavoro.

JOB&Orienta 2017, il salone promosso ormai da 27 anni da Regione del Veneto e da Fiera di Verona, vede infatti il coinvolgimento attivo dei ministeri del Lavoro e dell’istruzione e della Ricerca, delle Regioni italiane e della Conferenza Stato-Regioni. Perché la scuola è la grande sfida di questo Paese, che ha bisogno di innovazione, ma anche di pensiero critico e di capacità di valorizzare il meglio della propria tradizione.

Obiettivo di questo evento, arrivato alla 27° edizione è essere ponte tra scuola e lavoro, tra mondo della formazione e mondo delle imprese, cogliendo i cambiamenti in atto nell’economia e nella società e valorizzando il meglio delle proposte educative delle nostre scuole.

I temi dell’edizione di quest’anno focalizzati su orientamento, innovazione, alternanza-scuola lavoro e impatto della globalizzazione e della robotizzazione, fotografano la difficile sfida educativa che la scuola sta affrontando e, al tempo stesso, la grande vitalità di esperienze innovative e di opportunità generate dai diversi territori quando istruzione, formazione e imprese si mettono in ascolto reciproco e progettano insieme, consapevoli del proprio bagaglio culturale e delle potenzialità del ‘made in Italy, le opportunità del lavoro di domani.

LAVORO, DA REGIONE VENETO 1,9 MLN DI EURO PER ESUBERI DI CRISI AZIENDALI COMPLESSE. PROGETTI PER IMPIEGARE SUBITO LE RISORSE

Le crisi aziendali sono in calo in Veneto ma rimane alto l’impegno della Regione del Veneto nel far fronte all’accompagnamento dei lavoratori in esubero.
Il 1° dicembre diamo avvio ad nuovo bando per progetti di riqualificazione professionale, orientamento e reimpiego di lavoratori coinvolti in crisi aziendali complesse.

La situazione economica in Veneto risulta essere in linea con un positivo andamento generalizzato. Anzi, registra una ripresa superiore alla media nazionale con un Pil che, nel primo trimestre 2017, è cresciuto dell 1,2 per cento. Anche le crisi aziendali sono diminuite e il report elaborato da Veneto Lavoro dimostra che, a settembre 2017, anche i lavoratori potenzialmente coinvolti nelle 51 nuove procedure di crisi sono diminuiti attestandosi 2.986 (nel 2016 erano 6.840).
Gli accordi sottoscritti tra le parti e accompagnati dalla nostra Unità di crisi sono fruitori di ulteriori strumenti per la riqualificazione e l’accompagnamento dei lavoratori che risultano in esubero rispetto alle crisi complesse da noi seguite. Obiettivo dei tavoli regionali e degli accordi che lì vengono sottoscritti è affrontare tempestivamente le emergenze e salvaguardare la continuità aziendale, prendendo in carico anche quei lavoratori che dovranno uscire dal perimetro dell’azienda per trovare una nuova occupazione.

Tra le crisi complesse in questi giorni all’attenzione dell’assessorato regionale al Lavoro e della relativa l’Unità di crisi ci sono e quella complessa di Pilkington, che prevede circa 400 esuberi, e quella del gruppo Stefanel che si sta concludendo con 28 esuberi concordati.

Con il nuovo bando, che sarà pubblicato sul Bur in uscita venerdì 1° dicembre, la Giunta regionale impegna altri 1,9 milioni del proprio bilancio per la riqualificazione e l’accompagnamento alla ricerca di nuovo lavoro di disoccupati, cassaintegrati, lavoratori in solidarietà e, novità di quest’ultimo intervento, anche dipendenti licenziati con procedure collettive da parte di aziende in crisi. Il nuovo bando finanzierà servizi di orientamento, accompagnamento e riqualificazione delle competenze sino ad un massimo di 6 mila euro per ogni singolo destinatario. E darà copertura anche ad eventuali incentivi e spese che possano facilitare il reimpiego dei lavoratori coinvolti dalle crisi aziendali.

Salgono così a 50 milioni di euro le risorse stanziate quest’anno dalla Regione per favorire l’occupazione e per il rilancio economico e occupazionale del tessuto produttivo. Dal 2015, data di inizio dell’attuale ciclo settennale di programmazione, la Regione ha stanziato 108 milioni di euro per interventi di politica del lavoro destinati alla rioccupazione.

COMMERCIO IN VENETO, DA FORZA ITALIA UNA MOZIONE IN CONSIGLIO REGIONALE PER MANTENERE IL RIPOSO DOMENICALE

Una Mozione a sostegno dei lavoratori per il mantenimento del riposo domenicale e festivo. È il contenuto del provvedimento presentato oggi a Venezia dal gruppo consiliare di Forza Italia nel corso della conferenza stampa che si è svolta presso la sede del Consiglio regionale del Veneto. “Una posizione netta e chiara a difesa del riposo domenicale e festivo, contro le aperture domenicali, ovvero contro il lavoro domenicale nei settori in cui non risulti assolutamente necessario, per salvaguardare i lavoratori, le piccole attività e per sostenere la famiglia, fulcro fondamentale della società. La Giunta potrà così farsi promotrice nei confronti del Governo affinché venga restituita alla Regione ed agli altri enti locali la possibilità di decidere sulla regolamentazione delle aperture domenicali e festive in base alle necessità di quel territorio”. Queste, di fatto, le due richieste espressa nella Mozione dal primo firmatario, l’Assessore regionale Elena Donazzan, dal Vicepresidente del Consiglio regionale Massimo Giorgetti e dal Capogruppo azzurro Massimiliano Barison. “Una iniziativa - puntualizza il Vicepresidente Giorgetti - destinata ad affermare un modello di società al quale noi crediamo e che intendiamo continuare a proporre: quello che mette al centro il valore delle persone, contro il mondialismo, contro un sistema di mercato che evidentemente condividiamo, perché ha un suo valore, ma che non può mai sopraffare quell’unico giorno, quell’unico momento in cui la famiglia, magari con un padre e una madre che lavorano, può riunirsi con i propri figli”. “Una Mozione - spiega l’Assessore Donazzan - per chiedere che la domenica non si lavori. Normalmente una richiesta di questo tenore proviene dalle associazioni di categoria dei piccoli esercizi e dai sindacati; questa volta la richiesta ci viene sottoposta dal tavolo permanente per la famiglia, perché sono le famiglie che devono essere messe al centro, quelle dei lavoratori che hanno diritto al riposo, e quelle di chi vuole fruire di un tempo che non sia solo quello del consumo. Oggi vogliamo riscrivere la norma che nel 2011, con il Decreto Salva Italia, è intervenuta sugli orari degli esercizi commerciali, consentendo una liberalizzazione eccessiva: bisogna tornare ad un minimo di rispetto”. “Un provvedimento - ha ribadito il Capogruppo Barison - che difende i nostri valori e la nostra identità a partire dalla famiglia ma anche per fare in modo che non ci sia concorrenza esagerata nei confronti dei piccoli esercizi commerciali nei quartieri e nei centri storici, perché anche questi esercizi rappresentano un valore per il nostro territorio. La grande distribuzione con aperture ingovernate tutto il tempo dell’anno, crea difficoltà a questi esercizi, difficoltà che giungono fino alla chiusura dei negozi”. Nel corso della conferenza stampa è intervenuto il Presidente del Tavolo Permanente per la Famiglia Pierluigi Bianchi Cagliesi che ha ispirato il provvedimento: “Il Tavolo riunisce 25 associazioni che lottano per la tutela della famiglia e per la vita, non solo per sensibilizzando l’opinione pubblica ma anche rapportandosi con le istituzioni per raggiungere obiettivi precisi e risultati concreti a livello politico”.