News da Vicenza

IMPRESE, VICENZA È LA REALTÀ PIÙ DINAMICA DEL VENETO PER CAPITALE UMANO, FORMAZIONE E SOLIDA FILIERA

Vicenza è la realtà più dinamica del Veneto dal punto di visto industriale. Ma sconta ancora episodi di fragilità finanziaria.
In Cuoa Business School sono intervenuta alla presentazione dei risultati della ricerca condotta sui bilanci delle 500 aziende con il maggior fatturato che hanno sede legale nel Vicentino. Ricerca curata dal Dipartimento di Economia Aziendale dell'Università di Verona e da PwC, che ha messo a fuoco pregi e difetti della realtà imprenditoriale berica e veneta.

La Regione del Veneto è molto attenta a queste analisi perché le scelte della politica devono essere suffragate dalla realtà del Veneto. Una regione che è, e che resta, uno dei territori più dinamici d’Europa e sicuro traino per l’Italia.

Dall’ottava edizione del rapporto Top 500 si evince come il Veneto stia crescendo in tutte le sue realtà. Vicenza è la più dinamica e, dal punto di osservazione delle politiche regionali per il lavoro e le reindustrializzioni emergono alcuni elementi che sono una costante delle imprese più dinamiche e dei settori più trainanti: investimenti nel capitale umano di alta formazione un buon clima aziendale legato spesso ad accordi e contratti di partecipazione una filiera robusta e molto collegata agli ambiti formativi. Per contro, le difficoltà riscontrate da alcune aziende, molto significative dal punto di vista della storia e della solidità produttiva, sono attribuibili ad una condizione di fragilità finanziaria.

Alle aziende ho chiesto maggiore consapevolezza, anche dei propri limiti, oltre che delle proprie potenzialità. Inoltre ho chiesto una corretta comunicazione all’interno dei distretti e dei distretti con le istituzioni, al fine di ottenere i migliori vantaggi.

Infine, ho sollecitato una prospettiva di ulteriore crescita per difendere le nostre imprese, che sono oggi molto appetibili per investitori stranieri, i quali non sempre hanno l’orizzonte dell’investimento, ma piuttosto quello della speculazione.

VICENZA, PROFUGO CONDANNATO NON PUÒ ESSERE ESPULSO. È TEMPO CHE PARLAMENTO E MAGISTRATURA SI ASSUMANO LE PROPRIE RESPONSABILITÀ

L’ordinamento prevede che un profugo che delinque non possa essere espulso? Pura follia. Siamo già in ritardo, gli italiani onesti sono esasperati. È giunto il tempo dell’assunzione di responsabilità sia da parte della politica sia da parte della magistratura. È una questione di buonsenso, di vivere civile, che non può prescindere dal rispetto di ordine e legalitò. Mi auguro che la prossima legislatura parlamentare possa portare a una riforma dell’ordinamento, perché l’Italia non può più essere considerata dagli immigrati che abusano della nostra ospitalità come il paese di Bengodi. Con regole chiare e certe, per la garanzia della sicurezza nelle nostre città, i magistrati non sarebbero più nelle condizioni di interpretare in modo discutibile le norme. Ormai siamo fuori tempo massimo. Così ho commentato la vicenda di Saturday Agho, profugo nigeriano reo di aver preso a morsi militari dell’esercito in Campo Marzo a Vicenza, e accoltellato un connazionale, che non può essere espulso poiché in possesso di un permesso di soggiorno per protezione sussidiaria.

LOVATO GAS, UN’ALTRA STORIA!

Sembrava una storia già scritta, con la parola fine. Un’azienda storica, con un nome di famiglia, da sempre una delle aziende di Vicenza città. Si narra che il signor Ottorino Lovato brevettò una sua idea da semplice operaio, ottenendo un primo aiuto finanziario da un grande imprenditore. Era il 1958. A dicembre del 2017 viene decisa la chiusura dello stabilimento di Lovato Gas. Chiusura e licenziamento. Ho iniziato ad occuparmene con l’Unita di Crisi della Regione del Veneto. L’ho seguita personalmente anche dopo l’iniziale e comprensibile clamore generato dall’altrettanta comprensibile preoccupazione dei lavoratori, dopo il via vai di politici di tutti i livelli, le attestazioni di vicinanza del Vescovo e del Ministro, gli articoli di stampa. Poi, come sempre accade, passati i primi giorni di attenzione tutto scema e restano solo i lavoratori, l’azienda e noi. E spesso accade che non ci sia più nulla da fare. 
Per Lovato abbiamo voluto, tutti, scrivere un’altra fine per questa storia. Abbiamo dato il meglio di noi stessi, nel rispetto del ruolo di ciascuno, delle diverse responsabilità, senza mai perdere la calma. Incontro dopo incontro, al Ministero dello Sviluppo Economico come a Venezia, con i responsabili dell’azienda e con il sindacato, sempre mettendo al primo posto la credibilità e la volontà di difendere l’azienda. E ci siamo riusciti. Lovato doveva lasciare per sempre Vicenze e chiudere i battenti ed invece resterá qui con un presidio significativo; doveva spostare tutto all’estero ed invece manterrà una linea di produzione in Italia, a Vicenza; doveva licenziare tutti ed ora resteranno 23 lavoratori. Ci abbiamo creduto, ma non sarebbe stato sufficiente se non avessimo trovato uomini e donne perbene e di buona volontà. Hanno dei nomi. Il dottor Musi, inizialmente freddo e duro Amministratore Delegato, non ha mai abbandonato il tavolo, ha riconosciuto la serietà dei lavoratori e ha rivisto in parte il piano industriale; Morgan Prebianca rappresentante FIOMM interno, preparatissimo nelle analisi, nel confronto, commovente nel suo attaccamento all’azienda e Andrea Brunetti - e se lo dico io dovete proprio fidarvi - FIOMM nazionale, sempre presente, attento e responsabile. Insieme abbiamo scritto una buona storia di Natale e abbiamo iniziato bene il 2018. Non credete quando vi dicono che non è possibile!

VICENZA CALCIO, SANFILIPPO HA PRESO IN GIRO LA CITTÀ. ORA SPERO CHE UNA SANA IMPRENDITORIA VICENTINA SI FACCIA AVANTI

Il presidente del Vicenza Calcio Fabio Sanfilippo non si sa chi sia, che cosa faccia nella vita, chi abbia effettivamente alle spalle.
L’unica cosa che si sa è che finora ha disatteso tutte le promesse avanzate nelle scorse settimane, prendendosi gioco non solo dei tesserati e dei tifosi del Vicenza ma di una città intera. È una vergogna.
La mia speranza è che la squadra, dai 116 anni di storia, possa sopravvivere alle nefandezze che da troppo tempo sta subendo. Sopravvivere per ripartire con un nuovo corso, guidata da persone che, oltre ai meri interessi, abbiano davvero a cuore i colori biancorossi. Giunti a questo punto, mi auguro che ora si faccia avanti una sana imprenditoria vicentina. Per ridare alla piazza di Vicenza ciò che merita. Non è retorica. È questione di orgoglio, appartenenza e difesa di una storia e di una tradizione che va oltre il pallone. Il ‘Lane’ è un collante della comunità vicentina. Da preservare con determinazione.

IL MIO SALUTO ALL'ASSEMBLEA ANA MONTE GRAPPA. GLI ALPINI SONO I VERI ALFIERI DEL RICORDO

Domenica 17 dicembre 2017 ho portato il mio saluto all’assemblea natalizia dell'Associazione Nazionale Alpini - Sezione ANA Monte Grappa di Bassano del Grappa.
Ricordare ha nella sua radice il cuore e gli Alpini lo mettono in tutto ciò che fanno. In questo centenario sono i veri Alfieri del ricordo con tante iniziative e una presenza costante al fianco delle amministrazioni, anche quando qualche istituzione latita o è tiepida. Sono loro ad accompagnare gli studenti sui luoghi della Grande Guerra, sono loro a far conoscere la storia. Sono loro che con l’esempio di uno stile di vita fatto di senso del dovere e amore di Patria dicono che un’altra società è possibile, che c’è un’altra Italia magari silenziosa e poco celebrata per cui vale la pena sperare!