News da Vicenza

VICENZA, LA RIVOLTA DEI MIGRANTI: "VOGLIAMO UNA CASA IN CENTRO".

Questa gentaglia arrogante e presuntuosa che occupa case, caserme e alberghi a spese degli italiani con la complicità di Renzi e Alfano NON è gradita ai cittadini per bene.
Questi immigrati possono pure tornarsene A CASA LORO.
Anche per questo #iovotoNO
Vicenza rivolta migranti

VICENZA NON È PIÙ UNA CITTÀ A MISURA D'UOMO. TROPPO DEGRADO E VIOLENZA. ROTONDI SI DIMETTA!

"Non passa giorno che il centro di Vicenza diventi teatro di episodi di degrado o peggio di violenza. La misura è colma, servono risposte concrete. Se l'assessore Rotondi non è in grado di darle, per il bene della città faccia un passo indietro e si dimetta".
Non usa mezzi termini l'assessore regionale di Forza Italia, Elena Donazzan, per attaccare quella che definisce "la mala gestione sul versante sicurezza dell'amministrazione Variati" e in particolare "l'apatia decisionale dell'assessore Rotondi che si rivela sempre più inadeguato a ricoprire un ruolo strategico per la città".
"Vicenza è conosciuta in tutto il mondo per la sua bellezza, ogni giorno numerosi turisti arrivano per visitarla e si trovano davanti a sé senzatetto che dormono di fronte a palazzo Chiericati, accattoni che chiedono l'elemosina in corso Palladio, sventurati che fanno i loro bisogni a cielo aperto ai Giardini Salvi, spacciatori e criminali che si aggrediscono e si accoltellano in Campo Marzo. E cito soltanto gli episodi più significativi che rappresentano la punta dell'iceberg di una situazione ormai degenerata e che sta diventando sempre più insopportabile per i vicentini che non si sentono più sicuri nella propria città".
"Anch'io, da donna, a una certa ora ho paura a passeggiare da sola per le vie del centro. E sto parlando del cuore della città del Palladio non del Bronx di Manhattan", sottolinea.
Sulla scia dell'assessore Donazzan interviene anche il coordinatore cittadino di Forza Italia Matteo Tosetto: "Le chiacchiere stanno a zero. Da troppi mesi l'assessore Rotondi, e più in generale l'amministrazione comunale, lancia slogan e diffonde inutili promesse. La verità è che Vicenza non è più una città a misura d'uomo. E il tempo adesso è scaduto. Variati ritiri le deleghe a Rotondi", conclude.
Forza Italia chiede dimissioni di Rotondi

DEFINIRE VERGOGNOSA LA VIABILITÀ A VICENZA È DIRE POCO. LA CITTÀ DEL PALLADIO NON È PIÙ UN CENTRO A MISURA D'UOMO!

Ho ricevuto diverse segnalazioni di genitori infuriati per aver impiegato fino a cinquanta minuti per accompagnare i propri figli al primo giorno di scuola.
A scatenare le legittime arrabbiature di questi padri e madri è stata la viabilità di Vicenza che definire vergognosa è dire poco e che purtroppo non rende più la città del Palladio un centro a misura d'uomo!
I vicentini oggi, e purtroppo già da qualche mese, sono vittime di scelte scellerate compiute dall'amministrazione comunale, completamente prive di buonsenso, a maggior ragione se si parla di mobilità!
Via IV Novembre, viale del Risorgimento, viale Margherita ormai chiuso da tempi immemori, contrà delle Barche, contrà della Piarda, viale Mazzini e altre strade, sono troppi i cantieri che, realizzati circa simultaneamente, rendono ogni giorno il tragitto casa-scuola-lavoro di centinaia di vicentini una vera e propria odissea, con tutti gli ulteriori disagi che ne susseguono!
Credo ormai che la frittata da parte dell'amministrazione comunale sia stata fatta e che i cantieri aperti non potranno che essere conclusi nei tempi previsti, spesso lunghi e incerti. Mi verrebbe da dire che sarebbe opportuno che il Comune cambiasse approccio e filosofia sulle politiche viabilistiche...ma credo ormai che il primato dell'inefficienza non glielo tolga nessuno!

GIUSTIZIA SEMPRE PIÙ CONGESTIONATA A VICENZA. IL TRIBUNALE DELLA PEDEMONTANA È UNA NECESSITÀ OGGETTIVA

La situazione della giustizia è insostenibile per tutta la provincia vicentina con un gravissimo disservizio conseguente per tutti i cittadini ‘offesi’, che rischiano di vedere prescritti molti reati per l’intasamento delle pratiche del Tribunale di Vicenza.

Parlando con i vertici del Tribunale del capoluogo mi risulta impressionante il numero delle pratiche sospese. Si parla di quasi 700 processi, spesso relativi a gravi reati, per i quali la prescrizione difficilmente sfuggirà.
Il danno non è solo per i cittadini ovviamente ma anche per tutti gli operatori della giustizia, con avvocati e giudici costretti a muoversi in condizioni di difficoltà oggettiva che rischia di compromettere la comune volontà di perseguire una giustizia autentica.

Riaprire Bassano del Grappa non è quindi un vezzo bassanese ma una necessità per tutto il territorio.
Mi aspetto che il ministro della Giustizia riveda la sua posizione, nella convinzione che ci sono forti motivazioni e tutta la documentazione necessaria per giustificare l’esistenza del Tribunale della Pedemontana.