News da Vicenza

ADUNATA DEL PIAVE, L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI BASSANO SI È RIVELATA INCAPACE DI ESSERE ALL'ALTEZZA DEGLI ALPINI

Tanti sono i pullman delle sezioni d'Italia che ho incontrato questa mattina salendo e scendendo dal Sacrario militare sul Monte Grappa. Tanti Alpini che dopo aver onorato i Caduti troveranno una Bassano spoglia di tricolori e con il Ponte malmesso: una pessima accoglienza rispetto al ricordo che tante Penne nere hanno dell'Adunata del 2008, che è stata un tripudio di bandiere italiane con un Ponte tirato a lustro e una passerella sul Brenta per poterlo ammirare e render la città vivibile è percorribile. Mi risulta che nei magazzini del Comune ci siano ancora quegli striscioni con scritto "Bassano del Grappa dà il benvenuto agli Alpini". Era difficile tirarli fuori anche per l'occasione odierna?

Questa amministrazione non si rende conto di essere al governo di Bassano del Grappa, da tutti riconosciuta come la capitale degli Alpini che in questo Centenario non ha saputo essere all'altezza.

 

Nella foto che segue l'assessore regionale del Veneto, Elena Donazzan, assieme ad una comitiva di studenti e insegnanti della scuola elementare di Bassano del Grappa in occasione dell'Alzabandiera dell'Adunata del Piave di venerdì 12 maggio 2017 al Sacrario militare sul Monte Grappa.

 

Foto con studenti elementari Bassano in Cima Grappa

 

GRANDE PARTECIPAZIONE A VICENZA AL CONVEGNO SULLA NUOVA RIFORMA SOCIO-SANITARIA DEL VENETO PROMOSSO DA FORZA ITALIA

Grande partecipazione nella serata di luedì 8 maggio 2017 a Vicenza al convegno promosso dal Gruppo Consiliare Forza Italia Veneto sulla nuova Riforma socio-sanitaria del Veneto.
L'informazione è prevenzione, la cultura è prevenzione. E noi siamo a disposizione dei cittadini per informarli su un tema principe, strategico e indispensabile per la vita di tutti i giorni come la sanità.
Andiamo avanti, per promuovere e valorizzare un modello che abbiamo fortemente voluto, un modello di eccellenza del nostro territorio, in Italia e in Europa.

Al seguente link è possibile rivedere la ripresa in diretta del convegno:http://bit.ly/2qThvaU

Collage evento sanit Vicenza

 

 

BUFERA SU IMAM E GIOVANI ISLAMICI A BASSANO DEL GRAPPA. PREDICATORI DI ODIO INCOMPATIBILI CON LA NOSTRA SOCIETÀ. L'IMAM KRASNIQI VENGA ESPULSO

Se all'imam Nuhi Krasniqi, religioso a capo dell'associazione islamica "La Sunna" di Bassano del Grappa, non piace l'idea che una donna a Bassano, in Europa, in Occidente possa girare per le strade della sua città senza velo, può fare le valigie e tornarsene da dove è venuto. Non sentiremo di certo la sua mancanza, qui non è persona gradita e anzi mi auguro che venga espulso dall'Italia.
Le parole dell'imam mi indignano e al contempo mi fanno provare molta rabbia. Mi indignano perché i concetti di sottomissione e prevaricazione nei confronti della donna, ma non solo, espressi da una certa cultura islamica, non possono essere in alcun modo accettati dalla nostra società. Come si può dialogare con chi sarebbe capace di giustificare o ancor peggio perpetrare una violenza nei confronti di una donna che magari ha la sola colpa di vestirsi in modo normale per voler condurre una vita normale in una comunità normale?
Le parole di Krasniqi e dei giovani intervistati sotto la statua di San Bassiano dalla giornalista di La7, inoltre, mi fanno provare profonda rabbia, perché dinanzi a tanta arroganza vedo società e istituzioni rassegnate e imbelli, con un governo che stanzia nel Def 4,6 miliardi per farci invadere dagli immigrati di tutto il mondo e poi volta le spalle alle forze dell'ordine che, nonostante siano ridotte all'osso, cercano di garantire un adeguato controllo del territorio anche per scongiurare la minaccia terroristica.
Ho richiesto al prefetto di Vicenza di intervenire e mi auguro che le autorità competenti si attivino immediatamente per identificare e perseguire tutti questi predicatori di odio, prima che sia troppo tardi. Da questi individui dobbiamo difenderci, alzando l'asticella della prevenzione. E il mio auspicio è che Krasniqi venga espulso. Se i giovani invece non possono essere espulsi perché cittadini italiani vengano almeno attenzionati costantemente. In Francia queste persone verrebbero classificate con la lettera 'S', attribuita a tutte quelle persone a rischio radicalizzazione.

ATTO VANDALICO IN VIA MEDICI: ORMAI A VICENZA SE SI CONTRASTA L'IMMIGRAZIONE SI RISCHIANO RITORSIONI

Dopo l'atto vandalico di via Medici, a Vicenza che ha visto la vetrina di una commerciante essere presa di mira da un lancio di uova nella notte, ieri ho scritto al sindaco Achille Variati per esternare disappunto e forte preoccupazione per la situazione in cui versa la città sul versante sicurezza, da sempre priorità di Forza Italia.

Violenza e intimidazioni non possono essere tollerate soprattutto se risultano essere la reazione vigliacca e codarda a una legittima richiesta, pervenuta da un comitato di cittadini, di soluzioni concrete, immediate e finalizzate a garantire una convivenza civile e armonica.
Mi riferisco all'increscioso fatto avvenuto a pochi passi dall'Hotel Adele in via Medici, ove la vetrina del negozio della signora Lucia Menin è stata presa di mira da alcuni vandali. Ma se perfino a Vicenza non si è più liberi di esprimere la propria posizione su un tema spinoso come l'indistinta e indiscriminata, senza dover temere vigliacche ritorsioni, che cosa dovremmo aspettarci per il futuro?

Siamo di fronte a un fatto che non fa altro che aumentare il malessere e il disagio dei tanti vicentini onesti e per bene che a Vicenza hanno deciso non solo di vivere ma di aprire la propria attività. Mi domando quali siano gli interventi che l'amministrazione comunale intende porre in essere per fronteggiare questa autentica emergenza.
Sulla legalità e la sicurezza non ci si può voltare dall'altra parte e il rischio, ahimè fondato, a fronte dell'ennesimo episodio sconcertante, è che via Medici come altre zone della città diventino zone franche per i vicentini se il Comune continuerà a sottovalutare il fenomeno con sufficienza.

FEMMINICIDIO A CAMISANO VICENTINO: URGE UN PROGETTO AMPIO DI EDUCAZIONE ALL'AFFETTIVITÀ

Ancora un altro femminicidio, questa volta a Camisano, nel Vicentino. L'ennesimo caso che non si deve sottovalutare in alcun modo. Bisogna cambiare mentalità in termini di cultura del rispetto e credo sia opportuno aprire urgentemente un progetto ampio di educazione affettiva, a partire dalle scuole.
Tutta la violenza che si consuma nella grande comunicazione di massa, soprattutto nella rete, che recita la parte del leone, impone a tutti noi una riflessione intorno ai modelli di riferimento alle immagini, alla facilità con cui si mostra la violenza, spesso accessibile anche ai più piccoli. È assolutamente necessario un cambio di rotta.