IN ARRIVO 2900 PROFUGHI IN PROVINCIA DI VICENZA: I SINDACI NON LI ACCOLGANO SUI LORO TERRITORI!

L'incremento delle quote di profughi nella nostra provincia è direttamente proporzionale all'aumento del senso di esasperazione e ingiustizia dei vicentini. La misura è colma ormai da tempo.

Tra l'incudine e il martello si ritrova il prefetto di Vicenza costretto ad applicare le direttive del ministero dell'Interno e di un governo in balia del politicamente corretto, orientamento culturale e politico che ha fatto divenire l'Italia terra di conquista, per la gioia dei tifosi dell'accoglienza indiscriminata e indistinta, di un fenomeno strutturale che sta apportando alla nostra società più costi sociali che benefici, questi ultimi derivanti solamente alle cooperative di sinistra che speculano su questo fenomeno sempre più allarmante.

In questo scenario il governo fa orecchie da mercante e si volta dall'altra parte dinanzi ai fatti di criminalità e violenza compiuti ogni giorno nelle nostre città da clandestini e richiedenti asilo, costringendo le forze dell'ordine già senza mezzi, uomini e un'età media del personale elevata, alle ferie forzate per non pagare loro gli straordinari. Questo significa meno controllo del territorio e prevenzione, tutto ciò che invece si dovrebbe rafforzare per contrastare tra le altre cose l'allarme terrorismo.

Sono convinta che i sindaci farebbero bene a non rispondere alle richieste del prefetto di accogliere immigrati sui loro territori. Da parte delle nostre comunità è necessario un atteggiamento di protesta civile ma fermo e determinato, perché a rimetterci saranno altrimenti i cittadini onesti e per bene di qualsivoglia nazionalità che hanno deciso di vivere degnamente nella nostra provincia.