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THIENE: STUDENTESSE PENDOLARI DELLA DROGA - DONAZZAN (FI): "GUERRA TOTALE ALLE SOSTANZE STUPEFACENTI"

Sul caso delle tre studentesse diciassettenni di Thiene, scoperte in stazione a consumare droga da poco acquistata a Campo Marzo, interviene l'Assessore Regionale all'Istruzione del Veneto Elena Donazzan.

"Venerdì mattina convocherò i dirigenti scolastici di Thiene e i presidenti dei Comitati dei genitori: quanto accaduto in questa Città purtroppo non è un caso isolato. Non si può tuttavia dichiarare che 'il 5% dei giovani usano droga e si tratta di droga leggera'! Questo messaggio è pericoloso e sottovaluta il problema reale".

Di droga leggera in realtà non si tratta visto che le tre sono state trovate in possesso non solo di Marjiuana, bensì anche di eroina e degli altrimenti necessari a scioglierla e iniettarsela. Il ruolo della cannabis quale anticamera all'uso di droghe pesanti era stato ribadito anche in una recente conferenza stampa organizzata dall'Assessore Donazzan, dal Gruppo Regionale di Forza Italia in Veneto e dall'on. Carlo Giovanardi.

"Sarà un incontro alla presenza dell'Amministrazione comunale, ed inviteremo le Forze dell'Ordine del territorio. Chiederò che si proceda con immediate segnalazioni alle famiglie, affinché possano avere in tempo consapevolezza che il proprio figlio o figlia fa uso di droga. Conseguentemente però vanno avvisate le forze di polizia, perché non possono essere evitate le giuste indagini che mirino a contrastare questi comportamenti illeciti e punire chi lucra sulla salute e sul futuro dei giovani. Infine i ragazzi dovranno essere segnalati anche ai servizi sociali, per un immediato percorso di recupero".

"Partirò da Thiene, ma non mi fermerò qui: l'obiettivo è quello di replicare in tutti i territori del Veneto, una vera e propria crociata contro la droga, leggera e pesante. Io farò così, contro questo 'polo di distruzione superiore del Veneto. Non va dimenticato però che esiste a Vicenza a un supermercato oramai accettato socialmente di spaccio di ogni tipo di droga. Chiederò al Sindaco Rucco di intervenire immediatamente sul progetto di messa in regola di Campo Marzo: so che é tra le sue priorità, ma deve diventare la priorità delle priorità".

FIERA DI VICENZA: PERDITA DIRETTORE GENERALE È GOCCIA CHE FA TRABOCCARE IL VASO. L'INCAPACITÀ POLITICA DI VARIATI NE È STATA LA CAUSA

Stiamo concretamente rischiando di perdere la primazia, difficilmente riconquistata nell'ultimo periodo, della Fiera dell'Oro di Vicenza: per colpa della debolezza delle scelte del sindaco Variati che hanno compromesso il futuro della nostra Fiera, in questo settore quanto mai strategico e difficile, a causa del patto evidentemente scellerato siglato con la Fiera di Rimini.

Sono molto preoccupata che questa debolezza comprometta il lavoro che la Regione del Veneto, ed in particolare il mio Assessorato, ha effettuato nel campo della formazione per far rinascere un modello a difesa del Made in Italy del lusso, compreso quello della lavorazione dei preziosi e dell'oro.

Abbiamo risposto, in particolare in questi ultimi anni, alle esigenze delle aziende più coraggiose e che avevano resistito con tenacia alla crisi per rilanciare questo settore: ora, la fragilità della politica vicentina di città che ha accettato una fusione per incorporazione con una percentuale di governo del 19%, dimostra l'incapacità di un Sindaco e di una Amministrazione comunale che non hanno saputo difendere gli asset strategici della nostra Città.

L'avere perso anche il direttore generale, figura di riferimento per la Fiera dell'Oro, è la goccia che fa definitivamente traboccare il vaso.

STOP VARDANEGA AI LAVORI SUL PONTE ALPINI: L'AMMINISTRAZIONE RISPONDA. PERSO APPUNTAMENTO CON LA STORIA

Inquietante ciò che emerge dalla lettera, che potremmo difinire una accusa, della società Vardanega ed indirizzata al Comune di Bassano del Grappa, per cui ci auguriamo che l'Amministrazione in sede istituzionale dia le dovuto spiegazioni.

Avevo già avuto modo di dire quanta amarezza suscita nei bassanesi lo stato di salute del Ponte, ma oramai è diventata rabbia nei confronti di una Amministrazione Comunale incapace di affrontare la situazione.

Nel centenario della Grande Guerra, Bassano del Grappa non ha visto riconosciuto il suo ruolo morale di piccola capitale degli Alpini, che avrebbe meritato una valorizzazione fatta di mostre, iniziative culturali e turistiche legate al ruolo che ebbe in quei tragici momenti della storia della nostra Nazione. Ma una giunta di sinistra troppo impegnata in beghe interne e nella retorica pacifista ha fatto perdere a Bassano del Grappa l'appuntamento con la storia: grazie a Dio ci sono gli Alpini, i Fanti e i Bersaglieri, che con le loro forze e il loro amore per la Patria rendono viva la Città, come sta accadendo tra oggi e domani con l'Adunata Intersezionale delle sezioni vicentine dell'ANA.

Nello stendardo della Provincia ci sono i 4 sacrari, simbolo del ruolo che il vicentino e Bassano del Grappa ebbero nella storia. È mortificante vedere come la guida politica di questa città non ami Bassano quanto meriterebbe, e il Ponte purtroppo è solo l'ennesima prova di questo di fallimento.

L'INGEGNER NICOLA AMENDUNI COMPIE CENT'ANNI

Oggi compie 100 anni un uomo straordinario partito dalla Puglia ed approdato a Vicenza facendola diventare la sua Città per scelta e per amore. Un grandissimo industriale che ha fatto parlare di se e delle Acciaierie Valbruna in tutto il mondo.

Suggerisco al sindaco Variati, in questo suo compleanno eccellente, di nominare l'ingegner Nicola Amenduni Ambasciatore di Vicenza nel mondo. Quando il sindaco era Enrico Hüllweck fu istituito un riconoscimento per quei vicentini che avevano dato lustro alla Città oltre i propri confini: fu un peccato averlo tolto, visto che rinforzava l'identità contemporanea di Vicenza e legava ancor di più la persona indicata alla Città stessa.

Nicola Amenduni con il suo lavoro e la sua tanta beneficenza, in primis per il nostro ospedale San Bartolo, è certamente il più vicentino tra tanti vicentini nati in città.

VICENZA, ADESIONE ALL'ANTIFASCISMO? NON LA FIRMEREI MAI! LA MIA LETTERA AL SINDACO VARIATI

A Vicenza per poter parlare in piazza, si dovrebbe firmare una adesione all'antifascismo.

Ecco la mia lettera aperta al Sindaco Variati:

Caro Achille,
Ti scrivo perché ti so uomo di intelligenza, libero da schemi, che ha a cuore, nel suo essere Sindaco, la ricerca del bene comune.
Per questo trovo stridente questo tuo obbligo di sottoscrizione di un atto di fedeltà ad una non meglio precisata nuova fede antifascista. Tu, così laico nei tuoi ragionamenti, ti sei fatto imporre un atto di fede ideologica.
Ma che cosa significa per te aderire al proclama antifascista per poter esprimere la propria idea in una campagna elettorale, in uno stato democratico nel 2018?
A che cosa dovrebbe aderire il cittadino obbligato a sottoscrivere un atto di fede antifascista? Fascismo è un periodo storico.

L’aggettivazione di un periodo storico è per sua stessa natura illogica e irrealizzabile. In Italia, purtroppo, non si è mai fatto serenamente un percorso di analisi storica perché viziato dalla guerra civile e si usa il feticcio del fascismo per provare a tenere insieme una sinistra piena di distinguo. La sinistra ha bisogno dell’antifascismo per stare insieme.

Ma cosa significa il termine fascista per la sinistra? É sinonimo di violenza, prevaricazione, dittatura del pensiero, propaganda forzata, monopolio nella comunicazione. Soprattutto violenza. Lo spettro richiamato è quello della paura per il ritorno dei violenti, manganellatori, squadristi. È vero, in Italia c’è questo pericolo, ma ha le insegne dei centri sociali, dei pacifisti di nome, dei professionisti delle manifestazioni non autorizzate che distruggono città, che limitano la libertà di espressione, che picchiano veramente. E le vittime non sono i nipoti di Gramsci, ma sono i poliziotti e i carabinieri, i militanti di destra o i movimenti pro-vita, i rappresentati del Family day o gli organizzatori di una serata per far conoscere il dramma delle foibe, come accaduto a Padova una settimana fa.

Io non firmerò. Gli antifascisti oggi sono violenti, prevaricatori, provocatori professionisti, picchiatori organizzati. Il pericolo della violenza c’è eccome e va eliminato. Io non firmerò mai questo proclama, perché sono per il rispetto delle idee, contro la violenza, per la libertà di pensiero.
Valori per me non negoziabili e che non possono certo coesistere con l'antifascismo militante in nome del quale, a guerra finita, si trucidavano innocenti per legami di parentela. In nome del quale, oggi, si picchia selvaggiamente e in branco un cararabiniere mentre compie il suo dovere piuttosto che un segretario provinciale di un movimento politico.

Nel sostenere questa posizione, caro Achille, ti chiederei per lo meno di non appellarti alla nostra Costituzione, ricordandoti sommessamente che i padri costituenti, loro si lungimiranti, non hanno voluto saggiamente menzionare l'antifascismo e , per amor di verita , neppure la resistenza, tra i nostri valori di riferimento.

Elena Donazzan