News da Vicenza

BANCHE VENETE: SE IL GOVERNO NAZIONALE VUOLE, PUÒ AIUTARE I VENETI A DIFENDERSI. UN DIRITTO DI PRELAZIONE A 2 EURO ANCHE PER NOI E NON SOLO PER I GRANDI ISTITUTI DI CREDITO!

Ci sono responsabilità dirette dei vertici delle banche: direttori e consiglio di amministrazione, che invece di essere puniti e obbligati alla restituzione, sono stati 'graziati' dalle prescrizioni di legge e addirittura, nel caso di Sorato e Iorio, 'premiati' a suon di milioni di euro per i disastri causati. Ma vi è un’altra evidente responsabilità indiretta del Governo centrale. Si chiama 'culpa in vigilando' della Banca d'Italia, che ha obbligo di legge in questa fattispecie, e del Governo nazionale, che ha poteri di indirizzo sulla magistratura attraverso il Ministero della Giustizia e sulla Banca d’Italia attraverso il MEF.
Anche la politica, in questo caso, ha responsabilità di Governo dirette, quelle del Partito Democratico che ha tutti i Ministeri di competenza e che sulle banche ha deciso, con Renzi, di agire da interventista sulle banche di proprio interesse, disinteressandosi, almeno apparentemente, delle banche venete.
Ad Alessandra Moretti, che ha la responsabilità di essere il portabandiera del PD nazionale in Veneto, dico che avrebbe dovuto far agire il suo partito al Governo a difesa del nostro patrimonio e delle nostre realtà finanziarie, mentre la Regione non ha alcuna competenza, né possibilità di agire se non attraverso una azione di moralizzazione e di invito agli imprenditori veneti, che ancora possono (ma quanti sono a non aver perso molto ?), a creare una cordata. Se c'è una vendita di questo patrimonio, allora credo che debba esserci un diritto di prelazione, garantito dal Governo.
Se veramente non c'è speculazione allora deve esserci una cifra predefinita e deve poterci essere una possibilità per una raccolta veneta senza subire il rialzo da parte dei colossi che a me paiono molto, molto indirizzati dal Governo Gentiloni.

SCUOLA MEDIA DI SOLAGNA: SALVATA PER GARANTIRE IL MANTENIMENTO DEL LEGAME CULTURALE E AMBIENTALE CON IL TERRITORIO

Era stata preannunciata la non autorizzazione alla nuova classe prima e conseguentemente la chiusura dell'intero plesso. Abbiamo salvato la presenza della scuola media di Solagna grazie all'operato del direttore dell'Ufficio Scolastico Provinciale di Vicenza, professor Corà, e all'organico assicurato dal Miur. Avevo infatti portato la situazione complessiva del Veneto all'attenzione del Ministero con una particolare forza sui piccoli plessi che garantiscono il mantenimento del legame culturale e ambientale con il territorio.
Chiudere una scuola in uno dei nostri comuni significa comunque erodere parte della nostra identità, quella che farà in modo che i bimbi di oggi diventino domani cittadini attenti e legati al proprio territorio. Lo spopolamento di valli e montagne è certo dato da un calo drammatico della natalità a cui l'Italia intera non sta pensando seriamente, ma anche dalla offerta dei servizi che, per una famiglia che vuole restare a vivere dove i propri antenati hanno vissuto, è un elemento di scelta di vita.

IN ARRIVO 2900 PROFUGHI IN PROVINCIA DI VICENZA: I SINDACI NON LI ACCOLGANO SUI LORO TERRITORI!

L'incremento delle quote di profughi nella nostra provincia è direttamente proporzionale all'aumento del senso di esasperazione e ingiustizia dei vicentini. La misura è colma ormai da tempo.

Tra l'incudine e il martello si ritrova il prefetto di Vicenza costretto ad applicare le direttive del ministero dell'Interno e di un governo in balia del politicamente corretto, orientamento culturale e politico che ha fatto divenire l'Italia terra di conquista, per la gioia dei tifosi dell'accoglienza indiscriminata e indistinta, di un fenomeno strutturale che sta apportando alla nostra società più costi sociali che benefici, questi ultimi derivanti solamente alle cooperative di sinistra che speculano su questo fenomeno sempre più allarmante.

In questo scenario il governo fa orecchie da mercante e si volta dall'altra parte dinanzi ai fatti di criminalità e violenza compiuti ogni giorno nelle nostre città da clandestini e richiedenti asilo, costringendo le forze dell'ordine già senza mezzi, uomini e un'età media del personale elevata, alle ferie forzate per non pagare loro gli straordinari. Questo significa meno controllo del territorio e prevenzione, tutto ciò che invece si dovrebbe rafforzare per contrastare tra le altre cose l'allarme terrorismo.

Sono convinta che i sindaci farebbero bene a non rispondere alle richieste del prefetto di accogliere immigrati sui loro territori. Da parte delle nostre comunità è necessario un atteggiamento di protesta civile ma fermo e determinato, perché a rimetterci saranno altrimenti i cittadini onesti e per bene di qualsivoglia nazionalità che hanno deciso di vivere degnamente nella nostra provincia.

A VICENZA UNA VETRINA SU QUATTRO È VUOTA. L'AMMINISTRAZIONE VARIATI HA FALLITO

Quanta ricchezza se n'è andata da Vicenza: posti di lavoro, imprenditori, affitti, clientela raffinata.
A fronte di questo quadro sconfortante, il bilancio della giunta della sinistra che amministra la città da ormai dieci anni non può che dirsi negativo.

La prossima amministrazione comunale dovrà dotarsi di un assessore al centro storico, una sorta di vicesindaco plenipotenziario. Abbiamo bisogno di investire con una azione sinergica e trasversale su tutte le materie strategiche per la città: dalla sicurezza al decoro urbano agli eventi 365 giorni all'anno, per riqualificare un centro mortificato nella sua identità commerciale e culturale.

Oggi dobbiamo dire che le super mostre sono servite al massimo a valorizzare il perimetro stretto della già magnifica Piazza dei Signori. Nulla di più.

GdV a Vicenza una vetrina su quattro  vuota

 

CENTRO ANTIVIOLENZA DI ARZIGNANO: UN AIUTO CONCRETO ALLE DONNE GRAZIE AL MECENATISMO IMPRENDITORIALE E AL VOLONTARIATO

I numeri di segnalazioni, telefonate e casi presi in carico del Centro antiviolenza di Arzignano dimostrano che c'è tanta violenza domestica sottaciuta. Là dove c'è un servizio o uno sportello di ascolto, le donne hanno il coraggio di rompere il silenzio e di uscire dal proprio dolore, affidandosi a qualcuno che le potrà aiutare.
Mercoledì 18 maggio 2017 sono andata in visita nella struttura vicentina, plaudendo all'esordio e alle prime attività di questi mesi del Centro antiviolenza di Arzignano.

Un centro nato grazie al mecenatismo imprenditoriale di Bruno Mastrotto, imprenditore della concia di fama mondiale, e della Fondazione Cariverona, nonché alla sensibilità sociale di molti privati che, insieme alla Regione del Veneto hanno contribuito a sostenere la ristrutturazione dell'edificio donato dalle suore Orsoline alcuni anni fa e la costituzione della Fondazione Casa Sant'Angela, organizzazione non lucrativa di utilità sociale riconosciuta dalla Regione e presieduta dall'imprenditrice Susanna Magnabosco.

Come dice il presidente della Regione Luca Zaia, il Veneto è la regione dei primati tra i quali spicca quello del volontariato.

Si tratta di una ricchezza che non va data per scontata, perchè frutto di valori e di educazione profonda. Che una imprenditrice si sia resa disponibile a presiedere questa fondazione, sottraendo tempo alla propria azienda, è segno evidente di una cultura etica e sociale che è il tratto distintivo della nostra terra, delle sue relazioni economiche ed imprenditoriali!