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OSTERIA SENZA OSTE, UN LUOGO PER TUTTI NOI

Giovedì, 13 Marzo 2014 09:09

Ospito e condivido appieno i pensieri di Serena Dalla Valle sull’Osteria senza Oste di Valdobbiadene, una realtà che non può morire.

Colgo anche l’occasione per invitarvi alla presentazione del libro “L’Osteria senza Oste” di Alberto Raffaelli, che si terrà venerdì 21 marzo alle ore 18:30 a Bassano del Grappa (Libreria Il Sagittario). Clicca qui per visualizzare la locandina.


“Sabato sono partita da casa con una persona speciale in direzione dell’Osteria senza Oste.
Io ci vado spesso ed è un luogo che anche nei momenti di tristezza riesce a darmi tranquillità.

Passo il Piave e mi dirigo verso Valdobbiadene, oggi il paese è in festa perché è San Gregorio Magno, il Santo patrono. Poco dopo il centro c’è la deviazione per Barbozza di Santo Stefano, la conosco a memoria e quando la spiego agli amici dico: subito dopo Santo Stefano trovi l’indicazione Col Vetoraz significa che sei arrivato, parcheggia l’auto tra i filari di Glera ed incamminati lungo la stradina sterrata.

Il pomeriggio è caldo, segno di una primavera anticipata, la natura si è già risvegliata ed è un bell’invito a condividere questo luogo diverso dagli altri. L’Osteria è una casa piccola come se ne vedono tante nel paesaggio delle colline trevigiane, qui si respira un’aria di tranquillità, vi è anche un’annessa stalla. Spiego al mio ospite che il proprietario aveva deciso di viverci, ma in seguito, con un grande gesto di generosità, la donò ad amici e viandanti che avessero voluto condividere un progetto di responsabilità, appunto, lasciando la cifra che ritenevano opportuna per le vivande consumate.

C’è molta gente, tutta rispettosa, alcuni seduti sulla panca all’esterno, in compagnia di un asinello di una mucca e un vitellino, altri sulle sedie all’interno. Entriamo anche noi, una compagnia di amici sta chiacchierando e mangiando pane e salame, sopra ogni tavolo il prosecco è una presenza fissa, il fuoco è acceso nel caminetto per scaldare ulteriormente l’atmosfera. L’insieme è molto accogliente e per chi come me ha origini contadine, si sente a casa. Proseguiamo verso un piccolo sentiero, tutto intorno è curato e pulito, la stradina porta a una veranda naturale dove la bellezza delle colline e la forza della natura stanno facendo insieme poesia e musica, ci sediamo in compagnia di persone di tutte le età.

Qualche giorno fa lo Stato ha punito il proprietario di questo Luogo con una multa di 62mila Euro. Me ne vergogno, e penso che in questo luogo ognuno di noi potrebbe essere libero di viverlo e di esserne responsabile per condividere la filosofia dell’oste che pur non essendoci fisicamente lascia viveri ed ognuno riconosce il prezzo mettendolo in una cassettina; responsabilità e libertà, due parole rubate da uno stato punitivo e che toglie poesia e speranza ad ognuno anche regolarizzando posti unici come questo che sono diventati meta per tante persone arrivate da tutto il mondo. Sulle pareti dell’osteria ci sono messaggi e cartoline da tutti i continenti a testimonianza delle emozioni che le persone si sono portate a casa.

Saluto questo luogo vedendo due signori anziani, come i due giovani innamorati vicini a loro, che accompagnano delle fragole al prosecco. Queste persone e queste storie rischiano di non essere più vissute per motivi burocratici di uno stato che non ha a cuore la felicità dei suoi cittadini.

Percorriamo la strada verso Ovest, il sole sta scendendo, e attraversiamo nuovamente il Piave, che scorre interamente in territorio Veneto, ed è noto come il "Fiume Sacro alla Patria" in memoria dei combattimenti di cui fu teatro durante la prima guerra mondiale, nemmeno di Lui sembra accorgersi lo Stato, manca il Tricolore, e io soffro, ma sono ricca di emozioni. L'Osteria senza Oste ed il Piave non mi deludono mai!"

Serena Dalla Valle
Sabato 8 marzo 2014

Ripartiamo da qui

Mercoledì, 27 Novembre 2013 14:26

Siamo in un momento di grande fibrillazione politica e la situazione sociale ed economica continua a peggiorare senza intravvedere una azione di uscita all'orizzonte, anzi, la attuale classe dirigente sembra tutta rivolta a dividersi su questioni interne, su ragionamenti di posizionamento tattico.
Noi crediamo che siano necessari cambiamenti radicali: nella politica, nella sua rappresentanza, nell'organizzazione dello Stato e della burocrazia, ma soprattutto nelle priorità.
Il centrodestra deve ritrovare una unità per vincere, unità di progetto e di obiettivi perché dobbiamo ricostruire il legame di fiducia con un elettorato che ci votava e non ci vota più.
Ieri il centro- destra era formato da Popolo della Libertà e Lega nord e prima ancora da Alleanza Nazionale, Forza Italia, Lega Nord, Unione di Centro. Eravamo riusciti a dare una risposta di rappresentanza politica alle aspettative di un elettorato conservatore nei valori e riformatore nelle risposte. Poi abbiamo perso inesorabilmente terreno e territori, persone e progetti. Va invertita la rotta!

Come ritrovare quel filo che ci legava ai nostri territori, al nostro naturale elettorato? Come dare risposte alle esigenze di sopravvivenza della nostra impresa privata? Come riorganizzare una macchina pubblica lenta, farraginosa e superata? Come aggiornare la Carta Costituzionale per una nuova Repubblica? Come riprenderci una sovranità nazionale nei confronti di una Europa tecnocratica, aggressiva e finanziaria?
A queste domande noi vogliamo dare risposte chiare e concrete, immediatamente riconoscibili per il nostro elettorato che oggi non vota, si astiene ed è profondamente distante e deluso.

Abbiamo l'ambizione di ricostruire una alleanza sulle idee e sulle azioni che parli di una destra nella nuova repubblica, superando definitivamente la prima, le sue facce e le sue regole.
Ci vuole volontà e voglia di non "accontentarsi". C'è bisogno di lavorare e tanto, per raccogliere forze nuove sui territori e rimotivare chi ha scelto di lasciare.

Ho partecipato al Consiglio Nazionale del Popolo della Libertà e ho seguito con attenzione l'intervento di Silvio Berlusconi. Ho trovato un uomo provato nella sua dimensione personale, certamente oggetto di una aggressività e pervicacia uniche da parte della magistratura, ma non ho trovato una scelta politica. Poco spazio nel suo intervento alla gravità della situazione economica, nessuna proposta per uscire, l'unica novità il cambio del nome in Forza Italia. Non era la mia storia prima, non credo lo sia oggi con questi presupposti. L'unico passaggio interessante é sulla esigenza di ritrovare, domani, una unità di intenti e quindi abbassando i toni dello scontro interno. Impegno che appare difficile alla luce delle esternazioni dei falchetti dell'una o dell'altra parte.

Il giorno dopo ho seguito la chiusura dei lavori di Officina per l'Italia. Ho trovato tante storie provenienti da percorsi diversi che si sono date una progettualità di posizioni politiche, con una particolare forza sul tema della sovranità nazionale e della critica a questa Europa. Parole forti, emozioni forti, tanti giovani. Speriamo che si riescano a risolvere quanto prima le inutili polemiche tra Fratelli d'Italia e coloro i quali ritengono di dover ripresentare il simbolo di AN. C'è bisogno di una destra unita dotata di una nuova classe dirigente che guardi alle sfide del futuro Ieri si e' costituito in Consiglio Regionale il gruppo Popolo della Libertà- Nuovo Centro Destra al quale aderisco in continuità con il gruppo del PDL. Dispiace assistere ad una scissione rispetto al nostro gruppo regionale; scissione che non può essere compresa dagli elettori che nel 2010 ci hanno dato un mandato preciso da rispettare e che a mio avviso non dovrebbe essere inficiato da logiche che con i problemi dei veneti nulla hanno a che vedere. Per questo ho deciso di rimanere dove sono stata messa dai miei elettori.

Non mi convince l'azione politica di sostegno al Governo Letta e pertanto non posso esprimermi, ad oggi, sul Nuovo Centro Destra di Alfano perchè non ritengo sufficiente il generico tema della stabilità di governo. Credo invece che la presenza in questo Governo avrebbe dovuto vedere una azione più incisiva sui temi della difesa alle nostre imprese, della riduzione della spesa pubblica, della riduzione della pressione fiscale, nel contrastare azioni deliranti su immigrazione piuttosto che sulle politiche della famiglia, nella svendita dei "gioielli" di famiglia Fincantieri, Finmeccanica, ENI.... Ed evitare prese per i fondelli come il tema della tassazione sulla prima casa; prima imu adesso tasi e tari, la verità è che nel 2015 c'è il rischio concreto di chiedere ai contribuenti lo stesso sforzo imposto dalla stangata di Monti del 2012.

Penso che oggi le scelte non possano essere dettate da un simbolo, da simpatie o antipatie personali, ma debbano necessariamente essere fondate su azioni concrete per risolvere i problemi dei cittadini e su idee per un futuro da realizzare. Spero che il tempo dell'autoreferenzialità termini presto e che programmi e contenuti prendano la ribalta permettendo a quelle persone che ancora oggi vogliono far politica di attivarsi non per tornaconti, ma per adesioni convinte e sincere al bene comune, non di parte ma per la Patria. Fino a quel momento non me la sento di scegliere sulla fiducia un contenitore piuttosto che un altro. Fino a quel momento penserò solo a rispettare il mandato che gli elettori mi hanno dato fino al 2015.

Infracom Italia

Venerdì, 02 Agosto 2013 12:30

Visitare le realtà  del territorio è sempre costruttivo per capire in che direzione stiamo andando. La scorsa settimana sono stata ad Infracom, ditta con sede a Verona: partiamo dalle eccellenze per rilanciare l’economia veneta.

Infracom Italia opera, sin dal 1999, sul mercato nazionale dei servizi di telecomunicazioni e datacenter. La rete proprietaria con copertura nazionale di oltre 9.000 km di cavo ottico, 6.500 metri quadri di data center a Milano e Verona interconnessi in alta affidabilità  e capacità , la Infracom telehouse, la più grande meet-me room italiana con accesso privilegiato al MIX, il peering point italiano, e la chiave per accedere al backbone internazionale, fanno di Infracom Italia un interlocutore unico in grado di proporre soluzioni su misura con standard di qualità  elevati.

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