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L’ASSESSORE DONAZZAN SCRIVE AL MINISTRO GIANNINI: “IL DECRETO SULLA SCUOLA DEVE ESSERE CORRETTO”

Venerdì, 27 Febbraio 2015 18:02

L’assessore all’istruzione e al lavoro della Regione del Veneto, Elena Donazzan, ha inviato una lettera al ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Stefania Giannini, in merito alle “indiscrezioni che appaiono quotidianamente sui giornali circa gli effetti della imminente pubblicazione del decreto sulla scuola”, chiedendo che vi sia la “possibilità di effettuare interventi correttivi a un progetto che appare quasi già confezionato”.

“Non nascondo la mia forte preoccupazione circa gli effetti sociali ed economici che può determinare una tale proposta in una regione come il Veneto – scrive Donazzan –. Tra le varie proposte contenute nella ‘Buona Scuola’ si prevede una massiccia assunzione di personale docente attualmente incluso nelle graduatorie provinciali a esaurimento (GAE) con la previsione della successiva eliminazione della graduatoria”.

In riferimento a ciò l’assessore sottolinea alcuni aspetti delicati a cui ritiene necessario siano date risposte:

- la mancata riconferma dei docenti nominati dalla seconda e terza fascia d’istituto, “che da anni – sottolinea l’assessore  già lavorano nel comparto scuola, con grande esperienza diretta nell’insegnamento e con esigenze personali a cui non possiamo non dare importanza”;

- lo spostamento in altre provincie dei candidati inclusi in GAE, che nella loro provincia di inclusione non hanno possibilità di stabilizzazione per mancanza di posti: “Ritengo che questo tema determinerà negli anni a venire una pressione sociale – scrive l’assessore – e un ricorso alle norme di cui alla Legge 104 per ottenere quanto prima la riunificazione al nucleo famigliare”;

- modifica degli ordinamenti: “È evidente – afferma Donazzan – che sembra collegata alle sole esigenze del governo per svuotare le GAE, ma non può certamente essere una scuola che risponde alle necessità dell’Italia ed in particolare alla realtà industriale e manifatturiera come quella del Veneto. Inoltre, in riferimento a questo punto, è forte la mia preoccupazione nel vedere un governo determinato a varare un provvedimento di così grande portata senza una minima sperimentazione e completamente carente di risposte sul fronte delle esigenze economico-produttive di un’area industriale qual è quella del Nord Italia e del Veneto”.

“Di fatto – conclude Donazzan, confidando nella possibilità di modifiche – ‘La Buona Scuola’ manca completamente di quel potenziamento delle materie tecnico professionali e laboratoriali necessarie agli istituti tecnici e professionali per rispondere adeguatamente alle richieste del mondo del lavoro. Ed è evidente, infine, che l’aumento dell’organico di diritto dei docenti debba avere la necessaria copertura economica, problema di tutta rilevanza visti i continui tagli della spesa pubblica, ma che ritengo questo governo abbia immaginato risposte che non penalizzino ulteriormente gli enti locali”.

L’ASSESSORE DONAZZAN SCRIVE AL MINISTRO GIANNINI: “IL DECRETO SULLA SCUOLA DEVE ESSERE CORRETTO”

Venerdì, 27 Febbraio 2015 18:02

L’assessore all’istruzione e al lavoro della Regione del Veneto, Elena Donazzan, ha inviato una lettera al ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Stefania Giannini, in merito alle “indiscrezioni che appaiono quotidianamente sui giornali circa gli effetti della imminente pubblicazione del decreto sulla scuola”, chiedendo che vi sia la “possibilità di effettuare interventi correttivi a un progetto che appare quasi già confezionato”.

“Non nascondo la mia forte preoccupazione circa gli effetti sociali ed economici che può determinare una tale proposta in una regione come il Veneto – scrive Donazzan –. Tra le varie proposte contenute nella ‘Buona Scuola’ si prevede una massiccia assunzione di personale docente attualmente incluso nelle graduatorie provinciali a esaurimento (GAE) con la previsione della successiva eliminazione della graduatoria”.

In riferimento a ciò l’assessore sottolinea alcuni aspetti delicati a cui ritiene necessario siano date risposte:

- la mancata riconferma dei docenti nominati dalla seconda e terza fascia d’istituto, “che da anni – sottolinea l’assessore  già lavorano nel comparto scuola, con grande esperienza diretta nell’insegnamento e con esigenze personali a cui non possiamo non dare importanza”;

- lo spostamento in altre provincie dei candidati inclusi in GAE, che nella loro provincia di inclusione non hanno possibilità di stabilizzazione per mancanza di posti: “Ritengo che questo tema determinerà negli anni a venire una pressione sociale – scrive l’assessore – e un ricorso alle norme di cui alla Legge 104 per ottenere quanto prima la riunificazione al nucleo famigliare”;

- modifica degli ordinamenti: “È evidente – afferma Donazzan – che sembra collegata alle sole esigenze del governo per svuotare le GAE, ma non può certamente essere una scuola che risponde alle necessità dell’Italia ed in particolare alla realtà industriale e manifatturiera come quella del Veneto. Inoltre, in riferimento a questo punto, è forte la mia preoccupazione nel vedere un governo determinato a varare un provvedimento di così grande portata senza una minima sperimentazione e completamente carente di risposte sul fronte delle esigenze economico-produttive di un’area industriale qual è quella del Nord Italia e del Veneto”.

“Di fatto – conclude Donazzan, confidando nella possibilità di modifiche – ‘La Buona Scuola’ manca completamente di quel potenziamento delle materie tecnico professionali e laboratoriali necessarie agli istituti tecnici e professionali per rispondere adeguatamente alle richieste del mondo del lavoro. Ed è evidente, infine, che l’aumento dell’organico di diritto dei docenti debba avere la necessaria copertura economica, problema di tutta rilevanza visti i continui tagli della spesa pubblica, ma che ritengo questo governo abbia immaginato risposte che non penalizzino ulteriormente gli enti locali”.

“ADOTTA LA SCUOLA”. PARTE DA VICENTINO CONTRASTO A SPRECHI ENERGETICI NELLE SCUOLE; AZIENDE FORNISCONO TECNOLOGIE GRATIS. ASSESSORE DONAZZAN 20 FEBBRAIO A MALO A SCUOLA RIGOTTI FIRMA ACCORDO CON UFFICIO SCOLASTICO E ASSOCIAZIONI IMPRENDITORIALI

Mercoledì, 18 Febbraio 2015 14:58

“Adotta la scuola: il valore condiviso della sostenibilità”.

È il titolo dell’accordo che sarà sottoscritto venerdì prossimo 20 febbraio a Malo (Vicenza) nella Scuola primaria “R.Rigotti”, in via Martiri della Libertà, per aiutare le scuole del Veneto a ridurre gli sprechi, a risparmiare sulle utenze per l’energia (elettrica e termica) utilizzando buone pratiche educative e tecnologie innovative (sistema di sensori) messe a disposizione dalle aziende e con i risparmi ottenuti reinvestire nell’istruzione.

A firmare il protocollo d’intesa, alle ore 11.00, saranno la Regione Veneto/Assessorato all’Istruzione, l’Ufficio Scolastico Regionale, l’ANCI, l’UPI, Confindustria Veneto, Confartigianato Veneto, CNA Veneto.

In rappresentanza della Giunta regionale del Veneto interverrà l’Assessore all’istruzione, formazione e lavoro Elena Donazzan.

L’iniziativa, che parte dal vicentino per allargarsi successivamente a tutto il Veneto, punta allo sviluppo sostenibile del territorio, nell’ottica della strategia europea di Europa 2020.

“ADOTTA LA SCUOLA”. PARTE DA VICENTINO CONTRASTO A SPRECHI ENERGETICI NELLE SCUOLE; AZIENDE FORNISCONO TECNOLOGIE GRATIS. ASSESSORE DONAZZAN 20 FEBBRAIO A MALO A SCUOLA RIGOTTI FIRMA ACCORDO CON UFFICIO SCOLASTICO E ASSOCIAZIONI IMPRENDITORIALI

Mercoledì, 18 Febbraio 2015 14:58

“Adotta la scuola: il valore condiviso della sostenibilità”.

È il titolo dell’accordo che sarà sottoscritto venerdì prossimo 20 febbraio a Malo (Vicenza) nella Scuola primaria “R.Rigotti”, in via Martiri della Libertà, per aiutare le scuole del Veneto a ridurre gli sprechi, a risparmiare sulle utenze per l’energia (elettrica e termica) utilizzando buone pratiche educative e tecnologie innovative (sistema di sensori) messe a disposizione dalle aziende e con i risparmi ottenuti reinvestire nell’istruzione.

A firmare il protocollo d’intesa, alle ore 11.00, saranno la Regione Veneto/Assessorato all’Istruzione, l’Ufficio Scolastico Regionale, l’ANCI, l’UPI, Confindustria Veneto, Confartigianato Veneto, CNA Veneto.

In rappresentanza della Giunta regionale del Veneto interverrà l’Assessore all’istruzione, formazione e lavoro Elena Donazzan.

L’iniziativa, che parte dal vicentino per allargarsi successivamente a tutto il Veneto, punta allo sviluppo sostenibile del territorio, nell’ottica della strategia europea di Europa 2020.

SPORT: EDUCAZIONE E SALUTE PER BAMBINI 6-11 ANNI. DONAZZAN FIRMA PROTOCOLLO INTESA CON ASSOSPORT E SCUOLA PER 2° EDIZIONE “DOTE IN MOVIMENTO”

Giovedì, 13 Novembre 2014 10:51
"566 BAMBINI DI FAMIGLIE IN DIFFICOLTA’ FARANNO PER UN ANNO SPORT GRATUITAMENTE IN 200 SOCIETA’ SPORTIVE; ESPERIMENTO PILOTA IN ITALIA E CHE SARÀ ADOTTATO DAI 28 PAESI DELL'UNIONE: ANCORA UNA VOLTA IL VENETO FA SCUOLA"
 
(AVN) – Treviso, 13  novembre 2014
 
“Dote in Movimento”,  l’iniziativa tra Regione Assosport e Ufficio scolastico regionale che favorisce la diffusione dell’attività sportiva nei bambini veneti tra i 6 e gli 11 anni appartenenti a famiglie in difficoltà, inizia il suo secondo anno nel Veneto e a breve diventerà un format europeo, adottato dai 28 Paesi membri dell'Unione come modello per l'educazione e la salute dei bambini. 
 
"Ancora una volta il Veneto fa scuola a livello nazionale ed europeo" ha commentato Elena Donazzan, Assessore regionale all'istruzione, firmando stamani a Treviso, nella sede di Unindustria, il protocollo d’intesa per la realizzazione della seconda edizione del progetto.
Assieme a lei hanno firmato Assosport (l’associazione nazionale tra i produttori di articoli sportivi) con il Presidente Luca Businaro e l’Ufficio Scolastico Regionale con la responsabile Daniela Beltrame..
 
Testimonial d’eccezione per l’occasione è stata la campionessa di sci alpino Deborah Compagnoni.  
 
Primo progetto pilota del genere in Italia, - che a breve sarà realizzato anche in Lombardia e Piemonte - e che sarà adottato anche dai 28 Paesi membri dell' Unione Europea, “Dote in movimento” destina nell'anno scolastico 2014-2015 alle associazioni sportive che si iscriveranno (entro il 30 novembre) sul sito del progetto un contributo di 150 euro a testa per 566 "bonus-sport" destinati ad altrettanti bambini di famiglie in difficoltà che non dovranno pagare i costi d'iscrizione e potranno scegliere una pratica sportiva e favorendo quindi le famiglie in difficoltà per la crisi  economica. 
Il contributo complessivo per l’iniziativa è di 84.900 di cui 63.675 da parte regionale e il restante importo da parte di Assosport.
 
 
“Portiamo avanti con entusiasmo questo progetto - ha detto l'assessore regionale - che si  rivolge ai bambini in un periodo fondamentale della loro crescita, e va nella direzione di “educazione” che l’ Assessorato all'istruzione e quello allo sport hanno scelto come obiettivo e che intendono attuare con le loro politiche".
 
Ha ricordato poi il forte positivo legame che esiste, secondo un attento studio triennale svolto dall'associazione sportiva "Atletica vicentina", tra  gli studenti che praticano sport e il profitto e rendimento scolastico che ne escono molto rafforzati, al contrario di quello che si potrebbe credere. 
L'esponente del governo regionale ha sottolineato anche come la Giunta regionale creda molto nei licei sportivi che sono stati fatti partire subito nel territorio regionale una volta ricevuto l'ok dal ministero, e ha ringraziato Assosport, il CONI, i Comuni per l'aiuto alla diffusione dello sport nei confronti dei bambini più piccoli " perché è da qui che bisogna partire - ha detto -  per far crescere diritta  l'esistenza, la 'pianta',  del bambino".
La responsabile regionale dell'Ufficio scolastico Beltrame ha evidenziato che: 
"Fare sport significa conoscere anche i corretti stili di vita, e cioè imparare a diventare consapevoli della propria salute e a prevenire le malattie ed è un valore in se' anche dal punto di vista relazionale e cognitivo".
Dal canto suo Deborah Compagnoni ha ringraziato gli organizzatori per averla  scelta come testimonial di un progetto così bello. "Ho avuto una grande carriera  - ha detto - ma sono state le mie esperienze di bambina a lasciarmi l'impronta più importante per  la vita. Il bambino attraverso lo sport fa esperienza umana e di valori che poi ti portano a scegliere meglio nella propria vita".
Luca Businaro Presidente Assosport annunciando che il progetto veneto diventerà europeo "anche perché nell'Unione esistono le medesime problematiche di sedentarietà e patologie ad essa correlata che esistono in Italia e nel Veneto" ha informato di essere diventato presidente europeo
delle associazioni di attrezzature sportive. 
 
Per poter usufruire del 'bonus-sport' il reddito ISEE per le famiglie dovrà essere inferiore ai 30 mila euro che saliranno a 40 mila per le famiglie con bambini diversamente abili. Inoltre il contributo sarà legato ad altre considerazioni : ad esempio se uno dei genitori e' in cassa integrazione o disoccupato gli sarà riconosciuto un punteggio maggiore nella graduatoria che andrà a formarsi. 
 
 I risultati della prima edizione di “Dote in Movimento” sono stati i seguenti: sono stati coinvolti in tutto 411 bambini di cui 63 in provincia di Belluno (con l’interessamento di 18 società sportive), 62 bambini in provincia di Padova (in 28 società sportive), 23 bambini in provincia di Rovigo (in 8 società sportive), 109 bambini in provincia di Treviso( in 43 società sportive), 51 bambini in provincia di Venezia (in 24 società sportive), 53 bambini in provincia di Verona (in 28 società sportive), 140 bambini in provincia di Vicenza (in 51 società sportive).
 
 

SPORT: EDUCAZIONE E SALUTE PER BAMBINI 6-11 ANNI. DONAZZAN FIRMA PROTOCOLLO INTESA CON ASSOSPORT E SCUOLA PER 2° EDIZIONE “DOTE IN MOVIMENTO”

Giovedì, 13 Novembre 2014 10:51
"566 BAMBINI DI FAMIGLIE IN DIFFICOLTA’ FARANNO PER UN ANNO SPORT GRATUITAMENTE IN 200 SOCIETA’ SPORTIVE; ESPERIMENTO PILOTA IN ITALIA E CHE SARÀ ADOTTATO DAI 28 PAESI DELL'UNIONE: ANCORA UNA VOLTA IL VENETO FA SCUOLA"
 
(AVN) – Treviso, 13  novembre 2014
 
“Dote in Movimento”,  l’iniziativa tra Regione Assosport e Ufficio scolastico regionale che favorisce la diffusione dell’attività sportiva nei bambini veneti tra i 6 e gli 11 anni appartenenti a famiglie in difficoltà, inizia il suo secondo anno nel Veneto e a breve diventerà un format europeo, adottato dai 28 Paesi membri dell'Unione come modello per l'educazione e la salute dei bambini. 
 
"Ancora una volta il Veneto fa scuola a livello nazionale ed europeo" ha commentato Elena Donazzan, Assessore regionale all'istruzione, firmando stamani a Treviso, nella sede di Unindustria, il protocollo d’intesa per la realizzazione della seconda edizione del progetto.
Assieme a lei hanno firmato Assosport (l’associazione nazionale tra i produttori di articoli sportivi) con il Presidente Luca Businaro e l’Ufficio Scolastico Regionale con la responsabile Daniela Beltrame..
 
Testimonial d’eccezione per l’occasione è stata la campionessa di sci alpino Deborah Compagnoni.  
 
Primo progetto pilota del genere in Italia, - che a breve sarà realizzato anche in Lombardia e Piemonte - e che sarà adottato anche dai 28 Paesi membri dell' Unione Europea, “Dote in movimento” destina nell'anno scolastico 2014-2015 alle associazioni sportive che si iscriveranno (entro il 30 novembre) sul sito del progetto un contributo di 150 euro a testa per 566 "bonus-sport" destinati ad altrettanti bambini di famiglie in difficoltà che non dovranno pagare i costi d'iscrizione e potranno scegliere una pratica sportiva e favorendo quindi le famiglie in difficoltà per la crisi  economica. 
Il contributo complessivo per l’iniziativa è di 84.900 di cui 63.675 da parte regionale e il restante importo da parte di Assosport.
 
 
“Portiamo avanti con entusiasmo questo progetto - ha detto l'assessore regionale - che si  rivolge ai bambini in un periodo fondamentale della loro crescita, e va nella direzione di “educazione” che l’ Assessorato all'istruzione e quello allo sport hanno scelto come obiettivo e che intendono attuare con le loro politiche".
 
Ha ricordato poi il forte positivo legame che esiste, secondo un attento studio triennale svolto dall'associazione sportiva "Atletica vicentina", tra  gli studenti che praticano sport e il profitto e rendimento scolastico che ne escono molto rafforzati, al contrario di quello che si potrebbe credere. 
L'esponente del governo regionale ha sottolineato anche come la Giunta regionale creda molto nei licei sportivi che sono stati fatti partire subito nel territorio regionale una volta ricevuto l'ok dal ministero, e ha ringraziato Assosport, il CONI, i Comuni per l'aiuto alla diffusione dello sport nei confronti dei bambini più piccoli " perché è da qui che bisogna partire - ha detto -  per far crescere diritta  l'esistenza, la 'pianta',  del bambino".
La responsabile regionale dell'Ufficio scolastico Beltrame ha evidenziato che: 
"Fare sport significa conoscere anche i corretti stili di vita, e cioè imparare a diventare consapevoli della propria salute e a prevenire le malattie ed è un valore in se' anche dal punto di vista relazionale e cognitivo".
Dal canto suo Deborah Compagnoni ha ringraziato gli organizzatori per averla  scelta come testimonial di un progetto così bello. "Ho avuto una grande carriera  - ha detto - ma sono state le mie esperienze di bambina a lasciarmi l'impronta più importante per  la vita. Il bambino attraverso lo sport fa esperienza umana e di valori che poi ti portano a scegliere meglio nella propria vita".
Luca Businaro Presidente Assosport annunciando che il progetto veneto diventerà europeo "anche perché nell'Unione esistono le medesime problematiche di sedentarietà e patologie ad essa correlata che esistono in Italia e nel Veneto" ha informato di essere diventato presidente europeo
delle associazioni di attrezzature sportive. 
 
Per poter usufruire del 'bonus-sport' il reddito ISEE per le famiglie dovrà essere inferiore ai 30 mila euro che saliranno a 40 mila per le famiglie con bambini diversamente abili. Inoltre il contributo sarà legato ad altre considerazioni : ad esempio se uno dei genitori e' in cassa integrazione o disoccupato gli sarà riconosciuto un punteggio maggiore nella graduatoria che andrà a formarsi. 
 
 I risultati della prima edizione di “Dote in Movimento” sono stati i seguenti: sono stati coinvolti in tutto 411 bambini di cui 63 in provincia di Belluno (con l’interessamento di 18 società sportive), 62 bambini in provincia di Padova (in 28 società sportive), 23 bambini in provincia di Rovigo (in 8 società sportive), 109 bambini in provincia di Treviso( in 43 società sportive), 51 bambini in provincia di Venezia (in 24 società sportive), 53 bambini in provincia di Verona (in 28 società sportive), 140 bambini in provincia di Vicenza (in 51 società sportive).
 
 

ASSESSORE DONAZZAN: “AVVIATO NEGLI ISTITUTI AGRARI IL PROGETTO AVEPA NELLE SCUOLE, SI RITRONA SUI BANCHI!”

Martedì, 11 Novembre 2014 15:04
Ha preso avvio dall’'istituto Trentin di Lonigo, la prima lezione del progetto AVEPA nelle SCUOLE “Il campo tiene banco” 2014-2015.
Ne dà notizia l’Assessore regionale all’istruzione Elena Donazzan che informa  dell’iniziativa, promossa da AVEPA e dal direttore Fabrizio Stella, con l’obiettivo di formare gli studenti sulle materie che incontreranno alla fine del loro percorso di studi e sulle opportunità future sul mondo del lavoro  nel settore primario.
 
“Investire nella formazione dei giovani - commentano Donazzan e Stella - è il modo migliore per impostare un futuro solido per il comparto dell’agricoltura. I giovani, prossimi agricoltori/imprenditori, con il loro entusiasmo e  la voglia di portare avanti le tradizioni con idee innovative, hanno un ruolo fondamentale. Proprio per questo ho voluto che  l’Agenzia entrasse negli istituti agrari”.
Dopo il successo della passata edizione, anche quest’anno AVEPA propone agli istituti che rientrano nella rete delle scuole agrarie e forestali del Veneto, un percorso formativo che ha come filo conduttore l'articolazione delle politiche comunitarie e regionali riguardanti l'agricoltura. 
Tra le 12 tematiche  proposte agli istituti, relazionate dai professionisti dell’Agenzia, spiccano la Politica agricola comunitaria (PAC 2014-2020) e il nuovo Programma di sviluppo rurale 2014-2020.
Al momento le scuole che hanno aderito al progetto sono l’istituto tecnico agrario A. Trentin di Lonigo, l’Istituto Professionale Giuseppe Medici di Legnago, l’Istituto Professionale per l’Agricoltura e l’Ambiente Domenico Sartor di Castelfranco, l’Istituto Statale Alberto Parolini di Bassano, Istituto Tecnico e professionale di Stato per l’Agricoltura Giovanni Battista Cerletti di Conegliano, l’Istituto Tecnico Agrario Duca degli Abruzzi di Padova e l’Istituto Tecnico E. de Nicola di Piove di Sacco.
Ulteriori informazioni sul progetto sono disponibili nel sito web dell’AVEPA (ww.avepa.it/scuole).
 

ASSESSORE DONAZZAN: “AVVIATO NEGLI ISTITUTI AGRARI IL PROGETTO AVEPA NELLE SCUOLE, SI RITRONA SUI BANCHI!”

Martedì, 11 Novembre 2014 15:04
Ha preso avvio dall’'istituto Trentin di Lonigo, la prima lezione del progetto AVEPA nelle SCUOLE “Il campo tiene banco” 2014-2015.
Ne dà notizia l’Assessore regionale all’istruzione Elena Donazzan che informa  dell’iniziativa, promossa da AVEPA e dal direttore Fabrizio Stella, con l’obiettivo di formare gli studenti sulle materie che incontreranno alla fine del loro percorso di studi e sulle opportunità future sul mondo del lavoro  nel settore primario.
 
“Investire nella formazione dei giovani - commentano Donazzan e Stella - è il modo migliore per impostare un futuro solido per il comparto dell’agricoltura. I giovani, prossimi agricoltori/imprenditori, con il loro entusiasmo e  la voglia di portare avanti le tradizioni con idee innovative, hanno un ruolo fondamentale. Proprio per questo ho voluto che  l’Agenzia entrasse negli istituti agrari”.
Dopo il successo della passata edizione, anche quest’anno AVEPA propone agli istituti che rientrano nella rete delle scuole agrarie e forestali del Veneto, un percorso formativo che ha come filo conduttore l'articolazione delle politiche comunitarie e regionali riguardanti l'agricoltura. 
Tra le 12 tematiche  proposte agli istituti, relazionate dai professionisti dell’Agenzia, spiccano la Politica agricola comunitaria (PAC 2014-2020) e il nuovo Programma di sviluppo rurale 2014-2020.
Al momento le scuole che hanno aderito al progetto sono l’istituto tecnico agrario A. Trentin di Lonigo, l’Istituto Professionale Giuseppe Medici di Legnago, l’Istituto Professionale per l’Agricoltura e l’Ambiente Domenico Sartor di Castelfranco, l’Istituto Statale Alberto Parolini di Bassano, Istituto Tecnico e professionale di Stato per l’Agricoltura Giovanni Battista Cerletti di Conegliano, l’Istituto Tecnico Agrario Duca degli Abruzzi di Padova e l’Istituto Tecnico E. de Nicola di Piove di Sacco.
Ulteriori informazioni sul progetto sono disponibili nel sito web dell’AVEPA (ww.avepa.it/scuole).
 

ASSESSORE DONAZZAN GIOVEDI’ 13 NOVEMBRE A TREVISO A PRESENTAZIONE 2° EDIZIONE ASSOSPORT “DOTE IN MOVIMENTO” PER INCENTIVARE ATTIVITA’ SPORTIVA NEI BAMBINI 6-11 ANNI

Martedì, 11 Novembre 2014 15:02
L’assessore regionale all’istruzione, formazione e lavoro Elena Donazzan giovedì 13 novembre interverrà alle ore 12,00 a Treviso alla 
 
CONFERENZA STAMPA 
 
di presentazione della 2° edizione del progetto promosso da Assosport e sostenuto dalla Regione del Veneto e dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto “Dote in Movimento”, per incentivare l’attività sportiva nei bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni. 
 
All’incontro, che si terrà a Palazzo Giacomelli, sede della Confindustria di Treviso in Piazza Garibaldi 13, prenderanno parte i rappresentanti di Assosport, gli sponsor Confindustria Veneto, Banca Mediolanum, oltre ai rappresentanti del CONI nazionale, regionale e provinciale.
 
Con l’occasione l’Assessore Donazzan, la dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale Daniela Beltrame e il Presidente di Assosport Luca Businaro firmeranno il protocollo d’intesa che darà avvio ufficiale all’iniziativa.
 

ASSESSORE DONAZZAN GIOVEDI’ 13 NOVEMBRE A TREVISO A PRESENTAZIONE 2° EDIZIONE ASSOSPORT “DOTE IN MOVIMENTO” PER INCENTIVARE ATTIVITA’ SPORTIVA NEI BAMBINI 6-11 ANNI

Martedì, 11 Novembre 2014 15:02
L’assessore regionale all’istruzione, formazione e lavoro Elena Donazzan giovedì 13 novembre interverrà alle ore 12,00 a Treviso alla 
 
CONFERENZA STAMPA 
 
di presentazione della 2° edizione del progetto promosso da Assosport e sostenuto dalla Regione del Veneto e dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto “Dote in Movimento”, per incentivare l’attività sportiva nei bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni. 
 
All’incontro, che si terrà a Palazzo Giacomelli, sede della Confindustria di Treviso in Piazza Garibaldi 13, prenderanno parte i rappresentanti di Assosport, gli sponsor Confindustria Veneto, Banca Mediolanum, oltre ai rappresentanti del CONI nazionale, regionale e provinciale.
 
Con l’occasione l’Assessore Donazzan, la dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale Daniela Beltrame e il Presidente di Assosport Luca Businaro firmeranno il protocollo d’intesa che darà avvio ufficiale all’iniziativa.
 

PRIMO GIORNO DI SCUOLA. ASSESSORE DONAZZAN A ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE DI CREAZZO (VI) PER AUGURARE BUON ANNO SCOLASTICO AD ALLIEVI E INSEGNANTI: “CONVOCHEREMO GLI STATI GENERALI DELLA SCUOLA NEL VENETO PER PROPORRE A GOVERNO NOSTRO SISTEMA EDUCATIVO”

Lunedì, 15 Settembre 2014 12:24

“La Regione Veneto sarà in prima fila nel portare al Governo le proposte di riforma chieste per la scuola italiana. Noi lo faremo con le scuole del Veneto, e non solo, ma di tutta la società regionale.Nei prossimi due mesi chiederò il coinvolgimento di tutti i protagonisti della scuola veneta chiamando a raccolta studenti docenti genitori società' civile per lavorare, d'intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale e la nuova dirigente Daniela Beltrame, e far conoscere e proporre a livello nazionale la ricchezza del modello educativo veneto e la sua efficacia di cui oggi ho avuto una valida prova qui a Creazzo”.

Lo ha detto stamani Elena Donazzan, Assessore regionale all’Istruzione, intervenuta alla manifestazione di inaugurazione del primo giorno di scuola del nuovo anno scolastico 2014-2015, nel comune vicentino sede dell’Istituto Comprensivo Statale dove ha portato il saluto personale e quello della Regione Veneto agli allievi (sono oltre un migliaio che frequentano la scuola d’infanzia, la scuola primaria e la secondaria di primo grado) e al personale docente e non docente della struttura e a tantissimi genitori presenti.
Nella grande palestra dell’Istituto si è tenuto infatti un momento corale al quale hanno presenziato tutti i rappresentanti della comunità con indovinate coreografie studiate da docenti e volontari che hanno coinvolto decine di ragazzi e ragazze in canti e balli per dare il benvenuto al nuovo anno scolastico.

Dopo aver cantato l’inno nazionale, come omaggio all’Assessore e anche per celebrare il Centenario della Grande Guerra (che è stata scelta come specifica materia di studio quest’anno per le classi dell’Istituto), una allieva ha interpretato l’Inno del Piave “che ci racconta la storia d’Italia – ha detto poi Donazzan – e il fatto che non molti ricordano che il primo colpo di cannone di quella guerra fu sparato qui sull’Altopiano di Asiago. Oggi, qui con voi, assisto a una vera e propria giornata di educazione civica e ringrazio questa scuola, che tra l’altro aveva aderito anche alla Giornata del Fante, che partecipa e fa partecipare alla vita della comunità locale con le sue presenze e iniziative”.

“Oggi mi rafforzo nel convincimento che nel Veneto abbiamo un modello di scuola che va assolutamente riproposto. Sono grata per la partecipazione così numerosa dei genitori che vedo stamani (e non è scontata), per la passione messa dai docenti, per la presenza di coloro che stanno ‘fuori’ della scuola, le varie associazioni di volontariato che fanno la società. Ne esce un ritratto e un messaggio di comunità vera e unita che è il messaggio più bello per iniziare questo nuovo anno di scuola e per far capire ai ragazzi che non sono soli, sono accompagnati dalla comunità”.

Sono intervenuti anche i rappresentanti delle locali associazioni degli alpini che hanno consegnato a tutti gli studenti una bandierina tricolore “che non è un pezzo di plastica magari da tirar fuori quando vince la squadra di calcio – ha concluso Donazzan - ma un simbolo che racconta una storia straordinaria, ma che vale se è rispettato e conosciuto, non accantonatelo, portatelo con voi”.

140915 Donazzan a Creazzo

PRIMO GIORNO DI SCUOLA. ASSESSORE DONAZZAN A ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE DI CREAZZO (VI) PER AUGURARE BUON ANNO SCOLASTICO AD ALLIEVI E INSEGNANTI: “CONVOCHEREMO GLI STATI GENERALI DELLA SCUOLA NEL VENETO PER PROPORRE A GOVERNO NOSTRO SISTEMA EDUCATIVO”

Lunedì, 15 Settembre 2014 12:24

“La Regione Veneto sarà in prima fila nel portare al Governo le proposte di riforma chieste per la scuola italiana. Noi lo faremo con le scuole del Veneto, e non solo, ma di tutta la società regionale.Nei prossimi due mesi chiederò il coinvolgimento di tutti i protagonisti della scuola veneta chiamando a raccolta studenti docenti genitori società' civile per lavorare, d'intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale e la nuova dirigente Daniela Beltrame, e far conoscere e proporre a livello nazionale la ricchezza del modello educativo veneto e la sua efficacia di cui oggi ho avuto una valida prova qui a Creazzo”.

Lo ha detto stamani Elena Donazzan, Assessore regionale all’Istruzione, intervenuta alla manifestazione di inaugurazione del primo giorno di scuola del nuovo anno scolastico 2014-2015, nel comune vicentino sede dell’Istituto Comprensivo Statale dove ha portato il saluto personale e quello della Regione Veneto agli allievi (sono oltre un migliaio che frequentano la scuola d’infanzia, la scuola primaria e la secondaria di primo grado) e al personale docente e non docente della struttura e a tantissimi genitori presenti.
Nella grande palestra dell’Istituto si è tenuto infatti un momento corale al quale hanno presenziato tutti i rappresentanti della comunità con indovinate coreografie studiate da docenti e volontari che hanno coinvolto decine di ragazzi e ragazze in canti e balli per dare il benvenuto al nuovo anno scolastico.

Dopo aver cantato l’inno nazionale, come omaggio all’Assessore e anche per celebrare il Centenario della Grande Guerra (che è stata scelta come specifica materia di studio quest’anno per le classi dell’Istituto), una allieva ha interpretato l’Inno del Piave “che ci racconta la storia d’Italia – ha detto poi Donazzan – e il fatto che non molti ricordano che il primo colpo di cannone di quella guerra fu sparato qui sull’Altopiano di Asiago. Oggi, qui con voi, assisto a una vera e propria giornata di educazione civica e ringrazio questa scuola, che tra l’altro aveva aderito anche alla Giornata del Fante, che partecipa e fa partecipare alla vita della comunità locale con le sue presenze e iniziative”.

“Oggi mi rafforzo nel convincimento che nel Veneto abbiamo un modello di scuola che va assolutamente riproposto. Sono grata per la partecipazione così numerosa dei genitori che vedo stamani (e non è scontata), per la passione messa dai docenti, per la presenza di coloro che stanno ‘fuori’ della scuola, le varie associazioni di volontariato che fanno la società. Ne esce un ritratto e un messaggio di comunità vera e unita che è il messaggio più bello per iniziare questo nuovo anno di scuola e per far capire ai ragazzi che non sono soli, sono accompagnati dalla comunità”.

Sono intervenuti anche i rappresentanti delle locali associazioni degli alpini che hanno consegnato a tutti gli studenti una bandierina tricolore “che non è un pezzo di plastica magari da tirar fuori quando vince la squadra di calcio – ha concluso Donazzan - ma un simbolo che racconta una storia straordinaria, ma che vale se è rispettato e conosciuto, non accantonatelo, portatelo con voi”.

140915 Donazzan a Creazzo

SCUOLA. ASSESSORE DONAZZAN: SITUAZIONE DI CAOS. A 10 GIORNI DALL’INIZIO VENETO SENZA RESPONSABILE REGIONALE, 5 PROVINCIALI E MOLTI PRESIDI

Mercoledì, 03 Settembre 2014 19:45

“Siamo in una situazione di caos: a una decina di giorni dall’inizio dell’anno scolastico, in Veneto manca il dirigente scolastico regionale, mancano i responsabili provinciali in cinque province (Belluno, Padova, Rovigo, Treviso e Verona), mancano numerosi presidi e via dicendo, a cascata”. Elena Donazzan, assessore regionale all’istruzione è sconcertata: “mi domando in che modo, in queste condizioni, possiamo aprire le scuole con serenità, tenuto conto che l’istruzione merita la massima attenzione di tutti”.

“Ricordo che, all’inizio del suo mandato, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che oggi proclama al mondo che cambierà la scuola, fece la sua prima uscita pubblica – aggiunge l’assessore – proprio in un istituto scolastico veneto, a Treviso. Io auspico che la scuola venga cambiata, che non ci siano disfunzioni, carenze e incertezze, che ci sia meritocrazia e che la scuola funzioni. Ne va del nostro futuro”.

“Aggiungo anche che il Veneto è un’eccellenza in questo settore e ha una qualità di scuola straordinaria. Però la realtà è che, in questo momento, alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico, mancano dirigenti, presidi e altri operatori del sistema e che c’è una diffusa condizione di confusione – conclude Donazzan – all’interno di un comparto che ha bisogno di tutto ma non di vuoti del genere”.

SCUOLA. ASSESSORE DONAZZAN: SITUAZIONE DI CAOS. A 10 GIORNI DALL’INIZIO VENETO SENZA RESPONSABILE REGIONALE, 5 PROVINCIALI E MOLTI PRESIDI

Mercoledì, 03 Settembre 2014 19:45

“Siamo in una situazione di caos: a una decina di giorni dall’inizio dell’anno scolastico, in Veneto manca il dirigente scolastico regionale, mancano i responsabili provinciali in cinque province (Belluno, Padova, Rovigo, Treviso e Verona), mancano numerosi presidi e via dicendo, a cascata”. Elena Donazzan, assessore regionale all’istruzione è sconcertata: “mi domando in che modo, in queste condizioni, possiamo aprire le scuole con serenità, tenuto conto che l’istruzione merita la massima attenzione di tutti”.

“Ricordo che, all’inizio del suo mandato, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che oggi proclama al mondo che cambierà la scuola, fece la sua prima uscita pubblica – aggiunge l’assessore – proprio in un istituto scolastico veneto, a Treviso. Io auspico che la scuola venga cambiata, che non ci siano disfunzioni, carenze e incertezze, che ci sia meritocrazia e che la scuola funzioni. Ne va del nostro futuro”.

“Aggiungo anche che il Veneto è un’eccellenza in questo settore e ha una qualità di scuola straordinaria. Però la realtà è che, in questo momento, alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico, mancano dirigenti, presidi e altri operatori del sistema e che c’è una diffusa condizione di confusione – conclude Donazzan – all’interno di un comparto che ha bisogno di tutto ma non di vuoti del genere”.

ISTRUZIONE. ASSESSORE DONAZZAN: “APPROVATO BANDO CONTRIBUTO REGIONALE A SCUOLE CHE DANNO LIBRI TESTO IN COMODATO GRATUITO A STUDENTI SCUOLE STATALI, PARITARIE E PRIMI TRE ANNI SISTEMA FORMAZIONE”

Venerdì, 30 Maggio 2014 09:31

La Giunta veneta, su proposta dell’Assessore all’istruzione e formazione professionale Elena Donazzan, ha approvato un bando per la concessione del contributo regionale “Libri di Testo e Strumenti Didattici Alternativi in Comodato” per l’anno scolastico-formativo 2014-2015.
Il finanziamento ammonta complessivamente a 1.242.454 euro stanziati nel bilancio regionale di cui 442.454 di provenienza statale e 800.000 di provenienza regionale.

Il provvedimento è diretto alle scuole statali, paritarie e non paritarie, secondarie di I e II grado che forniranno i libri di testo in comodato gratuito agli studenti iscritti, nonché ai centri di formazione professionale accreditati che forniranno i libri di testo in comodato gratuito agli studenti iscritti ai primi tre anni. Potranno accedervi le famiglie con una situazione ISEE (Indicatore Situazione Economica Equivalente) da 0 ad 10.632 euro.

“Attualmente – ricorda Donazzan – per procurarsi i libri di testo, tali famiglie devono prima sostenere la spesa per l’acquisto dei libri e poi chiedere alla Regione il contributo per il buono-libri. Per aiutarle evitando loro di sostenere anticipatamente queste spese, in una fase in cui il sistema dell’istruzione subisce la riduzione delle disponibilità, abbiamo ritenuto necessario avviare e privilegiare la sperimentazione del comodato d’uso dei libri di testo. In tal modo si possono avere i libri gratuitamente, poiché la Regione aiuta finanziariamente le scuole all’acquisto e al comodato dei libri”.

L’acquisto ed il comodato da parte delle scuole potranno essere effettuati sia in forma individuale, sia collettiva; potranno riguardare sia libri di testo, sia altri tipi di documenti (ad esempio dispense, ricerche, programmi costruiti specificamente), scelti dalla scuola, sia ausili indispensabili alla didattica (ad esempio audio-libri per non vedenti); i libri, gli elaborati e gli ausili potranno essere predisposti da qualsiasi tipo di soggetto pubblico o privato, compresi i docenti e potranno essere sia in formato cartaceo, sia digitale o altro tipo.

La deliberazione sarà pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione e sul sito internet regionale: http://www.regione.veneto.it/web/istruzione/libri_in_comodato.

ISTRUZIONE. ASSESSORE DONAZZAN: “APPROVATO BANDO CONTRIBUTO REGIONALE A SCUOLE CHE DANNO LIBRI TESTO IN COMODATO GRATUITO A STUDENTI SCUOLE STATALI, PARITARIE E PRIMI TRE ANNI SISTEMA FORMAZIONE”

Venerdì, 30 Maggio 2014 09:31

La Giunta veneta, su proposta dell’Assessore all’istruzione e formazione professionale Elena Donazzan, ha approvato un bando per la concessione del contributo regionale “Libri di Testo e Strumenti Didattici Alternativi in Comodato” per l’anno scolastico-formativo 2014-2015.
Il finanziamento ammonta complessivamente a 1.242.454 euro stanziati nel bilancio regionale di cui 442.454 di provenienza statale e 800.000 di provenienza regionale.

Il provvedimento è diretto alle scuole statali, paritarie e non paritarie, secondarie di I e II grado che forniranno i libri di testo in comodato gratuito agli studenti iscritti, nonché ai centri di formazione professionale accreditati che forniranno i libri di testo in comodato gratuito agli studenti iscritti ai primi tre anni. Potranno accedervi le famiglie con una situazione ISEE (Indicatore Situazione Economica Equivalente) da 0 ad 10.632 euro.

“Attualmente – ricorda Donazzan – per procurarsi i libri di testo, tali famiglie devono prima sostenere la spesa per l’acquisto dei libri e poi chiedere alla Regione il contributo per il buono-libri. Per aiutarle evitando loro di sostenere anticipatamente queste spese, in una fase in cui il sistema dell’istruzione subisce la riduzione delle disponibilità, abbiamo ritenuto necessario avviare e privilegiare la sperimentazione del comodato d’uso dei libri di testo. In tal modo si possono avere i libri gratuitamente, poiché la Regione aiuta finanziariamente le scuole all’acquisto e al comodato dei libri”.

L’acquisto ed il comodato da parte delle scuole potranno essere effettuati sia in forma individuale, sia collettiva; potranno riguardare sia libri di testo, sia altri tipi di documenti (ad esempio dispense, ricerche, programmi costruiti specificamente), scelti dalla scuola, sia ausili indispensabili alla didattica (ad esempio audio-libri per non vedenti); i libri, gli elaborati e gli ausili potranno essere predisposti da qualsiasi tipo di soggetto pubblico o privato, compresi i docenti e potranno essere sia in formato cartaceo, sia digitale o altro tipo.

La deliberazione sarà pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione e sul sito internet regionale: http://www.regione.veneto.it/web/istruzione/libri_in_comodato.

ISTRUZIONE. ASSESSORE REGIONALE SU VISITA MINISTRO GIANNINI

Venerdì, 23 Maggio 2014 10:31

“Il Veneto deve sciogliere alcuni nodi importantissimi per quanto riguarda la scuola e per questo attende da tempo le indicazioni del Ministero. Anche per questo abbiamo chiesto da subito, dopo la sua nomina, un incontro urgente con il Ministro Giannini. Risultato: nessuna risposta. Dalla stampa però scopro, con sorpresa e disappunto, che il Ministro è stata in Veneto proprio ieri e in particolare a Valdastico ha visitato una scuola materna, senza avvertire l’esigenza, almeno per cortesia istituzionale e delicatezza, di invitare l’assessore regionale all’istruzione che la cerca da tempo e che, guarda caso, è espressione proprio di quel territorio. Chiedevo mezz’ora di tempo al Ministro, non serviva di più, per parlarle dei problemi del Veneto. Che ciò non sia avvenuto è per me assolutamente incredibile e grave”.

Non nasconde l’irritazione istituzionale l’Assessore regionale all’istruzione per una mancanza da parte del Ministro Giannini che arreca danno alla situazione della scuola nel Veneto.
L’esponente del governo regionale ricorda che: “siamo senza il direttore generale dell’ufficio scolastico regionale, dopo che la dottoressa Miola è andata in pensione, è una lacuna che non ci possiamo permettere in una fase così delicata; molti docenti sono stati, ingiustamente e incomprensibilmente, tagliati dal Ministero a fronte di una popolazione studentesca in crescita; abbiamo problemi relativi agli insegnanti di sostegno; e ci preoccupano non poco le paventate chiusure di plessi scolastici fatti in maniera algebrica, senza ordine, senza comprendere la complessità e specificità di alcuni nostri territori che hanno bisogno assoluto delle scuole perché togliendole è la comunità stessa muore”.

“Il Veneto è una regione che alla scuola dà molto - continua l’Assessore regionale - con proprie autonome risorse e progettualità. Sull’offerta formativa si è svolto un dialogo proficuo tra diverse amministrazioni dello Stato e della Regione (e della Provincia) quando si è trattato di organizzarla e potenziarla (finanziata in pratica tutta dalla Regione senza intervento statale) e ciò ha portato il Veneto al vertice delle scuole italiane ed è stato costruito insieme un ottimo modello che prima non c’era. Avrei voluto ricordare al Ministro che la Regione Veneto finanza con proprie risorse i due terzi delle scuole per l’infanzia attive sul territorio. E avrei voluto chiedere notizie sui licei sportivi, che dovevano partire ma di cui ancora non si sa nulla e che per il Veneto sono molto importanti come occasione di crescita dell’offerta formativa e che abbiamo autorizzato con scelta responsabile viste le aspettative del territorio”.

“Il Ministro tuttavia – conclude - sembra più interessata a visitare le scuole venete quando invitata dai suoi colleghi di partito che non a dare le risposte necessarie al responsabile delle politiche regionali per l’istruzione e la formazione professionale sul territorio. E’ gravissimo”.

ISTRUZIONE. ASSESSORE REGIONALE SU VISITA MINISTRO GIANNINI

Venerdì, 23 Maggio 2014 10:31

“Il Veneto deve sciogliere alcuni nodi importantissimi per quanto riguarda la scuola e per questo attende da tempo le indicazioni del Ministero. Anche per questo abbiamo chiesto da subito, dopo la sua nomina, un incontro urgente con il Ministro Giannini. Risultato: nessuna risposta. Dalla stampa però scopro, con sorpresa e disappunto, che il Ministro è stata in Veneto proprio ieri e in particolare a Valdastico ha visitato una scuola materna, senza avvertire l’esigenza, almeno per cortesia istituzionale e delicatezza, di invitare l’assessore regionale all’istruzione che la cerca da tempo e che, guarda caso, è espressione proprio di quel territorio. Chiedevo mezz’ora di tempo al Ministro, non serviva di più, per parlarle dei problemi del Veneto. Che ciò non sia avvenuto è per me assolutamente incredibile e grave”.

Non nasconde l’irritazione istituzionale l’Assessore regionale all’istruzione per una mancanza da parte del Ministro Giannini che arreca danno alla situazione della scuola nel Veneto.
L’esponente del governo regionale ricorda che: “siamo senza il direttore generale dell’ufficio scolastico regionale, dopo che la dottoressa Miola è andata in pensione, è una lacuna che non ci possiamo permettere in una fase così delicata; molti docenti sono stati, ingiustamente e incomprensibilmente, tagliati dal Ministero a fronte di una popolazione studentesca in crescita; abbiamo problemi relativi agli insegnanti di sostegno; e ci preoccupano non poco le paventate chiusure di plessi scolastici fatti in maniera algebrica, senza ordine, senza comprendere la complessità e specificità di alcuni nostri territori che hanno bisogno assoluto delle scuole perché togliendole è la comunità stessa muore”.

“Il Veneto è una regione che alla scuola dà molto - continua l’Assessore regionale - con proprie autonome risorse e progettualità. Sull’offerta formativa si è svolto un dialogo proficuo tra diverse amministrazioni dello Stato e della Regione (e della Provincia) quando si è trattato di organizzarla e potenziarla (finanziata in pratica tutta dalla Regione senza intervento statale) e ciò ha portato il Veneto al vertice delle scuole italiane ed è stato costruito insieme un ottimo modello che prima non c’era. Avrei voluto ricordare al Ministro che la Regione Veneto finanza con proprie risorse i due terzi delle scuole per l’infanzia attive sul territorio. E avrei voluto chiedere notizie sui licei sportivi, che dovevano partire ma di cui ancora non si sa nulla e che per il Veneto sono molto importanti come occasione di crescita dell’offerta formativa e che abbiamo autorizzato con scelta responsabile viste le aspettative del territorio”.

“Il Ministro tuttavia – conclude - sembra più interessata a visitare le scuole venete quando invitata dai suoi colleghi di partito che non a dare le risposte necessarie al responsabile delle politiche regionali per l’istruzione e la formazione professionale sul territorio. E’ gravissimo”.

Appello a sostegno della famiglia

Lunedì, 10 Febbraio 2014 09:22

Sostenere la vita e la famiglia naturale di fronte ai quotidiani attacchi del relativismo e di una certa ideologia è una battaglia di civiltà a cui non ci si può sottrarre.

In questi giorni l'UNAR, (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali che opera all’interno del Dipartimento delle Pari Opportunità) ha iniziato una pericolosa campagna di vero e proprio indottrinamento dei nostri giovani e degli insegnanti nelle scuole e nelle università sulla cosiddetta “identità di genere” e sulla “parità di tutti gli orientamenti sessuali".
Se fosse sulla "identità di genere" ovvero femminile e maschile, in un momento in cui la crisi di identità è così forte, sarebbe una cosa giusta, purtroppo qui si nega sia l'identità che il genere e si propone un modello devastante per la tenuta della società e del suo nucleo principale: la famiglia. Inoltre ciò che rende veramente grave questa azione di destabilizzazione del nostro modello di società è la violenza psicologica che ne deriva. Entrare nella sfera educativa creando confusione nei più giovani, adolescenti o addirittura bambini, dicendo loro che non esiste il loro genere, quello che imparano a scoprire con la crescita sia fisica che psicologica, insinuando il dubbio che quel genere non esista è al limite della denuncia per violenza psicologica.

Noi dovremmo accompagnare i più giovani, nel complesso momento della scoperta di sè, con punti di riferimento certi, sereni, stabili. Questo dovrebbe essere il compito di famiglia, scuola e politica, in particolare in questo momento di crisi della identità in ogni ambito della vita. Crisi che si è spostata da finanziaria ed economica ad essere ciò che è veramente, crisi morale e di identità.

Credo che una grave responsabilità in questa crisi sia dovuta proprio all'azione lobbistica e penetrante ogni settore della vita pubblica e non più solo privata, di certi fondamentalismi ideologici che pretendono che uno stile comportamentale anomalo diventi la normalità.

Nessuno nega la omosessualità, nè il rispetto per la condizione personale, ma non possiamo ascrivere questa condizione a modello di riferimento sociale, nè possiamo - cosa ancor più grave - riferirci quasi con maniacalità nel trattare il tema delle relazioni interpersonali alla sfera sessuale.

Ciò che sta accadendo nelle scuole è quindi gravissimo ed addirittura coperto dalle istituzioni.

Le direttive dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), riprese nel Decreto Legge Carrozza, prevedono “la formazione dei docenti all’aumento delle competenze relative all’educazione, all’affettività, al rispetto delle diversità e delle pari opportunità di genere ed al superamento dei stereotipi di genere”.

"Stereotipi": come se la natura dell'uomo, la sopravvivenza della specie in natura fossero barbare convinzioni dettate dalla ignoranza e dalla mancanza di cultura.

Lo scopo di questo attacco congiunto è chiaramente quello di legittimare ragionamenti palesemente insostenibili e col generico pretesto delle "pari opportunità" o della "non discriminazione" si violentano sacrosanti principi del diritto naturale su cui si è sempre fondata la nostra civiltà.

Abbiamo poco tempo per manifestare la nostra preoccupazione e contrarietà. Io ho firmato la petizione contro la strategia dell'UNAR e le direttive dell'OMS per difendere la vita, la famiglia e le prossime generazioni.

Ti chiedo di farlo anche tu.

http://www.notizieprovita.it/petizione-contro-la-strategia-dellunar-e-le-direttive-delloms-proteggiamo-bambini/

La petizione sarà indirizzata a: il Presidente del Consiglio dei Ministri; il Ministro degli Interni; il Ministro dell’Istruzione; il Ministro per le Pari Opportunità; il Ministro della Salute; l’Autorità Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza; la Commissione Parlamentare per l’infanzia.

Appello a sostegno della famiglia

Lunedì, 10 Febbraio 2014 09:22

Sostenere la vita e la famiglia naturale di fronte ai quotidiani attacchi del relativismo e di una certa ideologia è una battaglia di civiltà a cui non ci si può sottrarre.

In questi giorni l'UNAR, (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali che opera all’interno del Dipartimento delle Pari Opportunità) ha iniziato una pericolosa campagna di vero e proprio indottrinamento dei nostri giovani e degli insegnanti nelle scuole e nelle università sulla cosiddetta “identità di genere” e sulla “parità di tutti gli orientamenti sessuali".
Se fosse sulla "identità di genere" ovvero femminile e maschile, in un momento in cui la crisi di identità è così forte, sarebbe una cosa giusta, purtroppo qui si nega sia l'identità che il genere e si propone un modello devastante per la tenuta della società e del suo nucleo principale: la famiglia. Inoltre ciò che rende veramente grave questa azione di destabilizzazione del nostro modello di società è la violenza psicologica che ne deriva. Entrare nella sfera educativa creando confusione nei più giovani, adolescenti o addirittura bambini, dicendo loro che non esiste il loro genere, quello che imparano a scoprire con la crescita sia fisica che psicologica, insinuando il dubbio che quel genere non esista è al limite della denuncia per violenza psicologica.

Noi dovremmo accompagnare i più giovani, nel complesso momento della scoperta di sè, con punti di riferimento certi, sereni, stabili. Questo dovrebbe essere il compito di famiglia, scuola e politica, in particolare in questo momento di crisi della identità in ogni ambito della vita. Crisi che si è spostata da finanziaria ed economica ad essere ciò che è veramente, crisi morale e di identità.

Credo che una grave responsabilità in questa crisi sia dovuta proprio all'azione lobbistica e penetrante ogni settore della vita pubblica e non più solo privata, di certi fondamentalismi ideologici che pretendono che uno stile comportamentale anomalo diventi la normalità.

Nessuno nega la omosessualità, nè il rispetto per la condizione personale, ma non possiamo ascrivere questa condizione a modello di riferimento sociale, nè possiamo - cosa ancor più grave - riferirci quasi con maniacalità nel trattare il tema delle relazioni interpersonali alla sfera sessuale.

Ciò che sta accadendo nelle scuole è quindi gravissimo ed addirittura coperto dalle istituzioni.

Le direttive dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), riprese nel Decreto Legge Carrozza, prevedono “la formazione dei docenti all’aumento delle competenze relative all’educazione, all’affettività, al rispetto delle diversità e delle pari opportunità di genere ed al superamento dei stereotipi di genere”.

"Stereotipi": come se la natura dell'uomo, la sopravvivenza della specie in natura fossero barbare convinzioni dettate dalla ignoranza e dalla mancanza di cultura.

Lo scopo di questo attacco congiunto è chiaramente quello di legittimare ragionamenti palesemente insostenibili e col generico pretesto delle "pari opportunità" o della "non discriminazione" si violentano sacrosanti principi del diritto naturale su cui si è sempre fondata la nostra civiltà.

Abbiamo poco tempo per manifestare la nostra preoccupazione e contrarietà. Io ho firmato la petizione contro la strategia dell'UNAR e le direttive dell'OMS per difendere la vita, la famiglia e le prossime generazioni.

Ti chiedo di farlo anche tu.

http://www.notizieprovita.it/petizione-contro-la-strategia-dellunar-e-le-direttive-delloms-proteggiamo-bambini/

La petizione sarà indirizzata a: il Presidente del Consiglio dei Ministri; il Ministro degli Interni; il Ministro dell’Istruzione; il Ministro per le Pari Opportunità; il Ministro della Salute; l’Autorità Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza; la Commissione Parlamentare per l’infanzia.

Tragedia del Vajont

Venerdì, 04 Ottobre 2013 13:13

Egregi Dirigenti Scolastici,

lunedì prossimo 7 ottobre il Consiglio Regionale del Veneto, massima espressione della rappresentanza democratica del Veneto, si riunirà  a Longarone per ricordare la tragedia del Vajont. Da sempre la scuola è la più alta tra le istituzioni competenti relativamente ai temi della educazione alla cittadinanza intesa come condivisione del destino di un popolo.
Nell’ultima riforma della scuola tale compito è stato ancor più valorizzato e definito. Una nuova accezione della educazione civica come confronto sui temi dell’attualità  per trattare delle origini di un territorio, della sua storia come passato, ma anche quale proiezione nel futuro della società  di cui i nostri giovani saranno i protagonisti.

Disastro Vajont

Vi chiedo quindi lunedì, in concomitanza con la seduta del Consiglio Regionale in quel di Longarone, di approfondire la conoscenza di quella che fu una immane tragedia per gli abitanti di quel territorio, ma che segnò un punto fondante per la nostra società  veneta ed italiana. Nacque allora la Protezione Civile, si chiese all’Esercito Italiano ed in particolare agli Alpini di leva di intervenire in una emergenza ambientale e civile, si iniziò a riflettere in materia di legislazione ambientale in relazione all’utilizzo di un bene primario quale l’acqua e del suo sfruttamento da parte dell’uomo, si affrontò la delicata questione della fragilità  delle nostre montagne.

Da quel disastro nacque la grande industria veneta che grazie agli investimenti da parte dello Stato, ma soprattutto alla caparbietà  e alla propensione al sacrificio della gente di montagna, crebbe fino a diventare polo di riferimento in settori strategici nel mondo. Solo conoscendo, riflettendo, analizzando nell’ottica della multidisciplinarietà  della scuola italiana, potremo costruire una società  consapevole delle proprie fragilità  e delle proprie potenzialità . Il Vajont è una parte importante della storia veneta ed italiana, ma è anche un grande insegnamento e monito per il futuro.

Sono certa che saprete coinvolgere con la Vostra sensibilità  tutto il corpo docente e gli studenti.

Con viva cordialità .
L’Assessore Regionale
Elena Donazzan

Tragedia del Vajont

Venerdì, 04 Ottobre 2013 13:13

Egregi Dirigenti Scolastici,

lunedì prossimo 7 ottobre il Consiglio Regionale del Veneto, massima espressione della rappresentanza democratica del Veneto, si riunirà  a Longarone per ricordare la tragedia del Vajont. Da sempre la scuola è la più alta tra le istituzioni competenti relativamente ai temi della educazione alla cittadinanza intesa come condivisione del destino di un popolo.
Nell’ultima riforma della scuola tale compito è stato ancor più valorizzato e definito. Una nuova accezione della educazione civica come confronto sui temi dell’attualità  per trattare delle origini di un territorio, della sua storia come passato, ma anche quale proiezione nel futuro della società  di cui i nostri giovani saranno i protagonisti.

Disastro Vajont

Vi chiedo quindi lunedì, in concomitanza con la seduta del Consiglio Regionale in quel di Longarone, di approfondire la conoscenza di quella che fu una immane tragedia per gli abitanti di quel territorio, ma che segnò un punto fondante per la nostra società  veneta ed italiana. Nacque allora la Protezione Civile, si chiese all’Esercito Italiano ed in particolare agli Alpini di leva di intervenire in una emergenza ambientale e civile, si iniziò a riflettere in materia di legislazione ambientale in relazione all’utilizzo di un bene primario quale l’acqua e del suo sfruttamento da parte dell’uomo, si affrontò la delicata questione della fragilità  delle nostre montagne.

Da quel disastro nacque la grande industria veneta che grazie agli investimenti da parte dello Stato, ma soprattutto alla caparbietà  e alla propensione al sacrificio della gente di montagna, crebbe fino a diventare polo di riferimento in settori strategici nel mondo. Solo conoscendo, riflettendo, analizzando nell’ottica della multidisciplinarietà  della scuola italiana, potremo costruire una società  consapevole delle proprie fragilità  e delle proprie potenzialità . Il Vajont è una parte importante della storia veneta ed italiana, ma è anche un grande insegnamento e monito per il futuro.

Sono certa che saprete coinvolgere con la Vostra sensibilità  tutto il corpo docente e gli studenti.

Con viva cordialità .
L’Assessore Regionale
Elena Donazzan