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LAVORO. VENERDÌ AL CUOA DI ALTAVILLA VICENTINA CONVEGNO “IL FUTURO OLTRE LA CRISI”. ALLE ORE 12.20 CONFERENZA STAMPA ASSESSORE DONAZZAN SUL PIANO STRAORDINARIO DEL VENETO PER L’OCCUPAZIONE

Mercoledì, 11 Marzo 2015 16:29

“Il futuro oltre la crisi” è il titolo del convegno organizzato dalla Regione Veneto e Veneto Lavoro, che si svolgerà venerdì 13 marzo 2015 nella sede del CUOA Business School (Villa Valmarana Morosini) ad Altavilla Vicentina in via Marconi 103, con inizio alle ore 9 e termine alle ore 16.30.

Sarà un’occasione di analisi e approfondimento sulle imprese e sul lavoro negli anni della crisi, sugli strumenti per far ripartire il Veneto e sulla salvaguardia dei valori aziendali.

L’Assessore regionale al lavoro, Elena Donazzan concluderà i lavori della mattinata intervenendo attorno a mezzogiorno sulle Linee Guida de “Il Piano Straordinario del Veneto per l'Occupazione” che sarà poi illustrato nei dettagli durante una CONFERENZA STAMPA che si terrà alle ore 12.00.

LAVORO. VENERDÌ AL CUOA DI ALTAVILLA VICENTINA CONVEGNO “IL FUTURO OLTRE LA CRISI”. ALLE ORE 12.20 CONFERENZA STAMPA ASSESSORE DONAZZAN SUL PIANO STRAORDINARIO DEL VENETO PER L’OCCUPAZIONE

Mercoledì, 11 Marzo 2015 16:29

“Il futuro oltre la crisi” è il titolo del convegno organizzato dalla Regione Veneto e Veneto Lavoro, che si svolgerà venerdì 13 marzo 2015 nella sede del CUOA Business School (Villa Valmarana Morosini) ad Altavilla Vicentina in via Marconi 103, con inizio alle ore 9 e termine alle ore 16.30.

Sarà un’occasione di analisi e approfondimento sulle imprese e sul lavoro negli anni della crisi, sugli strumenti per far ripartire il Veneto e sulla salvaguardia dei valori aziendali.

L’Assessore regionale al lavoro, Elena Donazzan concluderà i lavori della mattinata intervenendo attorno a mezzogiorno sulle Linee Guida de “Il Piano Straordinario del Veneto per l'Occupazione” che sarà poi illustrato nei dettagli durante una CONFERENZA STAMPA che si terrà alle ore 12.00.

ECONOMIA. DONAZZAN: ITALIA IN RECESSIONE? BILANCIO PESANTE ANCHE IN VENETO. RENZI SIA MENO “SBORONE”

Venerdì, 08 Agosto 2014 13:03

“Anche in Veneto contiamo i danni di una crisi pesante che ha trasformato il nostro mondo. E pesanti sono i dati sul fronte della contrazione del numero delle aziende durante il periodo della crisi dal 2009 al 2013. Guardando da vicino le mie aziende e il nostro mercato del lavoro, in quest’ultimo anno non sono riuscita a scorgere segni del l’ottimismo renziano”. E’ il commento dell’assessore al lavoro del veneto Elena Donazzan, che snocciola i dati in suo possesso: “quasi 20 mila le aziende nel quinquennio 2009-2013 interessate dagli interventi di Cassa integrazione in deroga, oltre 103 mila i lavoratori coinvolti, 60 milioni di ore utilizzate: il che significa un impoverimento della nostra capacità produttiva significativa. In questo momento in Veneto hanno chiesto di accedere alla nuova forma di ammortizzatore sociale creato dalla Riforma Fornero, denominato ASPI: sono coinvolte 47 mila persone e 6.500 sono iscritte nelle liste di mobilità in deroga”.

“Il dato positivo c’era – aggiunge Donazzan – ed è legato alle esportazioni che hanno trainato il Veneto, con aziende che avevano indicatori positivi e che trascinavano anche altre imprese spesso terziste. Nel 2010 la ripresa era stata immediata, con una ulteriore crescita nel 2011 che lasciava ben sperare, poi siamo anche noi precipitati nuovamente in un picco negativo in concomitanza del primo governo tecnico di Monti. Oggi il quadro è fosco, alla luce delle intenzioni della Russia di bloccare l’import, dell’arresto anche del mercato tedesco che si aggiunge al restante mercato europeo e dei venti di guerra in Medio Oriente e nel Mediterraneo”.

“Purtroppo nemmeno le aziende esportatrici, che pure hanno contribuito a far crescere il PIL del Veneto, sono riuscite ad invertire i dati del mercato del lavoro: nessuna crescita , anzi il saldo tra nuove assunzioni e cessazioni rimaneva negativo e dal 31 marzo 2008, cioè dall’inizio della crisi, al 31 marzo dell’anno corrente abbiamo perso 86 mila posti di lavoro. Nell’ultimo anno – dice ancora l’assessore – ne abbiamo persi 12 mila, nonostante i governi di salute nazionale che non hanno alleviato la situazione nè a noi nè all’Italia”.

Le aziende interessate dagli interventi legati agli ammortizzatori sociali in deroga hanno subito una perdita occupazionale di circa il 40% (il -43% nelle aziende artigiane , il -27% nelle imprese terziarie con oltre 50 dipendenti). Più in dettaglio: il 50%di queste aziende ha mantenuto i livelli occupazionali durante e successivamente al periodo di utilizzo della Cassa in deroga (quindi l’ammortizzatore sociale in questo caso è stato salvifico in termini di tenuta dei posti di lavoro); il 30% ha subito una drastica riduzione degli organici (mediamente del 50% della propria forza lavoro); il 20% risulta non avere più lavoratori dipendenti al termine dell’utilizzo della Cassa in deroga. Per quanto riguarda i lavoratori, invece: il 40% di chi ha avuto un sussidio ha mantenuto il posto di lavoro; il 40% si è ricollocato in altra azienda, di cui due terzi entro sei mesi; il 20% risulta essere senza lavoro alla fine del periodo osservato; di questi una piccola quota è pensionata (5%), mentre la maggioranza si è rivolta ai Centri per l’Impiego del territorio per accedere all’ASpI/indennità di disoccupazione e ricercare una nuova occupazione.

“Alla fine – afferma Elena Donazzan – questi sono i conti e sono veritieri più delle previsioni ottimistiche evidentemente sbagliate. Per il Veneto significano flessione della domanda di lavoro a tempo indeterminato, riduzione, trasformazioni da tempo determinato a indeterminato e, su base annua, i dipendenti sono tuttora in diminuzione. A Renzi, del quale ho seguito ieri sera tutta l’intervista a La Sette, mi permetto di dare un consiglio: sia un po' meno “sborone” e più rispettoso e serio con l’Italia e con gli italiani che non sono, come ha avuto modo di dire lui “al mare e non hanno voglia di vedere gente che litiga”. Al mare sono in pochi, anche perché i suoi 80 euro non cambiano la vita. Ma soprattutto interessa poco che lui scherzi, e non faccia ammenda, sui suoi errori che non sa se attribuire al suo ruolo di presidente del consiglio o di presidente del PD. Metta in fila le priorità: prima il lavoro e le imprese, senza arroganza e con un pochino di umiltà. Qualche consiglio non richiesto conclude Donazzan – abbia qualche idea sulla politica estera e abbassi le tasse....il resto è poca cosa”.

ECONOMIA. DONAZZAN: ITALIA IN RECESSIONE? BILANCIO PESANTE ANCHE IN VENETO. RENZI SIA MENO “SBORONE”

Venerdì, 08 Agosto 2014 13:03

“Anche in Veneto contiamo i danni di una crisi pesante che ha trasformato il nostro mondo. E pesanti sono i dati sul fronte della contrazione del numero delle aziende durante il periodo della crisi dal 2009 al 2013. Guardando da vicino le mie aziende e il nostro mercato del lavoro, in quest’ultimo anno non sono riuscita a scorgere segni del l’ottimismo renziano”. E’ il commento dell’assessore al lavoro del veneto Elena Donazzan, che snocciola i dati in suo possesso: “quasi 20 mila le aziende nel quinquennio 2009-2013 interessate dagli interventi di Cassa integrazione in deroga, oltre 103 mila i lavoratori coinvolti, 60 milioni di ore utilizzate: il che significa un impoverimento della nostra capacità produttiva significativa. In questo momento in Veneto hanno chiesto di accedere alla nuova forma di ammortizzatore sociale creato dalla Riforma Fornero, denominato ASPI: sono coinvolte 47 mila persone e 6.500 sono iscritte nelle liste di mobilità in deroga”.

“Il dato positivo c’era – aggiunge Donazzan – ed è legato alle esportazioni che hanno trainato il Veneto, con aziende che avevano indicatori positivi e che trascinavano anche altre imprese spesso terziste. Nel 2010 la ripresa era stata immediata, con una ulteriore crescita nel 2011 che lasciava ben sperare, poi siamo anche noi precipitati nuovamente in un picco negativo in concomitanza del primo governo tecnico di Monti. Oggi il quadro è fosco, alla luce delle intenzioni della Russia di bloccare l’import, dell’arresto anche del mercato tedesco che si aggiunge al restante mercato europeo e dei venti di guerra in Medio Oriente e nel Mediterraneo”.

“Purtroppo nemmeno le aziende esportatrici, che pure hanno contribuito a far crescere il PIL del Veneto, sono riuscite ad invertire i dati del mercato del lavoro: nessuna crescita , anzi il saldo tra nuove assunzioni e cessazioni rimaneva negativo e dal 31 marzo 2008, cioè dall’inizio della crisi, al 31 marzo dell’anno corrente abbiamo perso 86 mila posti di lavoro. Nell’ultimo anno – dice ancora l’assessore – ne abbiamo persi 12 mila, nonostante i governi di salute nazionale che non hanno alleviato la situazione nè a noi nè all’Italia”.

Le aziende interessate dagli interventi legati agli ammortizzatori sociali in deroga hanno subito una perdita occupazionale di circa il 40% (il -43% nelle aziende artigiane , il -27% nelle imprese terziarie con oltre 50 dipendenti). Più in dettaglio: il 50%di queste aziende ha mantenuto i livelli occupazionali durante e successivamente al periodo di utilizzo della Cassa in deroga (quindi l’ammortizzatore sociale in questo caso è stato salvifico in termini di tenuta dei posti di lavoro); il 30% ha subito una drastica riduzione degli organici (mediamente del 50% della propria forza lavoro); il 20% risulta non avere più lavoratori dipendenti al termine dell’utilizzo della Cassa in deroga. Per quanto riguarda i lavoratori, invece: il 40% di chi ha avuto un sussidio ha mantenuto il posto di lavoro; il 40% si è ricollocato in altra azienda, di cui due terzi entro sei mesi; il 20% risulta essere senza lavoro alla fine del periodo osservato; di questi una piccola quota è pensionata (5%), mentre la maggioranza si è rivolta ai Centri per l’Impiego del territorio per accedere all’ASpI/indennità di disoccupazione e ricercare una nuova occupazione.

“Alla fine – afferma Elena Donazzan – questi sono i conti e sono veritieri più delle previsioni ottimistiche evidentemente sbagliate. Per il Veneto significano flessione della domanda di lavoro a tempo indeterminato, riduzione, trasformazioni da tempo determinato a indeterminato e, su base annua, i dipendenti sono tuttora in diminuzione. A Renzi, del quale ho seguito ieri sera tutta l’intervista a La Sette, mi permetto di dare un consiglio: sia un po' meno “sborone” e più rispettoso e serio con l’Italia e con gli italiani che non sono, come ha avuto modo di dire lui “al mare e non hanno voglia di vedere gente che litiga”. Al mare sono in pochi, anche perché i suoi 80 euro non cambiano la vita. Ma soprattutto interessa poco che lui scherzi, e non faccia ammenda, sui suoi errori che non sa se attribuire al suo ruolo di presidente del consiglio o di presidente del PD. Metta in fila le priorità: prima il lavoro e le imprese, senza arroganza e con un pochino di umiltà. Qualche consiglio non richiesto conclude Donazzan – abbia qualche idea sulla politica estera e abbassi le tasse....il resto è poca cosa”.

Italia in recessione? Il bilancio è pesante anche in Veneto

Venerdì, 08 Agosto 2014 12:04

Anche in Veneto contiamo i danni di una crisi pesante che ha trasformato il nostro mondo. Sono dati pesanti sul fronte della contrazione del numero delle aziende durante il periodo della crisi dal 2009 al 2013 e purtroppo nell'ultimo anno io non riuscivo proprio a scorgere segni dell'ottimismo renziano guardando da vicino le mie aziende e il nostro mercato del lavoro. 

Oltre 103 mila i lavoratori coinvolti, quasi 20 mila le aziende nel quinquennio 2009-2013 interessate dagli interventi di Cassa integrazione in deroga e l'utilizzo di 60 milioni di ore il che significa un impoverimento significativo della nostra capacità produttiva.
In questo momento in Veneto 47 mila persone hanno chiesto di accedere alla nuova forma di ammortizzatore sociale creato dalla Riforma Fornero (denominato ASPI) e 6.500 sono iscritte nelle liste di mobilità in deroga.

Il dato positivo c'era e c'é....non so se ci sarà ancora alla luce delle intenzioni della Russia di bloccare l'import, dell'arresto anche del mercato tedesco oltre a quello europeo e dei venti di guerra in medioriente e nel vicinissimo mediterraneo. Questo dato è legato alle esportazioni che hanno trainato il Veneto dei "campioni" ovvero delle aziende, al di là dei settori di produzione, anche avevano indicatori positivi e che trascinavano anche altre aziende spesso terziste - in particolare la ripresa fu immediata nel 2010 con una ulteriore crescita nel 2011 che lasciava ben sperare, poi siamo anche noi precipitati nuovamente in un picco negativo in concomitanza del primo governo tecnico di Monti.

Purtroppo nemmeno questi "campioni" che pure hanno contribuito a far crescere il PIL del Veneto, sono riusciti ad invertire i dati del mercato del lavoro: nessuna crescita, anzi il saldo tra nuove assunzioni e cessazioni rimaneva negativo e dall'inizio della crisi abbiamo perso 86 mila posti di lavoro (calcolati dal 31 marzo 2008 al 31 marzo 2014).
Nell'ultimo anno ne abbiamo persi 12 mila....nonostante i governi di salute nazionale che nè a noi nè all'Italia hanno alleviato la malattia.

Analizzando i dati si segnala che, nel loro insieme, le aziende interessate dagli interventi legati agli ammortizzatori sociali in deroga hanno subito una perdita occupazionale di circa il 40% (il -43% nelle aziende artigiane, il -27% nelle imprese terziarie con oltre 50 dipendenti).

Entrando nel dettaglio:
- il 50% di queste aziende ha mantenuto i livelli occupazionali durante e successivamente al periodo di utilizzo della Cassa in deroga (quindi l'ammortizzatore sociale in questo caso è stato salvifico ai fini della tenuta dei posti di lavoro);
- il 30% ha subito una drastica riduzione degli organici (mediamente del 50% della propria forza lavoro);
- il 20% risulta non avere più lavoratori dipendenti al termine dell'utilizzo della Cassa in deroga.

Per quanto riguarda i lavoratori, invece, si rileva che:
- il 40% di chi ha avuto un sussidio ha mantenuto il posto di lavoro;
- il 40% si è ricollocato in altra azienda, di cui due terzi entro sei mesi;
- il 20% alla fine del periodo osservato, risulta essere senza lavoro: di questi una piccola quota è pensionata (5%), mentre la maggioranza si è rivolta ai Centri per l'Impiego del territorio per accedere all' ASpI/indennità di disoccupazione e ricercare una nuova occupazione.

Alla fine i conti si fanno e sono veritieri più delle previsioni evidentemente sbagliate e per il Veneto significano flessione della domanda di lavoro a tempo indeterminato, riduzione delle trasformazioni da tempo determinato a indeterminato e su base annua i dipendenti sono tuttora in diminuzione.

Ho seguito tutta l'intervista di Renzi ieri sera a La Sette, l'ho trovato troppo "sborone" e poco rispettoso e serio con l'Italia e con gli italiani che non sono, come ha avuto modo di dire lui "... al mare e non hanno voglia di vedere gente che litiga...". Primo, non sono tutti al mare, fosse anche per il tempo inclemente di questa estate e non solo perché i suoi 80 euro non cambiano la vita; secondo, interessa poco che lui scherzi - e non faccia ammenda- sui suoi errori che non sa "...se attribuire al suo ruolo di presidente del consiglio o di presidente del PD". Metta in fila le priorità: prima il lavoro e le imprese. Senza arroganza e con un pochino di umiltà. Qualche consiglio non richiesto: abbia qualche idea sulla politica estera e abbassi le tasse....il resto è poca cosa.

Italia in recessione? Il bilancio è pesante anche in Veneto

Venerdì, 08 Agosto 2014 12:04

Anche in Veneto contiamo i danni di una crisi pesante che ha trasformato il nostro mondo. Sono dati pesanti sul fronte della contrazione del numero delle aziende durante il periodo della crisi dal 2009 al 2013 e purtroppo nell'ultimo anno io non riuscivo proprio a scorgere segni dell'ottimismo renziano guardando da vicino le mie aziende e il nostro mercato del lavoro. 

Oltre 103 mila i lavoratori coinvolti, quasi 20 mila le aziende nel quinquennio 2009-2013 interessate dagli interventi di Cassa integrazione in deroga e l'utilizzo di 60 milioni di ore il che significa un impoverimento significativo della nostra capacità produttiva.
In questo momento in Veneto 47 mila persone hanno chiesto di accedere alla nuova forma di ammortizzatore sociale creato dalla Riforma Fornero (denominato ASPI) e 6.500 sono iscritte nelle liste di mobilità in deroga.

Il dato positivo c'era e c'é....non so se ci sarà ancora alla luce delle intenzioni della Russia di bloccare l'import, dell'arresto anche del mercato tedesco oltre a quello europeo e dei venti di guerra in medioriente e nel vicinissimo mediterraneo. Questo dato è legato alle esportazioni che hanno trainato il Veneto dei "campioni" ovvero delle aziende, al di là dei settori di produzione, anche avevano indicatori positivi e che trascinavano anche altre aziende spesso terziste - in particolare la ripresa fu immediata nel 2010 con una ulteriore crescita nel 2011 che lasciava ben sperare, poi siamo anche noi precipitati nuovamente in un picco negativo in concomitanza del primo governo tecnico di Monti.

Purtroppo nemmeno questi "campioni" che pure hanno contribuito a far crescere il PIL del Veneto, sono riusciti ad invertire i dati del mercato del lavoro: nessuna crescita, anzi il saldo tra nuove assunzioni e cessazioni rimaneva negativo e dall'inizio della crisi abbiamo perso 86 mila posti di lavoro (calcolati dal 31 marzo 2008 al 31 marzo 2014).
Nell'ultimo anno ne abbiamo persi 12 mila....nonostante i governi di salute nazionale che nè a noi nè all'Italia hanno alleviato la malattia.

Analizzando i dati si segnala che, nel loro insieme, le aziende interessate dagli interventi legati agli ammortizzatori sociali in deroga hanno subito una perdita occupazionale di circa il 40% (il -43% nelle aziende artigiane, il -27% nelle imprese terziarie con oltre 50 dipendenti).

Entrando nel dettaglio:
- il 50% di queste aziende ha mantenuto i livelli occupazionali durante e successivamente al periodo di utilizzo della Cassa in deroga (quindi l'ammortizzatore sociale in questo caso è stato salvifico ai fini della tenuta dei posti di lavoro);
- il 30% ha subito una drastica riduzione degli organici (mediamente del 50% della propria forza lavoro);
- il 20% risulta non avere più lavoratori dipendenti al termine dell'utilizzo della Cassa in deroga.

Per quanto riguarda i lavoratori, invece, si rileva che:
- il 40% di chi ha avuto un sussidio ha mantenuto il posto di lavoro;
- il 40% si è ricollocato in altra azienda, di cui due terzi entro sei mesi;
- il 20% alla fine del periodo osservato, risulta essere senza lavoro: di questi una piccola quota è pensionata (5%), mentre la maggioranza si è rivolta ai Centri per l'Impiego del territorio per accedere all' ASpI/indennità di disoccupazione e ricercare una nuova occupazione.

Alla fine i conti si fanno e sono veritieri più delle previsioni evidentemente sbagliate e per il Veneto significano flessione della domanda di lavoro a tempo indeterminato, riduzione delle trasformazioni da tempo determinato a indeterminato e su base annua i dipendenti sono tuttora in diminuzione.

Ho seguito tutta l'intervista di Renzi ieri sera a La Sette, l'ho trovato troppo "sborone" e poco rispettoso e serio con l'Italia e con gli italiani che non sono, come ha avuto modo di dire lui "... al mare e non hanno voglia di vedere gente che litiga...". Primo, non sono tutti al mare, fosse anche per il tempo inclemente di questa estate e non solo perché i suoi 80 euro non cambiano la vita; secondo, interessa poco che lui scherzi - e non faccia ammenda- sui suoi errori che non sa "...se attribuire al suo ruolo di presidente del consiglio o di presidente del PD". Metta in fila le priorità: prima il lavoro e le imprese. Senza arroganza e con un pochino di umiltà. Qualche consiglio non richiesto: abbia qualche idea sulla politica estera e abbassi le tasse....il resto è poca cosa.

Legge di Stabilità - cassa integrazione in deroga

Venerdì, 08 Novembre 2013 14:39

Carissimi,
In queste ore siete chiamati ad assumere importanti decisioni in merito alla Legge di Stabilità.

In un momento di così grave crisi per l’Italia e di difficoltà per le casse della finanza pubblica vi chiedo di soffermarvi sulla importanza che ha avuto la copertura della cassa integrazione in deroga per il nostro tessuto produttivo, i nostri lavoratori del settore privato e le loro famiglie.

La crisi, tutt’altro che attenuata, si è acuita ulteriormente nell’ultimo anno.

L’ipotizzata insufficienza di risorse per gli ammortizzatori sociali in deroga, che ricordo sostengono le imprese sotto i 15 dipendenti ed il settore dell’artigianato, pilastri fondamentali per la nostra comunità, getta ulteriore allarme sociale.

Nel 2013 le aziende che hanno fatto richiesta di cassa integrazione in deroga sono state 12500, l’effettivo utilizzo è stato del 22% ed ammonta a 115.000.000 di euro, a testimoniare il grande senso di responsabilità delle nostre imprese.

La cassa non è uno strumento di mera assistenza, ma è la ragione stessa per cui l’impresa resta aperta e non perde il valore dei propri collaboratori e i lavoratori mantengono vivo il rapporto di lavoro con la propria impresa.

C’è tanto da “tagliare” nella elefantiaca spesa pubblica, nella gigantesca macchina politico-amministrativa, negli istituti superati dei troppi privilegi di troppe caste, nella indifferenza di chi troppo ha o ha avuto ed oggi rischia di schiantare le fragili spalle del settore privato e soprattutto delle imprese italiane.

Mi aspetto che si tagli oltre la timidezza di queste ore, ma non si eluda la responsabilità di restituire al settore privato, ancorché nella forma degli ammortizzatori sociali ciò che gli è dovuto.

Attendo con imprese e lavoratori del Veneto un segno di risposta concreto.

Legge di Stabilità - cassa integrazione in deroga

Venerdì, 08 Novembre 2013 14:39

Carissimi,
In queste ore siete chiamati ad assumere importanti decisioni in merito alla Legge di Stabilità.

In un momento di così grave crisi per l’Italia e di difficoltà per le casse della finanza pubblica vi chiedo di soffermarvi sulla importanza che ha avuto la copertura della cassa integrazione in deroga per il nostro tessuto produttivo, i nostri lavoratori del settore privato e le loro famiglie.

La crisi, tutt’altro che attenuata, si è acuita ulteriormente nell’ultimo anno.

L’ipotizzata insufficienza di risorse per gli ammortizzatori sociali in deroga, che ricordo sostengono le imprese sotto i 15 dipendenti ed il settore dell’artigianato, pilastri fondamentali per la nostra comunità, getta ulteriore allarme sociale.

Nel 2013 le aziende che hanno fatto richiesta di cassa integrazione in deroga sono state 12500, l’effettivo utilizzo è stato del 22% ed ammonta a 115.000.000 di euro, a testimoniare il grande senso di responsabilità delle nostre imprese.

La cassa non è uno strumento di mera assistenza, ma è la ragione stessa per cui l’impresa resta aperta e non perde il valore dei propri collaboratori e i lavoratori mantengono vivo il rapporto di lavoro con la propria impresa.

C’è tanto da “tagliare” nella elefantiaca spesa pubblica, nella gigantesca macchina politico-amministrativa, negli istituti superati dei troppi privilegi di troppe caste, nella indifferenza di chi troppo ha o ha avuto ed oggi rischia di schiantare le fragili spalle del settore privato e soprattutto delle imprese italiane.

Mi aspetto che si tagli oltre la timidezza di queste ore, ma non si eluda la responsabilità di restituire al settore privato, ancorché nella forma degli ammortizzatori sociali ciò che gli è dovuto.

Attendo con imprese e lavoratori del Veneto un segno di risposta concreto.

Crisi di Governo e dimissioni Ministri PDL

Martedì, 01 Ottobre 2013 15:54

L'unica domanda che dobbiamo porci è se tutto questo serve alle nostre imprese, agli italiani e all'Italia. 

Con una crisi di governo e le elezioni con questa legge elettorale é facile sapere che ci sarà  un Commissariamento europeo per approvare una legge di stabilità  che probabilmente non farà¡ gli interessi dell'Italia, che ci sarà  l'ulteriore aumento delle tasse compresa l'IMU che avevamo bloccato e un caos alle prossime elezioni con l'aumento dell'astensionismo.

Come Popolo della Libertà¡ avevamo deciso di sostenere un governo di emergenza nazionale ed il nostro compito era ed é di migliorare le condizioni del paese, di ridurre le tasse, di tagliare la spesa pubblica e di modificare la legge elettorale.

Questo il mandato dei nostri elettori, questo l'impegno per sostenere Letta. Non dobbiamo dare alibi alla cattiva politica e vanno stanati gli irresponsabili e se fossi in Letta domani chiederei la fiducia presentando un Governo fatto dei soli Ministeri economici ( Economia e Finanza, Sviluppo Economico, Lavoro e Turismo) ed un programma a tempo fatto di sole tre priorità : il taglio della spesa pubblica, la riduzione del cuneo fiscale per diminuire le tasse a imprese e lavoratori e la riforma della legge elettorale.
Un mandato preciso e chiaro dove chi si chiama fuori è responsabile della gravissima situazione in cui versa l 'Italia.

Da assessore al lavoro e all'istruzione, i veneti che incontro mi chiedono cosa stia facendo la politica e la risposta non può essere che si dimette perché incapace di intervenire e garantire un futuro soprattutto ai giovani.

E' l'ora della responsabilità  nei confronti di chi produce e di chi lavora e la politica deve ritrovare il senso della misura e del dovere e non lasciarsi andare a facili provocazioni incomprensibili ai cittadini che oggi faticano a sopravvivere .

La rabbia che percepisco tra gli imprenditori, i disoccupati, i giovani che cercano lavoro, i pensionati che hanno un minimo sostentamento sta montando ogni giorno di più e il nostro compito, da politici è dimostrare serietà  e capacità .

Crisi di Governo e dimissioni Ministri PDL

Martedì, 01 Ottobre 2013 15:54

L'unica domanda che dobbiamo porci è se tutto questo serve alle nostre imprese, agli italiani e all'Italia. 

Con una crisi di governo e le elezioni con questa legge elettorale é facile sapere che ci sarà  un Commissariamento europeo per approvare una legge di stabilità  che probabilmente non farà¡ gli interessi dell'Italia, che ci sarà  l'ulteriore aumento delle tasse compresa l'IMU che avevamo bloccato e un caos alle prossime elezioni con l'aumento dell'astensionismo.

Come Popolo della Libertà¡ avevamo deciso di sostenere un governo di emergenza nazionale ed il nostro compito era ed é di migliorare le condizioni del paese, di ridurre le tasse, di tagliare la spesa pubblica e di modificare la legge elettorale.

Questo il mandato dei nostri elettori, questo l'impegno per sostenere Letta. Non dobbiamo dare alibi alla cattiva politica e vanno stanati gli irresponsabili e se fossi in Letta domani chiederei la fiducia presentando un Governo fatto dei soli Ministeri economici ( Economia e Finanza, Sviluppo Economico, Lavoro e Turismo) ed un programma a tempo fatto di sole tre priorità : il taglio della spesa pubblica, la riduzione del cuneo fiscale per diminuire le tasse a imprese e lavoratori e la riforma della legge elettorale.
Un mandato preciso e chiaro dove chi si chiama fuori è responsabile della gravissima situazione in cui versa l 'Italia.

Da assessore al lavoro e all'istruzione, i veneti che incontro mi chiedono cosa stia facendo la politica e la risposta non può essere che si dimette perché incapace di intervenire e garantire un futuro soprattutto ai giovani.

E' l'ora della responsabilità  nei confronti di chi produce e di chi lavora e la politica deve ritrovare il senso della misura e del dovere e non lasciarsi andare a facili provocazioni incomprensibili ai cittadini che oggi faticano a sopravvivere .

La rabbia che percepisco tra gli imprenditori, i disoccupati, i giovani che cercano lavoro, i pensionati che hanno un minimo sostentamento sta montando ogni giorno di più e il nostro compito, da politici è dimostrare serietà  e capacità .