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DOMANI 22/05 ALLE ORE 10.30 A SAN DONÀ DI PIAVE (VE) L'ASSESSORE REGIONALE ELENA DONAZZAN FIRMA PROTOCOLLO D'INTESA CON BERSAGLIERI

Giovedì, 21 Maggio 2015 15:09

Domani 22 maggio alle ore 10.30 presso la sala consiliare del Comune di San Donà di Piave (Ve) l'assessore all'Istruzione della Regione del Veneto, Elena Donazzan, presenterà in conferenza stampa il protocollo d'intesa stipulato tra Regione, Ufficio Scolastico regionale del Veneto e Associazione Nazionale Bersaglieri allo scopo di promuovere nelle scuole del Veneto la conoscenza della storia locale legata alla specialità dei bersaglieri.

DOMANI 22/05 ALLE ORE 10.30 A SAN DONÀ DI PIAVE (VE) L'ASSESSORE REGIONALE ELENA DONAZZAN FIRMA PROTOCOLLO D'INTESA CON BERSAGLIERI

Giovedì, 21 Maggio 2015 15:09

Domani 22 maggio alle ore 10.30 presso la sala consiliare del Comune di San Donà di Piave (Ve) l'assessore all'Istruzione della Regione del Veneto, Elena Donazzan, presenterà in conferenza stampa il protocollo d'intesa stipulato tra Regione, Ufficio Scolastico regionale del Veneto e Associazione Nazionale Bersaglieri allo scopo di promuovere nelle scuole del Veneto la conoscenza della storia locale legata alla specialità dei bersaglieri.

L’ASSESSORE ALL’ISTRUZIONE DELLA REGIONE DEL VENETO, ELENA DONAZZAN, SULLA RIFORMA DELLA SCUOLA: “PER MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLA SCUOLA OCCORRE PRIMA DI TUTTO STABILIZZARE I PRECARI. QUAL È LA POSIZIONE DEL PD VENETO SU PRECARI E SCUOLE PARITARIE?"

Lunedì, 20 Aprile 2015 10:15

“La riforma dell’istruzione ipotizzata dal governo Renzi fa acqua a partire dalla denominazione perché se verranno attuati i provvedimenti oggetto di discussione in Commissione parlamentare, di ‘buona scuola’ in futuro se ne vedrà poca”. 
Esordisce così l’assessore all’Istruzione della Regione del Veneto, Elena Donazzan, commentando la riforma della scuola pensata dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e dal ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini.

“Le recenti parole di Renzi e Giannini, di appartenenza Pd, mi appaiono improvvide e temo che l’esecutivo non sia a conoscenza dello stato di salute della scuola italiana che non va stravolta ma semmai ‘aggiustata’. Credo anche che stia sbagliando i modi attraverso cui porre in essere il cambiamento che auspica, modi autoritari che lasciano poco spazio al confronto. Per migliorare la qualità del sistema dell’istruzione e della ricerca – prosegue Donazzan – occorre prima di tutto stabilizzare i precari che da anni lavorano tra molteplici difficoltà”.

“Il Ddl di Renzi – osserva l’assessore veneto all’Istruzione – andrebbe inoltre a smantellare lo stato giuridico e retributivo dei docenti: nuovi assunti con contratti triennali o di ruolo poco cambia. Si pensi agli ipotetici interventi sulle graduatorie che costringerebbero i docenti a massicci spostamenti fra province per poter adempiere al loro dovere: una cosa da scongiurare perché attorno al lavoratore c’è la famiglia che non va messa in difficoltà. Anche la mancata riconferma dei docenti nominati di seconda e terza fascia d’istituto che da anni già lavorano nel comparto scuola sarebbe un errore perché così il sistema diventerebbe più instabile”.

“Sarebbe alquanto ingiusto che migliaia e migliaia di insegnanti professionalmente qualificati venissero estromessi dal loro lavoro. Sarebbe altresì giusto che il dirigente scolastico, con il principio dell’autonomia, sia messo nelle condizioni di scegliere i migliori docenti attingendo a delle graduatorie regionali. Le scuole devono essere il cuore pulsante della conoscenza, il luogo dove i nostri ragazzi gettano le basi per il loro futuro, per divenire in primis uomini e donne. È quindi necessario che chi contribuisce all’istruzione degli alunni, docenti e non solo, lavori in un luogo dove le decisioni vengono prese collegialmente”.

“La riforma – aggiunge Donazzan – manca completamente di quel potenziamento delle materie tecnico professionali e laboratoriali necessarie agli istituti tecnici e professionali per rispondere adeguatamente alle richieste del mondo del lavoro. In aggiunta sono penalizzate pure le scuole paritarie che in Veneto valgono molto e in numeri significano 84 milioni per la formazione professionale, 21 per le scuole materne, 21 per gli asili e circa 10 milioni per le paritarie".

"Qual è la posizione del Partito Democratico veneto su precari e paritarie?", si interroga infine Donazzan. Che conclude: “Mi auguro infine che venga cancellata la legge Fornero sulle pensioni per dare una soluzione anche ai lavoratori della scuola coinvolti dalla quota 96”.

L’ASSESSORE ALL’ISTRUZIONE DELLA REGIONE DEL VENETO, ELENA DONAZZAN, SULLA RIFORMA DELLA SCUOLA: “PER MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLA SCUOLA OCCORRE PRIMA DI TUTTO STABILIZZARE I PRECARI. QUAL È LA POSIZIONE DEL PD VENETO SU PRECARI E SCUOLE PARITARIE?"

Lunedì, 20 Aprile 2015 10:15

“La riforma dell’istruzione ipotizzata dal governo Renzi fa acqua a partire dalla denominazione perché se verranno attuati i provvedimenti oggetto di discussione in Commissione parlamentare, di ‘buona scuola’ in futuro se ne vedrà poca”. 
Esordisce così l’assessore all’Istruzione della Regione del Veneto, Elena Donazzan, commentando la riforma della scuola pensata dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e dal ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini.

“Le recenti parole di Renzi e Giannini, di appartenenza Pd, mi appaiono improvvide e temo che l’esecutivo non sia a conoscenza dello stato di salute della scuola italiana che non va stravolta ma semmai ‘aggiustata’. Credo anche che stia sbagliando i modi attraverso cui porre in essere il cambiamento che auspica, modi autoritari che lasciano poco spazio al confronto. Per migliorare la qualità del sistema dell’istruzione e della ricerca – prosegue Donazzan – occorre prima di tutto stabilizzare i precari che da anni lavorano tra molteplici difficoltà”.

“Il Ddl di Renzi – osserva l’assessore veneto all’Istruzione – andrebbe inoltre a smantellare lo stato giuridico e retributivo dei docenti: nuovi assunti con contratti triennali o di ruolo poco cambia. Si pensi agli ipotetici interventi sulle graduatorie che costringerebbero i docenti a massicci spostamenti fra province per poter adempiere al loro dovere: una cosa da scongiurare perché attorno al lavoratore c’è la famiglia che non va messa in difficoltà. Anche la mancata riconferma dei docenti nominati di seconda e terza fascia d’istituto che da anni già lavorano nel comparto scuola sarebbe un errore perché così il sistema diventerebbe più instabile”.

“Sarebbe alquanto ingiusto che migliaia e migliaia di insegnanti professionalmente qualificati venissero estromessi dal loro lavoro. Sarebbe altresì giusto che il dirigente scolastico, con il principio dell’autonomia, sia messo nelle condizioni di scegliere i migliori docenti attingendo a delle graduatorie regionali. Le scuole devono essere il cuore pulsante della conoscenza, il luogo dove i nostri ragazzi gettano le basi per il loro futuro, per divenire in primis uomini e donne. È quindi necessario che chi contribuisce all’istruzione degli alunni, docenti e non solo, lavori in un luogo dove le decisioni vengono prese collegialmente”.

“La riforma – aggiunge Donazzan – manca completamente di quel potenziamento delle materie tecnico professionali e laboratoriali necessarie agli istituti tecnici e professionali per rispondere adeguatamente alle richieste del mondo del lavoro. In aggiunta sono penalizzate pure le scuole paritarie che in Veneto valgono molto e in numeri significano 84 milioni per la formazione professionale, 21 per le scuole materne, 21 per gli asili e circa 10 milioni per le paritarie".

"Qual è la posizione del Partito Democratico veneto su precari e paritarie?", si interroga infine Donazzan. Che conclude: “Mi auguro infine che venga cancellata la legge Fornero sulle pensioni per dare una soluzione anche ai lavoratori della scuola coinvolti dalla quota 96”.