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50° Adunata Sezionale ANA Vicenza

Domenica, 19 Aprile 2015 19:25

La 50° adunata sezionale dell'Ana - Associazione Nazionale Alpini della sezione di Vicenza, che si è svolta dal 17 al 19 aprile ad Albettone (VI), ha registrato una partecipazione straordinaria.

Merito anche dell'ottima organizzazione, durata mesi, da parte del capogruppo Michele e del suo infaticabile vice Luca.

Alla manifestazione erano presenti anche gli Alpini della Sezione Monte Ortigara, con un particolare significato: durante la prima Guerra mondiale le genti dell'Altopiano andarono profughi lontano dalla prima linea nella riviera berica. Gli uomini a fare il loro dovere in combattimento, le donne, gli anziani e i bambini ricoverati nei paesi lontano dal fronte. Questo legame di gemellaggio tra i nostri paesi, tra le nostre comunità, va ricostruito, oggi più che mai, e gli Alpini, come sempre, segnano la via.

AdunataAlpiniSezioneVicenza

50° Adunata Sezionale ANA Vicenza

Domenica, 19 Aprile 2015 19:25

La 50° adunata sezionale dell'Ana - Associazione Nazionale Alpini della sezione di Vicenza, che si è svolta dal 17 al 19 aprile ad Albettone (VI), ha registrato una partecipazione straordinaria.

Merito anche dell'ottima organizzazione, durata mesi, da parte del capogruppo Michele e del suo infaticabile vice Luca.

Alla manifestazione erano presenti anche gli Alpini della Sezione Monte Ortigara, con un particolare significato: durante la prima Guerra mondiale le genti dell'Altopiano andarono profughi lontano dalla prima linea nella riviera berica. Gli uomini a fare il loro dovere in combattimento, le donne, gli anziani e i bambini ricoverati nei paesi lontano dal fronte. Questo legame di gemellaggio tra i nostri paesi, tra le nostre comunità, va ricostruito, oggi più che mai, e gli Alpini, come sempre, segnano la via.

AdunataAlpiniSezioneVicenza

Lista degli anti-italiani

Mercoledì, 05 Febbraio 2014 09:31

Da parecchio tempo sono convinta che si debba passare alle maniere forti, rompere questo rituale per cui alcune cose non si dicono o non si fanno, questo moderatismo fastidioso del politicamente corretto.

Sono altresì convinta che sia responsabilità di ciascuno scegliere nel proprio agire quotidiano, nel privato come nel pubblico, nel piccolo gesto come nel grande, se ci sarà, se ne avremo l'occasione. Credo anche che uno dei problemi nazionali sia la deresponsabilizzazione, quel mal sano atteggiamento che trova sempre un alibi o un capro espiatorio; siamo, insomma, bravissimi a dire che la colpa è di qualcun altro, che non dipende da noi.... Perlopiù è vero, ma lo è sempre? No, non lo è.

È mia profonda convinzione che se ciascuno facesse il proprio dovere, questa nostra società sarebbe certamente migliore e sarebbe molto più difficile trovare degli alibi e delle giustificazioni che alla lunga stanno pericolosamente portando gli italiani ad un atteggiamento collettivo tra l'auto assoluzione di massa e il relativismo menefreghista.
Fermiamoci almeno noi che crediamo che fare il proprio dovere sia un imperativo morale e convinciamoci che il gesto di ciascuno, sommato a quello di qualcun altro sia capace di cambiare il corso degli eventi e perché no, della storia. Prendiamo coscienza che se ciascuno si comportasse in questo modo, con consapevolezza e un po' di coraggio o forse solo superando una pigrizia fisica e mentale, magari saremmo anche capaci di ritrovarci "popolo". E un popolo quando c'è, quando si muove è più potente di tutto e di tutti.

Sul fatto che non ci sentiamo popolo, che dal secondo dopoguerra vi sia stata una pervicace e scientifica distruzione della coscienza nazionale mi intratterrò in altro momento. Credo tuttavia che possiamo, nel nostro agire quotidiano, provare a costruire in chiave contemporanea e a beneficio dell'intera società italiana azioni, indicazioni, prescrizioni, posizioni.

Avevo iniziato su Twitter una mia personalissima elencazione quotidiana dell'#italiamigliore, poi come accade spesso, travolta dalle emergenze non ho dato continuità....da oggi riprenderò la mia buona opera di evidenziazione della straordinaria ricchezza di uomini, imprese, azioni e buoni esempi, patrimonio dell'Italia.
Ma da oggi farò anche il negativo di questa fotografia e invito anche voi ad aiutarmi e a diffondere la cultura della Responsabilità.

Il buon Patriota non volta la testa altrove quando vede che si fa un danno alla Patria. Il buon Patriota interviene. Vi chiedo quindi di agire, di indicare, di segnalare, di intervenire quando vi troverete di fronte a fatti o persone che stanno mettendo in atto atteggiamenti che nuocciono all'Italia.
Ebbene, segnaliamo la nostra indignazione verso i comportamenti che definiremo anti-italiani, servirà a sensibilizzare chi la pensa come noi, a non far sentire solo chi si indigna e so che siamo veramente in tanti a trovare frustrante l'indignazione senza una azione conseguente.
Sapremo muovere coscienza ed economia, credete!

Avrei voluto iniziare con FIAT che, dopo aver preso tutto ciò che poteva nei decenni dall'Italia e dalle tasche degli italiani, dopo aver chiuso stabilimenti, spostato la produzione all'estero e messo in difficoltà il tessuto produttivo collegato prende e sposta sede legale e fiscale....per le tasse, altrove. Ovviamente anche Fiat ha trovato il proprio alibi: tasse troppo alte e regole sul lavoro troppo rigide...tutto vero, ma per altre imprese, non certo giustificativo per Fiat!! E parlo da alfista, convinta di comprare auto italiane, che si é vista cancellare la produzione dell'Alfa più venduta, riducendo lo storico marchio ad un solo modello....magari per giustificare, con il crollo delle vendite, la chiusura definitiva???
Invece stamattina mi sono “girate le scatole” quando, da socia del Touring Club Italiano da anni, ricevendo il mensile a cui sono abbonata ho trovato una bella paginette dedicata al....Kerala. Pagina 35 dove con una bella foto di pescatori il piccolo testo recita: "..chiamato anche il paese di Dio. Un'India da scoprire in cui l'uomo e la natura riescono ancora a dialogare".
Sul serio? Lo stesso paradiso dove i nostri due Marò sono ostaggio della follia da terzo mondo di questa gente e delle loro "istituzioni", dove da due anni non c'è un capo di imputazione in barba ai diritti dell'uomo che piacciono tanto alle riviste patinate e ai radical chic che vi scrivono, che hanno violato ogni norma e prassi della giustizia internazionale? Per atteggiamento anti- italiano oggi parte la mia disdetta alla rivista che si guadagna la prima segnalazione nella neonata "lista degli anti-italiani".

Da oggi troverete lo spazio su www.posizione.org, scrivete e segnalate...qualcosa cambierà.

Lista degli anti-italiani

Mercoledì, 05 Febbraio 2014 09:31

Da parecchio tempo sono convinta che si debba passare alle maniere forti, rompere questo rituale per cui alcune cose non si dicono o non si fanno, questo moderatismo fastidioso del politicamente corretto.

Sono altresì convinta che sia responsabilità di ciascuno scegliere nel proprio agire quotidiano, nel privato come nel pubblico, nel piccolo gesto come nel grande, se ci sarà, se ne avremo l'occasione. Credo anche che uno dei problemi nazionali sia la deresponsabilizzazione, quel mal sano atteggiamento che trova sempre un alibi o un capro espiatorio; siamo, insomma, bravissimi a dire che la colpa è di qualcun altro, che non dipende da noi.... Perlopiù è vero, ma lo è sempre? No, non lo è.

È mia profonda convinzione che se ciascuno facesse il proprio dovere, questa nostra società sarebbe certamente migliore e sarebbe molto più difficile trovare degli alibi e delle giustificazioni che alla lunga stanno pericolosamente portando gli italiani ad un atteggiamento collettivo tra l'auto assoluzione di massa e il relativismo menefreghista.
Fermiamoci almeno noi che crediamo che fare il proprio dovere sia un imperativo morale e convinciamoci che il gesto di ciascuno, sommato a quello di qualcun altro sia capace di cambiare il corso degli eventi e perché no, della storia. Prendiamo coscienza che se ciascuno si comportasse in questo modo, con consapevolezza e un po' di coraggio o forse solo superando una pigrizia fisica e mentale, magari saremmo anche capaci di ritrovarci "popolo". E un popolo quando c'è, quando si muove è più potente di tutto e di tutti.

Sul fatto che non ci sentiamo popolo, che dal secondo dopoguerra vi sia stata una pervicace e scientifica distruzione della coscienza nazionale mi intratterrò in altro momento. Credo tuttavia che possiamo, nel nostro agire quotidiano, provare a costruire in chiave contemporanea e a beneficio dell'intera società italiana azioni, indicazioni, prescrizioni, posizioni.

Avevo iniziato su Twitter una mia personalissima elencazione quotidiana dell'#italiamigliore, poi come accade spesso, travolta dalle emergenze non ho dato continuità....da oggi riprenderò la mia buona opera di evidenziazione della straordinaria ricchezza di uomini, imprese, azioni e buoni esempi, patrimonio dell'Italia.
Ma da oggi farò anche il negativo di questa fotografia e invito anche voi ad aiutarmi e a diffondere la cultura della Responsabilità.

Il buon Patriota non volta la testa altrove quando vede che si fa un danno alla Patria. Il buon Patriota interviene. Vi chiedo quindi di agire, di indicare, di segnalare, di intervenire quando vi troverete di fronte a fatti o persone che stanno mettendo in atto atteggiamenti che nuocciono all'Italia.
Ebbene, segnaliamo la nostra indignazione verso i comportamenti che definiremo anti-italiani, servirà a sensibilizzare chi la pensa come noi, a non far sentire solo chi si indigna e so che siamo veramente in tanti a trovare frustrante l'indignazione senza una azione conseguente.
Sapremo muovere coscienza ed economia, credete!

Avrei voluto iniziare con FIAT che, dopo aver preso tutto ciò che poteva nei decenni dall'Italia e dalle tasche degli italiani, dopo aver chiuso stabilimenti, spostato la produzione all'estero e messo in difficoltà il tessuto produttivo collegato prende e sposta sede legale e fiscale....per le tasse, altrove. Ovviamente anche Fiat ha trovato il proprio alibi: tasse troppo alte e regole sul lavoro troppo rigide...tutto vero, ma per altre imprese, non certo giustificativo per Fiat!! E parlo da alfista, convinta di comprare auto italiane, che si é vista cancellare la produzione dell'Alfa più venduta, riducendo lo storico marchio ad un solo modello....magari per giustificare, con il crollo delle vendite, la chiusura definitiva???
Invece stamattina mi sono “girate le scatole” quando, da socia del Touring Club Italiano da anni, ricevendo il mensile a cui sono abbonata ho trovato una bella paginette dedicata al....Kerala. Pagina 35 dove con una bella foto di pescatori il piccolo testo recita: "..chiamato anche il paese di Dio. Un'India da scoprire in cui l'uomo e la natura riescono ancora a dialogare".
Sul serio? Lo stesso paradiso dove i nostri due Marò sono ostaggio della follia da terzo mondo di questa gente e delle loro "istituzioni", dove da due anni non c'è un capo di imputazione in barba ai diritti dell'uomo che piacciono tanto alle riviste patinate e ai radical chic che vi scrivono, che hanno violato ogni norma e prassi della giustizia internazionale? Per atteggiamento anti- italiano oggi parte la mia disdetta alla rivista che si guadagna la prima segnalazione nella neonata "lista degli anti-italiani".

Da oggi troverete lo spazio su www.posizione.org, scrivete e segnalate...qualcosa cambierà.

Cristiano Dal Pozzo, buon compleanno! Un patriota di 100 anni

Lunedì, 09 Settembre 2013 13:30

Domenica 8 dicembre ci siamo trovati per il compleanno di Cristiano Dal Pozzo. In verità  Cristiano Dal Pozzo compirà  i suoi 100 il primo di dicembre di quest'anno, ma la sua comunità  ha pensato giustamente di anticipare di qualche mese. In effetti lassù il primo di dicembre sarebbe stato difficile mettere insieme tutte le autorità  e gli alpini di oggi. Domenica è stato tutto perfetto! Anche il tempo, che minacciava con i suoi nuvoloni di rovinare la sfilata, é stato clemente e ha permesso che tutto si svolgesse secondo il programma.

Chiesa gremita, tanti gagliardetti e labari di sezione a contornare l'altare con il benestare di un parroco vero, di montagna, di quelli che non si fanno prendere dalle sciocchezze radical chic che hanno fatto danni anche nella Chiesa e che sanno quanta fede hanno gli alpini e quanto siano i veri difensori della famiglia, delle tradizioni e pure dei beni materiali della comunità  ecclesiale.. Una piccolissima realtà  quella di Rotzo. Qualche centinaio di abitanti che vivono nel comune più isolato dell'Altopiano di Asiago e che pregano nella loro lingua antica: il cimbro.

Tutto pronto per ospitare l'Adunata sezionale di Asiago Monte Ortigara e contestualmente il compleanno del nostro reduce di Abissinia Cristiano Dal Pozzo. Un uomo straordinario che commuove tutte le persone che assiepate lungo il percorso delle città  ospitanti l'Adunata nazionale,lo vedono sfilare con la sua divisa kaki di reduce dell'Abissinia. Lui ha tenuto a specificare "VOLONTARIO in guerra", scandendo questa parola con orgoglio. Un orgoglio che lo accompagna da 73 anni e che lo ha aiutato nei momenti difficili della sua vita.

Per noi Cristiano Dal Pozzo é un membro della famiglia, il più "vecio", quello che vogliamo accudire e a cui dedicare tutte le attenzioni che possiamo perché merita rispetto per ciò che ha fatto nella sua vita e per la forza e l'attaccamento che dimostra verso gli alpini, la sua divisa, la sua storia.

Questa resterà  una giornata indimenticabile per la comunità  di Rotzo, per i suoi alpini e per chi c'è stato. Unica anche per le presenze così significative a partire da un a telefonata in viva voce del Ministro della Difesa Mario Mauro, appassionata e sincera. Non siamo abituati a Ministri così attenti e sensibili, ma Mauro oggi ha citato le cante alpine nei passaggi più significativi, ha parlato dell'importanza della scelta di vita di chi decide di vestire la divisa dell'Esercito Italiano, ha parlato di Patria....E così anche, via telefono, ha voluto dare un omaggio doveroso a questo reduce l'ex Ministro Ignazio La Russa che non ha scordato i Marò ancora, vergognosamente, prigionieri di uno stato straniero. Il Comandante delle Truppe Alpine Generale Alberto Primicerj si è dimostrato, una volta di più, un grande comandante! Il cuore ha parlato per lui, il generale si é sentito prima di tutto soldato con la sua umanità , di fronte ad un reduce che ha saputo e voluto dare senso, fino in fondo, alla scelta di essere militare in guerra.

Quanta emozione mi prende quando vedo questi segni, inequivocabili, che siamo un grande popolo, che abbiamo uomini straordinari e che la radice profonda é sana e non é intaccata dal germe velenoso della corruzione. Domenica, come in tutte le occasioni nelle quali si esprime l'alpinità , io rinasco. Mi sento una privilegiata per poter vivere e sentire queste emozioni e prego Dio perché me le faccia provare per sempre.

à‰ l'Italia migliore, quella che non dimentica, non rimuove la storia per comodo, quella che é capace di far sfilare dietro al Labaro Nazionale dell'Associazione Nazionale Alpini, che comprende tutti i sacrifici di questa nobile arma, gli alpini di tutta Italia. Quelli in armi a cui dobbiamo tutto l'affetto e la vicinanza e non solo, come ci ha ricordato un nostro giovane alpino Matteo Miotto, quando tornano avvolti in un tricolore. A questi giovani e meno giovani che vestono la divisa dell'Esercito Italiano diamo tutti i giorni un abbraccio metaforico, che alle Adunate diventa fisico. Quelli delle sezioni olocauste di Zara, Fiume, Pola sempre prima tra le sezioni che aprono le Adunate e ricordare a tutti noi distratti che c'è una terra di là¡ dall'acqua italianissima e rimossa perché é più comodo non dire la verità . E poi le sezioni estere a rappresentare chi é e vuole restare italiano, anche se distante dalla terra natale, anche se costretto all'estero da sofferenze del passato o del presente. E i reduci...dal gruppo giovani che l'ANA ha intelligentemente creato per difendere quel patrimonio umano formatosi con la leva obbligatoria. Li tengono per mano questi vecchi, come a dire che ci sono loro a difenderli, a sostenerli in questo tempo della vita, eredi anche morali di quella storia. Alla fine, a commuovere l'Italia di Bassano del Grappa, di Cuneo, di Bergamo, di Bolzano arriva Cristiano Dal Pozzo della sezione "Monte Ortigara"seguito da un cartello : "reduce di Abissinia - 1936". È quando lascia la carrozzina e con i suoi due bastoni di legno grezzo e nodoso della sua terra per sfilare in piedi di fronte al Labaro Nazionale che scoppia il boato, che scendono le lacrime, che le autorità  scendono dal palco per omaggiato questo simbolo dell'Italia migliore. Ha un sorriso che non si può dire e due occhi che solo la gente di montagna dell'Altopiano ha, ma quello che ti resta nel cuore é quella sua voglia di mettersi la divisa coloniale, il casco con la penna da alpino per venire alla Adunata Nazionale, in qualsiasi parte d'Italia, fino a Littoria-Latina.

È diventato un simbolo, é un esempio che ti fa struggere e ti interroga sul fatto che noi si sia degni di questa gente!
Ripeto, sono una privilegiata! Ho modo di stare in queste occasioni dove si respira amore di Patria, rispetto per il valore ed il sacrificio, dirittura morale e senso del dovere, dove di parla di onore e dignità , dove comprendo che vi é un popolo italiano che se ritrovasse per intero questi valori, scriverebbe altre pagine di storia, di politica, di crescita.

A Rotzo, oltre mille persone erano quel popolo. Dovremo portare con forza in ogni luogo questi valori, l'esempio di Cristiano Dal Pozzo, per educare il resto di Italia.

Cristiano Dal Pozzo, buon compleanno! Un patriota di 100 anni

Lunedì, 09 Settembre 2013 13:30

Domenica 8 dicembre ci siamo trovati per il compleanno di Cristiano Dal Pozzo. In verità  Cristiano Dal Pozzo compirà  i suoi 100 il primo di dicembre di quest'anno, ma la sua comunità  ha pensato giustamente di anticipare di qualche mese. In effetti lassù il primo di dicembre sarebbe stato difficile mettere insieme tutte le autorità  e gli alpini di oggi. Domenica è stato tutto perfetto! Anche il tempo, che minacciava con i suoi nuvoloni di rovinare la sfilata, é stato clemente e ha permesso che tutto si svolgesse secondo il programma.

Chiesa gremita, tanti gagliardetti e labari di sezione a contornare l'altare con il benestare di un parroco vero, di montagna, di quelli che non si fanno prendere dalle sciocchezze radical chic che hanno fatto danni anche nella Chiesa e che sanno quanta fede hanno gli alpini e quanto siano i veri difensori della famiglia, delle tradizioni e pure dei beni materiali della comunità  ecclesiale.. Una piccolissima realtà  quella di Rotzo. Qualche centinaio di abitanti che vivono nel comune più isolato dell'Altopiano di Asiago e che pregano nella loro lingua antica: il cimbro.

Tutto pronto per ospitare l'Adunata sezionale di Asiago Monte Ortigara e contestualmente il compleanno del nostro reduce di Abissinia Cristiano Dal Pozzo. Un uomo straordinario che commuove tutte le persone che assiepate lungo il percorso delle città  ospitanti l'Adunata nazionale,lo vedono sfilare con la sua divisa kaki di reduce dell'Abissinia. Lui ha tenuto a specificare "VOLONTARIO in guerra", scandendo questa parola con orgoglio. Un orgoglio che lo accompagna da 73 anni e che lo ha aiutato nei momenti difficili della sua vita.

Per noi Cristiano Dal Pozzo é un membro della famiglia, il più "vecio", quello che vogliamo accudire e a cui dedicare tutte le attenzioni che possiamo perché merita rispetto per ciò che ha fatto nella sua vita e per la forza e l'attaccamento che dimostra verso gli alpini, la sua divisa, la sua storia.

Questa resterà  una giornata indimenticabile per la comunità  di Rotzo, per i suoi alpini e per chi c'è stato. Unica anche per le presenze così significative a partire da un a telefonata in viva voce del Ministro della Difesa Mario Mauro, appassionata e sincera. Non siamo abituati a Ministri così attenti e sensibili, ma Mauro oggi ha citato le cante alpine nei passaggi più significativi, ha parlato dell'importanza della scelta di vita di chi decide di vestire la divisa dell'Esercito Italiano, ha parlato di Patria....E così anche, via telefono, ha voluto dare un omaggio doveroso a questo reduce l'ex Ministro Ignazio La Russa che non ha scordato i Marò ancora, vergognosamente, prigionieri di uno stato straniero. Il Comandante delle Truppe Alpine Generale Alberto Primicerj si è dimostrato, una volta di più, un grande comandante! Il cuore ha parlato per lui, il generale si é sentito prima di tutto soldato con la sua umanità , di fronte ad un reduce che ha saputo e voluto dare senso, fino in fondo, alla scelta di essere militare in guerra.

Quanta emozione mi prende quando vedo questi segni, inequivocabili, che siamo un grande popolo, che abbiamo uomini straordinari e che la radice profonda é sana e non é intaccata dal germe velenoso della corruzione. Domenica, come in tutte le occasioni nelle quali si esprime l'alpinità , io rinasco. Mi sento una privilegiata per poter vivere e sentire queste emozioni e prego Dio perché me le faccia provare per sempre.

à‰ l'Italia migliore, quella che non dimentica, non rimuove la storia per comodo, quella che é capace di far sfilare dietro al Labaro Nazionale dell'Associazione Nazionale Alpini, che comprende tutti i sacrifici di questa nobile arma, gli alpini di tutta Italia. Quelli in armi a cui dobbiamo tutto l'affetto e la vicinanza e non solo, come ci ha ricordato un nostro giovane alpino Matteo Miotto, quando tornano avvolti in un tricolore. A questi giovani e meno giovani che vestono la divisa dell'Esercito Italiano diamo tutti i giorni un abbraccio metaforico, che alle Adunate diventa fisico. Quelli delle sezioni olocauste di Zara, Fiume, Pola sempre prima tra le sezioni che aprono le Adunate e ricordare a tutti noi distratti che c'è una terra di là¡ dall'acqua italianissima e rimossa perché é più comodo non dire la verità . E poi le sezioni estere a rappresentare chi é e vuole restare italiano, anche se distante dalla terra natale, anche se costretto all'estero da sofferenze del passato o del presente. E i reduci...dal gruppo giovani che l'ANA ha intelligentemente creato per difendere quel patrimonio umano formatosi con la leva obbligatoria. Li tengono per mano questi vecchi, come a dire che ci sono loro a difenderli, a sostenerli in questo tempo della vita, eredi anche morali di quella storia. Alla fine, a commuovere l'Italia di Bassano del Grappa, di Cuneo, di Bergamo, di Bolzano arriva Cristiano Dal Pozzo della sezione "Monte Ortigara"seguito da un cartello : "reduce di Abissinia - 1936". È quando lascia la carrozzina e con i suoi due bastoni di legno grezzo e nodoso della sua terra per sfilare in piedi di fronte al Labaro Nazionale che scoppia il boato, che scendono le lacrime, che le autorità  scendono dal palco per omaggiato questo simbolo dell'Italia migliore. Ha un sorriso che non si può dire e due occhi che solo la gente di montagna dell'Altopiano ha, ma quello che ti resta nel cuore é quella sua voglia di mettersi la divisa coloniale, il casco con la penna da alpino per venire alla Adunata Nazionale, in qualsiasi parte d'Italia, fino a Littoria-Latina.

È diventato un simbolo, é un esempio che ti fa struggere e ti interroga sul fatto che noi si sia degni di questa gente!
Ripeto, sono una privilegiata! Ho modo di stare in queste occasioni dove si respira amore di Patria, rispetto per il valore ed il sacrificio, dirittura morale e senso del dovere, dove di parla di onore e dignità , dove comprendo che vi é un popolo italiano che se ritrovasse per intero questi valori, scriverebbe altre pagine di storia, di politica, di crescita.

A Rotzo, oltre mille persone erano quel popolo. Dovremo portare con forza in ogni luogo questi valori, l'esempio di Cristiano Dal Pozzo, per educare il resto di Italia.