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DONAZZAN: “L’ITS AGROALIMENTARE E VITIVINICOLO DI CONEGLIANO (TV) FORMA PROFESSIONISTI CHE NEL SETTORE DEL VINO TENGONO ALTA LA BANDIERA DEL 'MADE IN ITALY'”

Mercoledì, 25 Marzo 2015 13:05

“Il Made in Italy è il valore principale delle produzioni italiane e il traino delle esportazioni con il settore del vino che rappresenta il maggior valore aggiunto. In questo settore strategico per l’intera economia dobbiamo investire di più affinché possa fare da traino a tutti gli altri settori. Come? Attraverso la valorizzazione del capitale umano”. È quanto sostiene l’assessore all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro della Regione del Veneto, Elena Donazzan, commentando i numeri significativi dell’ITS Nuove tecnologie per il Made in Italy-comparto agroalimentare e vitivinicolo di Conegliano (Treviso).

In 5 anni, infatti, sono stati erogati 1.111.653 euro di contributi pubblici per offrire una preparazione tecnica e scientifica altamente specialistica a 98 studenti iscritti. Al termine dei primi 2 corsi svoltisi nel I triennio di pianificazione (2010-2012) tra Conegliano e la sede di Bardolino (Verona), su 38 iscritti, sono 20 gli studenti occupati e 2 quelli che hanno proseguito gli studi all’università, con un tasso di occupazione del 65%. Nel 2° triennio di pianificazione (2013-2015), invece, vengono svolti 3 corsi tra Conegliano e Bardolino per un totale di 60 studenti iscritti.

Attualmente il diploma rilasciato dall’ITS agroalimentare e vitivinicolo è quello di Tecnico superiore per il controllo, la valorizzazione e il marketing delle produzioni agrarie, agro-alimentari e agro-industriali. L’ITS opera nell’Area 4, per la formazione di Tecnici Superiori essenziali ad un settore importantissimo dell’economia italiana e, in particolare, del Veneto, che garantisce occupazione e che dunque mantiene altissimi tassi di esportazione.

“I prodotti vitivinicoli italiani, contrassegnati con il termine 'Made in Italy', sono riconosciuti ed apprezzati in tutto il mondo come garanzia di prodotti ricercati e di qualità. Per valorizzare questo patrimonio ci vuole quindi maggiore e peculiare professionalità. Il Veneto ha perciò chiesto ed ottenuto dallo Stato di pensare ad una formazione tecnica superiore alternativa all’università con stage in azienda obbligatori per almeno il 30% del monte orario complessivo, con il 50% dei docenti provenienti dal mondo del lavoro e delle professioni e in cui all’impresa del vino, nel caso dell’ITS agroalimentare e vitivinicolo, è affidata la guida”, conclude Donazzan.

ASSESSORE DONAZZAN A PRESENTAZIONE RAPPORTO ANNUALE UNIONCAMERE ALLA FIERA DI VICENZA: "A BREVE FIRMA DI UN PROTOCOLLO REGIONALE SU CONTRAFFAZIONE”

Giovedì, 19 Giugno 2014 15:11

Elena Donazzan, Assessore regionale all’istruzione, formazione professionale e lavoro, ha annunciato oggi a Vicenza, alla Fiera, l'imminente firma (probabilmente fine luglio prossimo) a Venezia, in Regione, di un protocollo d'intesa regionale sulla contraffazione in cui saranno presenti tutti i soggetti pubblici e privati interessati “perché – ha detto – la lotta alla contraffazione deve diventare elemento centrale per la ripresa economica e non un dettaglio come è stato finora. Bisogna lavorare su tre livelli: i controlli, la responsabilità del mondo dell’economia e del lavoro (aziende e sindacati) e i consumatori, partendo dalle scuole per formare alla legalità i giovani che sono i futuri cittadini e consumatori”.

"La contraffazione dei prodotti Made in Italy e dei prodotti veneti  ha aggiunto l’Assessore  ha dimensioni enormi, numeri imponenti e ricadute pesantissime sull'economia del Veneto, sulla tenuta delle nostre aziende che chiudono attività mentre i cinesi le aprono, sulla perdita di posti di lavoro per i veneti".

L'Assessore è intervenuta all'incontro di presentazione del Rapporto Annuale di Unioncamere del Veneto sulla situazione economica regionale e ha presenziato alla consegna del premio di Unioncamere per lo sviluppo economico a sette aziende venete: la Monego srl di Sedico (Belluno), la Sunglass srl di Villafranca Padovana (Padova), la Pietro Chinaglia società agricola di Lendinara (Rovigo), il Consorzio Funghi di Treviso Società Cooperativa Agricola di Istrana (Treviso), la Derossi Oftalmica di Marghera (Venezia), la Viessmann srl di Pescantina (Verona), l'Atelier Stimamiglio srl di Vicenza.

La preparazione del protocollo d'intesa è stata predisposta da Unioncamere, in particolare dal Presidente Zilio  ha informato Donazzan – con il coordinamento di un tavolo di lavoro ricco di partecipanti: associazioni di categorie, sindacati, tutti gli enti di controllo (dalle forze dell'ordine alle ULLSS alla direzione lavoro del Ministero). “In questo protocollo si individuerà chi fa che cosa sull’esempio di quello voluto dalla Camera di Commercio di Padova e firmato due anni fa e che produsse l’effetto di far chiudere ‘China Market’”.

Un altro protocollo citato dall’Assessore Donazzan come esempio che la Regione vuol seguire (intanto nei settori della moda, dell’oreficeria e poi in altri ancora) è quello dell’Acrib, l’Associazione calzaturieri della Riviera del Brenta, che ha svolto un’azione di forte responsabilità e di nuova contrattazione territoriale con l’accordo del 2010 sulla legalità e il contrasto alla concorrenza sleale.

Infine Donazzan ha sottolineato il ruolo della responsabilità individuale nella lotta alla contraffazione che è lotta per mantenere i posti di lavoro dei veneti e tenere aperte le aziende: “ciascuno di noi ha una responsabilità del piccolo acquisto che fa perché siamo noi a determinare la micro-economia e i comportamenti eticamente sostenibili”.

Premio Unioncamere aziende venete

POMI D'ORO, UN NEGOZIO DAVVERO PARTICOLARE

Mercoledì, 26 Marzo 2014 10:23

Vi racconto di Pomi d'Oro, una chicca di negozietto di frutta, verdure e particolarissimi prodotti da abbinare.

Alessandro Barbieri ha preso la vecchia bottega dello zio, l'ha ripensata con eleganza come fosse una boutique, la gestisce con originalità dando consigli a donne sempre di corsa attente alla linea e alla salute, anche su come cucinare! Alessandro promuove anche prodotti tradizionali e artigianali come la Birra 31 della Strada dei Birrai di Pederobba. Non tanti prodotti esposti, ma ottimi, stagionali e magnificamente accostati. Un giovane patriota innamorato del suo paese, della tradizione di piccolo bottegaio di famiglia e raffinato cultore della qualità Made in Italy.

Dueville (VI) nella strada di fronte alla Chiesa.

140326 Pomi dOro

BASIC & Co.

Mercoledì, 26 Marzo 2014 10:15

Basic & Co. è un'azieda di Malo (VI) che produce silicio elaborato per l'isolamento, con proprietà antifuoco e perfettamente eco compatibile e riciclabile. Brevetto italianissimo di prodotto e di produzione, compresi i macchinari, ideato da uno dei soci e radicamento territoriale fortissimo degli altri due che l'hanno convinto a non accettare la profferta molto allettante di Austria e Svizzera, restando qui.

A me, Assessore al Lavoro, il compito di rendere favorevole il contesto pubblico per questa azienda, per sostenere lo sforzo incredibile fatto con le proprie risorse e per far crescere realtà così. Clienti importanti si sono fatti avanti e nuove applicazioni in ambiti più diversi sono la garanzia di crescita.

Bravi a Basic & Co.!

140324 Aziend Basic and Co

IL DISTRETTO CALZATURIERO DEL BRENTA È UN’ECCELLENZA MONDIALE

Lunedì, 10 Marzo 2014 16:21

Oggi, lunedì 10 marzo, ho partecipato alla presentazione del progetto “Il Distretto Calzaturiero del Brenta: costruire un brand per i mercati internazionali” che è andata di scena al Politecnico Calzaturiero di Vigonza (Pd). L’iniziativa ha visto la partecipazione anche del presidente di Confindustria Venezia, Matteo Zoppas, del direttore del Cuoa – Business School, Giuseppe Caldiera, e del presidente dell’Associazione Calzaturifici Riviera del Brenta (ACRIB), Siro Badon.

Gli imprenditori del distretto calzaturiero della Riviera del Brenta per primi hanno compreso che il distretto va difeso con le sue competenze e riposizionato con una sempre maggiore strategia verso l’internazionalizzazione di tutte le imprese, che hanno trovato nella Regione del Veneto un sostegno e vorrei dire una partner.

I numeri sono quelli di una grande industria, con 10.200 lavoratori mantenuti negli ultimi dieci anni nonostante i tanti problemi e la concorrenza sleale e un fatturato di 1 milione e 700 mila euro. Questi sono numeri che vanno letti in chiave unitaria trattando questo distretto, grazie all’ACRIB, come se fosse un’unica grande azienda.

Il mio assessorato ha sostenuto un progetto per aumentare le competenze strategiche quali: una puntuale analisi di settore dei concorrenti per migliorare la competitività; riprogettare il modello di business; favorire le aggregazioni e le collaborazioni; accompagnare con un management condiviso le aziende verso dinamiche di rete e condividere Piani di Sviluppo allo scopo di giungere a una formazione mirata che affronterà l’“International Brand Management”, il marketing internazionale specifico del settore e, infine, la valorizzazione del valore nel processo di progettazione della calzatura. Questi sono i contenuti della specifica formazione rivolta al settore del calzaturiero che prende il via oggi, lunedì 10 marzo 2014, per concludersi a febbraio 2015.

Il distretto calzaturiero del Brenta è una eccellenza in campo mondiale. Sono presenti le imprese dell’alta gamma e del lusso (35%) e quelle del no-brand di alta qualità, che rappresentano tutto il comparto della componentistica e sono il vero elemento di attrazione dei grandi marchi. Il distretto deve difendere le sue competenze distintive che lo rendono unico nel mondo ma deve contestualmente rafforzarsi con una formazione di qualità e mirata al settore.

140310 Donazzan calzaturiero brenta

 

CM SPA

Venerdì, 28 Febbraio 2014 16:16

Sono stata a visitare CM SPA, un’azienda di Cartigliano (VI) che produce manifatturiero, lavelli in acciaio, tutto Made in Italy e l'imprenditore, il Signor Marenda ha esordito così: "Mi scuso se farò degli errori, ma ho fatto solo la terza elementare". La mia risposta è stata: "No, lei ha fatto una grande azienda!".

Questo "signore" dell'imprenditoria ha specificato come la missione per un imprenditore è far nascere e crescere l'azienda, è passione. Non si pensa all'arricchimento ma ai fornitori e alle aziende clienti.

Un'azienda familiare, con altre famiglie all'interno e un forte rapporto con i terzisti.

Nel 2002 è stato insignito di uomo dell'anno e ha finanziato una opera pubblica di pregio.

120 persone occupate,  con stranieri entrati 15 anni fa a cui ha dato casa, costruendo appartamenti dedicati. E' il secondo gruppo a livello italiano di produzione di lavelli in acciaio di altissima qualità per le migliori marche. Qualità e tecnologia che garantiscono la maggiore redditività con un prodotto quasi curato artigianalmente.

Ha una forza produttiva di 800 mila lavelli e l'equilibrio lo raggiunge con 650 mila pezzi.

Nel 2014 hanno fatto investimenti per 1 milione e 800 mila euro. Tutto con risorse personali e non con risorse pubbliche.

La crisi l'ha sentita sul fronte della perdita di finanza dovuta, negli anni 2012 e 2013 a fallimenti  e concordati per 1 milione e 650 mila euro, su cui hanno pagato le tasse e l'iva. Manca una educazione industriale, i concordati in bianco sono un disastro.

Ottime sono le relazioni industriali e territoriali che facilitano la soluzione dei problemi.

Un imprenditore che ha investito e reinvestito tutto in azienda senza mai portare  via ossigeno all'azienda, che ha  iniziato a 11 anni e non aveva i soldi per un panino con la mortadella.

La commozione nel parlare dei propri collaboratori mi ha commossa e rafforzata nella convinzione che il "modello" del Nordest dell'impresa famigliare ha molto a che fare con legami, relazioni, passione e fa quadrare anche i numeri. Tra questi la signora Silvana Piotto, da 37 anni in azienda entrata giovanissima.

Export 50% che ha sostenuto l'azienda durante la crisi. La concorrenza non fa paura, ma devono esserci stesse regole e le nostre aziende hanno bisogno di tutele. Così come troppe regole non significano maggiore sicurezza, ma c'è bisogno di certezza e programmazione.

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