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LA SODDISFAZIONE DELL’ASSESSORE DONAZZAN PER IL VIA LIBERA DELLA COMMISSIONE EUROPEA ALLA NUOVA PROGRAMMAZIONE DEL FONDO SOCIALE

Mercoledì, 17 Dicembre 2014 16:40

“Sono estremamente soddisfatta del traguardo raggiunto in Veneto con l’adozione del POR FSE entro la fine dell’anno. Questo ci consente di affrontare con rinnovata fiducia una nuova fase, per combattere con determinazione il problema della disoccupazione, sostenere la competitività delle nostre imprese e potenziare le competenze professionali per una crescita inclusiva, sostenibile e intelligente, come richiesto dall’Unione Europea”.
Commenta così l’assessore regionale all’istruzione, formazione e lavoro e trasporti, Elena Donazzan, l’adozione del “POR FSE Veneto 2014/2020” da parte della Commissione Europea, che dà il via alla nuova programmazione.

“Si tratta di un investimento molto importante, pari a oltre 764 milioni di euro – specifica l’assessore –, che delinea la strategia del Fondo Sociale Europeo a favore dello sviluppo del nostro territorio”.

Quattro sono gli assi su cui punta la nuova programmazione: occupazione, istruzione e formazione, inclusione sociale e capacità istituzionale.

“Nell’ambito delle finalità connesse allo sviluppo delle politiche di coesione – sottolinea Donazzan –, le azioni finanziate dal FSE Veneto avranno un impatto significativo sul territorio, con una concentrazione delle risorse su individuate priorità. Il programma operativo converge soprattutto su obiettivi occupazionali, prevedendo anche misure specifiche a favore dell’occupazione giovanile e femminile, senza trascurare il sostegno alle imprese e utilizzando, quali leve di crescita, la ricerca, l’innovazione e l’adattamento dei lavoratori ai cambiamenti”.

“Le politiche per l’occupazione – prosegue l’assessore – sono, inoltre, strettamente correlate con quelle volte all’inclusione sociale e in tal senso il POR FSE promuove l’approccio dell’inclusione attiva e valorizza il ruolo svolto dalle imprese attente alle responsabilità sociali. Il programma punta, inoltre, al miglioramento del sistema dell’istruzione e formazione, per una scuola che dialoghi maggiormente con il mondo del lavoro e continui ad agire per prevenire la dispersione scolastica ed elevare i tassi di istruzione, sviluppando le competenze anche ai fini dell’occupabilità, rivolgendo particolare attenzione ai settori che presentano prospettive di crescita (per esempio le green e blue economy). Il dialogo con il territorio e con i cittadini passa anche attraverso la capacità di migliorare i servizi per il lavoro e il disegno di un’amministrazione pubblica efficiente e trasparente, per migliorare i servizi al cittadino e ridurre gli adempimenti burocratici di ostacolo alla nascita di nuove imprese”.

“È stato premiato da una non sempre magnanima Commissione europea il lavoro molto importante svolto dalle strutture tecniche della Regione del Veneto a cui va il mio sentito plauso per la professionalità che hanno espresso ma anche per la condivisione ottenuta con le Parti Sociali”, conclude Donazzan.

Fondi strutturali UE: l'esempio del Veneto

Lunedì, 14 Luglio 2014 15:43

Non tutte le Regioni italiane utilizzano in modo efficace ed efficiente i fondi strutturali europei e, in particolare, il Fondo Sociale Europeo, per favorire davvero l'inclusione sociale e la formazione volta alla creazione di nuova occupazione. Questo è probabilmente uno dei motivi dei dibattiti alimentati in Italia sul reale impiego dei fondi.

In Veneto, però, il Fse si è dimostrato uno strumento efficace anche sul fronte dell'emergenza occupazionale: nella Programmazione 2007-2013 sono stati offerti corsi a 275 mila persone e senza il sostegno che il Fse ha erogato in Veneto tra il 2007 e il 2010, l'occupazione oggi sarebbe più bassa di 1,5 punti percentuali.

In più di un'occasione abbiamo ricevuto il plauso della Commissione europea per il virtuoso utilizzo delle suddette risorse e il Veneto può orgogliosamente rappresentare un esempio in questo senso.

Anche la stampa nazionale si accorge che abbiamo molto da dire e da essere di buon esempio di governo: clicca qui per leggere l'articolo pubblicato oggi su "la Repubblica".

140714 Titolo redazionale Affari  Finanza

 

In Veneto il Fondo sociale europeo si è rivelato uno strumento efficace per l'occupazione

Martedì, 08 Luglio 2014 19:23

Mi sarei stancata delle approssimazioni attorno al tema della formazione. Sarà che sono 9 anni che vivo e approfondisco questi temi, ma mi sembra che qualche commentatore e professore possano avere da me qualche suggerimento.

Oggi le imprese che vanno meglio hanno alcune condizioni ben precise, tra queste il fatto di aver investito sulle proprie risorse umane. Ecco a cosa serve la buona formazione, quando é rivolta al fabbisogno preciso delle imprese, quando dà opportunità di inserimento lavorativo, quando aumenta le competenze e quindi la competitività dell'impresa e del sistema.

Il Veneto è un grande distretto produttivo, può tornare ad aumentare la propria dimensione occupazionale ma deve guardare al nuovo manifatturiero, alla produzione "sartoriale", all'artigianato industriale e all'industria artigianale. Al BBeB: BELLO, BUONO e BEN FATTO.

Per fare questo abbiamo bisogno di aumentare il livello delle nostre conosce, competenze e abilità.

Ecco perché credo nella BUONA formazione.


*In allegato la lettera inviata al Direttore di "la Repubblica", Ezio Mauro